Tutto il mondo non è paese – Sicurezza in viaggio e codici di comportamento

Tutto il mondo non è paese – Sicurezza in viaggio e codici di comportamento

Più passano gli anni più il mio modo di approcciarmi al mondo ed al viaggio va via modificandosi. 
Sono in viaggio da 10 anni, ho cominciato a 30 ed oggi, 40 suonati, l’incoscienza che ricordo in maniera limpida di qualche anno fa, ha fatto spazio a gesti e precauzioni che non immaginavo di poter mai adottare. 

Esistono Paese più sicuri degli altri. Non credo che tutto il mondo sia Paese, né mai potrei sostenere che quello che può accadere in un luogo potrebbe tranquillamente in un altro. 

In parte c’è un fondo di verità. Posso essere investita a Roma come a Buenos Aires, ma. sicuramente rischio di essere presa più di mira in Guatemala, che è un Paese stupendo, che alle Galapagos

Questione di statistiche. Questione di anni in giro in solitaria in cui Paese che vado, atteggiamento che adotto. Che non è mai lo stesso. 

Prima di metter piede in una nuova destinazione mi informo molto sull’aspetto sicurezza. Questo è l’aspetto che in assoluto mi importa più degli altri. In base alle mie ricerche mi preparo, anche psicologicamente, ad alcune situazioni possibili, senza viverle come uno shock ma solo come semplici azioni da prendere per non rovinarmi il viaggio (dall’evitare di camminare al buio all’evitare di portare con me oggetti di valore etc etc). 

Domande quali: è un Paese sicuro? Come devo comportarmi per evitare problemi? Ci sono delle accortezza che devo prendere? Sono lecite e giuste.

Le donne devono prendere delle accortezze in più degli uomini? La mia esperienza mi farebbe rispondere che i pericoli siano gli stessi per tutti, a prescindere dal sesso. Ho anche notato più incoscienza negli uomini che nelle donne. 
Dall’altro lato, ammetto che quando ho sentito di storie degli orrori, la maggior parte delle volte si erano verificati per leggerezza o perchè si era sottovalutato la destinazione.
Perchè Johannersburg non è Opuwo o El Tunco non è San Salvador. 

Ci sono quindi dei codici di comportamento da adottare quando si viaggia, con il semplice obiettivo di rendere piacevole e sicuro il nostro viaggio e tornare a casa solo con bei ricordi.

La società e l'abbigliamento

Esistono Paesi nel mondo in cui la donna occidentale è vista come una facile, per esempio da questo punto di vista mi sono sentita piuttosto scomoda in più occasioni durante i mesi in India, oppure sono di religione musulmana o molto conservatori, prendi l’Etiopia o il Myanmar. 
Paesi in cui avere le spalle scoperte o dei pantaloncini sopra il ginocchio è sintomo di mancanza di rispetto o di fantasie che niente hanno a che vedere con le intenzioni di chi lo indossa.
Prima di fare la valigia, informati sulla cultura e le tradizioni della destinazione e vestiti di conseguenza, per evitare problemi a te e non mettere in imbarazzo la gente del luogo. 

Le grandi città ed i taxi

Ho il terrore dei taxi, davvero.
Quando atterro in aeroporto chiedo sempre all’hotel o ostello di organizzarmi un transfer, non importa se lo sto pagando più di quanto dovrei ma mi fa sentire più sicura.
Non sono pochi i casi in cui salendo su taxi non autorizzati o di cui non si sa nulla si sia vittime di furti, ricordo tante storie di questo tipo sentite a Dar Es Salaam, per esempio questa storia,  e Buenos Aires per esempio. 

Ecco perchè dove possibile utilizzo applicazioni come UBER o comunque quando devo spostarmi con delle auto, mi preoccupano di meno di tuktuk e le motorette, mi assicuro che i proprietari dell’hotel sappiano con chi sono. Soprattutto quando viaggio da sola. 
Non bisogna essere paranoici, ma anche in questo caso è bene informarsi prima. 

Le passeggiate notturne ed i tramonti in spiaggia

Questa in particolare è da considerare quando si viaggia in un Paese di cui si sa poco e che percepiamo come potenzialmente pericoloso. 
Ricordo quando in Centro e Sud America l’unica raccomandazione che mi facevano i locali era di non camminare mai al buio, nè sola nè in compagnia, e di evitare di andare a vedere il tramonto in spiaggia in aree desolate e vuote.
Tutti i casi di rapina a mano armata di cui ho sentito si sono svolti esattamente in queste circostanze. 

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, non tutte le spiagge o tutte le città sono pericolose, ma non costa nulla chiedere in hotel se si può fare o no una passeggiata serale.
Meglio prendere qualche precauzione in più che qualcuna in meno. 

Non accettare caramelle dagli sconosciuti

Lo dice la mamma e lo ripeto anche io. Non accettare nulla da sconosciuti, drinks, caramelle, cibo o sigarette. 
Se nella maggior parte dei casi si tratta di piacere di condivisione, può capitare che siano drogate e così si sente di storie di chi è stato derubato di tutto, anche in questo caso quindi è meglio ringraziare e rifiutare. Questo non vieta però di instaurare una piacevole conversazione. 

Chiedi sempre ai locali

Per conoscere i quartieri sicuri e quelli meno o capire come comportavi in un posto semplicemente chiedi ai locali. 
Se dei consigli vengono dati da uno sconosciuto vale la pena cercare un secondo parere.
In linea di massima gli addetti all’accoglienza negli ostelli e negli hotels sono delle risorse importanti tanto da essere i primi a cui faccio le domande al mio arrivo proprio per capire intanto come muovermi. 
In genere a loro chiedo anche quanto dovrebbero costare i taxi per le tratte che devo fare per evitare di essere truffata. 

Non dire troppo agli sconosciuti

Sharing is caring, ma in molti casi meno si dice meglio è.
Non condividere troppo i tuoi piani di viaggi con degli sconosciuti, non fare sapere dove alloggi o, se viene richiesto, semplicemente rimani sul vago, per esempio indicando la zona dicendo che non ricordi il nome dell’hotel. 

Se viene chiesto se sia la prima volta in quel posto, e la conversazione non ti fa sentire a tuo agio, per esempio quando qualcuno comincia a seguirti facendoti domande, spesse volte unicamente per chiacchierare, rispondi che non è la prima volta e che conosci bene il posto, tagliando corto. 

Non bisogna in alcuna maniera evitare i contatti, a meno che in quel momento non si abbia voglia di farlo, ma semplicemente di rimanere vaghi con persone che non si conoscono.
Non ci sarebbe comunque motivo per dire ad uno sconosciuto dove si alloggia, e questa piccola accortezza potrebbe salvaguardarci da malintenzionati. 

Carte di credito, contanti e passaporto

Può capitare che nonostante tutte le precauzioni qualcosa vada storto. Tieni da parte e ben nascosti dei soldi da utilizzare in caso di emergenza, euro o dollari americani. 
Allo stesso modo non portare mai fuori con te carte di credito, o non tutte, nè documenti importanti come il passaporto. Tieni una copia e lascia l’originale in hotel/ostello ed al sicuro.

Leggi: Migliori carte prepagate per viaggiatori

Non partire senza assicurazione di viaggio

In troppi ancora reputano l’assicurazione di viaggio una spesa evitabile e non necessaria. Salvo che quando si rende necessario averla poi si trovano in enormi difficoltà e, ho visto, organizzano collette per pagare le spese mediche che ovviamente devono essere a proprie spese.
L’assicurazione è importantissima, se dovessi aver bisogno di rientrare di urgenza, o ti dovessi ammalare o avere un incidente, essere derubato, con una assicurazione puoi rientrare minimizzando costi che, altrimenti, sarebbero esosi e difficili da affrontare.
Vale la pena spendere qualche centinaio di euro, sperare di non doverla utilizzare, ma esser protetti nel caso di bisogno.

Tra le compagnie assicurative che consiglio menzioni: Allianz Assicurazioni
, WorldNomads e Coverwise.

Il mondo è in buona parte sicuro, ma dobbiamo sempre prestare attenzione

Viaggiare in sicurezza è importante, per noi, per chi abbiamo lasciato a casa e che ci vuole sapere al sicuro.
La paranoia non deve neanche viziare la nostra esperienza di viaggio, spesse volte serve un po’ di tempo per entrare nelle dinamiche della destinazione che stiamo scoprendo.
Ogni passaggio di frontiera, poco importasse che stessi viaggiando da mesi o anni, è sempre stato difficile perchè voleva dire entrare in pieno in una cultura ed un Paese che non conoscevo. 
Non dare mai la questione sicurezza per scontata, cosa che ovviamente potrebbe capitare (siamo sempre più allertati all’inizio e la cosa va scemando con il tempo),  non cadere neanche nell’errore pensando che tutto il mondo sia Paese, perchè non lo è.

Conoscendo la realtà in cui ci troviamo sarà anche più facile adattare il nostro comportamento facendoci capire quando limitare o, di contro, dare sfogo alla nostra libertà con l’unico obiettivo di rendere il nostro cammino piacevole e senza intoppi. 

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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