Cosa fare a San Francisco in tre giorni

Cosa fare a San Francisco in tre giorni

San Francisco: tolleranza e diversità nella città più amata degli Stati Uniti

A metà strada tra le metropoli americane tutte grattacieli e cemento ed una città dall’aria quasi provinciale, San Francisco è la città americana che fa sentire comodi da subito.

Circondata su tre lati dall’oceano, con una popolazione di appena 884.000, la città si estende su ben 44 colline, dalle quali durante una passeggiata qualsiasi ci si imbatte, senza dover affannarsi a trovarle, in stupende vedute sulla baia che rendono la città, capitale dell’High Tech mondiale, una delle poche grandi metropoli americane a dimensione d’uomo.
Oltre i simboli iconici della città, il Golden Gate, Chinatown, le cable car, ciò che rende San Francisco speciale è la sui identità multiculturale che, in quanto figlia di più tradizioni, la ha sempre resa una città all’avanguardia, non solo nell’industria tecnologica, ma anche nelle arti e negli stili di vita.

San Francisco è stata sinonimo di beat generation (anni ’50),  di cultura hippy (anni ’60), di diritti gay, tanto da essere considerata la capitale gay d’America. Oggi San Francisco si identifica con la  Silicon Vally, con internet e con il progresso tecnologico.
I cambi epocali della nostra generazioni sono in constante fermento nella città con il maggior numero di ristoranti pro-capite in America!

La multiculturalità dell’antica città portuale che ha accolto orde di immigrati per 150 anni, non poteva che fondarsi su tolleranza e diversità.
Sono quindi l’apertura mentale e la creatività a rendere San Francisco tanto amata, dai turisti ma soprattutto dai locali.
E’ la sua capacità di essere città che progetta il futuro senza tradire il proprio passato, volendo quasi mantenere un basso profilo ricordandoci che la creatività si ciba di curiosità e follie. La sua storia . si svela nei suoi quartieri, ognuno con la propria anima e forte identità.Tanti piccoli micro-cosmo in cui dinamiche di quartiere si riproducono tra le strade di una delle città più amate negli Stati Uniti. 

Per questo motivo la migliore maniera per scoprire la città è camminando, scalando le strade in collina con pendenza degna dei trekking più ardui del mondo per, all’arrivo in vetta,  godere della vista esattamente come si farebbe in montagna, fermandosi per assaggiare cibo di tutto il mondo, dalle pupusas o i tacos di Mission, al ramen di JapanTown o il trancio di pizza di Tony’s a North Beach, vivendo lo stravagante glamour della Bay Area percependo la spinta che ha ispirato, ed ispira ancora oggi, scrittori, pensatori e, a quanto pare, anche gli ingegneri!Sta

Cosa fare a San Francisco - Tabella contenuti

Migliore stagione per viaggiare a San Francisco

Nessuno è perfetto! San Francisco è conosciuta per tutte le splendide cose scritte su, ma è anche nota per il clima poco attraente, in estate ed inverno. 
Pur essendo piuttosto temperata, non fa mai troppo caldo o troppo freddo, la città ha dei suoi micro-climi che variano a distanza di poche miglia, addirittura all’interno della stessa città ed i rovesci sono frequenti. 
Se nella Bay Area si ha un clima mediterraneo; estati calde e secche e inverni freschi e piovosi, a San Francisco, a causa della sua posizione sulla punta di una penisola circondata da acqua molto fredda, non gode del caldo che si troverebbe a poca distanza!
Il contrasto tra la corrente oceanica fredda e il caldo estremo della Central Valley in California è quello che causa la famosa nebbia all’interno della città. 

“L’inverno più freddo che ricordi è stato un’estate a San Francisco” – Mark Twain 
golden gate bridge

Come muoversi a San Francisco

La maggior parte delle attrazioni di San Francisco si trova a pochi passi dal centro così da rendere la visita facile sia a piedi che a bordo dei mezzi di trasporto municipale.
Sconsiglio vivamente l’auto.   
Il Muni  (trasporti pubblici quali bus e cable car) gestisce linee di autobus e tram. Per arrivare in città dall’aeroporto internazionale di San Francisco, è possibile utilizzare la BART, Bay Area Rapid Transit (treni per pendolari e che funziona come metropolitana) oppure è possibile prendere un taxi per circa $46 a $66, a seconda della destinazione finale e lo stato del traffico al momento.

Uber funziona benissimo ed è molto utile, consiglio quindi considerarlo la sera o per spostamenti agili e veloci.  

Il CityPASS San Francisco include 3 giorni cable car & MUNI + ingresso a 4 attrazioni facendo risparmiare fino a US$78 

Per un giro panoramico, consiglio di comprare il biglietto BigBus (hop on hop off turistico).  Ideale per chi ha poco tempo e non vuole perdere nessun luogo saliente della città! 

Dove dormire a San Francisco

Tornare a San Francisco è sempre un piacere! Vado a San Francisco una volta l’anno e mi piace soggiornare in hotels differenti cercando di non spostarmi troppo da Union Square che trovo essere in posizione ottimale.
Mi permette infatti di camminare più o meno dovunque ed essere al centro della città.
Segue una selezione di hotels che potete considerare durante il vostro soggiorno.

Zeppelin Hotel – Moderno, centrale e cool! A volte ha promozioni speciali e camere in offerta (a partire da €150) 

Hotel Kabuki Hotels in stile orientale con eccellenti servizi nel cuore di Japan Town. 

Hotel Des Arts – Situato a ChinaTown questo hotel è colorato e vintage, vince per la posizione. 

Yotel – Moderno e funzionale, le camere sono piccole ma gli spazi molto bene utilizzati. Eccellente scelta! 

Herberton Hotel – Vintage e molto centrale questo hotels offre camere economiche (per gli standards di San Francisco).

Phoenix Hotel – Un Motel nel centro di San Francisco. Vintage e cool. si trova a Tenderlon, quartiere rinomato per l’alto numero di senzatetto. Tenderlon si trova attaccato a Union Square quindi la posizione è eccellente. 

Per chi invece preferisce dormire in ostello consiglio l’Adelaide Hostel (letti in dormitorio a partire da €32) ed USA Hostel San Francisco (letti in dormitorio a partire da €38)

RISPARMIA SULLE VISITE E GLI INGRESSI

Per risparmiare sul costo dei biglietti le principali opzioni sono due:  San Francisco City Pass che include 4 attrazioni + 3 giorni cable car corse illimitate (US$94 per adulto) e la Go San Francisco Card (US$78 per adulto)

Cosa fare a San Francisco in 3 giorni – Itinerario giorno per giorno

Molto probabilmente la tappa San Francisco rientra in un piano di viaggio più ampio, come un road trip tra i parchi Occidentali o un grand tour della California con incursione nel Nevada o un coast to coast. A differenza di New York, a cui solitamente si dedica anche una settimana o un viaggio dedicato, i voli non sono costosi e lunghi come quelli per la città californiana!, San Francisco si cerca di concentrarla in 2 o 3 giorni. 
Scopriamo assieme come concentrare il meglio di San Francisco in appena 3 giorni!
Queste giornate sono molto fitte e potenzialmente stancanti, implicano tanti chilometri a piedi, utilizzo di mezzi pubblici ed UBER. Quindi svegliatevi presto, fate una colazione abbondante e partite all’avventura. 

Per una lista dei migliori Musei di San Francisco clicca qui.

Giorno 1 – Highlights di San Francisco

Dopo aver fatto una abbondante colazione al Diner Pinecrest ci si dirige verso il cuore di San Francisco, Union Square, la terza più grande area shopping degli Stati Uniti. Da qui procediamo per la pittoresca Chinatown (cfr box con descrizione del quartiere e piccolo itinerario a piedi). Da Chinatown si prosegue per il Fisherman’s Wharf ed il famoso Pier 39, se avete tempo vale la pena fare un salto al simpatico museo Musee Mecanique, con una collezione di giochi vintage ed arcade funzionanti.
Da qui vi imbarcherete per la crociera al Golden Gate. (durata circa 1 ora e mezza). Se non volete fare la crociera un modo molto carino per visitare il ponto è in sella ad una bicicletta!
Prima della crociera assaggiate il famoso chowder al Sabella/La Torre.
Al rientro dalla crociera dovreste essere in tempo per il tramonto, dirigetevi alla Coit tower che con i suoi 64m di altezza regala una vista incredibile sulla città.
Proseguite per North Beach e Little Italy, per fare un tuffo negli anni ’50, ai tempi della Beat Generation tra librerie storiche, bar vintage passando per Columbus Street dove sarete catturati dalla sfilza di clubs di lap dance e spogliarelli. Faste uno stop a The Saloon, il bar più antico di San Francisco in cui ogni giorno c’è musica dal vivo.
Dopo cena a Chinatown, concludete la serata a Nob Hill con un cocktail al Top of the Mark, sky lounge dell’International Mark Opkins hotel  con vista 360 gradi sulla città.

golden gate bridge

Beat Generation

Coniato nel 1948 da Jack Kerouac, il termine “Beat Generation” si riferisce a un gruppo di autori la cui letteratura ha esplorato ed influenzato la cultura americana nell’era post-Seconda Guerra Mondiale. Sebbene il grosso del lavoro di questo movimento giovanile clandestino e anticonformista sia stato pubblicato e diffuso negli anni ’50, la generazione continua ad avere un impatto importante su San Francisco.

Gli elementi centrali della cultura Beat includono il rifiuto dei valori narrativi standard, la ricerca spirituale, l’esplorazione delle religioni occidentali e orientali, la sperimentazione di droghe psichedeliche, il rifiuto del materialismo, la rappresentazione esplicita della vita umana, la libertà e l’esplorazione sessuale. A causa dei loro valori e cultura, i membri della Beat Generation si sono guadagnati la reputazione di nuovi edonisti bohémien che hanno celebrato la non conformità e la creatività spontanea.

City Light bookstore è stata fondata nel 1953 dal poeta Lawrence Ferlinghetti e Peter D. Martin. E’ una delle librerie indipendenti davvero grandiose degli Stati Uniti, un luogo in cui i booklover di tutto il paese e del mondo vengono a sfogliare, leggere e immergersi l’atmosfera dell’unico punto di riferimento letterario della cultura alternativa.

Giorno 2 – San Francisco Multiculturale

Fate colazione al Lori’s Diner e raggiungete il Fisherman’s Warf dove prendere la barca per raggiungere l’isola di Alcatraz, prima fortezza e poi carcere militare e penitenziario federale di massima sicurezza in cui furono detenuti personaggi quali Al Capone e George “Machine Gun” Kelly.
Il tour dura circa 2 ore e mezza. Al rientro dirigetevi con Uber a Japantown dove poter pranzare mangiando un ramen o del sushi, per esempio al Waraku restuarant o in uno dei tanti ristoranti del Japan Center Malls. Per una lista di ristoranti clicca qui: Ristoranti Japantown San Francisco.
Dopo una breve passeggiata al Buchanan Mall, costruito in modo da ricordare, vagamente, un villaggio giapponese, proseguite per raggiungere l’altro lato del mondo!
Si va a Mission, il quartiere latino famoso per i bellissimi murales che ricoprono molte pareti dell’area e la chiesa Mission Dolores, uno degli edifici più antichi della città, costruita in adobe e tronchi di sequoia tenuti insieme da cuoio grezzo.
Proseguite a piedi per il vicino Castro, rinomato e pittoresco quartiere gay, dove spicca l’originale Castro Theater.
Dopo aver scoperto i principali murales di Mission, aver assaggiato una pupusa salvadorena, e bevuto un caffè al  Castro Coffee Company o uno dei tanti bars hipster di  Castro Street proseguite per Haight Ashbury, che racconta la San Francisco ai tempo degli Hippie in cui spiccano le splendide case in stile vittoriano (chiamate Le Belle Signore).

Terminate la serata ascoltando musica dal vivo al Club Deluxe (ingresso libero e consumazione obbligatoria).

I murales di Mission

Diego Rivera negli anni ’30 fece alcuni lavori per ill City College ed il Pacific Exchange, arrivano i murales a San Francisco.
Fu però negli anni ’70 che Mission comincia a coprirsi di opere, alcune anche finanziate dalla città, che oggi rendono Mission District un museo all’aria aperta.
I principali murales si vedono a Balmy Alley e vale la pena camminare per il quartiere alla scoperta delle centinaia pareti e recinzioni  adornate con murales a temi che vanno dal patrimonio culturale alle dichiarazioni politiche sociali. 

Per non perdere nessun murales del quartiere e capirne meglio la storia, prendi parte ad una visita guidata. Prenota adesso la visita guidata di Mission ed i suoi murales.

Giorno 3 – Arte e Natura al Golden Gate Park

Oggi potete dedicarlo alla visita di alcuni dei principali Musei della città e godere di alcuni scorci del Golden Gate Park.
Tra i luoghi di maggiore interesse all’interno del Golden Gate Park troviamo il Conservatory of Flowers, la serra più antica del mondo occidentale che contiene ben 1700 esemplari di piante. Il De Young Museum, il museo più antico di San Francisco con splendide opere di artisti americani esposte nella struttura all’avanguardia progettata da Herzog e de Meuron.
Incredibile la California Academy of Science che unisce in un solo edificio un planetario, acquario, riproduzione della foresta tropicale ed un centro ricreativo.  L’edificio, progettato da Renzo Piano, è unico! Infatti il suo tetto è vivente, 2,5 acri su cui crescono ben 1,7 milioni di piante locali.
Delizioso e piacevole il Japanese Tea Garden che ci porta a Kyoto, circondati da alberi di ciliegio e laghetti, per una passeggiata tranquilla alla ricerca della serenità!

Gli ingressi a molte delle attrazioni del Golden Gate park sono inclusi nel Go San Francisco pass. 
San francisco

Like a Local – I quartieri di San Francisco

Guardando la composizione dei suoi quartieri, non possiamo che definire San Francisco una città del mondo. 
La cultura urbana odierna scaturisce da una confluenza di culture che qui hanno cominciato a convivere e che sono figlie della complessa storia di immigrazione ai tempi della caccia all’oro.
L’anima di San Francisco sta proprio nell’eccitante melting pot culturale che permette di fare una sorta di giro del mondo. 
Scopriamo i principali quartieri di San Francisco per fare esperienza di ciò che rende la città unica e così diversa negli Stati Uniti. 

Chinatown

La Chinatown di San Francisco è considerata la più grande fuori d’Asia. Con i suoi 24 blocchi è anche la più vecchia negli Stati Uniti.
I cinesi sono arrivati negli anni ’50 dell’Ottocento per lavorare nella Gum San (la montagna d’oro), le miniere della California. Nel 1969 già ben 12,000 cinesi vivevano in città. I lavoratori cinesi, prevalentemente uomini e scapoli, hanno creato una società maschile, terreno fertile per far attecchire le Tong (associazioni), alcune delle quali specializzate nella gestione della prostituzione, case d’oppio e gioco d’azzardo. 
Con il terremoto del 1906 di Chinatown non resta nulla. E’ negli anni ’20 che comincia a rinascere il quartiere che oggi è probabilmente uno dei più amati dai turisti ma anche dai locali.
Cominciate la passeggiata dal Chinatown Gate proseguendo lungo Grand Avenue. Da California Street potete godere di una splendida veduta della città, proseguite per Old St. Marie Church, la prima chiesa della città, e il Far East Cafe, vecchio ristorante cinese in stile anni ’20. 

Da Portsmuth Square proseguite per l’Old Chinese Telephone Exchange nata come centrale della Pacific Telephone and Telegraph la cui particolarità era che chi vi lavorava, oltre a parlare inglese e 5 dialetti cinesi, conosceva a memoria il numero di telefono dei clienti in quanto non volevano indicare le persone con dei numeri!

Fate uno stop al Golden Gate Fortune Cookie Factory per mangiare un biscottino della fortuna e proseguite per Waverly Place, famosa per i balconi dipinti al cui interno si trovano anche dei templi.    Continuate la passeggiata passando per il Chinese Six Company, edificio dei primi del ‘900 e finemente decorato, per visitare il Kong Chow Temple ed il Chinese Historical Museum. 

North Beach (Little Italy)

Già quartiere multiculturale nell’800 grazie alla vicinanza con il porto, sin da allora a North Beach si parlavano tante lingue, in particolare lo spagnolo, tanto che inizialmente era il quartiere Latino. Con l’arrivo degli italiani, all’inizio del ‘900, il quartiere diventa Little Italy.
Negli anni ’20, con la fuga dei residenti verso Marina District, l’area diventa luogo di incontro di artisti della beat generation, che hanno trovato nella città tolleranza ed apertura mentale. Terreno ideale per fare attecchire idee anti-convenzionali e rivoluzionarie. 

Per scoprire questo splendido quartiere, partite dal City light Store, dove sfogliare qualche libro e fare un salto nel tempo e volare ai tempi di Kerouak. 
Procedete per Columbus Avenue passando per la Strip, dove uno dopo l’altro seguono locali di Strip Tease e librerie per adulti. Arrivate a Washington Square Park, piccolo parco al centro del quartiere dall’animo ancora fortemente italiano. Fate una pausa al Caffè Trieste , per un espresso circondato probabilmente da qualche italo-americano romanticamente legato alle vecchie abitudini e giovani hipster. Non perdete una sessione di musica dal vivo al The Saloon

Japan Town

Il Japantown di San Francisco è stato il centro della comunità giapponese della Bay Area sin dal 1906.  Negli Stati Uniti sono rimasti solo tre Japantown, tutte in California: Little Tokyo a Los Angeles,  Nihonmachi a San Josee e Japantown di San Francisco che è il più grande e il più vecchio.

Il quartiere si estende per sei blocchi in cui si trovano negozi, ristoranti e piccole imprese giapponesi, anche se la maggior parte delle attività comunque si trova nei centri commerciali, Mall, e a Buchanan Street. Consiglio di seguire un breve itinerario a piedi come quello in foto. 

Japantown self guided walking tour mappa – fonte www.sfjapantown.org
Mission

Mission è uno dei quartieri culturalmente e storicamente più ricchi della città. Grazie alla fornita varietà di bars e ristoranti, la popolazione latina che lo abita e la fusione tra vecchio e nuovo, tradizioni ed innovazione, Mission è oggi uno dei quartieri più interessanti di San Francisco. 
Se Valencia Street è ricca di ristoranti e boutique, Mission Street, la sua parallela, vanta i migliori tacos e burritos della Bay Area. Di notte è qui che si ascolta musica dal vivo, il quartiere è pieno di locali con musica dal vivo. 
Tra i più famosi cito il The Chapel, una cappella oggi trasformata in sala da concerti, e l’Amnesia, un bar dove si suona ottimo jazz e musica indie. 
Mission è anche casa dei famosi murales, che attraggono visitatori da tutto il mondo, tra cui è facile perdersi avvolti dagli sgargianti colori del quartiere in cui va bene perdere l’orientamento e per sentirsi anche se solo per qualche ora, per le strade del Messico o del Centro America!

Tenderloin (Little Saigon)

Se quando sei a San Francisco hai voglia di Vietnam, allora ti dirigi a Tenderloin, quartiere a due passi, letteralmente, da Union Square,  rinomato più per l’elevato numero di senzatetto che per la comunità vietnamita che lo popola (in parte).
Little Saigon è una tratta di appena due blocchi a Larkin Street sorvegliata da una coppia di draghi seduti su colonne di pietra. Da poco il quartiere è stato ufficialmente riconosciuto come un’area con lo stesso significato culturale di Chinatown o Japantown.

Il quartiere ha una attiva comunità vietnamita che gestisce attività commerciali locali e lungo le strade colorate ti sentirai trasportato direttamente da San Francisco a Saigon.

Celebrazioni culturali vietnamite si svolgono nel quartiere, in particolare il più famoso è il Tet Festival, la celebrazione del capodanno lunare vietnamita, che attira migliaia di persone ogni anno (metà Gennaio).

Tenderloin è un quartiere molto particolare che vale la pena scoprire, magari accompagnati da una guida.
Il Tenderloin walking tour ha come obiettivo quello di raccontare come è nato il quartiere, come è diventato quello di oggi e fornire alcune ipotesi sul suo futuro.

Fillmore District 

La storia di Fillmore risale alla fine del 1800, anni in cui era già dimora di differenti gruppi etnici. E’ stato quartiere ebreo, successivamente multi-etnico dove convivevano filippini, messicani, giapponesi, russi e afroamericani.
In seguito al terremoto del 1906, Fillmore si ripropose come quartiere volto all’intrattenimento grazie al prolificare di numerosi club e teatri. 
I più importanti erano la Majestic Ballroom, che nel 1952 fu ribattezzata Fillmore Auditorium, il Club Alabama e il Town Club, in cui si esibivano artisti afroamericani locali.
Fino al 1942, solo poche centinaia di famiglie afroamericane risiedevano in questo quartiere multietnico di classe operaia. Fu quando il presidente Roosevelt firmò l’ordine esecutivo 9066, con il quale i residenti giapponesi del distretto furono trasferiti, che gli edifici lasciati vennero occupati dagli afro-americani che si trasferirono sulla costa occidentale per lavorare nelle industrie della Bay Area.
Durante il decennio della Seconda guerra mondiale, la popolazione afro-americana ha vissuto una esplosione, passando da 4.800 a 43.000 abitanti. 
Fillmore divenne a tutti gli effetti un quartiere nero tanto da essere chiamata l’Harlem dell’Ovest.
I lavoratori migranti hanno portato con sé la propria musica e le proprie tradizioni e convenzioni sociali. Nuovi club nascevano a fianco di quelli già famosi ed in questi, a
rtisti come Billie Holiday, Dinah Washington, Lionel Hampton, Redd Foxx, Charlie Parker, Sammy Davis e Miles Davis si esibivano. 

A causa della gentrificazione, ed il conseguente aumento degli affitti, la popolazione afroamericana è in costante declino.
Il Fillmore Jazz Preservation District, fondato nel 1995, tenta di mantenere l’eredità musicale del distretto supportando locali popolari come lo Sheba Piano Lounge ed il The Boom Boom Room (precedentemente Jack ‘s Tavern). 

Libri e guide su San Francisco 

San Francisco (National Geographic) – Una bella e completa guida discorsiva ed informativa sulla città scritta da esperti. Eccellente lettura prima di scoprire la città 

San Francisco – Milano (Federico Rampini) – Un libro che racconta la vita di un europeo nella città americana più europea tra tutte. 

San Francisco – Ritratto di una città (Elena Refreschini) – Una dichiarazione d’amore a San Francisco scritto molto bene ed in maniera scorrevole. “Chi non si diverte a San Francisco dev’essere pazzo. Si beve, si mangia, è sporca e cattiva e assolutamente meravigliosa”, così l’ha descritta Anthony Bourdain.

 

 

Una città speciale che meriterebbe più di 3 giorni e che senza dubbio rientrerà nella TOP 10 delle città più belle del mondo. Nel suo essere crogiolo di culture sa farci sentire a casa a 10,000km di distanza! 

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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