Come organizzare un safari in Kenya

Come organizzare un safari in Kenya

Consigli per organizzare un safari in Kenya

Il Kenya, come la Tanzania, è meta di safari per eccellenza. Rispetto alla Tanzania, però, i costi sono un pochino più bassi in quanto lo stato è aperto al turismo da più tempo ed è quindi meno esclusivo.

Meno esclusivo non significa, però, di bassa qualità. Semplicemente i parchi sono più rodati, visitati da più tempo e da più persone e anche più piccoli di quelli tanzani.
Quando dico piccoli ovviamente lo dico paragonandoli agli immensi spazi selvaggi protetti della Tanzania, ma anche in Kenya possono servire giorni e giorni per percorrere i parchi in lungo e in largo.

In Kenya i paesaggi sono incredibilmente affascinanti. Dall’alba al tramonto si susseguono colori e ritmi di vita animale dai quali farsi incantare.
E’ facile innamorarsi dell’Africa con un safari. 
E’ pazzesco vivere la natura in maniera così viscerale. Infine immediato è capire che il mal d’Africa ci ha colpito.

Anche se il Kenya è uno stato abituato al turismo da safari fin dagli anni Settanta, siamo comunque in East Africa. Reperire informazioni da casa per organizzare il safari dei propri sogni è complicato.

Rivolgersi alle agenzie significa ricevere proposte standard e pacchetti preconfezionati che spesso non riescono a soddisfare esigenze e preferenze personali. Cercare online è complesso perchè la domanda è a chi affidarsi? Di chi fidarsi? Chi c’è dietro? Come vengono ripartiti i soldi spesi?

Con questo post cerco di darvi delle dritte utili per organizzare il safari dei propri sogni facendo le giuste valutazioni.
Non lasciate nulla al caso: l’Africa fornisce una serie di imprevisti già da sè. Meglio evitare brutte sorprese per la fretta di prenotare o per errate considerazioni pre partenza.

Ecco dunque punto per punto quali sono gli elementi da valutare per organizzare un safari in Kenya.

Kenya Safari

Tabella dei Contenuti

Quale aeroporto scegliere 

In Kenya gli aeroporti principali da tenere in considerazione per i safari sono due: quello di Nairobi e Mombasa. Il primo nell’entroterra e il secondo sulla costa dell’Oceano Indiano.

A seconda dei parchi che si intende perlustrare si sceglie l’uno o l’altro. Ancora meglio, se si hanno a disposizione almeno due settimane, atterrare a Nairobi e rientrare da Mombasa. In questo modo la scoperta del Kenya è completa e al lungo safari si può aggiungere qualche giorno al mare.

I voli per il Kenya dall’Italia, se comprati in anticipo, possono costare anche €400 andata e ritorno. Per controllare tariffe aggiornate e differenti soluzioni di volo clicca qui.

Quali documenti servono per viaggiare in Kenya 


Il passaporto è logicamente necessario, corredato da un visto turistico che può essere richiesto in Ambasciata prima di partire oppure direttamente in aeroporto. Per evitare code all’arrivo, magari ad orari notturni, io consiglio di farlo prima della partenza. Il visto costa €40 o $50.

Il passaporto deve avere almeno 6 mesi di validità dal momento in cui si entra nel Paese,

Il libretto delle vaccinazioni e specialmente quello della Febbre Gialla sono obbligatori, ma ve lo diranno anche all’ASL in fase di consultazione medica.

Quali parchi viaggiare durante un safari in Kenya

I parchi più famosi e più consigliati sono tutti nel centro sud del Paese.

Famosissimo il Masai Mara, è l’estensione naturale del tanzano Serengeti. E’ qui che si svolge il maggior numero di safari nei quali è pressochè garantito l’avvistamento dei big5 e questo rende il parco un must see. Si adagia totalmente nella Grande Rift Valley e questo lo rende unico tra i parchi del Kenya. E’ l’ideale per chi ha pochi giorni a disposizione e vuole rimanere nelle vicinanze di Nairobi, perchè questo è un parco che dà tutto se stesso.

Raggiungibili facilmente da Nairobi anche il Samburu, a nord della città, e l’Amboseli più est. Quest’ultimo è il parco dal quale è possibile ammirare dal versante kenyota il Kilimanjaro: la montagna più alta d’Africa. Abbinarlo al Masai Mara è facile se si prevedono almeno 5 giorni di safari.

Per chi volesse rimanere vicino alla costa e garantirsi comunque un safari di tutto rispetto, consiglio lo Tsavo National Park che si suddivide in East e West. E’ un parco enorme e molto vario, facilmente raggiungibile dalla costa consiglio di includere una notte nel parco o nei suoi dintorni.

Ci sono altri parchi interessanti nel nord del Paese, ad esempio vicino al lago Turkana, ma l’attuale instabilità politica ed economica di quelle aree li rendono poco sicuri al turista.

LEGGI – Migliori parchi per safari in Kenya

Kenya safari

 

Combinare il safari con il trekking in Kenya 

In Tanzania la risposta immediata sarebbe: al Kilimanjaro! Il Kenya invece vanta una sua montagna da primato: il Monte Kenya appunto. E’ la più alta dello stato ed anche la seconda più alta d’Africa con i suoi 5199 m slm, insomma un colosso di tutto rispetto.

Il parco che si sviluppa sulle sue pendici consente di fare un safari particolarissimo, in un ambiente naturale quasi alpino per le sue caratteristiche geografiche e la biosfera unica al mondo.

Memorabile è anche un trekking sul Monte Kenya, accompagnati da guide alpine con tutto l’occorrente per il campeggio e la salita alla conquista della vetta da record. Per fare questo sono necessari almeno 4 o 5 giorni.

Il mare dopo il safari in Kenya 

Malindi è il luogo dei resort di lusso e del turismo di massa. L’offerta di soluzioni eccezionali e il mare da favola qui non mancano e si integrano con uno spirito africano in evoluzione e in grado di soddisfare le esigenze del turista europeo più pretenzioso.

Più tranquilla e ancora autentica Diani Beach che con i suoi 13 Km di costa a sabbia bianca e fine come il borotalco attrae turisti da tutto il mondo.  Alle spalle di Diani un entroterra rigoglioso ed esplorabile con gite in giornata riavvicina la mente ai safari dell’entroterra. 

Guardando il mare, invece, due eccellenze: Wasini e Chale Island. La prima è immersa nel Parco Marino omonimo dove è possible fare snorkeling e nuotare con i delfini. Dalla costa partono i dhow che a vele spiegate portano a Wasini dove è possibile mangiare pesce sulla spiaggia e rilassarsi su un’isola da sogno.

Chale Island, invece, è il paradiso per turisti che amano i resort di lusso. E’ un’isola esclusiva dove i viaggiatori più raffinati possono soggiornare tra coccole indimenticabili da viaggio di nozze o fuga romantica.

Diani beach

Quanto costa un safari in Kenya

Il budget da prevedere per un safari in Kenya di una settimana, con auto e driver/guida condivisi con altri viaggiatori, si aggira intorno ai 1700 dollari a persona.

Questa cifra consente di visitare i parchi più prossimi a Nairobi quali il Masai Mara, l’Amboseli, il Naivasha e il Nakuru in trattamento di all inclusive e alloggio in campi tendati. La soluzione è certamente basica ma abbordabile, va però considerato che i prezzi possono aumentare in alta stagione.

Ovviamente anche al variare delle condizioni le tariffe possono salire anche di molto. Si pensi ad esempio alla scelta di alloggi più lussuosi, come i lodge, oppure ai trasporti privati o all’estensione del safari su due o più settimane, ecc.

Il Kenya è vastissimo e ha molto da offrire a un prezzo contenuto rispetto alla vicina Tanzania. Nonostante questo non si può affermare che un safari qui sia economico in assoluto. Vanno valutati molti aspetti e ogni viaggio va personalizzato a seconda delle esigenze e dei periodi.

Pianifica il tuo safari in Kenya appoggiandoti ad operatori locali

Dove dormire in Kenya 

Le soluzioni di alloggio durante il safari sono molteplici e vanno dalle basiche alle più lussuose.

I campsites sono campi tendati che generalmente si trovano in prossimità dei parchi e delle riserve.  E’ comunque disponible una selezione di campi anche interni ai parchi a un costo superioree ai primi. La caratteristica di questi campsites è quella di far dormire in tenda gli ospiti. Si tratta di tende ben organizzate e sicure, con letti all’interno e servizi igienici e doccia privata. Un buon compromesso qualità prezzo per chi vuole fare un safari con un occhio ai costi.

I lodge sono strutture ricettive ubicate all’esterno dei parchi e adatte a turisti attenti ai servizi ed esigenti. L’offerta dei lodge è varia ma può arrivare a raggiungere quella di un hotel a cinque stelle. La caratteristica principale è quella di offrire camere di ottimo livello, magari con terrazza vista savana, fiume o Great Rift Valley ad esempio, inserite in un contesto naturalistico protetto.

Al mare l’offerta è molto varia. I villaggi turistici di vari livelli si alternano a resort e alloggi minimalisti in affitto ai backpackers. Se al mare l’obiettivo è godersi il relax annullando le preoccupazioni i villaggi e i resort sono la soluzione. Tanto più che ce ne sono per tutte le tasche.

Perchè non ho citato tenda e sacco a pelo? Perchè in Kenya non è possibile campeggiare liberamente all’interno o all’esterno dei parchi. La natura selvaggia e incontrollata, unita all’assenza di strutture idonee, renderebbe troppo pericoloso il campeggio all’europea.

campo tendato kenya

Come muoversi in Kenya

Pensando a un safari in tutta libertà ci si immagina facilemente alla guida di una Jeep color sabbia. Tetto alzato, macchine fotografiche con obiettivi pronti e savana infinita intorno completano il sogno.

Realizzare il safari della propria vita come lo si immagina è possibile. E’ necessario ovviamente affittare una jeep privata presentando una patente internazionale. Il costo giornaliero di affitto del mezzo è di circa 250 US Dollars e in genere è compreso di benzina e spesso anche autista. Cambiando tipologia e scegliendo un van con tetto apribile si risparmia un po’: il costo giornaliero si aggira sui 150 US Dollars.

Non dimenticate che la guida è a sinistra e che la presenza di segnali stradali è rara e confusa. Per questo motivo è sempre meglio avere anche un driver che magari sia anche guida naturalistica. Durante il safari sarà in grado di darvi moltissime informazioni sulla fauna e la flora e anche sul  Kenya stesso.

Se l’intenzione è condividere i mezzi con altri compagni di viaggio per contenere le spese, allora meglio affidarsi ad agenzie che organizzano safari. Spesso gli hotel in città propongono soluzioni standard ma certamente affidabili.

mezzo safari kenya

 

Periodo migliore per fare un safari in Kenya 

Mi sento di dire che per un safari in Kenya non c’è un periodo migliore. Che sia inverno o estate, cambiano le condizioni naturalistiche dei parchi ma lo spettacolo è comunque garantito.

Considererei invece le stagioni della natura che non corrispondono a quelle dell’uomo. Per il Masai Mara e l’Amboseli la stagione secca che va da luglio a ottobre è consigliata perchè si vedono animali della savana e big5 più facilmente. Essi infatti si recano alla ricerca dell’acqua nelle poche pozze disponibili e ben conosciute alle guide. La stagione più umida invece prevede rapidi acquazzoni e piogge notturne ad aprile e maggio e da ottobre a dicembre. Questo però non impedisce la riuscita di buoni safari.

La stagione delle grandi migrazioni che si articola in due fasi è molto affascinante. Il flusso che dalla Tanzania risale verso il Kenya va da luglio a settembre. Il ritorno delle specie di gnu in Tanzania avviene invece a partire dal mese di ottobre.

Il lago Nakuru è ricoperto totalmente di fenicotteri rosa costituisce una delle oasi naturali più spettacolari del mondo secondo National Geographic. Quando vederlo? Tra luglio e settembre e tra gennaio e marzo raggiunge il suo apice di splendore.

Sulla costa e allo Tsavo National Park sono da evitare i mesi delle piogge: maggio-giugno-inizio luglio e novembre.

Insomma ogni parco, ogni regione del Kenya, ogni attività ha il suo mese ideale. Non fatevi frenare da chi vi dice di non partire: il Kenya è tanto vasto da poter accogliere turisti tutto l’anno.

Scelta dell’operatore e safari responsabile 

Se si sceglie di fare un safari nulla va lasciato al caso. Intanto perchè è una delle esperienze più elettrizzanti che si possano fare e poi perchè può avere le sue complessità.

A livello organizzativo è sempre meglio affidarsi a agenzie esperte che solitamente propongono pacchetti all inclusive. Con questo intendo dire che se si viaggia da soli o in due è facile essere inseriti in gruppi preformati e fare il safari in compagnia. In questo modo inoltre si dividono i costi più impattanti, cioè driver, guida, auto.

Le agenzie di cui vi parlo sono quelle registrate, con almeno un ufficio e un operatore professionista. Se ne trovano a Nairobi, ma anche in città vicine ai parchi principali.

Diffidate invece da chi procaccia affari per strada: non potete avere la certezza del tipo di business dell’amico dell’amico. E cosa importante accertatevi sempre che l’agenzia eserciti sempre regolarmente la propria attività e che sia assicurata in caso di imprevisti.
I prezzi che vi vengono proposti con contrattazioni al ribasso possono sembrare attraenti.
Chiedetevi però se quel costo è sufficiente per pagare le spese dell’auto, l’ingresso ai parchi, il cibo e l’acqua e anche il personale. E’ dalle spese del personale che solitamente tagliano i costi, anche perchè l’affitto auto e i parchi hanno prezzi fissi. Questo è totalmente scorretto e amorale.

Voi lavorereste mai gratis? Credo di no. E così non devono fare i ragazzi che vi garantiscono la riuscita di un safari perfetto. Non fatevi fuorviare dal costo, pensate sempre alle persone e al loro valore prima di prenotare. Essere in Africa per un safari non significa fare un’avventura superficiale senza aprire gli occhi. Signica fare il grande viaggio nella natura e nelle persone che in Kenya e negli altri stati vivono abitualmente.

Cosa indossare durante un safari 

A seconda dei periodi dell’anno e delle zone il caldo può essere più o meno soffocante e il freddo più o meno presente. Controllate sempre le temperature su un sito affidabile e ricordatevi che le stagioni non corrispondono alle nostre. In agosto in Kenya è inverno, afoso sulla costa e freschino a Nairobi e dintorni.

Pantaloncini e magliette leggere e comode, consiglio siano facilmente lavabili e dalla rapida asciugatura. Pantaloni lunghi per la sera e felpe dai colori chiari per scoraggiare le zanzare dal ronzarvi intorno. Cappellino o comunque un copricapo per proteggervi dal sole equatoriale.

Salute e vaccini

All’ASL della vostra zona sapranno darvi le informazioni più precise e dettagliate sui vaccini o le profilassi consigliate. Per il Kenya solitamente si tratta di Febbre Gialla e Antimalarica. Ci sono poi vaccini accessori quali l’Antitifica, l’Antirabbia, l’Antitetanica che spesso sono consigliati. Ma non c’è altro da fare che consultare seriamente un medico con largo anticipo. Spesso le ASL sono intasate di viaggiatori soprattutto nei periodo di alta stagione quindi muovetevi per tempo. Non possono mancare ovviamente i repellenti e una ottima farmacia da viaggio con farmaci personali e anche antibiotici a largo spettro.

Non dimenticate, infine, di fare un’assicurazione di viaggio. In un viaggio in Africa questa non può mancare davvero mai!

Guide e libri sul Kenya e l’Africa 

Bradt Guide Kenya – Purtroppo al momento non ce ne è una aggiornata, consiglio quindi di controllare se arriva una nuova edizione perchè sull’Africa le Bradt sono le migliori. Unico inconveniente, per alcuni, è che sono scritte solo in inglese.

Lonely Planet Kenya – Alternativa alla Bradt guide ma in italiano, ultimo aggiornamento al 2015. Sicuramente a breve arriverà il nuovo.

Ebano – Lasciamo che lo riassuma lui, Kapuscinki, il reporter che credo abbia narrato l’Africa come nessuno ad oggi è ancora riuscito a fare. “Questo libro non parla dell’Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L’Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. E’ un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. E’ solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamano Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste. “

Sognavo l’Africa – Da bambina la veneziana Kuki Gallman sognava l’Africa. A 25 anni, dopo il divorzio e un terribile incidente, decide di stabilirsi in Kenya con il secondo marito. E’ un periodo di continue scoperte e meraviglie, purtroppo però la sua vità sarà segnata da due dolorose perdite, Paolo prima ed il figlio Emanuele dopo. Kuki rimane sola con la figlia Sveva e 90000 acri di terra a cui badare. In ricordo del marito e del figlio, fonda la Gallman Memorial Foundation, una organizzazione che studia nuovi metodi per la conservazione della meravigliosa natura africana.

La mia Africa – Karen Blixen ha vissuto fino al 1931 in una fattoria dentro una piantagione di caffè sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen ha descritto con una limpidezza senza pari il suo rapporto d’amore con l’Africa. Sovranamente digiuna di politica, ci ha dato il ritratto forse più bello del continente nero, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu che nulla più può stupire, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l’avanzata di una civiltà “che nel profondo del loro cuore odiano più di qualsiasi cosa al mondo”. Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in arabeschi non evasivi, in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che, oltre il loro valore documentario, rimandano alla saggezza favolosa di questa grande scrittrice, influenzando in modo determinante i contenuti della sua arte.

Organizza il viaggio in Kenya con operatori locali

Affidati ad operatori locali e Travel Designer dedicati per disegnare e realizzare il viaggio in Kenya

Organizza il viaggio in Kenya con operatori locali

Affidati ad operatori locali e Travel Designer dedicati per disegnare e realizzare il viaggio in Kenya

Federica Beretta

Home is wherever you feel it. Amo muovermi a ritmo lento, uso i mezzi pubblici consapevole che solo così mi possa sentire parte del mondo che mi circonda e che possa osservare tutto in maniera immersiva ed empatica. Ho un debole per l’Africa e una passione in particolare per il Senegal. Consulente e specialista Senegal e Kenya

Questo articolo ha 5 commenti.

  1. marco moscon

    ciao
    con bambini 6-8 anni cosa ne pensate ?
    un safri troppo duro o noioso …

    1. Giulia Raciti

      Salve Marco, dipende come pianificate l’intero viaggio. I safari li fanno tanti bambini e si divertono perchè vedono tanti animali nel loro habitat. In genere nella pianificazione del safari, come di qualsiasi viaggio, si considerano tanti fattori, in particolare come i bambini sono abituati ed i loro interessi. E’ un viaggio nella natura, si passa molto tempo in auto cercando animali da avvistare ma se sia duro o noioso dipende molto dalle abitudini vostre e dei vostri bambini.
      Certamente non è una esperienza relax, le strade in Africa sono dissestate ed i tempi di percorrenza lunghi, ma è decisamente un tuffo nella natura selvaggia che generalmente piace a bambini ed adulti!

  2. Maria Grazia

    Finalmente un sito dove attingere informazioni complete in previsione di un viaggio in Kenia. Grazie per la chiarezza e i consigli per la riuscita di un viaggio così importante.

    1. Federica

      Maria Grazia ne siamo felici! Buon viaggio allora 🙂

  3. Clara

    Davvero interessante e pieno di informazioni utili questo post!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.