Viaggiare da soli e per lunghi periodi – Il viaggio non è una corsa contro il tempo

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  • Post last modified:Dicembre 7, 2012
Viaggiare da soli e per lunghi periodi – Il viaggio non è una corsa contro il tempo

Viaggiare da soli e lentamente. Meno è meglio

Viaggio da sola e da quasi due anni e mi sono serviti più di 12 mesi di viaggio per capire una piccola verità: il viaggio non è una corsa contro il tempo. Il senso del viaggio non dovrebbe riassumersi nel voler fare o vedere quanti più Paesi nel minor tempo possibile, soprattutto quando si hanno mesi a disposizione e si viaggia da soli, quindi le scelte sono solo ed esclusivamente tue.

Lungi da me il dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, noto sempre più la tendenza a volere fare troppo senza concedersi la piacevole libertà di lasciarsi trasportare da avvenimenti che nel viaggio capitano in continuazione seguendo piuttosto inesorabilmente un piano anche sin troppo definito.

3 mesi non sono 3 settimane ma non sono neanche un anno, nel pianificare il proprio viaggio bisognerebbe avere più o meno chiaro che Paesi si vogliono visitare prendendosi il tempo necessario  per farlo senza dovere correre e dovere fare tutto correndo per tornare a casa più stanchi di quando si era partiti.
Se quindi già sfiora nella testa che è una impresa titanica perché non tagliare fuori qualche Paese dedicandosi bene solo alla metà dei Paesi?

Un mio amico in 30 giorni crede di potere viaggiare Perù, Bolivia e Argentina. Tralasciando il fatto che ritengo sia un’impresa infattibile fisicamente, anche nel caso in cui invece questo fosse possibile, mi chiedo dove sia la bellezza di un viaggio del genere.
Passare la maggior parte del tempo tra aeroporti e taxi e toccare, una sorta di mordi e fuggi, una località per poi andare via il giorno dopo? Soprattutto in un continente grande come il Sud America la cui prima parola che mi viene in mente per descriverlo è: ENORME.

Allo stesso modo spesso ricevo email da chi mi chiede consigli su itinerari di viaggio, per poi arrivare alla conclusione che si vorrebbe fare tantissimo avendo poco tempo a disposizione.
Queste email mi hanno quindi fatto riflettere in più occasioni, anche perché mi sono ritrovata io per prima, dopo più di 12 mesi di viaggio, a capire che sino ad allora avevo corso facendo sì che i miei ricordi fossero dei ricordi sfocati o ancora peggio che la stanchezza ha sopravvalso sulla mia voglia di fare e vedere così da perdermi, più o meno volontariamente, cose che con il senno di poi se solo avessi avuto più energia non mi sarei lasciata scappare.

Il bello di viaggiare da soli e per lunghi periodi è proprio la possibilità di potersi prendere il proprio tempo senza credere di dovere passare la frontiera il prima possibile, seguire i propri ritmi e potere cambiare piano quando lo si desidera. Potersi fermare per vivere un po’ di vita locale è il bello, si ha il tempo necessario per abbassare le barriere interculturali e riuscire ad andare oltre quello che alla fine possiamo catturare con uno scatto fotografico.
E’ come fare un nuovo tour ogni giorno,avere a disposizione tempo per aprirsi alla gente e comprendere abitudini che a volte sono tanto diverse dalle nostre.

Se poi penso al viaggio in Sud America, questa convinzione diventa ancora più forte e credo fondata, le distanze infatti non aiutano a fare le cose di corsa.
Dell’Argentina la prima idea che mi viene in mente è la distanza incredibile tra un centro e un altro. Idea che soggiunge prima di quella che rappresenta Buenos Aires, Iguazù o la Patagonia.
In Sud America bisogna essere preparati a fare periodicamente e frequentemente viaggi in bus che possono arrivare sino a 16 ore.  Se quindi solo si pensasse a quanto tempo su un bus si deve passare il tempo diventa un fattore da dovere considerare prima di fare piani troppo ambiziosi.

Il rischio è di toccare i Paesi che si vogliono ma di non dedicare il tempo sufficiente a nessuno di questi.
Io sono pentita e ci penso spesso a quanto velocemente abbia dovuto liquidare la Bolivia. Un Paese che secondo me vale la pena di essere scoperto trascorrendoci almeno un mese.
Purtroppo non è dipesa direttamente da me, ma avevo un impegno in una certa data e quando mi sono accorta che il tempo stringeva mi sono trovata a un vicolo: non arrivare in tempo all’appuntamento o perdermi buona parte delle cose che avrei voluto fare.
Così la Bolivia mi ha lasciata con l’amaro in bocca a maggior ragione perché era tra tutti il Paese che più volevo scoprire. Ma una volta che si va avanti, in questi Paesi, non si torna pù indietro. Troppe ore di viaggio e in alcuni casi costi esosi.

Negli ultimi mesi ho quindi ripensato all’itinerario di viaggio, modificando la mia idea iniziale e mi sono fermata per qualche mese. Sono alle Galapagos da un po’, non so ancora quando andrò via….ma alla fine non c’è poi così tanta fretta.

 

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Claudia

    Verissimo! quando io o il mio compagno raccontiamo che in due mesi abbiamo visto solo pochi punticini del sud della Thailandia, che siamo stati dieci giorni (nel 2011) e quindici giorni (l’anno dopo) a Gili Meno o che ci siamo fermati sei mesi ad Adelaide (SA) ci guardano strano! Ma alcuni dei ricordi piu’ belli li ho proprio grazie alla lentezza ed elasticita’, anzi, diciamo pure inesistenza, del programma! Che ci devo fare? 🙂

  2. Claudia

    Verissimo! quando dico alla gente che in due mesi ho visto solo pochi punticini del sud della Thailandia, che son stata dieci giorni (nel 2011) e quindici giorni (l’anno dopo) a Gili Meno o che mi sono fermata sei mesi ad Adelaide (SA) mi guardano strano! Ma alcuni dei ricordi piu’ belli li ho proprio grazie alla lentezza ed elasticita’, anzi, diciamo pure inesistenza, del programma! Che ci devo fare? 🙂

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