Cosa fare a Zanzibar, ovvero Isola Unguja, in Tanzania

Cosa fare a Zanzibar, ovvero Isola Unguja, in Tanzania

Cosa fare a Zanzibar, ovvero isola Unguja 

Non sempre un muro deve necessariamente essere fatto di mattoni, a volte non si tocca, non si vede ma si sente. Unguja, conosciuta erroneamente da tutti come isola di Zanzibar , mi ha fatto vivere due distinte situazioni anche se a distanza di un solo passo. Dentro/fuori.

Dentro, lato spiaggia in uno dei tanti resorts ci siamo noi, e, fuori al di là di quel muro che separa gli hotels dai villaggi, loro che vivono quasi senza reale integrazione con il turista chiusi in un mondo a sè.

Molto differente dalla Tanzania che ho conosciuto fino a questo momento, caotica e totalizzante, Zanzibar ha rappresentato la fine del viaggio durato due mesi, in un enorme Paese che mi ha stancata all’inverosimile fiondandomi in una dimensione fino ad allora sconosciuta, quella delle spiagge, dei resorts, degli stili di vita occidentali impiantati in un contesto culturale profondamente differente, ricordo che Zanzibar è al 90% musulmana.

Una isola dalle mille sfaccettature, conosciuta prevalentemente per le spiagge paradisiache e le veleggiate sui Dhow, ma anche per le spezie ed il colorato mercato di Stone Town, le tartarughe del Nungwi Natural Aquarium, ed un fascino particolare che tanto la distingue dal Continente, Unguja, che da adesso in avanti chiamerò Zanzibar sapendo di fare un errore, rappresenta il momento relax e mare che chi viaggia nella polverosa Tanzania desidera e cerca, e che si presenta come un Paese a sè, distinto che all’inizio mi ha lasciata piuttosto perplessa, facendomi sentire ALTRA rispetto a quegli stessi altri che, fino ad ora, invece avevano avuto la capacità di catapultarmi nel loro mondo fatto di discussioni su mucche, bestiame e capanne.

Eppure, basta solo un pò di tempo per entrare nel vivo di questa isola in cui il caos sembra essere una priorità di Stone Town e la tranquillità e spiagge semi deserte anche in alta stagione ammaliano ed invitano al dolce far nulla lasciandosi coccolare dal sole che brucia sulla sabbia bianca come la neve.

L’arcipelago di Zanzibar

Zanzibar è un arcipelago appartenente alla Repubblica Unita della Tanzania, dal 1964,  ed è composto da due isole principali, Unguja e Pemba, e numerose isole minori. Quella che comunemente chiamiamo Zanzibar non è altro che l’isola di Unguja, nome da utilizzare anche nella ricerca di hotels, ma credo che sia giusto ricordare che Zanzibar si riferisca all’intero arcipelago e non all’isola.
Il nome Zanzibar deriva molto probabilmente dal persiano zanj, con cui i persiani indicavano i neri; zang-i bar significherebbe “Terra dei neri”. Viene  proposta un’altra etimologia, dall’arabo zanjabīl, che significa “zenzero”, una delle spezie commerciate da Zanzibar, ma meno affidabile rispetto la prima.

Cosa fare a Zanzibar - Tabella dei Contenuti

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La storia di Zanzibar e della tratta degli schiavi

Conoscere la storia di Zanzibar è importante per comprendere l’isola, oltre le spiagge meravigliose ed i resorts di tutto rispetto.
Gli schiavi da sempre hanno rappresentato fonte di ricchezza, un commercio redditizio che dall’Africa ha esportato schiavi in Arabia, Persia ed India.

Alla richiesta in aumento, nel XVIII secolo, i mercanti arabi si spinsero verso l’interno dell’Africa per trovare altri schiavi che venivano venduti al mercato di Zanzibar Town, abbinando a questo commercio umano l’altro di altrettanta importanza, quello dell’avorio.

Infatti per ridurre i costi di trasporto, l’avorio veniva trasportato dagli schiavi stessi lungo la costa. Quelli troppo deboli che non riuscivano a trasportare il pesante carico e marciare venivano uccisi.

Partendo dai porti di Kilwa e Bangamoyo, gli schiavi, imbarcati sui Dhow, arrivavano a destinazione esausti ed affamati. Quelli che arrivavano.
Infatti visto che per ogni schiavo il commerciante è obbligato a pagare la dogana, quelli ritenuti poco forti o incapaci di sopravvivere venivano gettati in mare prima dell’arrivo.

Alla morte del Sultano Said, il sultanato dell’Oman si separò da Zanzibar, che nel mentre aveva raggiunto la prosperità grazie all’esportazione dei chiodi di garofano ed al commercio degli schiavi, da sempre ostacolato dagli inglesi.

Fu grazie alla mediazione di Atkins Hamerton e John Kirk che il governo inglese riuscì a conquistare la fiducia del Sultano Said e di suo figlio Bargash, riuscendo ad abolire questa pratica inumana. Ma la scomparsa reale avvenne solo 50 anni dopo, nel 1873.

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Come arrivare a Zanzibar

Le soluzioni per arrivare a Zanzibar dalla Tanzania sono 3 a seconda del luogo di partenza. 

Se si parte da Arusha, la soluzione migliore è volare da Kilimangiaro a Stone Town.
E’ importante sapere che se l’idea è di prendere il catamarano da Dar es Salaam dovrai considerare almeno un giorno di viaggio in autobus e probabilmente una notte a Dar, è assai improbabile che arriverai in tempo per prendere il catamarano in giornata stessa dopo il lunghissimo viaggio in bus.
Non fare affidamento su gli orari che gli autisti ti indicano, molto probabilmente arriverai una se non 2 ore dopo l’orario previsto.

Se si parte da Dar Es Salaam i catamarani sono comodi, veloci ed economici (è consigliato comprare il biglietto almeno il giorno prima della partenza sia quando si parte da Dar che quando si parte da Stone Town).
Il problema è che bisogna essere a Dar Es Salaam che è piuttosto distante da Arusha, la maggior parte dei turisti abbina Safari parchi del nord e Zanzibar.
Per maggiori informazioni clicca qui.

Se si parte da Pangani è possibile arrivare in speed boat ma è un viaggio non proprio semplicissimo e molto avventuroso. Non è indicato per chi ha paura del mare e vuole viaggiare comodo. Invito ad andare in bagno prima di salire in barca o si finirà come me nel mezzo del mare ad immergersi in acqua con una serie di persone guardare mentre mi tengo stretta alla scaletta per non cadere completamente viste le onde.

Il costo in questo caso dipende dal numero di persone sulla barca, non partono tutti i giorni e possono essere arrangiate dal centro turistico di Pangani.

Come muoversi a Zanzibar

Nonostante Zanzibar sia una destinazione turistica molto ben organizzata, al di fuori dal proprio hotel/resort si torna nella Tanzania poco attrezzata e logisticamente snervante.
I dala-dala passano raramente e impiegano ore per fare 50 chilometri.

Non ci sono orari nè stazioni nei piccoli centri ma bisogna attendere che il dala-dala suoni il clacson per indicare l’arrivo, correre per strade per fermalo e sperare che ci sia abbastanza posto per accomodarci.
Ovviamente è la soluzione più economica ma fa amplificare i tempi di viaggio.

Le soluzioni migliori e più agevoli sono noleggiare una macchina o ricorrere ad un taxi.
Per il noleggio dell’auto non è richiesta patente internazionale di guida ma è obbligatorio ottenere un permesso da richiedere alla polizia e da pagare una decina di dollari che consente di guidare sull’isola.


Alternativamente viaggiare a bordo di taxi rende i trasporti agevoli e semplici, basta chiedere al proprio hotel per poterne avere uno organizzato.

Zanzibar

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Dove dormire a Zanzibar

Premetto che la mia scelta sul dove stare è ricaduta su Jambiani grazie al consiglio di una amica che vive sull’isola da ormai 10 anni.
Soluzione non poteva essere più azzeccata visto che dopo aver guidato lungo quasi l’intera costa posso affermare che è un angolo bellissimo dove, soprattutto, non sono ancora arrivati grossi hotels e vari resorts o villaggi che deturpano questi luoghi meravigliosi.

Non solo Jambiani ha una spiaggia bellissima ma il fenomeno delle maree la rende ancora più spettacolare, soprattutto con la bassa marea invito a passeggiare in direzione sud per raggiungere le lingue di sabbia nel mentre si passeggia accanto a donne che sedute sulla sabbia bagnata si prendono cura delle coltivazioni di alghe.

BAHARI – Deliziosi e spaziosi bungalows che possono ospitare fino a 4 persone. Paul il ragazzo che la gestisce è gentilissimo, ottima ed abbondante colazione. Possibile anche fare lezioni di yoga nel palchetto in legno attrezzato sulla bellissima spiaggia privata. Bungalows a partire da €60 a notte. Prenota adesso

JAMBIANI BEACH BUNGALOWS – Bungalows spaziosi che possono ospitare fino a 4 persone. Paul il ragazzo che la gestisce è gentilissimo, ottima ed abbondante colazione. Possibile anche fare lezioni di yoga nel palchetto in legno attrezzato sulla bellissima spiaggia privata. Bungalows a partire da €60 a notte. Prenota adesso

VILLA DE COCO – Bungalows sulla spiaggia immersi in un giardino tropicale, un ristorante ed un bar vista mare. Tutti i buganlows hanno patio privato, ventilatore e zanzariera. La struttura è a basso impatto ambiental ed i bungalows sono realizzati con palma da cocco. Prenota adesso

Cosa fare a Zanzibar

Zanzibar è molto grande e le attività da svolgere sono numerose, non solo il poltrire al sole o bordo piscina. Questa è una selezione delle attività che consiglio per scoprire ogni angolo di questa isola anche piuttosto grande

Stone Town ed il tour delle spezie

L’escursione comincia generalmente presso una delle piantagioni di spezie, dove verranno svelati i segreti e gli usi spezie quali la vaniglia, chiodi di garofano, cardamomo, pepe, ginger, noce moscata e gli alberi da frutta tropicale.
La visita poi prosegue verso la capitale dell’isola dove si visita l’antico mercato degli schiavi e il mercato di oggi colorato e caotico oltre che la città, famosa per alcune strutture architettoniche importanti, come  il palazzo del Sultano, più noto come la casa delle meraviglie, e la casa di Freddy Mercury, che, per chi non lo sapesse, è nato in questa isola.

stone town

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Snorkeling in Dhow da Jambiani

Come luogo in cui pernottare, consigliata da una amica che a Zanzibar ci vede da 10 anni, ho scelto Jambiani beach che rimane tra l’altro la mia spiaggia preferita.
E’ semplice trovare qualche proprietario di Dhow che con bassa marea porta a fare un bel giro privato e snorkeling nelle acque fantastiche di questo angolo ancora piuttosto immacolato della costa zanzibarina.

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Prison island

Conosciuto anche come Changuu, Prison Island è una piccola isola a 6 chilometri a nord-ovest di South Town.
Oltre lo splendido snorkeling nelle sue aree coralline la vere attrattive di questo luogo sono le enormi tartarughe, alcune hanno più di 180 anni, ed il museo degli schiavi. Le acque sono tra le più belle dell’isola, con fortuna si possono vedere anche i delfini che popolano queste acque.

Atollo Mnemba 

Recentemente dichiarata una zona di conservazione marina, Mnemba Island è un atollo corallino circondato da fiorenti, scogliere vibranti e cristalline dell’Oceano Indiano. Le acque brulicano di un numero enorme di pesci tropicali e tartarughe verdi. Nel viaggio di ritorno, se con alta marea, si ha la possibilità di visitare Muyuni Beach.

Nakupenda Beach

Questa è una isola che si vede solo con la bassa marea, una lingua di sabbia che compare e scompare. L’isola si raggiunge in 30 minuti di barca da Zanzibar. Il mio consiglio è di chiedere ai locali di organizzare il tour per voi magari facendo in modo di evitare la folla di turisti dei resorts che affollano questo luogo paradisiaco.
Assicuratevi che arriviate con la bassa marea e andiate via quando sta per tornare l’alta marea, ma i ragazzi sapranno come aiutarvi.
In genere nel costo è incluso il trasporto e anche il pranzo a base di pesce. In genere questo tour viene offerto in abbinato con Prison Island.

Le maree di  Zanzibar

Alta e bassa marea si alternano ciclicamente durante tutto l’anno in ogni parte del mondo, a Zanzibar però le cose cambiano, infatti con la bassa mara il mare si ritira parecchio offrendo ai turisti qualcosa di unico: incredibili passeggiate su lingue di sabbia circondati da donne che, in questo momento della giornata, coltivano alghe, nel mentre che noi cerchiamo delle piscine naturali in cui nuotare.
Le maree si alternano ciclicamente ogni 6 ore circa e gli orari variano di giorno in giorno.  Sulle spiagge del Nord, in particolare Nungwi, il fenomeno delle maree è meno accentuato, mentre al sud il fenomeno è giornaliero e molto accentuato.

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Safari blu

Un tour molto bello e vario, unico problema è il sovraffollamento dovuto al fatto che ormai questo è uno dei tours più quotati dell’intera isola.
Si parte la mattina con un dhow per raggiungere la lingua di sabbia che compare solo con bassa marea. Dopo lo snorkeling segue la visita all’isola Kwale dove in genere si fa il pranzo a base di pesce. La giornata si conclude con la visita tra le mangrovie attorno alla laguna.

Mercato del pesce di Mkokotoni e le spiagge del nord 

Vale la pena visitare il mercato del pesce di Mkokotoni, un piccolo villaggio tradizionale famoso proprio per il suo pesce. Dopo la visita, che si dovrebbe fare in mattinata quando il mercato è attivo, si può seguire la visita verso Nungwi ed il vivaio di tartarughe marine, nato per preservarle e difenderle dall’estinzione al Nungwi Natural Aquarium.

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Le migliori spiagge di Zanzibar

A Zanzibar si sta al mare e l’isola è famosa per il fenomeno delle maree che rendono le sue spiagge speciali, non sempre adatte al bagno ma decisamente suggestive.

Dovunque si vada a Zanzibar non si spaglia ma quella che segue è la mia personale classifica. Le spiagge che rendono Zanzibar un luogo unico.

Jambiani beach

La mia preferita e dove ho alloggiato per l’intera permanenza. Non ancora assediata da turisti come molte altre zone più note e soprattutto assenza totale di grandi resorts.
La spiaggia è enorme e bellissima, camminando verso sud si raggiunge una lingua di sabbia che, con la bassa marea, è sicuramente la più bella dell’isola intera.

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Matemwe

La spiaggia è molto bella e molto tranquilla, sabbia bianca,  acqua pulita e barriera corallina nelle vicinanze. Da qui è possibile organizzare il giro in dhow per l’atollo Mnemba.
Come altre spiagge di Zanzibar il fenomeno delle maree è piuttosto interessante ma se si arriva nell’ora sbagliata sarà impossibile fare il bagno. In 20 minuti di camminata, con la bassa marea, è possibile raggiungere la barriera.

Kizimkazi

Kizimkazi fu capitale dell’isola sotto il potere del pre-Oman Wawinyi Wakuu. Una spiaggia bellissima e pochi resorts rendono questo luogo speciale. Conosciuto dai turisti per i tours con i delfini, quello che caratterizza questo villaggio è la presenza della moschea più antica dell’Africa orientale.

Michamvi e The Rock

Una spiaggia con un fascino particolare grazie agli speroni di roccia e le mangrovie. Zona famosa per ammirare il tramonto e forse più conosciuta per il ristorante The Rock, un piccolo ristorante costruito sulla roccia accessibile a piedi con la bassa marea e con la barca, servizio del ristorante, con l’alta.
I prezzi sono piuttosto alti ed il cibo non è granchè ma sicuramente questo luogo rappresenta Zanzibar nell’immaginario comune.

 the-rock-restaurant
 

La Tanzania offre un viaggio interessantissimo. Safari tra i migliori del continente, cultura swahili e isole da sogno.

Zanzibar è sicuramente molto particolare, e anche molto differente dal resto del Paese, soprattutto se si è viaggiata la Tanzania in lungo ed in largo. Una deviazione che regala una faccia differente ed intrigante a questo incredibile viaggio africano.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Silvia

    Ciao! Grazie per le informazioni, A Jambiani ci sono posti per mangiare? Ho visto che moltissime strutture offrono solo la colazione. Quanto si spende in media per una cena e/o pranzo?

    Silvia

    1. Giulia Raciti

      Ciao Silvia,
      l’offerta di ristoranti a Jambiani non è molta come nel nord, questo il costo che si paga per stare su una spiaggia poco sviluppata 🙂
      Tuttavia tutti, o quasi tutti, i lodges/hotels offrono anche servizio ristorante. Ai più piccoli in genere bisogna dirlo al mattino così comprano gli ingredienti freschi. C’è un ristorante molto casino, gestito da una italiana, che si chiama Bahari https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g635745-d3461254-Reviews-Bahari_Pizza_Restaurant-Jambiani_Zanzibar_Island_Zanzibar_Archipelago.html e qui puoi trovare pesce fresco ma anche una buona pizza, se ne sentissi un pò la mancanza, e sta proprio sulla spiaggia.
      Sui costi dipende ovviamente cosa mangi, direi che trai i 15/20$ si può stare in media, ma tutto, come sempre, dipende da cosa si ordina (l’aragosta non costa quanto un riso con le verdure).
      Io trovo Jambiani molto bella, ricordo che pero subisce delle maree importanti, che per me rappresentano il bello e unico di questa spiaggia, quindi non è sempre facile fare il bagno, ma il momento di bassa marea è ideale per andare in dhow.
      Buon divertimento!

  2. GAIA

    Ciao! anch’io andrò a Jambiani a Febbraio. Posso chiederti con chi hai organizzato le escursioni e quali ritieni assolutamente imperdibili?

    Grazie

    1. Giulia Raciti

      Ciao, i giri in barca in dhow con i beach boys, ce ne sono tantissimi, quindi puoi chiedere ai ragazzi degli hotels se li conoscono ma io in genere non ho mai avuto problemi.
      Per i tours puoi dare un occhio qui: Tours Zanzibar oppure puoi sempre chiedere al tuo hotel.
      Vedrai che Jambiani è super selvaggia e non c’è granchè se non una spiaggia pazzesca e delle maree meravigliose ma poi non ci sono nè agenzie nè villaggi con ristoranti, bares etc etc. Insomma, secondo me bellissimo!

      Buon divertimento!
      giulia

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