Cosa vedere e luoghi da non perdere in Etiopia – Viaggio nella culla d’Africa

Cosa vedere e luoghi da non perdere in Etiopia – Viaggio nella culla d’Africa

Viaggio in Etiopia – Cosa vedere e non perdere durante il viaggio

Non sono sorpresa nel vedere che l’Etiopia in questi anni si sia velocemente posizionata tra le destinazioni di viaggio più attraenti, tanto da guadagnare il titolo, nel 2015, di migliore destinazione nel mondo (fonte CNN).

Ci si riferisce all’Etiopia, che ospita ben 9 siti Unesco, come alla culla dell’Umanità. Presso il museo Nazionale di Addis Abeba si possono vedere i resti di Lucy, l’ominide più antico ritrovato nel Paese.
E’ una delle più grandi nazioni cristiane del mondo ma ha accolto l’Islam, dimostrando grande tolleranza religiosa, è culturalmente diversificata, con i suoi oltre 80 diversi gruppi etnici che mantengono la propria lingua, cultura e storia. 
Terra di diversità e di unità allo stesso tempo celebrata nel nuovissimo Unity Park di Addis Abeba

Le bellezze naturali del Paese, la cultura diversificata, le persone socievoli e generose, la deliziosa cucina e la fauna endemica sono tutti elementi che contribuiscono ad offrire al viaggiatore differenti esperienze ed uniche nel Continente. Nulla di quanto visto o fatto in Africa si replicherà in Etiopia. 

Risorta da un passato fatto di carestie e conflitti, il turismo si è sviluppato in ritardo rispetto i Paesi vicini, in questi ultimi 5 anni si sta registrando una inversione di tendenza. 
Il tasso di crescita del turismo registrato nel 2018 è stato il più alto del Mondo. 

Nonostante questa crescita senza precedenti, un viaggio in Etiopia è ancora piuttosto complesso, gli standard continuano a rimanere bassi, nonostante il progressivo aumento di hotels e lodges di categoria vicina a quelle europee.
Le infrastrutture migliorano, ma lentamente ed in maniera, a volte, approssimativa.

Se da un lato quindi l’Etiopia registra una crescita incredibile, un vero e proprio boom, a distanza di anni si percepiscono i miglioramenti, dall’altro lato chi viaggia per la prima volta nel Paese avrà a che fare con sfide non indifferenti, che però fanno parte del gioco e renderanno un viaggio una vera e propria avventura. 

Cosa fare e dove andare durante un viaggio in questo Paese più di quattro volte grande dell’Italia? 

In seguito ai più viaggi affrontati in Etiopia per una durata totale di 5 mesi, ho stilato una lista di luoghi da non perdere.  

Cosa non perdere in Etiopia - Tabella contenuti

Di quante settimane ho bisogno

L’Etiopia è un Paese molto grande con numerosi luoghi di interesse turistico.
Le strade non sono sempre semplici, e molte connessioni fatte via terra richiedono giornate intere. 
Per questo motivo se si hanno a disposizione due settimane o meno si rende necessario scegliere che regione viaggiare o ricorrere a voli interni ed il supporto in loco per ottimizzare gli stretti tempi di viaggio. 

In genere si consigliano almeno 2 settimane per scoprire il nord del Paese, con la Dancalia, qualche giorno in più se si vuole raggiungere Harar
Diventano necessarie 3 settimane per coprire sia il nord che il Sud. 
Chi vuole viaggiare nella sola Omo Valley potrà coprire l’itinerario in 8 o 10 giorni.

Sostanzialmente abbinando traporti terresti e voli interni, scontati anche del 50% se si vola nel paese con Ethiopian Airlines, è possibile creare un itinerario che tocchi i luoghi di interesse a discapito di eventuali pochi giorni. 

Addis Abeba – La Capitale d’Africa

Addis Abeba è una città apparentemente poco attraente, eppure vale la pena visitarla per poter fare esperienza di una megalopoli africana e per cominciare il proprio viaggio visitandone i preziosi musei e l’incredibile mercato!
Un viaggio in Etiopia non dovrebbe escludere la capitale che racconta e concentra il resto del Paese ma ne mostra anche la crescita veloce. Un punto di partenza eccezionale che consente di entrare nel vivo di una terra incredibilmente varia. Ad Addis ho dedicato un post, per approfondire leggi: Cosa fare ad Addis Abeba

mercato addis ababa

Bahir Dar e Lago Tana

Bahr Dar è una delle città più piacevoli d’Etiopia ed è anche la porta di accesso al lago Tana e alle cascate del Nilo azzurro, una magnifica cascata, alta 40 metri, che però ormai in seguito alla costruzione di una diga è oggi probabilmente meno attraente rispetto il passato. 
La peculiarità di Bahr Dar si trova nei numerosi monasteri, risalenti al XIV secolo, sparpagliati tra le isole del Lago Tana, ma anche nel colorato mercato giornaliero e nei deliziosi caffè con vista sul lago.

Bahir Dar è una città pulita, sicura e ben tenuta secondo gli standards africani, abbellita da viali alberati e panorami lacustri con un ambiente decisamente tropicale sulle rive meridionali del lago Tana.
Generalmente è la prima fermata dell’itinerario nord che porta fino alla Depressione della Dancalia

Visitare le cascate del Nilo azzurro o no? 

Nonostante oggi le cascate non siano impressionanti come un tempo, vale la pena visitarle durante la stagione delle piogge, o subito dopo.
Se non si ha molto tempo a disposizione a Bahr Dar e non si è interessati ad attività di hiking, non consiglio di rimanere un giorno in più per questa visita, ma vale la pena considerarla come seconda parte della giornata, dopo la visita ai monasteri del lago Tana.
Consiglio invece la visita se l’interesse è volto ad attività di trekking oltre le cascate.
Esistono infatti due cammini trekking che portano a differenti punti panoramici.

Bahr Dar
lago tana

Gondar – La Camelot d’Africa

Fondata dal re Fasiledes nel diciassettesimo secolo, Gondar è stata la capitale dell’Etiopia per quasi 200 anni.
Il castello dell’imperatore e la Fortezza Fasil Ghebbi, le hanno fatto guadagnare il soprannome di Camelot d’Africa
Dalla bellissima struttura su due piani costruita con pietre di basalto marrone scavate e tenute insieme da un mortaio si gode di una vista panoramica sul lago Tana.
Da non perdere poi il castello di Mentewab ed i palazzi dell’Imperatore Iyasus e Dawit, la chiesa di Debre Birhan Selassie, Light of the Trinity, famosa per gli stupendi dipinti sul soffitto.
Oggi, Gondar è anche nota per le celebrazioni del Timkat che si tiene a Gennaio.

gondar

Trekking sulle montagne Simien

Le Montagne Semien, conosciute anche come il tetto dell’Africa, hanno scogliere che si elevano fino a 1.500 metri.
Casa dell’endemica Volpe Semien, del lupo etiope, dello stambecco Walia ed del babbuino Gelada, queste montagne sono state dichiarate patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Milioni di anni di erosione hanno creato un paesaggio surreale dove poter fare eccellenti trekking, di uno o più giorni.
Il Parco Nazionale, insieme alle Montagne Bale, è uno dei migliori del Paese dove avvistare fauna selvatica, ma il motivo principale per cui venire fino a qui è il panorama dai tanti punti panoramici.

Durante il trekking di più giorni si possono scalare alcune delle vette più alte dell’Africa, per esempio il Ras Dashen (4620 m), Buyit Ras (3250 m) ed il Bwahit (4430 m), interagendo con le comunità montane che tutt’oggi vivono in questa area del Paese. 

Lalibela – La Nuova Gerusalemme

Costruita in una zona piuttosto isolata del Paese, Lalibela, pur essendo uno dei poli turistici d’Etiopia continua ad essere lontana e difficile da raggiungere via terra. 
Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1978, il gruppo di 13 chiese è una delle destinazioni turistiche più popolari dell’Etiopia.
Le meravigliose chiese scavate nella roccia, sono state volute da Re Lalibela nel 12 ° secolo, con l’obiettivo di costruire una Nuova Gerusalemme quando l’originale fu presa nel 1187 d.C. da una fazione musulmana.
La sua visione si è concretizzata in una città di 11 chiese scolpite nella roccia ed interconnesse tra loro tramite tunnels e passaggi.
Vista l’impresa straordinaria la leggenda racconta che gli angeli gli abbiano dato una mano. 
Le chiese sono oggi perfettamente conservate e sono utilizzate dai credenti per le celebrazioni, esattamente come qualsiasi altra chiesa, infatti 1.000 dei suoi 10.000 residenti sono sacerdoti.

Lalibela

Axum ed il mistero dell’Arca dell’Alleanza

Axum è stata capitale del Regno Aksumite risalente al 100 d.C.
Oggi la città è nota principalmente per le sue stele – enormi obelischi in pietra alti fino a 33 metri e pesanti fino a 520 tonnellate – dei quali i più antichi dei quali risalgono a 1700 anni fa.
Si racconta anche che nella Cappella della Tavola di Aksum si conservi l’originale Arca dell’Alleanza, che però nessuno ha mai visto.  
Obelischi monolitici, tombe reali e rovine del palazzo della regina di Saba sono alcuni dei siti di interesse della città, con un centro piuttosto grazioso e piacevole.

Gheralta – Sul tetto del mondo

L’Etiopia non è sicuramente un Paese turistico, nè la prima opzione di viaggio per la maggior parte delle persone che decidono di scoprire l’Africa. Per allontanarsi ancora di più dal circuito classico allora Gheralta è il luogo che sono certa ti stupirà!
In queste montagne si trovano più di 200 chiese scavate nella roccia, è stata appena aperta una chiesa dopo ben 400 anni,  e considerate tra le più difficili da raggiungere. Infatti per accedere a molte di queste si devono affrontare dei trekking e delle scalate molto impegnative. 
Non è semplice raggiungerle ed è richiesta un pò forma fisica, ma, come disse una ragazza etiope che stava scalando con me, il cammino per il paradiso richiede sforzo ed impegno. 

Gheralta

Depressione della Dancalia – Nel luogo più inospitale del mondo

La parte nord-orientale dell’Etiopia ospita il luogo più caldo ed inospitale della terra, le temperature possono arrivare fino ai 50° C durante i mesi estivi; parliamo della Depressione della Dancalia
Nel cuore della depressione si arriverà a -155 metri sul livello del mare, si raggiunge lo splendido Dallol, con le sue miniere di sale e paesaggi colorati, uno dei vulcani attivi più antichi del mondo, l’Erta Ale, che, in lingua afar, significa montagna fumante, il cui cratere si raggiunge con un trekking notturno.
Dopo l’eruzione del 2017 il lago di lava si è abbassato a circa 60 metri e non sempre si riesce a vedere, dipende dalle condizioni climatiche e dal vento.
Negli ultimi anni sono state costruite delle strade che rendono il viaggio, un tempo molto complicato e che richiedeva un minimo di 4 giorni, molto più semplice e spedito ma ha anche portato alla scomparsa delle carovane di cammelli con i blocchi di sale.
Il tour classico adesso si conclude in 3 giorni ed il trekking al vulcano si riesce a fare in circa 3 ore (contro le 6 richieste qualche anno fa). 

Dancalia

Harar la città proibita

Harar è la quarta città più santa dell’Islam e si trova in Etiopia orientale.
La cittadella murata, in cui si trovano oltre 82 moschee, tre delle quali risalgono al 10° secolo, e 102 santuari, è caratterizzata da 360 vicoli labirintici risalenti a 1.000 anni fa, mura di color pastello, elegante architettura islamica e bei mercati giornalieri. 
Harar Jugol, la città fortificata, è patrimonio dell’Umanità grazie all’incredibile connubio tra tradizioni africane e mussulmane
A poca distanza si tiene il mercato di Babile, il lunedì, il mercato di cammelli più grande d’Africa. 

Leggi – Cosa fare ad Harar, la città proibita

Le tribù della Omo Valley 

Alcuni dei resti umani più antichi del mondo sono stati trovati in questa regione ed oggi, la valle dell’Omo, continua ad offrire ai propri ospiti un punto di vista diverso da quello che ci è conosciuto nel resto del Paese. 
Nella Valle dell’Omo si concentra una dozzina di tribù, molte delle quali famose per gli ornamenti e modificazioni corporali; i Mursi famosi per i dischi nelle labbra o i Kara per i dipinti sul corpo. 
Un viaggio nella regione della Omo Valley trascina in una dimensione quasi difficile da credere possa ancora esistere. Tra riti di iniziazione e tradizioni, la Valle dell’Omo, resiste ai cambiamenti e permette di entrare in contatto con comunità tribali che piano piano cominciano a svanire. 
Leggi – Viaggio nella Omo Valley

Parco Nazionale Montagne Bale

Il parco Nazionale Bale si trova  a 400 km a sud-est di Addis Abeba ed offre un paesaggio straordinariamente vario.
L’altopiano Sanetti afro-montano raggiunge i 4.000 metri e comprende la vetta più alta degli altopiani dell’Etiopia meridionale.
Questo altopiano ondulato è caratterizzato da numerosi laghi e paludi glaciali ed è circondato da alte creste e cime vulcaniche. Le pendici meridionali sono coperte dalla lussureggiante e in gran parte inesplorata foresta di Harenna.
Il Parco è la destinazione ideale per trekkers, amanti di fauna selvativa ed appassionanti di natura.  I più fortunati incontrano il raro lupo etiope, in via di estinzione.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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