10 motivi per viaggiare in Giordania

10 motivi per viaggiare in Giordania

Perchè viaggiare in Giordania - Motivi per scegliere la Giordania come prossima destinazion di viaggio

Due mesi fa avrei creduto che la Giordania oltre Petra non avesse molto altro da offrire, giace silenziosamente tra Paesi in cui le tensioni sono alte, confina con Paesi problematici: Siria, Iraq, Arabia Saudita, Palestina ed Israele, aveva tutte le carte in regola per essere evitata o considerata una destinazione non particolarmente attraente, almeno per me che di Medio Oriente ne sapevo, e tutt’oggi non sono sicuramente un’esperta, niente. La posizione da un lato, la mia totale ignoranza nei suoi riguardi dall’altro, non mi aveva mai fatto considerare il Paese una meta di viaggio possibile. Fino a quando non ci sono andata! La Giordania entra nella rosa delle destinazioni che mi hanno letteralmente sorpresa e che mi sento di consigliare a chiunque abbia voglia di una meta esotica non troppo distante da casa e ha pochi giorni a disposizione. Non bisogna necessariamente volare 20 ore per raggiungere un Paese tanto diverso quanto vario e con numerose attrazioni realmente a portata di mano, in grado di offrire esperienze di viaggio a 360 gradi, incluso lo snorkelling o le immersioni in barriera corallina (sorpresi eh? Lo sono stata anche io la prima volta che mi sono tuffata con maschera e pinne a South Beach!). Il viaggio è cominciato ad Amman ed è terminato tre settimane dopo ad Aqaba, sul mar rosso. Ho viaggiato piuttosto lentamente, viste le dimensioni realmente ridotte del Paese, così da potermi godere gli angoli di questa terra che si presenta come destinazione incredibilmente interessante per chiunque abbia poco tempo a disposizione ma non vuole rinunciare ad un viaggio completo che ha da offrire tutto quello che si cerca quando si viaggia: avventura, relax, storia, monumenti e siti archeologici di incredibile bellezza seguendo le epiche avventure di Lawrence d’Arabia, cibo eccellente e, ultimo ma non meno importante, una popolazione cordiale e generosa!

Perchè viaggiare in Giordania? Ho elencato 10 motivi! 

1. La gente – Welcome to Jordan!

Comincio con ciò che rende sempre i miei viaggi unici e che mi fanno propendere per una destinazione piuttosto che un’altra: la gente. I Giordani sono a dir poco meravigliosi, socievoli, gentilissimi e sempre disponibili. Che ci si trovi nel mezzo di Amman o tra le rovine di Jerash, è facile incontrare qualcuno che ci fermi, per il solo piacere di sapere da dove veniamo e concludere con un sorridente “Welcome to Jordan”. Questo è capitato anche più volte quando fermata dalla polizia stradale, che è tanta sopratutto lungo il mar morto, che probabilmente anche a causa del fatto che non parlino inglese liquida con un generoso saluto ed un classico: Benvenuti in Giordania! A partire dai proprietari o chi lavora negli hotels, a finire con i venditori di falafel, il viaggio è costellato da persone meravigliose, sempre sorridenti e pronte ad aiutare. Un bonus quindi per chi, oltre ai luoghi è assetato di interazioni umane.  

2. Dimensioni e compattezza del Paese 

E’ raro trovare Paesi cosi piccoli in cui si concentrano così tante meraviglie. Ideale anche se si hanno appena 8 giorni a disposizione. Fascino esotico tra l’altro a 3 ore di volo dall’Italia, facilmente raggiungibile con voli diretti da Roma o da Milano (circa €350 andata e ritorno, puoi controllare i voli da questo link). Il Paese si estende prevalentemente in lunghezza, appena 400km circa, praticamente poco più grande della Sicilia. Non solo, buona parte di Paese è deserto, così che il viaggio solitamente si concentra lungo una linea retta che collega Amman con Aqaba con qualche, neanche troppo lunga, deviazione. Quindi è un Paese vicino ideale per chi ha 8 o 10 giorni a disposizione ma non vuole volare troppo lontano o non essere vittima di fusi orari impegnativi (una sola ora di differenza). Tutto a portata di mano. Nel giro di una ora passi dalla barriera corallina a 15 metri dalla riva al deserto del Wadi Rum e le sue fantastiche formazioni rocciose. Altre due e sei a Petra e poco più in la nel mar morto. Jordan roads

3. Il deserto del Wadi Rum 

Maestosi altipiani, valli sabbiose e canyon suggestivi ed il deserto danno vita al possente deserto del Wadi Rum in cui ecosistemi particolari e cultura beduina fanno sì che qualche giorno in questo meraviglioso deserto faccia ricongiungere con la natura e la grandiosa bellezza dei grandi silenzi e delle maestose distese. Il Wadi Rum si trova a circa 1000mt sul livello del mare, motivo per cui la regione, nonostante sia desertica, è piuttosto fresca rispetto altri deserti Giordani. Quello che rende questo deserto unico, e bellissimo, sta nelle montagne di arenaria che possono raggiungere altitudini di 1700mt, altezze che fanno sì che durante le piogge possano raccogliere abbastanza acqua che danno vita a piccole sorgenti di acqua fresca nascoste tra le montagne. Un tempo importante rotta di commercio, perse la sua importanza durante epoca romana, quando il commercio venne deviato sulla Siria e si cominciò a seguire la rotta marittima, ed i beduini semi-nomadi tornarono al nomadismo. Fino a quando il governo Giordano nel 1970 li incoraggiò a ristabilirsi, scelta di cui loro per primi ne hanno beneficiato. Un luogo magico in cui, se con luna piena, la luce della luna illumina le immense distese, ideale per fare giri in 4×4, o anche in cammello, scalare le montagne di arenaria o fare arrampitaca, bere il famoso “tè nel deserto” all’ombra di qualche grande roccia, e restare estasiati di fronte ai “ponti” formati da pietra levigata da vento, sabbia ed acqua. Wadi Rum Jordan

4. Il mar morto e la Strada dei RE 

Galleggiare con un giornale in mano sulle acqua salatissime del mar morto, cospargersi di fango e lasciare che i suoi effetti benefici, rimedio cosmetico naturale e con doti curative, abbiano effetto sulla nostra pelle, è una di quelle esperienze da provare almeno una volta nella vita. Non sorprende quindi che questo sia una tappa obbligatoria per chiunque viaggi in Giordania, e ancora di più per chi vuole fare dei trattamenti naturali in queste acque che hanno una concentrazione salina al 30% dirigendosi verso il punto più basso della terra,  -400 metri sul livello del mare. Di incredibile bellezza e assolutamente da fare è la strada dei Re, The King’s Highway, che fu via del commercio ma che oggi costeggia le aggraziate colline lungo il mar morto. Questa strada include destinazioni quali Madaba, il Canyon del Mujib, i castelli di Karak e Shobak, la riserva naturale del Dana, piccole città e campi coltivati, così che questa tratta regala una visione eccellente della vita rurale della Giordania contemporanea. Pare che questa strada sia già menzionata nell’Antico Testamento, a Mosè fu infatti vietato di viaggiarci da Re Edom, mentre i Nabatei la usarono come via di commercio tra Arabia Saudita e Siria. Altrettanto importante fu per i romani, tanto che Traiano la rinnovò per facilitare i collegamenti tra Aqaba e Bosra, in Siria, come lo fu per i crociati, tanto che fortificarono le roccaforti a Karak e Shobak, che tutt’oggi si possono visitare. Fu con gli ottomani che questa strada , un tempo tanto importante, perse la sua funzione di collegamento favorendo una strada alternativa ad est, così da regalarci oggi un pezzo di storia del passato e un pezzo di presente quasi marginale, facendo guidare da sotto il livello del mare fino a Petra circondati da paesaggi lunari e siti archeologici e storici  di incredibile imponenza.

5. Petra la città rosa

Quando si pensa alla Giordania probabilmente l’unico sito che viene in mente è Petra. A ragione questo sito meraviglioso è probabilmente il più visitato del Paese intero, al punto tale che, anche chi viaggia in Israele, trova sempre un paio di giorni da dedicare alla città rosa. Petra fu parte importante della via commerciale che collegava la Mesopotamia con l’Egitto, eppure la sua storia oggi rimane piuttosto misteriosa. Non si sa esattamente quando sia stata costruita, si sa però che cominciò a prosperare nel I° secolo a.c grazie ai commerci di mirra, incenso e spezie. La città, capitale dei Nabadei Arabi, prosperò anche durante la dominazione romana, fino a quando un terremoto nel 365 d.c distrusse buona parte della città. La città venne lentamente abbandonata, a causa del terremoto ma anche dei cambi di rotta dei commerci e lo sviluppo del commercio marittimo, ma non venne abbandonata proprio da tutti, infatti i beduini locali vi rimasero, e tutt’oggi ci vivono. Nel 1985 è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità, e nel 2007 è stata una delle nuove sette meraviglie del mondo Se pensate che Petra sia solo la facciata del Treasure….vi sbagliate! Consierate uno o due giorni di visita e non perdete la scalata, per gli 800 gradini, fino al Monastero. Petra, va ben oltre la prima visione magica che si incontrerà! Per chi volesse sapere come sono arrivata quissù, dove mi trovo in foto. Ci siamo fatti accompagnati da una guida beduina, un ragazzino che sicuramente chiede a tutti proprio di fronte al Treasure, per 10JOD. Abbiamo scalato e ci siamo arrampicati su delle rocce. Tempo di cammino circa 15 minuti. Difficoltà abbastanza semplice ma serve un pò di agilità, ci sono grosse pietre e la strada non è segnalata, quindi non è adatto a tutti o non adatto a chi ha difficoltà di movimento. Assolutamente valso il prezzo pagato (decisamente meglio investiti rispetto i 17jod pagati per il Petra by Night). petra [su_icon_panel shadow=”0px 1px 2px #eeeeee” icon=”icon: question” icon_size=”25″]

Petra by Night si o no?

Mi sono letteralmente scapicollata per arrivare in tempo visto che lo spettacolo si svolge solo 3 sere a settimana. In tanti mi hanno chiesto se secondo me valga la pena o meno. Si tratta di uno spettacolo nel buio più totale con delle candele a terra, che NON illuminano la facciata del Treasure, nel mentre che un beduino suona il flauto e con un inglese un pò stentato racconta qualcosa che, a causa tra l’altro dell’altissimo numero di persone, non è stato chiaro comprendere. Solo alla fine la facciata viene illuminata, un pò alla carlona, con differenti colori. Il costo e la fatica fatta per raggiungere il Treasure, comunque si deve camminare nel buio all’interno del parco, secondo me non vale molto la pena, non sono sicura che avrei evitato ma sicuramente mi sarei fatta meno problemi nell’arrivare per l’occasione. Quindi credo che chi viaggia in budget può evitare, per chi invece 4km a piedi nel buio e 17Jod non fanno la differenza, allora può essere una opzione da considerare. Mi raccomando però, fatela prima di vederla di giorno. Petra di giorno è imbattibile, non ci saranno luci artificiali che la renderanno mai più affascinante di quanto non sia! E soprattutto, non vi scapiccolate ad arrivare per primi, gli ultimi arrivati avranno i posti migliori! Per chi comunque volesse assistere a questo spettacolo, i biglietti si comprano al centro visitatori di Petra o presso le agenzie turistiche di Wadi Musa o tramite il proprio hotel (io ho fatto così visto che sono arrivata giusto 2 ore prima), non si possono comprare online o in anticipo, non ci sono posti limitati (infatti devo dire che c’era anche troppa gente). Lo spettacolo di tiene solo il: Lunedì, il mercoledì ed il Giovedì. Ricordo che il biglietto di ingresso NON è incluso nel Jordan Pass.  Sito ufficiale: Petra By Night Nota: so che guardando questa foto potreste chiedervi perchè non parli bene di questo spettacolo. La verità è che guardandola in effetti sembra un evento molto bello, non fosse che ricordo benissimo la sensazione di aver assistito ad una performance molto povera che non ha aggiunto alcun valore alla mia visita a questo sito meraviglioso che mi sono goduta pienamente il giorno dopo! [/su_icon_panel]

6. Barriera corallina a 2 passi dalla spiaggia – Aqaba

Tra tutte le bellezze della Giordania, probabilmente lo snorkeling nella barriera corallina di Aqaba è quella che meno mi aspettavo, e che quindi mi ha sorpresa, a punto tale da aver deciso di soggiornare al confine con l’Arabia Saudita, più del previsto. Aquaba, che si distende sul golfo di Aqaba, proprio al confine con Eliat, la città dirimpettaia ma Israeliana, è una piacevolissima città araba di mare, piena di ristoranti locali, molto viva la sera, con una simpatica spiaggia a poca distanza dall’aerea degli hotel, ma dove lo snorkeling non è granchè e soprattutto le donne potrebbero sentirsi poco comode a mettersi in costume. Ma per fare uno snorkeling memorabile, e magari incontrare anche la tartaruga marina, o nuotare tra relitti (un carro armato o navi affondate) bisogna andare un pò più a sud, circa 10km, e lì basterà un tuffo per raggiungere con qualche bracciata una barriera corralina piena di pesci colorati, molluschi e coralli a meno di 20 metri dalla riva.

Aqaba

 

7. Sicurezza in un Medio Oriente poco stabile e sicuro

Purtroppo buona parte di questa parte di mondo non è visitabile, ma la Giordania si pone offre Paese sicuro che dà la possibilità di vivere il medio oriente in totale sicurezza e senza alcuna limitazione. E’ piacevole ed è assolutamente adatto anche a famiglie con bambini. E’ un Paese musulmano moderato con una minoranza cattolica, in cui risalta la loro volontà a rimanere un Paese pacifico ed armonioso in cui il turista non si sentirà mai a disagio. Si sconsiglia comunque di viaggiare ai confini con la Siria e l’Iraq. Per maggiori informazioni sulla questione sicurezza raccomando di verificare sempre su viaggiaresicuri. L’aerea del medio Oriente è facile a disordini, nonostante la politica moderata del Re, è quindi sempre consigliato di informarmi prima di prenotare un viaggio. strada dei re

8# Cibo e mercati

Oh le pietanze giordano, una varietà incredibile che non lascia indifferenti i palati più sopraffini. Il cibo medio orientale è eccellente, che si mangi al ristorante o lo street food, c’è sempre qualcosa da assaggiare c0sì da offrire una pietanza nuova ogni giorno! A partire dalla colazione tipica a base di falafel, hummus, mutthabel (formaggio bianco), lebaneh e l’immancabile pita, per poi gustarsi qualche i deliziosi snaks di strada, Mu’ajanaat, sorta di pizzette con ripieno alle patate (il mio preferito), formaggio o spinaci. La sera poi è il momento migliori per perdersi nei menù giordani. Non può mancare l’hummus, e consiglio la variante un pò più elaborata che si chiama Fatteh, ma soprattutto è da provare il piatto nazionale il Mansaf, riso cucinato con lo yogurt e carne agnello. Per una lista dettagliata del cibo tipico Giordano, che meriterebbe un post a parte, rimando alla lista completa di questo post che è specializzato proprio in cibo dal mondo e che ritengo abbia fatto una eccellente selezione: 25 of the best dishes you should eat. Ovviamente, da Paese prevalentemente arabo, non possono mancare i suq in tutte le città, luoghi di incontro ma anche di contatto con la quotidianità dei giordani, in cui non ho perso occasione per fare grandi affari (ma in questo gli arabi sono sempre più bravi di me!).  

9# Costi di viaggio 

Ammetto che arrivando da Israele la Giordania ha portato anche gioia nel mio portafogli, improvvisamente quello che in Israele costava anche 15€, un kebab per esempio, qui per magia diventava €3, le spese quotidiane, che per chi viaggia sul lungo periodo come me hanno un forte impatto, in Giordania si sono dissolute così da rendere il mese di viaggio meno pesante economicamente di quanto non sia accaduto nel Paese vicino. In media gli hotels, di categoria media, sono costati tra i 30 ed i 40$ per notte, per camera doppia, più caro è stato nel Mar Morto, S$90 per notte, dove le opzioni sono solo in resorts, il cibo tra i 4 ed i 17JOD per due, a seconda del dove si è e quanto si mangia, a volte ci rientrava anche la shisha serale. I costi di ingresso delle attrazioni sono stati praticamente ammortizzati tutti dal JordanPass che può essere comprato online a differenti costi, a seconda dai giorni che si vuole entrare a Petra e che include anche il visto di ingresso! arco adriano jerash  

10 # Siti unesco 

Gli amanti dei Siti Unesco in Giordania troveranno pare per i propri denti, non infatti solo Petra è annoverata nella lista ma altri ancora, un numero interessante se consideriamo le dimensioni ridotte del Paese: Petra, deserto del Wadi Rum, Il sito del Battesimo lungo il fiume Giordano (luogo di pellegrinaggio per i cristiani e che contiene reperti romani e bizantini), Quseir Amra, prima fortezza e poi palazzo reale nel deserto, sulla via per Azraq, Um er-Rasas a Madaba, campo militare romano successivamente abitato dalle comunità cristiane e musulmane che oggi contiene numerose fortificazioni romane ma soprattutto chiese con dei bellissimi mosaici che tutt’oggi si possono ammirare. Mi sorprende sapere che Jerash non fa parte di questa lista, ma poco importa, assolutamente un luogo archeologico da visitare e facilmente raggiungibile da Amman. petra by night  

Conclusione

L’immagine della Giordania ruota prevalentemente attorno il sito più noto, Petra. Ma, sebbene sia da annoverare sicuramente tra i siti più magici, quanto misteriosi, del mondo, lascio il Paese da Aqaba certa che Petra sia solo uno dei tanti tasselli che rendono la Giordania una destinazione di viaggio eccellente per backpackers, famiglie, chi è alla ricerca di un Paese complesso che in un territorio piccolo offre tantissimo. Ma anche per chi cerca l’esotico e non vuole andare troppo lontano, per chi desidera cimentarsi in prelibatezze culinarie e non si fa troppi problemi nel mettere su un pò di peso. Per i curiosi e gli amanti della storia e dell’archeologia. Per chiunque abbia volta di allontanarsi … ma non troppo. Per chi desidera conoscere il mondo arabo per quello che è, divertente, caotico, rumoroso ed accogliente. In un periodo in cui viaggiare è più semplice e alla portata di tutti, ed in cui alcuni siti, quali il Macchu Picchu, città d’arte quale Venezia, Parchi Nazionali, come le Galapagos, le isole Greche, che a causa di un aumento del turismo di massa che può essere causa, anche se involontaria, di non sempre positivo impatto sull’ambiente o su siti di interesse storico ed archeologico troppo delicati per sostenere arrivi esagerati, la Giordania offre luoghi di incredibile bellezza ma visitati da pochissimi, il turismo è blando e non è mai troppo, semmai è vero il contrario. Una degna alternativa a destinazioni più note, o più pubblicizzate, che consiglio di tenere in considerazione per una prossima avventura. border crossing Jordan

Libri e letture consigliati 

[wc_divider style=”solid” line=”single” margin_top=”” margin_bottom=”” class=””][/wc_divider] Giordania guida Giordania – Questa guida vi accompagnerà per antiche città e deserti fuori del tempo, tra i profumi dei narghilè e l’aroma del caffè al cardamomo. E poi nell’antica e magica “città rosa” di Petra, tra le vette rocciose del Wadi Rum e nelle acque salate del Mar Morto. E tra arrampicate, escursioni a piedi, a dorso di cammello e in fuoristrada vivrete avventure ed emozioni indimenticabili.     La domatrice (A. Christie)  Petra è un’affascinante città carovaniera della Transgiordania e qui il destino ha riunito un eterogeneo gruppo di turisti: uno psichiatra francese, una neolaureata in medicina, una lady membro del Parlamento inglese, una signorina di mezz’età ed una numerosa famiglia americana che gravita intorno alla «domatrice», un’onnipotente matrona che ama esercitare il suo potere sui familiari. Quando uno dei membri della comitiva viene ritrovato cadavere, affiora subito il sospetto che si sia trattato di un delitto. L’assassino però ha fatto male i suoi conti. Non ha infatti previsto la presenza di Hercule Poirot, cha troverà il colpevole in quella che già, di per sè, è una località molto misteriosa.   Un tè alla salvia per Salma Un tè alla Salvia per Selma (Fadia Faquir) – Condannata a morte nel suo villaggio di beduini per essere rimasta incinta prima del matrimonio, Salma deve lasciare la sua piccola appena nata in mano agli abitanti del villaggio e fuggire in esilio in Inghilterra. Qui si costruirà una una nuova vita, in un mondo completamente diverso, dove tutto è permesso, dove il sesso è addirittura incoraggiato, dove niente le dovrebbe far rimpiangere il suo passato arabo e musulmano. Ma Salma non dimentica. Il pianto della sua piccola abbandonata continua a risuonare nelle sue orecchie di donna ormai occidentalizzata, sposata con un perfetto inglese di Exeter. Quando non potrà sopportare più quegli echi che le giungono da lontano, Salma deciderà di tornare al suo vecchio villaggio. E sarà un viaggio che cambierà tutto.   Bandiere nere Bandiere Nere – La Nascita dell’ISIS  Quando, nel 1999, il Governo della Giordania concesse l’amnistia a un gruppo di prigionieri politici detenuti in un carcere di massima sicurezza in mezzo al deserto, non aveva la minima idea che tra di essi ci fosse anche Abu Musab al-Zarqawi, un terrorista capace di diventare in pochi anni l’architetto del movimento più pericoloso del Medio Oriente prima, e del mondo intero poi. “Bandiere nere” di Joby Warrick mostra come la determinazione di un solo uomo e gli errori strategici dei presidenti americani George Bush e Barack Obama abbiano permesso che le bandiere dell’ISIS si issassero sull’Iraq e la Siria, prima di spargere sangue in tutto il mondo. Sulla base di informazioni ad altri inaccessibili, ottenute sia da fonti giordane che della CIA, Warrick tesse una dettagliata cronaca – attimo dopo attimo, fatto dopo fatto – della nascita e crescita di un mostro che ha adepti in tutto il mondo, e che sta colpendo tanto l’Europa e gli Stati Uniti, quanto l’area mediorientale e oltre. Una storia raccontata dal punto di vista di spie, diplomatici, agenti dei servizi segreti, generali e capi di stato, molti dei quali compresero in anticipo la minaccia, ne intravidero la maggiore pericolosità rispetto a quella di al-Qaida, cercarono di arrestarne in tempo la violenza, ma non vennero ascoltati.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 7 commenti.

  1. Elena

    E’ una di quelle terre che sognamo da tanto tempo. speriamo che questo 2020 ci porti questa sorpresa!

  2. Gerardina

    Ciao Giulia, grazie per l’ottimo racconto, ti ho letta molto volentieri.
    Volevo chiederti dove di preciso ci si può immergere nel Mar Rosso dalla spiaggia senza dover prendere una barca.
    grazie mille

    1. Giulia Raciti

      Certo, i resorts hanno tutti la loro spiaggia dove immergersi. Non ricordo neanche barche a dire il vero, nè servizi del genere, ma magari non ci ho fatto caso.

  3. Giulia

    Non vedo l’ora di andare in Giordania, sarò lì tra un mesetto e non sto più nella pelle. Ho letto con piacere questo post, molto interessante come sempre!

  4. Maria pia

    Ti ammiro. Grazie di condividere le tue esperienze. Mi piacere leggere le tue impressioni e consigli.

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