AFRICA

Cosa vedere in Tanzania – 10 posti bellissimi da non perdere in Tanzania (safari ed oltre)

Se credete che la Tanzania sia solo safari vi sbagliate. Scoprite cosa visitare in Tanzania oltre i classici circuiti turistici ed i circuiti safari tra montagne, percorsi di trekking, spiagge paradisiache e villaggi Maasai.
Dicembre 30, 2020
Modificato il Settembre 25, 2021
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Se si pensa alla Tanzania scommetto che in mente vengono subito i meravigliosi safari, in particolare quelli nel Serengeti, e l’isola di Zanzibar con le sue spiagge infinite e l’acqua azzurrissima. 

Se da un lato queste immagini rappresentano in effetti l’essenza più famosa e popolare della Tanzania, dall’alto lato non la raccontano del tutto. 
I posti da vedere in Tanzania sono infatti molto di più. 

Quando mi viene chiesto cosa vedere in Tanzania la mia mente viaggia in regioni molto poco conosciute ed originali.

La Tanzania è casa del Monte Kilimanjaro, dove si fa il trekking più famoso d’Africa, e del vicino Monte Meru, altrettanto impegnativo, se non di più, di tribù Maasai sparse nel territorio e non solo lungo i circuiti safari e di isole alternative, dove addirittura potresti vedere e nuotare a fianco dello squalo balena. Non basta?

Se si viaggia nel remoto ovest si può godere della pace del Lago Vittoria dove fare walking safari o, per chi vuole davvero osare, vedere gli scimpanzè al confine con l’Uganda.

La Tanzania permette di essere viaggiata in maniera autentica e soddisfa anche i viaggiatori più esigenti.
La combinazione di paesaggi paradisiaci, fauna senza precedenti, parchi Nazionali praticamente dovunque, isole idilliache, reperti e resti archeologici, è quello che rende la Tanzania un Paese unico nel continente Africano

La Tanzania vanta ben sette siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Sorpresi? 

Ho selezionato 10 posti stupendi da vedere in Tanzania, perchè un viaggio in questo Paese non deve necessariamente essere fatto di safari e mare, ma può essere molto di più.

safari tanzania

Safari nel Parco Nazionale del Serengeti durante la Grande Migrazione

Cominciamo dal posto più famoso della Tanzania: il Parco Nazionale del Serengeti, una delle più importanti aree naturali protette dell’Africa orientale

Serengeti in lingua masai significa “pianura sconfinata”, ed in effetti con una  superficie di 14.763 km² la pianura della savana sembra non avere mai fine. 

Il gigantesco parco si estende fino al confine con il Masai Mara in Kenya ed è adiacente al Lago Victoria, condiviso con l’Uganda, l’Area di Conservazione Ngorongoro ed altre importanti riserve. 

Il Serengeti è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1981, rappresentando una delle principali attrazioni turistiche della Tanzania, e la più importante di un sistema di quattro aree naturali protette chiamato “Circuito safari del nord” che  include anche il Parco nazionale del lago Manyara, il parco nazionale del Tarangire, il parco nazionale di Arusha e la riserva naturale di Ngorongoro.

Ma oltre le dimensioni e le meraviglie della Savana, i safari nel Serengeti sono famosi nel mondo, e si distinguono da tutti gli altri, per l’evento che lo rende un posto davvero speciale: La Grande Migrazione degli Gnu.

La corsa seguendo un circolo naturale che porta i gruppi di gnu, parliamo di circa 2 milioni di esemplari, a correre in cerchio, entrando anche nel Maasai Mara in Kenya, alla ricerca di acqua ed erba fresca. 

Pur essendo questo un evento continuo che dura 12 mesi l’anno, i migliori momenti per assistere alla migrazione sono da Dicembre a Marzo, quando gli snu partoriscono nelle pianure di Ndutu, quindi potrete vedere i cuccioli, e la ben più famosa migrazione al nord del Serengeti, da Luglio a Settembre, che è il momento in cui gli gnu attraversano, rischiando la vita, il Maasai River sfidando i coccodrilli e le correnti. 

Per approfondire leggi il post dedicato all’organizzazione del safari in Tanzania.

CONSIGLIO SAFARI TANZANIA & GRANDE MIGRAZIONE

La Grande Migrazione al Nord del Serengeti e la Grande Migrazione di Ndutu

Se vuoi assistere al famoso attraversamento del fiume Maasai River, quindi la Grande Migrazione che si vede solitamente nei documentari, i mesi migliori sono Agosto e Settembre.
I giorni necessari per raggiungere il Nord del Serengeti variano tra 8 e 9. 

Se invece hai meno tempo a disposizione o un budget limitato che non può coprire 9 giorni di safari, ti consiglio di considerare il mese di Febbraio.

La Grande Migrazione in quel mese si trova nel Sud del Serengeti, in zona Ndutu. Non vedrai l’attraversamento del fiume, ma potrai assistere alla nascita dei cuccioli (e le chance di vedere qui i grandi felini sono altissime). 

Questo circuito si può coprire anche in 5 giorni e generalmente esclude l’ingresso nel Serengeti (per mancanza di tempo e perchè vale la pena rimanere a Ndutu dato che le mandrie in questo momento si trovano qui). 

Non temere però, Ndutu ha eco-sistemi simili al Serengeti, quindi la savana tipica del Serengeti la trovi anche a Ndutu, garantendoti un safari più breve, quindi più economico, ma ricco di fauna in un momento davvero speciale. 



grande migrazione

Safari nel Cratere Ngorongoro alle ricerca del rinoceronte nero

Il Cratere Ngorongoro, la caldera più grande del mondo, in cui oggi si fa uno dei safari più belli d’Africa, nel passato era una montagna più alta del vicino monte Kilimanjaro.
Imponente e potente in seguito ad una potente eruzione è collassato creando una caldera che si estende per un centinaio di chilometri quadrati. 

Nel corso di qualche milione di anni questa cratere si è riempito di vita. Si sono create pozze d’acqua dolce, si è sviluppata una vegetazione lussureggiate e si è popolata di animali selvatici. Oggi nella caldera vivono più di 25.000 animali tra cui 55-65 branchi di leoni residenti, registrando una delle più alte densità di branchi di leoni sulla Terra.

Oltre agli animali la caldera ha attratto anche i pascoli e le tribù nomadi che si sono stanziate lungo i suoi bordi. Qui infatti vivono molti maasai che sicuramente vedrete guidando tra i parchi. 

Inizia così la storia di uno dei luoghi più belli del pianeta, un colosseo di biodiversità senza precedenti. Nasce il mito del Cratere Ngorongoro. 

cratere Ngorongoro

Ritenuta una zona fragile di biodiversità, l’area di conservazione del cratere di Ngorongoro è stata istituita nel 1959 e, nel 1979, è stata protetta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. 

Se dovessi scegliere 1 parco dove fare safari, anche se ricordo che Ngorongoro è un’area di conservazione (che sancisce il diritto al popolo Masai di continuare a vivere lì) sarebbe senza ombra di dubbio questo dove, con fortuna, si può vedere il rarissimo rinoceronte nero. Dei 5000 esemplari rimasti nel mondo, 33 vivono proprio qui.

All’interno dell’area di conservazione di Ngorongoro si trova inoltre la gola di Oldupai, una ripida gola nella Great Rift Valley dove i paleoantropologi Louis e Mark Leakey hanno scoperto tracce di homo habilis, la nostra prima specie umana conosciuta, risalente a 2 milioni di anni fa.

Il periodo migliore per fare un safari nel cratere Ngorongoro va da  Maggio ad Ottobre, quando il clima è più secco e gli animali si trovano vicino le pozze d’acqua.

Safari in Tanzania con operatori locali

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Anni di esperienza,  prezzi competitivi, sicurezza in viaggio e turismo responsabile è quanto promettiamo! 

Nuotare con lo squalo balena ad isola Mafia

Se ami lo snorkeling e le immersioni la Tanzania ti darà filo da torcere, in particolare ad Isola Mafia dove oltre ad eccellenti immersioni e snorkeling tutto l’anno, da Novembre ad Aprile si può nuotare con lo squalo balena di passaggio proprio tra le sue acque. 
Mafia a differenza di Zanzibar è più difficile da raggiungere. Non ci sono voli diretti da Arusha o Kilimanjaro ma è necessario volare prima a Dar e poi prendere un altro volo interno. 
Alternativamente chi ha tempo a disposizione e non si fa problemi a fare viaggi faticosi può anche raggiungerla via terra e con una barca locale. Qui racconto come fare. 

Per approfondire leggi Cosa vedere ad Isola Mafia in Tanzania

squalo balena tanzania

La pace di Isola Pemba

Pemba è un bellissimo e verdeggiante, tanto da essere chiamata “la verde”,  gioiello incastonato nell’azzurrissimo dell’Oceano Indiano famosa per la coltivazione dei fiori di garofano.

Anche se situata a nord di Zanzibar, a soli 80 chilometri di distanza, Pemba è riuscita a mantenere il suo fascino rilassato, a differenza del trambusto dell’isola più famosa. 

È un’isola ancora incontaminata dalla civiltà moderna, qui si trovano pochissimi mezzi di trasporto e pochissimi alloggi (a questo link puoi vedere che ce ne sono davvero pochi) e piuttosto costosi.

L’isola di Pemba ha un paesaggio collinare ed è densamente ricoperta di vegetazione in totale contrasto con  Zanzibar.

Consiglio di esplorare la Riserva della foresta di Ngezi , il piccolo bazar del mercato addobbato con frutta esotica, fare dei giri in Dhow ed ovviamente godere delle sue meravigliose spiagge  di sabbia bianca ed acqua cristallina in cui si trova una eccezionale barriera corallina.

Un’altra differenza non da poco con Zanzibar è che qui è piuttosto improbabile che si venga disturbati visto che i turisti sono davvero pochissimi, e potrai goderti la cultura swahili esattamente per come è sempre stata. 

Stone Town a Zanzibar

Staone Town è la capitale di Zanzibar dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per il suo ricco significato storico e culturale.

La città anche dopo centinaia di anni ha conservato tutto il suo antico fascino originale. La città è bellissima, camminando per le sue vie ci si imbatterà sicuramente in gruppi di anziani che chiacchierano davanti a tazze di kahawa (caffè) o leggono il giornale, le donne fanno la spesa al mercato ed i bambini giocano dovunque. Nelle sue strade un po’ decadenti si trovano molti piccoli dukas (negozi) che vendono meravigliosi prodotti artigianali, in particolare i tessuti colorati, le spezie, frutta fresca e deliziosi frutti di mare.   

Stone Town si caratterizza per i numerosi edifici in stile coloniale a fianco a case swahili alle quali si accede attraverso intricate porte intagliate nel legno. 
Non mancano moschee medievali, chiese e templi indù si fondono perfettamente con altri luoghi di interesse come il Forte portoghese ed i suoi cannoni, il Museo del Palazzo del Sultano (Beit-el-Sahel) e la Casa delle Meraviglie (Beit-el-Ajaib).

stone town

Vivere al villaggio Maasai

Nel cuore della Tanzania, nel bel mezzo del niente, ad 8 ore da Arusha ed altrettante da Dar Es Salaam, si può vivere per qualche giorno con i Maasai. Totalmente fuori dai circuiti turistici questa è una delle esperienze tribali tra le più belle e genuine che abbia mai fatto.
Il villaggio si trova nella regione di Tanga, nel cuore della Tanzania, a circa 7 ore da Dar ed 8 ore da Arusha, quindi lontanissimo motivo per cui consiglio almeno 5 o 6 notti. 

Consiglio regione perchè, anche se durante il safari tra i parchi del Nord, avrete la possibilità di visitare dei villaggi, vi renderete conto che sono diventati molto turistici, non piacciono sempre a tutti tanto che io stessa consiglio di escludere questa fermata.
Diverso se invece si viaggia fino a Kiberashi dove si ha la possibilità autentica e vera di vivere per qualche giorno con i Maasai di Tanzania.  
Ho scritto di questa esperienza nel post Maasai Experience – Vivere con i Maasai in Tanzania.

Scalare il Kilimanjaro

L’immagine più famosa del Kilimanjaro è in verità una foto fatta dal Kenya. Questa enorme montagna infatti si trova proprio alla frontiera tra Tanzania e Kenya e sovrasta le vaste pianure dell’Amboseli meridionale in Kenya – anch’essa parte dell’ecosistema del Parco Nazionale del Kilimanjaro.
Le aride savane si estendono sopra una falda acquifera sotterranea alimentata dai ghiacciai del monte Kilimanjaro che, con i suoi 5895 metri, è la montagna più alta dell’Africa.

Il Parco Nazionale del Kilimanjaro offre una serie di habitat incredibilmente diversificata. Alimentato da torrenti d’acqua che scendono dalla cima si è creata una cintura lussureggiante di foresta tropicale dove vagano branchi di elefanti.  

La foresta montana cede il passo ai prati alpini fino a quando, a 4000 metri, il paesaggio si trasforma e si copre di erica.

Al di sopra di questo scenario si trovano solo muschi e licheni, prima di arrivare ai tre crateri, Mawenzi e Shira, che sono dormienti, e Kibo, la cima, dove le fumarole gassose sono attive a intermittenza, anche se l’ultima grande eruzione risale a quasi 200.000 anni fa.

Sul Kilimajaro si fa il trekking più famoso, ed uno dei più dispendiosi, d’Africa. Obbligatorio appoggiarsi ad un operatore. 

Kilimanjaro

Monte Meru – L’alternativa al Kilimanjaro

Il Monte Meru è un vulcano attivo di 4566 metri a circa 70 chilometri ad ovest del Kilimangiaro e che si scala con un trekking di 6 giorni. 

È consdierato l’alternativa economica la Kilimanjaro ed alcuni riferiscono che questo trekking sia più impegnativo, di certo è più tranquillo e meno turistico, della montagna più famosa. 

La montagna è il centro del Parco Nazionale di Arusha e i suoi fertili pendii si ergono sopra la savana circostante e sostengono una foresta che ospita diversi tipi di fauna selvatica, tra cui quasi 400 specie di uccelli, scimmie e leopardi. 

La salita è abbastanza ripida in alcuni punti e il percorso verso la vetta passa tra ruscelli, praterie, foreste pluviali tropicali, prati alpini, brughiere es altopiani desertici fino alla neve e al ghiaccio.  

Lago Victoria

Il Lago Victoria è il più grande lago dell’Africa ed il secondo lago d’acqua dolce più grande del mondo. 
Il Lago Vittoria ha una superficie di oltre 68.000 km quadrati e vanta 3200 chilometri di costa e si trova in una depressione poco profonda tra la Rift Valley occidentale e orientale ed è alimentato dal Nilo.

Il lago ospita diversi arcipelaghi condivisi tra Tanzania, Kenya ed Uganda, e nelle sue acque vivono 500 specie di pesci.

Il Lago Vittoria sostiene molte industrie per le popolazioni locali, come la pesca e la coltivazione di caffè, il mais, il tè ed il cotone. La zona funge anche da centro economico che supporta principalmente le telecomunicazioni ed i trasporti.

Una delle migliori destinazioni nel lego è il Parco Nazionale di Rubondo Island. dove si possono fare walking safari, cosa rara in Tanzania, e safari in barca. 
La maggior parte del parco è coperta da una fitta giungla che offre rifugio e cibo ad elefanti, primati, lontre dal collo maculato, ippopotami, coccodrilli e molta altri animali. Ma gli uccelli sono la sua punta di dimante, in particolare qui si può vedere l’aquila pescatrice africana ed i pappagalli grigi.

Vedere gli scimpanzè al Parco Nazionale Gombe

Il Parco Nazionale di Gombe Stream è leggendario per la presenza degli scimpanzé selvatici che sono stati studiati per oltre 50 anni dalla Dott.ssa Jane Goodall.
I suoi studi sono stati importanti non solo per tutte le informazioni su questi animali molto intelligenti ma anche perchè hanno dato una spinta a combinare la conservazione degli habitat della fauna selvatica dei primati con lo sviluppo dell’eco-turismo e il benefico coinvolgimento delle comunità umane indigene in Tanzania.

Situata in una frangia di foresta pluviale tropicale ai margini del lago Tanganica, nella Tanzania occidentale, Gombe è la destinazione da sogno per chi vuole avvicinare gli scimpanzé, ma non solo. 

Le spiagge sabbiose del lago Tanganica, uno dei laghi più antichi, grandi e profondi d’Africa, alla fine di un braccio della Great African Rift Valley, sono ideali per rilassarsi, godersi dei giri in barca, pescare ed anche fare snorkeling lontani, per davvero, da qualsiasi flusso turistico turismo. 

Dopo un lungo e duro viaggio su strada che richiede diversi giorni o un volo in aereo di tre o cinque ore da Dar-es-Salaam o Arusha, il parco si raggiunge in barca, circa 16 km da Kigoma, a quel punto si è nel cuore della Tanzania meno esplorata e conosciuta.

Questa estensione è particolarmente costosa, se quindi non puoi farla in Tanzania puoi considerare l’Uganda dove si può organizzare facilmente (il costo è di circa $200 per il permesso), leggi il post Cosa vedere in Uganda e anche il post Come organizzare il Gorilla Tracking in Uganda

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