Road trip negli Stati Uniti – Itinerario di viaggio Parchi Occidentali e Route66 (Arizona)

Road trip negli Stati Uniti  – Itinerario di viaggio Parchi Occidentali e Route66 (Arizona)

Road Trip negli Stati Uniti – Itinerario di viaggio tra i Parchi Occidentali

Chiamatemi pure Miss MaiDireMAi perchè se 2 anni fa mi avessero proposto un road trip negli Stati Uniti che include addirittura Las Vegas, avrei risposto prima con una grande risata e poi con un bel <<Giammai! Tu scellerato come osi propormi una cosa del genere?>>

Onestamente il perchè non lo so.
Credo il rifiuto fosse dovuto al fatto che non amo granchè New York e perchè ho fatto di tutta l’erba un fascio credendo, erroneamente, che gli Usa fossero tutti una grande Grande Mela o comunque una sequenza di città con grattacieli e di cemento.

Poi, come tanti strani rari casi nella vita, semplicemente questi Usa sono arrivati. Non che li abbia mai desiderati particolarmente. Li ho semplicemente accolti senza particolare entusiasmo.

Sorrido oggi se penso che questo viaggio ha rappresentato uno dei viaggi più belli fatti fino ad oggi ed oggi, gli Stati Uniti, sono la destinazione in cui torno, felicemente, ogni anno. 

Forse per chi conosce i luoghi di cui racconterò la cosa è piuttosto chiara, e starà pensando che non ho scoperto l’acqua calda, eppure fino a prima di approdare a San Francisco, ho sempre erroneamente creduto che gli Stati Uniti non fossero nelle mie corde.

Ho viaggiato per un mese tra California, Nevada, Utah ed Arizona, seguendo un itinerario che credo sia abbastanza classico, toccando quindi i parchi Nazionali, più importanti visto che questi Paesi ne sono pieni zeppi, attraversando montagne, tra cui la Sierra Nevada innevata, deserti, boschi, percorrendo la Route 66 in Arizona, per concludere l’avventura a Las Vegas.

Più 10.000km macinati in 18 giorni, una media di 550km al giorno, e alcuni degli scenari più incredibili della terra, e non mi riferisco solo all’immenso ed imponente Grand Canyon.

E’ stato un viaggio in una America che non mi aspettavo, lontana dalle città con grattacieli e caotiche in cui la vita corre veloce. 
Nonostante i tanti chilometri il viaggio è stato piacevole e rilassante. Si è guidato tra numerosi villaggi nel mezzo del niente in cui l’unico ristorante del paese chiude alle 20.

Gli Stati Uniti sono enormi, le opzioni di viaggio quindi sono infinite. S
e poi alla grandezza aggiungiamo anche le eccellenti infrastrutture e strade, è chiaro il motivo per cui un viaggio questo Paese, o forse sarebbe meglio dire alcuni Stati di questo Paese, si prestino bene a realizzare un road trip come credo se ne possano fare altri.

Si è noleggiata una macchina grande e spaziosa e si è partiti per un’avventura.

Solo noi, una macchina e la radio che magari suona la giusta colonna sonora nel mentre che si guida disorientati dalla maestosa bellezza degli spazi infiniti di cui le foto non riescono a raccontare l’immensità e la potenza e che, semplicemente, bisogna vivere in prima persona.

Leggi – Come organizzare un viaggio negli Stati Uniti Step by Step 

USA road trip

Road Trip negli Stati Uniti - Tabella dei Contenuti

Road trip negli Stati Uniti – Pachi Occidentali e Las Vegas itinerario di viaggio 

Informazioni generali di viaggio 

Città di Partenza e rientro: San Francisco
Giorni: 18 (effettivi di viaggio)
Km in totale: 10.500km
Stati: California, Nevada, Utah ed Arizona

Auto noleggiata su: Rentalcars (615 euro per 18 giorni, secondo guidatore incluso)
Costo della benzina: Varia di Stato in Stato, tra i $2.60 ed i $3.50 per gallone (3.78 litri circa)
Abbiamo dormito: Hotel a San Francisco e Las Vegas e Motels durante il road trip (prenotabili anche online sui vari siti di prenotazione online)
Biglietti shows Las Vegas
comparati su: Best Of Vegas

Voli aerei: Acquistati su Kiwi (€650 andata e ritorno) – Nel mio caso ho fatto andata e ritorno su San Francisco ma consiglio, se si segue questo itinerario, di volare via da Las Vegas.

Assicurazione di viaggio: Worldnomads *** Mi raccomando di FARLA! Gli ospedali e le cure mediche negli USA sono incredibilmente care e l’assicurazione vi coprirà per eventuali cure mediche dispendiosissime anche se teoricamente banali. Quindi NON PARTITE SENZA!

Budget speso per persona (2 persone): US$ 2400 per persona (voli esclusi) + extra (souvenirs e piccole spese)

San Francisco – Hippy, cool and cold city

San Francisco è una città meravigliosa, nonostante il clima a quanto pare mai particolarmente “californiano”, almeno per come credevo di trovare. A parte il freddo che mi accolta, la città mi ha affascinata, per il suo essere non particolarmente piene di grattacieli, che si limitano alla zona finanziaria e di uffici, per il verde in tutte le strade, che siano alberi o piccoli, ma anche grandi, parchi, perchè si affaccia su una baia e dall’alto delle colline ci si sente in una città ma anche non compressi dentro.

Famosa per il clima particolarmente nebbioso e fresco, la città è un mix interessante tra architettura vittoriana e contemporanea, ma è anche nota per l’apertura mentale e culturale di cui si è sempre fatta baluastro.
Sono stata molto tempo a San Francisco ma mi limito a consigliare alcuni luoghi emblematici della città per chi ha poco tempo. Cominciamo con i suoi quartieri che consiglio sono: Chinatown, Japantwon, North Beach, Hight/Ashbury e Castro, Fisherman’s wharf ed il Pier 39 (dove vedere i leoni marini) e Mission, il quartiere Latino famoso anche per i bellissimi murales.
Non può mancare un giro sulla mitica cable car ($7 solo una tratta oppure inclusa nel carnet di viaggio mezzi pubblici), la cui particolarità sta nel fatto che non vanno a motore ma si muovono grazie ad un cavo di ferro in superficie che si muove con velocità costante. Le linee sono: California Cable Car, Powell Mason e Powell Hyde  hanno differenti itinerari e partono da Market Street.

Per approfondire ed una idea di itinerario di 3 giorni a San Francisco leggi: Cosa fare a San Francisco in 3 giorni 
San francisco

Per qualche ora differente ed una interessante immersione nella città, con un  tocco antico, consiglio di andare a bere una birra al The Saloon, il saloon più antico di San Francisco che credo abbia mantenuto tutto come dai primi giorni. Se si ha un giorno in più, vale la pena guidare fino al Big Sur e godere un pò della meravigliosa costa, a meno che non si segua un itinerario lungo questa.

Hotel: Hotel Handerly Union Square. Questo è un tre stelle a Union Square, US$215 per notte), quindi centralissimo a due passi da Market Street. Alternativamente sempre in zona ci sono anche numerosi ostelli con letti in dormitorio a partire da €30 per notte, clicca qui per cercare l’ostello online.

Consigli

La città è enorme e i punti di interesse sono piuttosto sparsi. Per chi ha poco tempo il Big Bus (€37), che ho preferito agli altri perchè porta al di là del Golden Bridge, è una valida opzione per poter visitare i luoghi principali della città. E’ anche possibile comprare il biglietto abbinato Big Bus + visita ad Alcatraz (€92) .
Un’altra interessante opzione è il San Francisco Sightseeing pass (Bus turistico + 3, 4 o 5 ingressi) il cui costo ha degli sconti super interessanti! 

Sconsiglio di noleggiare l’auto e guidare, in genere è più conveniente, e più semplice, muoversi in città con UBER e LYFT, oltre al fatto che ci si evita di pagare i costosi parcheggi degli hotels. In strada è possibile parcheggiare ma a giorni alterni per lato e alle 7 del mattino bisogna sempre togliere l’auto o comunque pagare poi per ora.

Se state 3 giorni ed invece di usare UBER volete usare i mezzi pubblici (bus, tram e BART), potete comprare il biglietto cumulativo, $33, che include anche la cable car, che se no da sola costa $7 a tratta. Questo si può acquistare al Walmart (il supermercato). A questo link una mappa dei negozi dove poterlo comprare. 

Partenza da San Francisco – Sierra Nevada e la grande neve 

Lasciamo San Francisco molto presto la mattina, e cominciamo il viaggio che se tutto va secondo i piani, e poi non sarà così, ci porterà poco distante dall’ingresso della Death Valley. L’idea è quella di fare la strada meno veloce ma più panoramica attraversando la Sierra Nevada, salvo che non abbiamo controllato un aspetto importantissimo. La questione neve!
Man mano che ci addentriamo verso la Sierra, attorno a noi cominciamo a vedere dei rimasugli di neve, credendo che sia quanto rimasto dalla stagione invernale, ma quanto più ci avviciniamo a Lake Tahoe quanto più la situazione si aggrava. Strade bloccate, o strade aperte solo per auto con catene, che ovviamente non abbiamo.

Letteralmente impantanati nella neve, nel mentre che sembra che stia per scatenarsi una bufera, riusciamo a trovare un benzinaio che vende le catene che non sappiamo come mettere ma che riconosciamo come unica speranza per uscire da quella tempesta di neve.

Dopo varie peripezie, neve che non sembra voler finire, il cartello Nevada, quando ormai è già buio pesto e tutto sembra chiuso, ci informa che abbiamo passato la frontiera.
Nel buio pesto di strade poco trafficate, decidiamo di non fermarci a togliere le catene, e così nonostante non sia realmente ideale guidare su una strada senza neve con le catene, alle prime luci di una città, la ridente Gardenville, ci fermiamo al primo Motel disponibile in cui una Indiana un pò scoglionata ci consegna le chiavi senza troppe chiacchiere.

Si conclude così, a meno 10 gradi e stanchi morti, la lunga giornata andata non esattamente secondo i pieni. Mancano ancora almeno 300km per la Death Valley.
Si punta la sveglia per le 5 del mattino, non ci resta che dormire e sperare in un tempo più clemente nei giorni a venire.

Applicazioni per chi viaggia in inverno

Una applicazione ottima per il meteo è Weather Underground mentre per verificare la situazione delle strade in California, inclusa la problematica neve consiglio di scaricare la app California Road report e sopratutto se viaggiate in inverno chiedete al noleggio auto di fornirvi catene se dovete passare le Sierra Nevada. Infine, prima di partire abbiamo fatto un upgrade auto, che consiglio vivamente rispetto una utilitaria, vale il costo extra! 

Neve california

Death Valley National Park – Da -20 a +18 

Lasciamo Gardenville prima dell’alba, è ancora più morta della sera precedente, le temperature segnano -20 gradi, decisamente più freddo di quanto mi aspettassi/sperassi, non fosse che non ero pronta per un clima tanto impegnativo.
La neve rimasta sul tetto dell’auto è adesso ghiaccio, ma quando il sole è già alto la Death Valley si prospetta di fronte a noi e le temperature si alzano fino a 18 gradi, uno sbalzo di quasi 40 gradi nel giro di qualche ora.
D’altronde siamo nella Death Valley, il cui nome parla da solo. E’ qui che si sono registrate le temperature più alte negli Stati Uniti e la guida sulla strada asfaltata tra paesaggi aspri e desertici si fa eccitante. La visita segue secondo un percorso ben delineato, dalle dune del Mesquite Flat alle piane saline di Badwater.
Ci fermiamo presso alcuni viewpoint prima di dirigerci a Beatty dove passiamo la notte.

Per maggiori informazioni su strade aperte e chiuse e generali sulla Death Valley clicca qui.

Notte passata a BeattyExchange Club Motel (US$72 per notte)  . Per chi desidera dormire dentro la Death Valley (Furnace Creek) è consigliato prenotare con largo anticipo, le opzioni sono limitate e si esauriscono presto: The Ranch At Death Valley (€265 per notte) e The Inn at Death Valley (€280 per notte).

Valley of Fire State Park (88 km da Las Vegas) – Fuoco in Nevada 

Dopo aver fatto un breve passaggio al Gosth Town di Rhyolite, vicinissimo a Beatty, uno dei tanti villaggi fantasma della zona che raccontano i tempi della corsa all’oro, proseguiamo in direzione Las Vegas, dove non ci fermeremo. Incastrati in un pò di traffico in città raggiungiamo il parco statale Valley of Fire State Park ($10 ingresso non incluso nel Pass), che come racconta il nome è caratterizzato da forti e differenti tonalità di rosso, che si infuocano al tramonto. Il paesaggio desertico si colora da affioramenti di arenaria da differenti forme e colori e soprattutto è vuoto! Il niente che poi scoprirò essere una costante delle settimane a venire si sta introducendo.
Guidare nel parco è meraviglioso, sicuramente la fermata più suggestiva è la striped rocks, in foto, rocce colorate e a strisce bianche e rosa.
Poco prima del tramonto partiamo in direzione Utah, con animo troppo positivo rispetto la realtà, ed infatti viste le distanze ed il buio pesto delle strade ci fermiamo a Mesquite per la notte, dove decido di fare un salto ad un casinò e mi diletto per un pò al blackjack (tornando in camera con 60$ in più e che decido mettò da parte perchè sarà il mio fondo giorno a Las Vegas, giusto per esser sicura di non aver nè vinto nè perso se a Sin City dovesse andar male).

Notte passata a Mesquite al Rising Star Sport Mesquite (US$67 + tasse).

valley of fire

Zyon National Park

La mattina seguente lasciamo Mesquite per raggiungere lo Zyon National park, un bellissimo parco dalle alte pareti rosse amato da chi scala la roccia e dai trekkers che qui possono avventurarsi lungo l’Angels landing, un sentiero di circa 8,7km con dislivello di 426 metri da cui si ha la migliore vista sui canyon. 

Nel parco non è permesso guidare ma è molto ben organizzato con shuttles che passano ogni 5/10 minuti e seguono la scenic drive con numerose fermate da cui è possibile fare dei trekking e delle camminate, ognuna di differente difficoltà.

Nella mappa che si riceve al centro visitatori sono descritti i percorsi anche in base alla difficoltà e tempo di camminata.

La particolarità di questo parco è dato dalla bassa quota e quindi da formazioni rocciose che mi mischiano al verde dei prati della mesa, quindi decisamente più rigoglioso rispetto gli altri parchi dello Stato dello Utah.
Dopo aver visitato il parco ci dirigiamo verso Tropic, dove passeremo la notte, seguendo la Highway 12 Scenic Byway, circa 200km di strada panoramica che tra Torrey ed Escalante, lungo le pareti della Boulder Mountain, regala un paesaggio lunare ed incredibile fatto di strette pareti di roccia erose da vento ed acqua.

Arrivati a Tropic, un villaggi di qualche centinaia di anime, almeno così a me è sembrato, e dopo un veloce check-in la receptionista ci invita ad andare subito a mangiare nell’unico ristorante del paese, a due passi dal motel, perchè la notte termina presto nella ridente cittadina, alle 20.30 prendono l’ultimo ordine, come spesso accade nei villaggi di questi Stati nel bel mezzo del niente.

Notte a TropicAmerica’s best Value Inn Motel (US$90 per notte) 

Bryce National Park – La cattedrale di pietra

Nonostante il freddo della mattina presto partiamo per il Bryce Canyon, probabilmente il parco più bello e sorprendente del viaggio.
Il parco è famoso per una scalinata formata da strati di roccia, chiamata Grand Staircase, che culminano in dei picchi, pick cliffs.
Un anfiteatro nella roccia formato da erosione dal quale emergono guglie, picchi e pinnacoli di colore rosa. Il tutto abbellito da rimasugli di neve.
Come per gli altri parchi, qui si può guidare con la propria macchina seguendo la mappa che viene rilasciata dal centro visitatori in cui sono menzionati tutti i belvedere e le aree di sosta, incluse quelle attrezzate con tavolini per il pic-nic. Lungo la scenic drive i punti di maggiore interesse sono: Inspiration point, Raimbow point ed ovviamente il Bryce Amphitheater, il più suggestivo tra tutti.

Nei mesi invernali e di bassa stagione alcuni percorsi potrebbero essere ancora chiusi a causa della neve, invece nei mesi estivi, e di alta stagione, i percorsi sono aperti ma se dovessero esserci troppi visitatori anche qui funziona una navetta che ferma ai differenti punti panoramici.
Tempo di proseguire e circa 400km ci attendono per raggiungere MOAB, città di appoggio per visitare il noto e bellissimo, Arches National park. Lungo la strada per Moab, attraversiamo il Capital Reef guidando lungo la Highway 24, un parco meraviglioso che comprende gran parte dei 165km della Aterpocket Fold, una falda formatasi circa 65 milioni di anni fa.
Attraversato il meraviglioso Canyon Land arriviamo a Moab che è ormai sera inoltrata e qui ci scontriamo per la prima volta con la difficoltà a trovare una sistemazione.
A differenza dei villaggi precedenti infatti Moab è decisamente più grande ma soprattutto più turistica, e me lo dice questo l’altro numero di ristoranti e bars come le strade piene di persone.
Dopo circa 1 ora guidando per la città chiedendo per camere libere e numerose telefonate finalmente troviamo una stanza presso il motel Inca Inn. 

Notte a Moab – Inca Inn Motel (US$100 per notte)

bryce canyon

Capital Reef National Park –  Canyonland – Moab

Siamo quasi al giro di boa, oggi raggiungeremo il punto più ad est del viaggio, arriveremo a Moab, base per visitare l’Arches National Park. La mattina comincia con la visita al meraviglioso  Capitol Reef , un parco molto poco visitato in cui ammirare la brriera geologica di circa 1000 miglia del   Waterpocket Fold. 

Si prosegue per il bellissimo Canyonlands, il parco nazionale più grande dello Utah, le cui aree principali sono: Island in the SkyNeedles e The Maze. L’Island in the Sky, nella parte settentrionale del parco, è una gigantesca mesa con straordinari cliff sulle imponenti erosioni create dai fiumi Colorado e Green, ha la forma di un’isola sul cielo, da qui il nome.
Rientro a Moab per la notte. 

Notte a Moab – Inca Inn Motel (US$100 per notte)

canyonland

Arches National Park (Moab)  – La natura designer

La mattina un cielo nero non preannuncia nulla di buono, ma grazie alla applicazione meteo consigliata da un signore accanto al nostro tavolino per la colazione (Weather underground) scopriamo che per le 10,30 il temporale inquietante terminerà ed i nuvoloni neri si sposteranno a est, così attendiamo qualche ora in attesa del cambio meteo per raggiungere il vicino Arches National park, che vanta la concentrazione di archi di arenaria più grande al mondo le cui dimensioni variano dal metro fino ai 90!
Il parco è piccolo ma bellissimo, è quindi facile visitarlo in una giornata, come sempre si può guidare all’interno lungo la strada asfaltata e grazie alle mappe del centro visitatori sono indicati tutti i luoghi panoramici più belli.

In particolare i luoghi più suggestivi sono: Delicate Arch, il simbolo del parco, il balances rock. 
Se si guida fino al Devil Garden, da qui cominciano dei percorsi di trekking che ci accompagnano lungo un cammino tra 8 archi di roccia , il più spettacolare tra tutti però si trova a circa 2 km di cammino, mi riferisco al Landscape Arch, di ben 88 metri.
Attendiamo ormai il tramonto ed il parco, quasi vuoto, si infuoca.
Ormai è troppo tardi per lasciare Moab quindi torniamo nuovamente all’Inca Inn Motel

arches national Park

Monument Valley – In teoria Page, in pratica Tuba City

Si entra nella Navajo Indian reserve e nella meravigliosa Monument Valley, il simbolo probabilmente degli Stati Uniti occidentali,  che segna il confine tra lo Utah e l’Arizona, famose per le sue mesas e le butte, un quadro tipico da film western in cui per 17 miglia si guida lungo un circuito ad anello su una strada non asfaltata. Il territorio prevalentemente pianeggiante disegna lo scenario ideale per le enormi butte che si ergono imponenti nel mezzo del deserto. L’ingresso al parco rientrando nella Navajo Reserve non è incluso nel Pass America the beautiful.

La zona fa parte della Navajo Nation Reservation, qui gli indiani gestiscono tutte le attività all’interno della valle, dalle attività in jeep o cavallo come la gestione del parco intero, con hotel annesso.

Dopo aver ammirato e goduto degli enormi spazi della Monument Valley proseguiamo la guida in direzione di Page dove in teoria vorremmo passare la notte. Dico vorremmo perchè a 100km da Page siamo bloccati da un tipo che ci dice che dobbiamo tornare indietro e fare il giro più largo, altri 300km, causa strada interrotta per un incidente.

E’ ormai quasi il tramonto e di guidare altri 300km non ce la sentiamo, vediamo che alcune auto prendono una scorciatoia, o almeno quella che crediamo lo sia, e dopo aver chiesto a chi imboccava quella strada non asfaltata decidiamo si seguirli. Peccato che non ci avessero avvertito che per tagliare in orizzontale quel pezzo di strada sarebbe stata necessaria una 4×4.
In fila indiana noi con altre auto ci inoltriamo per circa 1 ora quando ci rendiamo conto che con la nostra macchina, sebbene di grossa cilindrata ma troppo bassa, non riusciamo a proseguire, e con noi tutti gli altri. Alcuni avevano rinunciato già prima. Decidiamo di tornare al punto di partenza con la coda basse e soprattutto dovevamo farlo prima che facesse buio.

Ci troviamo punto e a capo, confermano che da li a 6 ore la strada non sarà praticabile.
Guidare al buio non ci sembra la mossa giusta e ci dirigiamo verso il primo paesino sulla mappa.
Ma qui le cose sembrano piuttosto strane e a tratti pericolose. Nel mentre che facciamo benzina io vengo avvicinata da una donna che mi chiede curiosa che diavolo ci faccia in quel villaggio.

Nel mentre che mi chiedo perchè mi invita a lasciare il villaggio sento delle persone gridare poco distanti da me e vedo che a 4 metri di distanza si sta consumando una rissa particolarmente violenta.

Spaventati, in particolare perchè in questi Stati le armi sono legali e può capitare che qualcuno tenga un fucile dentro la macchina, andiamo via quando la polizia sta per arrivare, come mi era stato suggerito dalla donna, e solo 2 ore dopo arriviamo alla prima cittadina con un hotel a disposizione: la ridente Tuba City!

Notte al Quality Inn di Tuba City ($130 per notte colazione inclusa)

 
monument valley

Page –  Brutta ma piena di sorprese
Horsehoe Bend – 
Secret Canyon – Powell Lake

Tuba City non è sicuramente la cittadina più bella della zona, ma neanche Page scherzi quanto a bruttezza.
Non c’è un centro, non c’è una strada piacevole in cui camminare, è semplicemente la base per alcune attrazioni meravigliose, e questo fa sì che per la seconda volta abbiamo grande difficoltà a trovare una camera in Motel per la notte. Spring break per gli studenti e uno dei centri turistici più famosi del Paese.
I motivi effettivamente ci sono, questa cittadina, che mi pare sia nata proprio per dare dove dormire ai turisti, ed in cui manca una qualsiasi strada che possa identificare una zona centrale, è comunque base per molte attività (anche sportive tipo kayak e rafting).

Arriviamo a Page la mattina dopo l’imprevisto della strada bloccata, sono circa le 12.
Prima di arrivare in città ci fermiamo all’Horsebend shoe, una impressionante formazione rocciosa nel Colorado River, accessibile tramite una breve camminata dal parcheggio principale, proprio all’ingresso della città.

Ormai è tardi per visitare l’antelope Canyon perchè tutto prenotato ma nel riservare per il giorno decidiamo di visitare un altro canyon, il Secret Canyon, che sebbene meno impressionante dell’Antelope dall’altro lato la visita è stata decisamente più piacevole perchè a parte il nostro piccolo gruppo, 10 persone, non c’era nessun altro. Dopo la visita proseguiamo per il Lake Powell passando per l’enorme diga.

Le attrattive di Page non si limitano a queste, in particolare questa zona è famosa per il The Waves, a cui possono accedere solo 20 persone al giorno, 10 biglietti si vincono tramite lotteria e altri 10 invece si vendono ma, come è facile immaginare i biglietti disponibili non si hanno decisamente da un giorno all’altro, nè da un mese all’altro. Serve tanta fortuna.  il biglietto si vince tramite una lotteria. E’ ovviamente difficilissimo accedervi, i calendari vendita biglietti mostrano solo 4 mesi e, come nel mio caso, ovviamente era tutto già prenotato.
Per partecipare alla lotteria e per controllare il calendario clicca qui e BUONA FORTUNA!

Antelope Canyon – Flagstaff 

Credo che quasi tutti abbiamo avuto sul desktop del nostro computer la foto surreale di rocce ondulate di colore rosa che regalano la sensazione di morbidezza, nonostante si parli di roccia che nei secoli è stata levigata da acqua e vento. Questo luogo ha un nome ed è anche facilmente visitabile: Antelope Canyon, nella riserva indiana Navajo.

Il Canyon si può visitare esclusivamente con tours, ed questi offrono due differenti tipi di esperienza che conducono a due distinti luoghi: lower canyon ed upper canyon, quest’ultimo accessibile sia con visita tradizionale (90 minuti) che con tour fotografico (2/2.5 ore, con, a quanto pare, priorità ai fotografi per cui credo che valga la pena pagare il costo extra).

Visto l’altissima richiesta ed il numero esagerato di turisti, per entrambi i tours è consigliato prenotare in anticipo.

Prenota online il tour per l’upper Antelope (A partire da US$65 per persona)
Prenota online il tour per Lower Antelope (A partire da US$45 per persona)

PRENOTA ONLINE IL TOUR ALL’ANTELOPE CANYON

Finita la visita, durata circa una ora in tutto, ci rimettiamo alla guida per raggiungere Flagstaff, siamo ufficialmente sulle Route 66!

Antelope canyon

Upper Vs Lower Antelope 

Ci sono ben due distinti canyon che possono essere visitati e si trovano anche vicini: l’Upper Antelope e il Lower Antelope.

L’Upper Antelope Canyon, è il canyon più visitato e quindi affollato tra i due, premetto che non lo ho visitato perchè tutto prenotato per i giorni successivi, apparentemente si dice che sia ancora più affollato del Lower, e onestamente mi viene difficile capire come sia possibile visto che già al Lower ho trovato fin troppa gente.

Il Lower Antelope Canyon, è il preferito dai fotografi, è un pò più complicato rispetto l’upper, causa scale e accessi meno semplici (ma niente di troppo complicato a meno che non si abbiano difficoltà mobili), ha slots meno profondi. Purtroppo l’orario di visita a cui abbiamo potuto prenotare non era l’ideale per i giochi di luce, ma l’effetto, tagliando la folla di turisti in fila incastrati negli stretti slots, è stupendo! 

Vale la pena o no?

Sicuramente vale la pena prendere parte a questo tour anche se sono felice di aver visitato anche il Secret Canyon in cui, a parte il nostro piccolo gruppo, non c’era nessun altro.

Se infatti essere stretti tra queste rocce sinuose è una esperienza che non può ripetersi altrove, dall’altro lato l’altissimo numero di persone, che non vedete in foto perchè le ho tagliate fuori, non ha contribuito a fare di questo luogo, che di fato è spettacolare, il mio preferito.

Se avessi riservato in tempo, quindi se ci avessi pensato con più anticipo avrei riservato il tour fotografico che costa di più del tour classico, ma so che dà priorità ai partecipanti del tour senza essere avvolti dalla folla e soprattutto dura più tempo.
Il mio consiglio quindi è quello di visitarli entrambi e regalarsi le due esperienze differenti.

Prenota online il tour per l’upper Antelope (A partire da US$65 per persona)
Prenota online il tour per Lower Antelope (A partire da US$45 per persona)
Prenota online il tour per il Canyon X (a partire da US$56 per persona)

Flagstaff – La Route 66 Est (Arizona) – Più di una strada, un Mito 

Conosciuta come la Main street of America e chiamata da John Steinbeck Mother Road, la route 66 rappresenta il road trip per eccellenza, per i malinconici degli Stati Uniti questa strada, che collegava Chicago con Los Angeles, attraversando 8 Stati, anche se non la si fa tutta, sicuramente la parte dell’Arizona farà viaggiare anche nel tempo.

L’Arizona è il Paese in cui è cominciato il recupero della Route 66, in seguito alla scomparsa della strada per intero, infatti oggi se ne possono visitare pezzi, ed è in questo Stato che la route è stata dichiarata Historic Route 66.

Qui si può guidare su più di 200 miglia della strada originale, incluso il pezzo continuo più lungo tra tutti.
Una percorso che passa da deserti, boschi, pianure e foreste e conclude ma soprattutto in cui l’America di ieri e quella di oggi si fondono. Scriverò un post apposito a riguardo ma qui mi limito a menzionare i luoghi visitati.

Oggi abbiamo cominciato dalla Petrified Forest ed il Painted Desert, un parco nazionale in cui tronchi di alberi di milioni di anni fa sono diventate ormai delle rocce, per poi proseguire verso Holbrook famoso per il Wigwam Motel, dove tutt’oggi è possibile dormire. Passiamo poi per Winslow, di cui cantano gli Eagles nella canzone Take it Easy , cfr “Well, I’m a standing on a corner in Winslow, Arizona and such a fine sight to see. It’s a girl, my Lord, in a flatbed Ford slowin’ down to take a look at me”,  fantastica colonna sonora per questa tratta!

Rientriamo a Flagstaff per la notte, città famosa per la produzione di birre artigianali e dove ci tocca trovare, come al solito, un motel dove passare la notte.  In verità prima di rientrare abbiamo deviato per Sedona di cui mi avevano parlato bene ma che, una volta arrivata, mi ha delusa abbastanza da decidere di tornare subito dopo pensando di aver macinato circa 150km per niente di che. Questa deviazione che ha richiesto comunque circa 2 ore, ci ha fatti arrivare tardi in città così che per l’ennesima volta abbiamo avuto difficoltà a trovare un Motel. Dopo due ore circa abbiamo finalmente trovato la camera!

Notte a Flagstaff: Travelodge Flagstaff East

winslow

Sua maestà il Grand Canyon

Il mitico Grand Canyon è una gola immensa creata dal fiume Colorado, lungo 446 km, profondo fino a 1.857 metri e largo fino a 29 chilometri, un luogo che oltre impressionare per la grandezza a perdita d’occhio racconta miliardi di anni della terra.
Il canyon è infatti un tratto del fiume Colorado che, nel corso dei millenni, è penetrato nella roccia creando la spaccatura che oggi attrae turisti di tutto il mondo.

Il grand Canyon National park è diviso in due parti: North Rim e South Rim.
Il South Rim è la parte più accessibile e più visitata, il North Rim invece è di più difficile accesso e soprattutto è chiuso tutto l’inverno, mentre apre ogni anno dal 15 di Maggio. Quindi anche se avessi voluto scegliere non avevo alternative, siamo andati al South Rim.

Al nostro arrivo ci rendiamo conto di essere nel parco più visitato della zona, il traffico all’ingresso e la difficoltà a trovare parcheggio ci dice già che il parco ha molti visitatori e che, a differenza di quelli semi deserti, visitati fino ad oggi, qui le cose si complicano, per lo meno i tempi si allungano. 

Dopo aver parcheggiato in maniera fantasiosa, ci dirigiamo al centro visitatori per la raccolta mappe e chiedere alcune informazioni su come muoverci all’interno del parco, considerando che abbiamo un giorno a disposizione che percorsi seguire alternando hiking con le navette?
Come allo Zyon National Park anche al grand Canyon, per garantire una visita più snella per tutti e non intasare le strade con le auto, il parco è ben organizzato con delle navette che seguono differenti rotte (Blu, rossa, arancione e viola). Il tragitto è tutto interconnesso da delle camminate ma se il tempo stringe la cosa migliore da fare è alternare camminata e shuttle.

Notte a Flagstaff: Travelodge Flagstaff East

Grand Canyon alternativo

Per chi vuole vivere il Grand Canyon in maniera differente, è possibile fare un volo in elicottero, con partenza e ritorno da Las Vegas, una esperienza che permette di scendere fino alla base del Canyon per circa 30 minuti (€305 per persona, durata totale 4.5ore), clicca qui per prenotare online . Oppure ilvolo areo con partenza e rientro al Grand Canyon(30 minuti e circa US$129 per persona)
Oppure dirigersi al West Rim, verso il Grand Canyon West gestita dagli indiani Hualapai, quindi il costo di ingresso non è incluso nel pass dei Parchi Nazionali, e camminare sulla celebre passerella Skywalk. In questo secondo caso il costo totale è di $82.37 per persona, pacchetto Gold. Per maggiori informazioni sullo skywalk clicca qui.

Flagstaff – La Route 66 Ovest (Arizona)  

Oggi invece l’abbiamo dedicata alla parte ovest della Route66 vivendo un pò., anche se non in sella ad una moto, le strade della mitica route che qui diventa ancora più eclettica e divertente.
In mappa le fermate fatte ma quelle che reputo imperdibili sono Seligman e Williams.

Arizona route 66

Welcome to Fabulous Las Vegas

 
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La sola idea di poter andare un giorno a Las Vegas non era neanche lontanamente da contemplare.
Siccome ancora non ho imparato che nella vita non si dovrebbe mai dire MAI, a Las Vegas non solo ci sono andata, ma mi è anche piaciuta!
Sin city, la città del peccato, quella dove tutto è possibile e tutto è permesso in cui si è travolti da un fiume di persone in festa e dove è facile perdendosi tra le mille attrazioni.
ubriacata dai colorati e divertenti neon,  ho deciso di entrare in pieno della festa e dedicarmi alla scoperta di questa città scintillante nel mezzo del deserto.

Las Vegas mi ha affascinata da subito, in particolare per il fatto che racconti la creazione di una economica, che funziona, dal niente del deserto facendo perno su tutti i vizi possibili ed inimmaginabili.
In uno Stato prevalentemente desertico è stata creata la Mecca per chi vuole evadere creando una economia che altrimenti non si avrebbe, ecco perchè i prezzi di tutto sono più bassi rispetto gli Stati vicini, un divertimento 24/24 accessibile e che, alla fine, invita anche a spendere.

La prima giornata l’ho dedicata alla Strip e alla sfilza di Resorts/Hotels/Casinò che sono delle città vere e proprie. Alcuni hanno proprio riprodotto quartieri di città. Dal Venetian, che è l’hotel dove ho scelto di soggiornare, al Caesar o il Bellagio, o il Paris ed il New York York.
Fondamentalmente si potrebbe passare un giorno intero in uno solo di questi hotels e non rendersi neanche conto che si è al chiuso.

La sera invece, su indicazione di un senzatetto che staziona a Union Square con cui ho fatto amicizia durante le settimane a San Francisco, che nel passato ha viaggiato molto mondo ma soprattutto ha vissuto a Las Vegas per qualche anno, mi sono diretta a Fremont Street, Las Vegas Downtown, scoprendo una Las Vegas differente da quella della Strip. Il quartiere è stato rivalutato e a Fremont street si trova la Fremont Experience, una strada adesso coperta sulla quale sfrecciano in zip-lane turisti che volano sulle nostre teste, in cui si incontra e si vede di tutto.

Musica con cantanti su un palco, donne e uomini travestiti o svestiti, che tirano su qualche soldo facendo fare le foto ai turisti, perchè alla fine a Las Vegas tutto è permesso, e quanto più strano ed assurdo sia, quanto meglio.

Il giorno dopo invece ho prenotato una visita guidata al Neon Museum, progetto senza scopi di lucro il cui scopo è quello di salvare la storia di Las Vegas. Perchè la città ne ha una e si vuole preservarla e raccontarla. Qui sono conservate, ed in alcuni casi ristrutturate le insegne al neon storiche dei primi Hotel e casinò della città, il neon quindi che è la forma d’arte della città al punto che oggi il comune obbliga a chiunque apra una attività a Downtown di avere una insegna al neon.

Dopo la visita delle 14, sotto il sole cocente di una las Vegas di fine Marzo, ci si prepara per andare a teatro e vedere O del Cirque du Soleil presso il Bellagio. Las Vegas infatti non è solo casinò e casinò, ma è anche un contenitori di spettacoli e show incredibili, e dovendo scegliere tra i tanti ho optato per lo spettacolo acquatico del Cirque du Soleil a dir poco pazzesco e con cui ho voluto concludere il road trip negli Stati Uniti.

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Vegas neon

Notti a Las Vegas Strip – Per concludere il road trip ho voluto osare e regalarmi una esperienza in uno degli hotel più famosi della città, ho optato per il  Venetian Resort e Casino (a partire da $175 + tasse a notte). Ovviamente quello che non manca alla città sono hotels di lusso a prezzi abbordabili, è questa la politica della città, servizi eccellenti e prezzi bassi per attrarre il turismo.  Altri hotels storici sulla Strip sono il Caesar Palace (a partire da 145$ + tasse per notte) ed il Bellagio (a partire da $200 + tasse per notte). Sulla strip molti hotels sono tematici (c’è il Paris, il New York New York, il Luxor e via dicendo, in linea di massima sono enormi, delle città dentro le città. Per una lista dettagliati degli hotels di Las Vegas clicca qui.
Se invece si preferisce dormire a Downtown, dove i costi sono anche più bassi delle ottime opzioni sono: Downtown Grand (a partire da $50 + tasse) oppure The D Las Vegas (a partire da $55 + tasse)

Consigli 

The Neon Museum – Consiglio questa visita perchè racconta della storia di Las Vegas e dei suoi Neon e usciti da lì quelle luci già affascinanti racconteranno qualcosa in più. Al museo si accede solo tramite prenotazione e la guida parla esclusivamente inglese.

Las Vegas Downtown e Fremont Experience – Una Las Vegas meno pomposa ma decisamente autentica e divertente. Si tratta solo di una strada ma dove non manca nulla, musica, divertimenti, casinò ed anche hotels, una visione di Las Vegas differente oltre la Strip. Inoltre qui, se volete giocare al casinò ma non volete puntare con minimo $10 cosa normale nei casinò della Strip, le puntate minime partono da $5 (ideale per chi come me ha stanziato un budget di non più 40$).  Sito ufficiale VegasExperience

Non perdetevi l’occasione di vedere uno show di Las Vegas. Come scritto io ho optato per il Cirque du Soleil, O, ma la città ne offre tantissimi, per una lista di shows a Las Vegas clicca qui. In alternativa sulla Strip ci sono i botteghini che vendono biglietti in Last minute, ma ovviamente alcuni spettacoli, tracui O, si esauriscono con largo anticipo quindi a meno che non abbiate in mente di stare più giorni in città consiglio di comprare in anticipo.

Ogni giorno a partire dalle 15, ed ogni 30 minuti, al lago del Bellagio si tiene uno spettacolo di acqua e luci, che dura circa 5 minuti. Più bello vederlo quando già e buio e consiglio di farlo dal ristorante Il Lago, non abbiamo cenato ma siamo entrati velocemente e lo abbiamo visto dalla terrazza.

San Francisco – 10 lunghe e noiose ore

Tempo di rientrare a San Francisco, e vista la stanchezza, anche se l’idea iniziale era attraversare il Nevada e deviare via Reno, invece la partenza è stata rimandata di qualche ora e così si è optato per la strada più veloce. 8 ore preventivate che poi alla fine tra uno stop ed un altro, in particolare l’ultimo pranzo in un diner caratteristico al Peggy Sue 50’s diner, è durata un pò di più. Siamo arrivati alle 23 a San Francisco, fiondati nei ritmi di una città che dopo 2 settimane di deserto sembra andare troppo veloce e pare anche troppo affollata.

Peggy Sues 50's Diner

Consigli pratici per un road trip negli Stati Uniti

  • Per chi viaggia tra i parchi degli Stati Uniti è altamente consigliato l’acquisto del Pass America the beautiful, costo US$80, che permette l’ingresso dell’auto in tutti i Parchi Nazionali (esclusi quelli statali che si pagano extra).
  • Non abbiamo riservato i motels in anticipo ma solo in alcune occasioni, visto che si viaggiava in concomitanza con lo Spring break, abbiamo avuto difficoltà a trovare posto, accaduto a Flagstaff, Page e Moab. Per chi viaggia in alta stagione è consigliato prenotare in anticipo e si consiglia di comprare una Tmobile (sim card turistica) card con chiamate e dati, US$65 per un mese con 10 giga, e chiamare di volta in volta i motels e chiedere disponibilità.
  • I costi delle camere di Motel si intendono per camera intera, ed in genere possono ospitare fino a 4 persone (due letti matrimoniali). Non ci sono costi speciali se viaggia da soli. I costi che vengono indicati sono sempre esentasse.
  • Gli Shows a Las Vegas li abbiamo prenotati in anticipo online su ShowTickets 
  • Ricordo che le mance sono praticamente obbligatorie negli Stati Uniti, solitamente quando si paga c’è sempre uno spazio che indica quanto si vuole lasciare (TIPS), basta scrivere l’importo che si vuole lasciare e questa verrà ricaricata sulla carta di credito.
  • Quando si fa benzina le macchinette per carta di credito non hanno mai accettato nessuna delle nostre carte e non è possibile usare banconote, quindi basta entrare nel negozio e chiedere al cassiere se potete lasciare la carta di credito e pagare una volta che è stato fatto il pieno. Nel caso in cui dicano di no, capita spesso, pagate un importo che credete sia sufficiente e se non usate la benzina per cui avete pagato quanto non utilizzato verrà ricaricato sulla carta di credito (garantisco che vengono tornati).
  • Per chi viaggia, a prescindere che si tratti di stati Uniti, consiglio di appoggiarsi alla carta ricaricabile REVOLUT, che non solo è ricaricabile ma permette prelievi senza commissioni fino a 250 euro al mese, i premium fino a 450£ al mese, e si gestisce da applicazione. Ogni qual volta si fa un pagamento si ricevono notifiche immediate ed essendo una Mastercard e VISA è ampiamente accettata in tutto il mondo. La carta si può richiedere gratuitamente e viene inviata direttamente a casa.
  • Oltre ad usare i vari navigatori da cellulare ed il google map consiglio di comprare una cartina cartacea che ci è tornata utile in molte occasioni, noi abbiamo utilizzato la Randy Mcnally (Western states) 
  • Per muoversi nelle città utilizzate apps come UBER e LYFT, pagate meno e vi evitate di guidare nel traffico e pagare i costosissimi parcheggi, soprattutto a San Francisco.
  • Nei prezzi di tutto, che sia il supermercato, gli hotels, i ristoranti, non sono MAI incluse le tasse. A momento di pagare quindi ci sono due ricarichi, le tasse (obbligatorie) e le mance, nei ristoranti, a vostra discrezione ma in genere si consiglia almeno il 15%. Ricordo che i camerieri sono pagati molto poco e vivono praticamente grazie alle mance.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Simona

    Uno dei viaggi più belli della mia vita( anche se, a onor del vero, dico questa frase per ogni viaggio che ho fatto) ho letto piacevolmente il tuo racconto e mi sonobpersa nei miei ricordi.
    Ti lancio una proposta:vai a New York e se non ti innamori, ti rimborso il costo del volo
    Buona vita viaggiatrice!

    1. Giulia Raciti

      Mi dispiace deluderti ma a New York sono stata e… non me ne sono innamorata affatto. Scommessa persa. Mando iban? 😉

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