Perchè viaggiare in Etiopia – Buoni motivi per scegliere l’Etiopia come destinazione

Perchè viaggiare in Etiopia – Buoni motivi per scegliere l’Etiopia come destinazione
carovana cammelli - Depressione della Dancalia

Perchè viaggiare in Etiopia e considerarla la prossima destinazione di viaggio 

In Africa con passo timido e pauroso sono entrata dall’Etiopia. Ho approcciato per la prima volta il continente africano sub sahariano dalla sua porta orientale con il cuore in gola e la paura tipica di chi sta per avventurarsi in terre sconosciute delle quali non sa nulla.
Poteva essere paradiso come inferno.

L’Etiopia è stata entrambe, un percorso partito dall’infernale, o forse qualcosa più vicino a un limbo, mi riferisco al mercato di Addis Abeba, nel quale quanto più vi si entra dentro quanto più ci si perde in vicoli puzzolenti e cupi in cui gli occhi di chi lavora fissano, pur senza dire una parola, ed è caratterizzato dalla confusione per le strade in cui è difficile raccapezzarsi. Per poi raggiungere momenti sublimi in cui tutto questo sembra ormai cosa passata e trovarsi, poi, invece in territori sconfinati e desertici come quelli del nord e della inospitale e calda depressione della Dancalia in cui il mondo si apre e ti risucchia nella bollente e vitale terra il cui fuoco che brucia ti ricorda che lei vive e che tu non puoi nulla contro di essa.

L’Erte Ale, il lago di lava al confine con l’Eritrea, è il vulcano in cui fuoco e terra ribollono trascinando chi osserva e respira in maniera difficoltosa, a causa del forte odore di zolfo, nei meandri di quella che i Latino Americani chiamano la Pacha Mama (Madre Terra) e che a me piace chiamare allo stesso modo.

L’africa si dice che sappia di terra, di sanguigno, di virulento, di intenso e di forte.
La terra che sentivo dentro le orecchia e negli occhi, i finestrini dei caldi minibus chiusi per non fare entrare la polvere che, inevitabilmente, avrebbe impestato l’affollato furgoncino che schizza per le strade schivando animali accompagnati dai pastori, non potevano farmi pensare il contrario.

Dai 2600 metri sono arrivata ai -116 metri sul livello del mare, un passaggio che ha sancito l’unione tra le alti vette ed il cuore caldo della terra che palpita. E’ terra, e l’ho sentita come mai prima.

Ma è anche terra la strada che si macina a piedi in spazi enormi e desolati in cui diventa ben chiaro che la natura ha pensato a tutto con un perchè.
Gli alberi che invece di estendersi in altezza lo fanno in larghezza, per dare ombra e ristoro a donne e uomini magri e dalle gambe lunghe per i quali 60 km a piedi sono una passeggiata possibile da compiere in meno di 24 ore. E’ terra, arida e che non da scampo a chi non riesce ad abituarsi.

Etiopia, amare lacrime miste a sinceri abbracci, moltitudine di persone e rumori eccessivi, qui dove tutto sembra troppo, anche troppo poco, in cui lo stato d’animo è importante per andare avanti, là dove la comunità vince sul singolo, dove lingue, religioni, colori della pelle ed etnie sembrano aver trovato un felice punto di incontro.

Etiopia, un Paese in cui se all’inizio ti senti fuori luogo perchè bianco in un mondo di neri, dopo poco ti rendi conti che in verità non sei altro che un diverso in una terra di diversi.

L’Etiopia spiegata in proverbi

Il perchè non lo potevo immaginare prima di andare e lentamente è arrivato a settimane dal mio ritorno. Passato l’entusiasmo dei due mesi di viaggio in quello che reputo uno dei Paesi più belli ed interessanti che abbia avuto il piacere di viaggiare, è arrivato il tempo di fare i conti con quello che per me ha significato un viaggio in questa terra che mi piace definire piena di sorprese.
I perchè sono tanti e li riassumo riprendendo alcuni proverbi africani che rappresentano bene le mie percezioni:

Il senso di comunità

[su_pullquote]”Se vuoi andare veloce allora corri sa solo, se vuoi andare lontano allora corri insieme a qualcuno”[/su_pullquote]

Lo spiccato senso di comunità etiope (ma sento di poter estendere il concetto al Continente Africa) è parte importante del viaggio, probabilmente questo ha fatto il mio viaggio.
Viaggiando da sola ed essendo abituata a passare molto tempo in solitudine, apprezzandolo tra l’altro, la permanenza in questo Paese è stata costellata da presenze costanti di persone del luogo che trovavano molto strano il mio desiderio, a volte esplicita richiesta, di stare da sola.
L’individualismo tutto occidentale, mi sento di dire, in Etiopia fa spazio alla condivisione, che è chiara anche o forse soprattutto in un momento importante come quello dei pasti visto che si mangia tutti insieme da un unico piatto, i tempi per stare soli sono ridotti al minimo, e anche lì dove sembra che non ci sia nulla, in verità ogni sera le famiglie del vicinato di tukul si incontrano per parlare e passare ore insieme chiacchierando attorno al fuoco centrale sul quale si prepara il caffe.

Sensibilizzazione 

[su_pullquote align=”right”]” Dai un pesce ad una persona, e quella persona sarà sazia per un giorno, insegna ad una persona a pescare, e quella persona si sazierà per tutta la vita”[/su_pullquote]

La povertà dell’Etiopia mi ha disarmata, ci sono volute settimane perchè me ne facessi una ragione e perchè l’accettassi per quella che è.
Ma nei miei incontri ho avuto la fortuna di incrociare giovani etiopi che si danno da fare per imparare e poter realizzare qualcosa nella propria vita e a loro ho voluto dare una mano facendo qualcosa per loro, a volte serve un aiuto che va ben oltre regalare qualche birr.
Ho dato lezioni di inglese serali perchè mi venivano chieste e vedevo il desiderio di impararlo per poter lavorare con i turisti, ho comprato libri per andare a scuola, ho messo in contatto guide turistiche di diverse aree del Paese per poter cominciare a creare qualcosa insieme.
Paesi come questo ti mostrano il lato oscuro e doloroso del mondo, dall’altro lato però dietro questa ombra c’è sempre una luce di speranza a cui chi si approccia a queste realtà dovrebbe/potrebbe dare fiducia e tendere a sua volta una mano.

Io a Turkana Lake

Le tribu ed il ruolo degli anziani 

[su_pullquote]”Vede più lontano un vecchio seduto che un giovane in piedi”[/su_pullquote]

Incredibile come quell’area di Paese che al mio arrivo non avevo voluto considerato si sia rivelata alla fine quella che preferisco, l’Omo Valley.
Un luogo lontano anni luce dall’occidente se non dall’Etiopia stessa. Un mondo tribale del quale se si riesce ad andare oltre le pittoresche foto si scopre una realtà a parte, fatta di solide e strette tradizioni in cui il sapere degli anziani, capo villaggio, è legge e dove tutte le decisioni vengono prese sotto un albero seduti in cerchio.
Laddove il bestiame è simbolo di ricchezza e le cicatrici segno di forza e coraggio, il viaggio in Etiopia mi ha portata dove mai avrei potuto credere di poter arrivare un giorno, ma soprattutto mi ha ricordato come l’attaccamento alle proprie radici sia parte della nostra identità.

Povertà non è necessariamente sinonimo di pericolo

[su_pullquote align=”right”]”Non basta essere vestiti per non essere poveri”[/su_pullquote]

La povertà d’animo la si riconosce quando si è a contatto con chi è povero di cose ma è ricco di amor proprio e bontà di cuore, a quel punto comprendi bene la differenza.
E’ stato complicato l’inizio quando, circondata da tanta povertà, mi sembrava assurdo che violenza e crimine fossero concetti distanti dal mondo in cui mi trovavo magari camminando nella notte per andare a prendere un autobus con uno zaino pieno di cose di valore.
Non c’è stato un solo momento in cui ho creduto di poter essere in pericolo, sebbene fossi circondata da persone senza scarpe e con i vestiti stracciati. Ci è voluto un pò per capire che povertà non è necessariamente sinonimo di violenza o pericolo. Pertanto mi sento di poter affermare che l’Etiopia è un Paese sicuro dove la violenza è ridotta ai minimi storici….o che addirittura mi possa sentire più a rischio in alcune capitali Europee che qui.

harar

La natura 

[su_pullquote]”Il sole e la luna sono le migliori lampade”[/su_pullquote]

L’Etiopia è tribù, storia, tradizioni, chiese scavate nella roccia ma è anche natura violenta ed eclatante.
L’Erte Ale ne è un esempio, come la depressione della Dancalia le cui temperature diventano a volte insopportabili, poi la natura verdeggiante degli altipiani subito dopo la stagione delle piogge e la terra arida ed assolata del sud. Laghi abitati da coccodrilli ed ippopotami e montagne da scalare.
E’ grande, è bella ed è varia. Un Paese polivalente che non si limita alle comunità tribali ma porta dritti nel cuore della terra.

Perchè viaggiare in Etiopia?

Perchè è un paese multiculturale che vanta un numero di tribù imparagonabile rispetto altri Paesi africani, perchè è un Paese sicuro, perchè è un Paese bellissimo, perchè qui diverse e numerosi religioni convivono pacificamente e sebbene ognuna sia forte della propria appartenenza non vi sono muri tra di essi, perchè offre un viaggio in cui storia, cultura, natura, tradizioni si intrecciano magistralmente riuscendo a far sì che di un viaggio sembra se ne siano fatti 4.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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