Guida al safari al Masai Mara (Kenya)

Guida al safari al Masai Mara (Kenya)

Guida al safari nel Masai Mara – Tutto quello che devi sapere per organizzare il tuo safari

L’attesa è una delle emozioni più intense che contribuiscono a rendere unico il safari.
Il safari alla Riserva Masai Mara in Kenya, ma possiamo dire qualunque safari, è un viaggio che inizia fin dalla sua programmazione. 

Coltivandone il sogno già si comincia a vivere in prima persona la fase dell’attesa. Ed è essa stessa l’emozione più dilatata nel tempo, quella che trova maggior concretezza a game drive iniziato.
E’ proprio sulle piste del Masai Mara, quando è in corso la perlustrazione lenta, che la distanza spaziale risulta già annullata e rimane solo quella temporale a separare l’uomo dall’altra emozione fortissima: quella dell’avvistamento. L’attesa fa, dunque, parte del safari a tutto tondo ed è ciclica.

Con attesa intendo indicare quella fase di sospensione che inizia mesi prima, durante la quale, si sente l’emozione salire fisicamente nella pancia.
Come le farfalle che svolazzano nello stato di innamoramento per intenderci. L’esplosione del sentimento e la trasformazione in eccitazione, felicità smisurata, adrenalina e desiderio di fermare il momento si hanno durante gli avvistamenti. 

Il Masai Mara è un concentrato di animali, specialmente durante la stagione secca che va da giugno a ottobre e da dicembre a febbraio. Qui, l’alternarsi tra attesa e avvistamenti assume l’aspetto di una danza dalla musicalità alternata e costantemente gioiosa.

Sono, quindi, questi i migliori periodi per fare un safari in questo parco stupendo, prolungamento in territorio keniota dell’infinito parco tanzano del Serengeti

1500 km quadrati di natura protetta nei quali la ricerca fatta con gli occhi e con il cuore è ricca di tensione positiva finchè non trova successo. 

Masai Mara

Organizzare il safari in Kenya - Tabella dei Contenuti

ll Masai Mara è una Riserva o un Parco Nazionale?

Il Masai Mara National Reserve è una riserva, come dice il suo nome.

Una riserva naturale, in Kenya come altrove, è un’area protetta di grande importanza per la protezione, lo studio o la ricerca dell’ambiente (flora, fauna, geologia) da essa circoscritto. Può essere individuata un’area e stanziata la riserva da istituzioni governative o privati.
Normalmente una riserva ha un livello di protezione e conservazione più alto rispetto a un parco naturale. Nel caso del Masai Mara la Riserva è di carattere Nazionale, quindi istituita dallo Stato del Kenya. La scelta di creare una Riserva invece di un parco fa proprio leva sull’aspetto di cura e protezione di tutto l’ecosistema dell’area: così è addirittura possibile limitare gli accessi qualora fosse ritenuto necessario.
La gestione della Riserva Masai Mara è assegnata a ranger e autorità locali, con competenze territoriali specifiche, anziché nazionali come i ranger del Kenya Wildlife Trust. Il finanziamento deriva totalmente dalle tariffe di ingresso al parco, non da altri sovvenzioni statali, almeno non di regola.

L’animale che cercano disperatamente di salvare? Il Rinoceronte nero che è in serio pericolo di estinzione.

Masai Mara

Qual è il periodo migliore per un safari al Masai Mara?

Il miglior periodo per un game drive al Masai Mara è l’estate boreale, quella italiana per intenderci. Corrisponde infatti alla piena stagione secca nell’entroterra keniota che inizia a giugno e termina a ottobre.
Oltre a questo è soprattutto il periodo in cui si svolge la Grande Migrazione. Significa che lo spettacolo unico al mondo di migrazione in branco di gnu (e non solo) dalla Tanzania al Kenya, alla ricerca di cibo, lo si può vedere proprio in questi mesi con un picco tra Agosto e Settembre. In autunno, infatti, le stesse rientrano verso sud nel parco Serengeti, in Tanzania.

Il secondo miglior periodo, sempre di secca ma senza migrazione, è quello che va da Dicembre a fine Gennaio.

L’altra informazione immediatamente successiva e ugualmente importante riguarda la durata consigliata per vivere al meglio il safari. 

Nei tour condivisi ed in quelli standard, magari lunghi e che toccano più parchi, si prevede l’arrivo il pomeriggio del primo giorno con breve perlustrazione del parco.

Il giorno pieno di game drive è il successivo, quello in cui proprio ci si immerge completamente nella savana. Ovviamente tutta la fortuna deve essere dalla nostra parte per avvistare tutti i big5 con un solo game drive, sebbene lungo un giorno. Questo va benissimo se al Masai Mara farete seguire altri parchi, altrimenti ecco cosa suggerisco.

Per aumentare le possibilità di avvistamento e godervi al massimo le potenzialità e bellezze della Riserva, personalmente suggerisco di programmare due giorni pieni al Masai Mara.

Lo dico specialmente a chi prevedesse questo come unico luogo per i game drive in Kenya, magari approfittando di uno stop over a Nairobi. Pensate al lungo transfer del primo giorno, su sterrato e strada irregolare, un arrivo a metà pomeriggio, se non si incontrano intoppi, un giorno pieno di safari e poi… immaginate che sia già ora di tornare in città.

Due giorni pieni li merita e li vale tutti.

Masai Mara

Come si svolge il game drive?

La tratta prima di raggiungere il parco, devo ammettere, che è già un viaggio esplorativo di per sè: si svolge su strada sterrata, si districa tra deviazioni continue, prevede il passaggio lungo la vasta e incredibile spaccatura denominata Great Rift Valley che si può ammirare dall’alto.

Il game drive vero e proprio, all’interno del Masai Mara National Reserve, inizia dal gate di Oloolaimutia (più raramente Sekenani Gate) direttamente il pomeriggio di arrivo da Nairobi. Dopo lo svolgimento di alcune formalità, prettamente legate alla registrazione di mezzi, driver e viaggiatori, si entra nella riserva e si dimenticano le fatiche del lungo transfer: la natura incontaminata tutto può. 

Spesso durante il safari l’occhio inesperto cerca – come impazzito – tra le vastità erbose, vicino agli alberi, tra i cespugli nella speranza di scovare gli animali selvaggi tanto attesi.

Talvolta ci mette in po’ ad adeguarsi agli spazi, all’infinito dei cieli, all’ambiente naturale che non riconosce come familiare. Ogni movimento fa sperare in un avvistamento a sorpresa e crea sussulti positivi. La fase dell’attesa qui si fa più concisa e le emozioni sono pronte a raggiungere il picco al primo avvistamento. 

Il ruolo del driver durante il game drive è fondamentale. Prima di tutto più il driver è esperto e meglio conosce le piste da percorrere all’interno del parco, ha competenze naturalistiche e può dare informazioni su natura e comportamenti animali, ha piacere a condividere nozioni e curiosità. Oltre a questo, è di grande aiuto nella ricerca degli animali.

Ci tengo a precisare che nessun avvistamento è garantito in nessuna stagione e per nessuna durata dell’esplorazione del Masai Mara.

Vero è che tutti i big 5 popolano questo parco quindi – con un po’ di fortuna – è possibile avvistarli tutti. Oltre ad essi molti altri animali vivono qui allo stato brado e vederne piccoli sprazzi di vita è un’emozione unica ed esaltante. 

Ancora più bello è sentire l’esclamazione dei viaggiatori che, con occhio accorto, scorgono le bellezze della natura incontaminata. Il coinvolgimento individuale è massimo, così come la condivisione con i compagni di viaggio. 

E se la giornata è poco fortunata? Capita, inutile negarlo: alla natura non si comanda, anzi ci si sottomette. Anche in questo caso il driver farà di tutto per regalarvi le emozioni tanto desiderate: si metterà in contatto con i colleghi, verificherà eventuali avvistamenti altrove, proverà nuove rotte senza arrendersi mai.

Il game drive termina solitamente prima del tramonto: si torna all’alloggio e ci si prepara per la cena. 

I giorni pieni di game drive iniziano presto, poco dopo l’alba e la colazione e si protraggono fino al pranzo che viene consumato in lunch box in una zona sicura del parco, vicino al fiume Mara. Anche in questi giorni, prima che la luce del sole si abbassi per non risalire più ci si ritira negli alloggi.

Masai Mara

Si possono avvistare tutti i big5 al Masai Mara?

Innanzitutto ricordiamoci che nessun avvistamento è garantito. 

Vediamo però quali sogni si possono coltivare, e magari realizzare, durante un game drive al Masai Mara. 

Ma chi sono i big5? Big Five è il termine che, oggi, indica le 5 specie animali più grandi di tutta la fauna africana.

La sua origine, purtroppo, non è per nulla felice: veniva usato per individuare i 5 grandi animali che venivano cacciati durante i giochi di caccia in Africa a inizio Novecento. Oggi il solo pensiero dà il brivido.

Se all’inizio la sua localizzazione geografica era concentrata in Sudafrica, oggi la sua diffusione tocca anche Tanzania, Botswana, Zimbabwe e, appunto, Kenya.

I Big 5 in Africa

Iniziamo dall’ultimo dei grandi 5 che ho avuto l’incredibile fortuna di avvistare al Masai Mara nel mese di Aprile. Incredibile fortuna perchè Aprile, si sa, non è il miglior mese per i safari: cade in piena stagione delle piogge e di minor circolazione di animali selvaggi. Quest’anno, però, ho avuto una buona stella!

Era l’unico dei big5 che mancava alla mia lista di avvistamenti e così eccolo lì, annoverato tra gli altri con mia immensa gioia.

Il leopardo è un predatore che ama avvicinarsi cautamente alla preda prima di catturarla. E’ molto robusto e forte, con muscoli ben torniti intorno alle spalle e al collo. Le sue macchie sono a rosetta e irregolari. Segnatevi questi dettagli, perchè saranno molto utili per distinguere il leopardo dal ghepardo durante i game drive. Nella concitazione e tra le mille emozioni del momento, infatti, potreste confonderli. 

In quanto a pillole di curiosità, ne ho qualcuna che riguarda l’elefante.
E’ uno degli animali più aggressivi con l’uomo: sembra mansueto e, invece, non lo è affatto. Attacca l’uomo principalmente se si sente in pericolo e se deve proteggere i cuccioli. Anche se è alla ricerca disperata di acqua è disposto a qualunque cosa.
Un suggerimento? Non stare mai sotto-vento, così non può sentire l’odore umano. Una maniera ecologica per arginarlo dentro i parchi ed evitare che attacchi i villaggi? Piantare peperoncino lungo i confini: sniffandolo arretra all’istante. 


Il fascino felino che mi arriva al cuore è quello del leone. Che sia maschio o femmina, cucciolo o adulto trova sempre il modo di creare un varco emotivo dentro di me. Non c’è nulla da fare, da cuccioli sono teneri e giocherelloni, simpatici e in cerca di protezione da parte della leonessa. Lei, esemplare di femmina rispettosa del ruolo assegnatole dalla natura, si occupa dei cuccioli, della caccia, e di rispettare il maschio alfa. Lui è il re della savana, il prototipo di chi non deve chiedere mai. Caccia generalmente all’alba, si ciba delle sue prede per poi lasciare spazio ai cuccioli seguiti dalle leonesse. Tutto questo prima di concedersi un lunghissimo sonno ristoratore. Ebbe sì: i leoni dormono quasi una ventina di ore al giorno.


Ho sempre pensato fosse il più scontato di tutti, certo non in termini di presenza fisica. Non me ne voglia lui, il bufalo africano, così aggressivo da essere il più temuto dall’uomo e dalle altre specie animali. Ha corna enormi, solide, ricurve che lo caratterizzano e lo proteggono negli scontri testa a testa. Sembra pigro, annoiato, ciondolante quando il sole è a picco e pascola con gli altri del branco. Da solo, però, è da temere. L’unico luogo dove ci si può sentire al sicuro è il van 4×4 sul quale si svolge il safari, ma se dovesse attraversarvi la strada da solo… state fermi!

L’anziano rinoceronte, solo perché rugoso (ma anche l’elefante lo è), viene a chiusura di questo quintetto.
I suoi occhi languidi fanno molta tenerezza ed anche la sua condizione: la specie nera si trova in grave pericolo di estinzione, mentre quella bianca sopravvive controllata soprattutto nelle aree protette. Il bracconaggio è la sua minaccia più grande. Al Masai Mara sono stati registrati alcuni esemplari, nonostante tutto e per fortuna ma avvistarlo, soprattutto in bassa stagione, è davvero una rarità.

Kenya Safari

Perché scegliere il Masai Mara?

Perché è la Riserva più bella tra tutte le riserve e i parchi del Kenya. Perché rispetto ai parchi della Tanzania è più abbordabile economicamente.

Perché è relativamente vicino a Nairobi e raggiungibile in circa 6-8 ore di transfer. Perché il suo simbolo è il leone in quanto molti leoni ci vivono in branco serenamente e senza minaccia alcuna.  Perché è molto ben conservato. Perchè viste le dimensioni concentrate si hanno alte possibilità di vedere buona parte degli animali. Perché se desideraste un safari di lusso potreste atterrare sulle piste interne e soggiornare nei lodge interni alla Riserva.

Quali altre attività abbinare al safari al Masai Mara?

  • Per chi cerca una full immersion nella natura, il game drive si può sviluppare in un lungo tour di 7 giorni che comprende anche tutti i parchi del Sud quali Amboseli, Tsavo East e Tsavo West, Nakuru e Naivasha, Hell’s Gate. Chi brama di scoprire tutta la grande varietà degli spazi del Kenya può aggiungere i parchi del Nord a completamento: Samburu, Aberdare ad esempio.
  • La grande offerta di attrattive del Kenya fa del Masai Mara anche la conclusione con il botto di un viaggio diverso. Molti trekker decidono di sfidare se stessi scalando il Monte Kenya, la seconda cima più alta d’Africa. A completamento del viaggio passano, poi, dai 5mila metri slm ai 1500 Km quadrati di savana incontaminata e protetta. Un’abbinata insolita e molto affascinante.
  • Per chi amasse i grandi classici, invece, dopo tre o quattro giorni nell’entroterra ci si può concedere una vacanza di sole, mare, relax e attività sulla costa. Diani Beach è la meta che supportiamo noi, perché a nostro avviso ancora autentica e con molte chicche da scoprire durante il soggiorno laggiù.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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