Cosa vedere nella regione di San Juan in Argentina- Strada del vino, deserti e parchi Nazionali

Cuyo è la regione con la più alta produzione di vini in Argentina. Le due province principali sono Mendoza e San Juan, nella parte occidentale del Paese (la competizione tra queste due province è folle!).

Il mio piano iniziale era quello di visitare solo Mendoza, ma una mattina a Cordoba mi sono svegliata e ho deciso di cambiare rotta, così ho acquistato un biglietto autobus ed otto ore dopo eccomi qui.

Non avrei potuto fare una scelta migliore, la regione di San Juan è semplicemente incredibile.

Non è una destinazione turistica comune per i viaggiatori non argentini: il clima è semi-desertico e il caldo può diventare insopportabile; la posizione di questa città è remota; parlare in inglese è praticamente impossibile, non ci sono ristoranti “fashion” da queste parti e per poter visitare i dintorni e la regione serve un’auto oppure ci si deve appoggiare a dei tours, che negli ultimi anni hanno cominciato a farsi strada anche se l’organizzazione è molto più limitata rispetto la Patagonia. 

Oltre a queste limitazioni, San Juan ha molto da offrire e merita qualche giorno. Sono certa che questa preziosa regione diventerà una delle tue preferite!

Se stai pianificando un viaggio in Argentina leggi i post Come organizzare un viaggio in Argentina e Cosa vedere in Patagonia

Parco Provinciale di Ishigualasto (La Valle de La Luna)

Il Parco Provinciale di Ishigualasto, terra di dinosauri conosciuta anche come Valle de la Luna. Fa parte dei siti patrimonio dell’UNESCO. Contiene resti del tardo Triassico ed alcuni dei più antichi fossili di dinosauro. Su questa destinazion ho scritto un post dedicato, leggi Come visitare il Parco Provinciale Ishigualasto

Il parco si può visitare o con una macchina a noleggio oppure con un tour organizzato, come questo. La zona è molto remota e non servita da mezzi pubblici. 

ishigualasto
Parco di Ishigualasto

Parco Nazionale Talampaya

Il Parco nazionale di Talampaya è stato designato riserva provinciale nel 1975, parco nazionale nel 1997 ed, infine,  patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2000.
Il parco che protegge un’area dell’ecoregione del Monte argentino, offre dei paesaggi imponenti e bellissimi con flora e fauna tipiche del bioma di montagna.
Posizionato in una conca tra il Cerro Colorados e la Sierra de Sañagasta, il paesaggio è il risultato dell’erosione dell’acqua e del vento in un clima desertico, ed importanti escursioni termiche, caldo elevato di giorno e temperatura bassa di notte e  piogge torrenziali in estate e vento forte in primavera.

Il parco comprende:

  • Il letto asciutto del fiume Talampaya
  • La gola di Talampaya e le sue formazioni rocciose con pareti alte fino a 143 m
  • I resti degli insediamenti delle popolazioni indigene, come i petroglifi della Puerta del Cañón
  • Un giardino botanico della flora locale nel punto stretto del canyon
  • Fauna regionale, tra cui guanachi, lepri, maras, volpi e condor

Se stai viaggiando nella regione. ticonsiglio vivamente di visitarlo e di includere anche il giuro in camion al fondo del Canyon. 
Puoi raggiungere il parco in auto oppure con un tour giornaliero che parte d San Juan

In alternativa se non hai un mezzo e vuoi visitare i principali parchi della regione ti consiglio vivamente di considerare il tour di 5 giorni tra i principali parchi di San Juan (Talampaya incluso!). 

La diga di Ullum

La diga di Ullum. La diga in sé non è molto interessante, ma nelle sue vicinanze c’è una zona di trekking chiamata Cerro Tres Marias, che è piuttosto sorprendente. Attraversa due diversi tipi di paesaggio, uno dei quali è interamente in rocce di argilla rossa. La vista del lago dall’alto del monte è spettacolare.
La diga si può raggiungere in auto oppure con un tour che include la visita alla diga ed alle gole

Cerro Tres Marias
Cerro Tres Marias e Diga di Ullum

Cerro Tres Marias Nelle gole del Cerro Tres Marias

Il santuario pagano di Difunta Correa (Vallecito)

Il santuario pagano di Difunta Correa, una figura leggendaria semi-pagana nella religione popolare d’Argentina e Cile. Ogni anno, sin dal suo inizio nel 1840, si dice che al santuario de La Difunta Correa siano avvenuti miracoli e migliaia di persone si recano lì per renderle omaggio.
La santa non è riconosciuta dalla chiesa ma i suoi devoti seguaci credono che compia miracoli e interceda per i vivi. Le strade del paese sono piene di immagini e sculture della santa con a fianco delle bottiglie d’acqua per placare la sua sete di vita eterna
Il santuario di Vallecito conta 17 cappelle, ornate da targhe dei devoti.
Nella cappella situata in cima alla collina si trova una statua a grandezza naturale della santa distesa con il suo bambino al seno.
Ciò che rende particolare le cappelle sono i loro temi, per esempio quella piena di abiti da sposa lasciati da donne che sono riusciute a sposarsi (per sua intercessione).

Le visite al Santuario Vallecito del La Difunta Correa si svolgono durante tutto l’anno, ma raggiungono l’apice a Pasqua ed il 2 Novembre. 

La leggenda della Difunta Correa

Deolinda Correa nel XIX secolo, durante le guerre civili, seguiva a piedi il battaglione in cui combatteva il marito che era malato. Il suo ruolo era quello di portare cibo ed acqua al battaglione tenendo in grembo sempre il piccolo figlio.
Finite le provviste la donna morí di stenti, proprio dove si trova oggi il santuario. Alcuni mulattieri di passaggio la trovarono con il piccolo al seno che ciucciava il latte ed ancora vivo. Da qui il primo miracolo che le è accreditato e la nascita del mito Difunta Correa.

Difunta Correa
Difunta Correa

Parco Nazionale di San Guillermo

Con l’omonima Riserva Provinciale, adiacente al Parco Nazionale, il Parco Nazionale San Guillermo costituisce la Riserva della Biosfera di San Guillermo amministrata dal Progetto delle Nazioni Unite El Hombre y la Biósfera (MAB).
Questa area protetta appartiene alle eco-regioni della puna e delle alte Ande e, anche se marginalmente, alle montagne.

Sia la vegetazione che la fauna di San Guillermo sono note per la loro adattabilità e la resistena alle difficili condizioni di alta quota e l’estrema aridità.
Le piante sono prevalentemente arbusti, per esempio la tolilla, una piccola pianta dai grandi fiori, caratteristica delle Ande e la margherita endemica anche conosciuta con il suo nome scientifico Huarpea andina.

Ciò che rende questo parco davvero speciale è la coesistenza tra due tipi di camelidi selvatici: la vigogna e il guanaco.
Sono distribuiti in settori, probabilmente per ridurre la concorrenza tra loro.
La pianura è l’habitat per la vigogna mente le pendici rocciose è quello per il guanaco.

Entrambe le specie si sono adattate all’altitudine ed all’aridità tanto da sviluppare dei cuscinetti sulle gambe che riducono al minimo l’effetto erosivo del calpestio e formando una dentatura per tagliare le erbe senza sradicarle, il che ne facilita la ricrescita.

Ma nel parco vivono anche altri animali, come il Suri o Cordilleran ñandú, il condor andino, il puma, la volpe rossa e specie endemiche come la lucertola chelco e la cosiddetta coda di piche. 

parco san guillermo vista

Parco Nazionale El Leoncito

Un viaggio nella Pampa Argentina, nel cuore della Sierra del Tontal e di fronte alla Valle di Calingasta, il parco è una vera oasi nel deserto di San Juan e vale la pena visitarlo. 
Pochi posti al mondo possono vantarsi di avere un cielo come quello di questo luogo, non a caso qui si trova uno dei complessi astronomici più famosi del mondo. 

Puoi visitare il parco Nazionale Leoncito con un tour di giorno affidandoti a Civitatis, piattaforma che utilizzo da qualche anno e che ospita tours e pacchetti offerti da operatori locali come per esempio questo qui.

In alternativa, per concentrare il meglio della regione ti consiglio di prender parte a dei tours di più giorni.
Consiglio

el leoncito

Ruta del Vino de San Juan (Strada del vino)

San Juan è il secondo più grande produttore di vino in Argentina e rappresenta circa il 15% della produzione. Si trova a meno di 200 km a nord di Mendoza e la maggior parte dei suoi vigneti sono posizionati tra 650-1400 metri sul livello del mare.

Grazie al clima secco e l’alta quota, le malattie che di norma attaccano i vitigni sono rare e, pertanto, vengono utilizzati meno trattamenti chimici, con conseguente utilizzo di uve biologiche. Il Syrah si trova particolarmente bene da queste parti.

La Strada ‘ufficiale’ del Vino è lunga 370 chilometri e comprende 12 cantine. La maggior parte di loro (se non tutte), offre degustazione gratuita di vini (Bonus!).

Per percorrere la Strada del Vino ci sono al momento quattro metodi a disposizione:

  1. Affitto di un’auto. I prezzi degli affitti sono molto ragionevoli e si può scegliere quali cantine visitare. Il conducente però non può bere!
  2. Prenotare un tour del vino, se si riesce a trovare un’agenzia di viaggi disponibile. Stranamente non sono ancora molto ben organizzati, e può essere un lavoro alquanto difficile trovare un tour, ma grazie a Civitatis, che permette ad operatori locali di vendere i propri tours le cose si sono semplificate negli ultimi anni. Prenota il tour da questo link 
  3. Pagare un tassista e farsi portare in giro. Questa è una buona opzione ed è abbastanza economica, ma bisogna essere pronti a contrattare.
Strada del vino di San Juan

Insomma il motto a San Juan è “Uscire ed esplorare!”
Questa città rimane uno dei miei posti preferiti.

Alcune foto sono state prese dal sito WelcomeArgentina

Barbara Polignano

Autrice del blog Travelling with a wine glass viaggio con un bicchiere di vino e alla scoperta di nuovi nettari in giro per il mondo. Scrivo di viaggi, di vino, amante dell'Argentina di cui conosco ogni angolo, fino alla fine del mondo! Consulente per idee di viaggio personalizzate in Argentina, per maggiori informazioni clicca qui

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