Paese che vai estetista che trovi – Cerette e centri estetici nel mondo

Essere una donna è dura. Capelli con ricrescita, doppie punte da tagliare, sopracciglia da fare ogni 4 giorni, unghia da limare e colorare e poi la tanto odiata ceretta mensile.
Inutile far finta di niente. Questi sono problemi che diventano ancora più drammatici quando si è in viaggio.

Se si parte per le 2 settimane estive e la destinazione è il mare sono sicura che il 99% di noi la prima cosa che fa è prenotare una seduta dall’estetista per estirpare i tanto odiati peli così da potere indossare bikini sgambati e non avere il terrore di essere scambiate per l’abominevole uomo delle nevi.
Ma cosa se si viaggia per più di un mese? E cosa se ci si trova nel mezzo del niente o comunque in paesi dove non si riescono a riconoscere i centri estetici dai minimarket?

Ebbene signore tutte, questo post lo dedico alla dolorosa realtà delle cerette, dei centri estetici e delle parrucchiere. Ne ho fatte in tutti i posti e nelle modalità più assurde di cui voglio rendervi partecipi, non perché mi diverta parlare della vita del pelo o delle mie ricrescite, quanto per dirvi che non siete sole e se trovate situazioni fuori dal comune…dovete accettarle e sottoporvi in alcuni casi a delle vere e proprie torture cinesi.

Cercherò di aggiornare il post man mano che mi troverò ad affrontare situazioni degne di nota o particolari metodologie di depilazione. Se non nomino certi Paesi significa che stiamo negli standard.

Marocco – Una “dolce” depilazione

Le donne arabe per quanto coperte dalla testa ai piedi ci tengono molto alla cura della loro persona, dagli abiti firmati e costosissimi sotto i lunghi veli che arrivano ai piedi alle sopracciglia e cerette su gambe che nessun raggio di sole abbronzerà.
Le tradizioni secolari si fanno sentire anche dall’estetista dove la depilazione diventa “dolce”. La cera araba infatti è fatta con zucchero e limone.
Lo zucchero e il limone sciolti e riscaldati vengono maneggiati in mano creando una pallina che poi viene stesa sulla gamba per essere strappata contropelo.
La sensazione nel vedere questa pallina fare su e giù nelle loro mani è come di vedere preparare la palla di cous cous quando a tavola. Per chi non lo sapesse il cous cous si mangia con le mani. Con abilità si lancia in aria e in circa 1 minuto questi granelli sono diventati una pallina pronta per essere ingerita in un sol boccone.
Stessa cosa per la ceretta, anche se così non potremmo chiamarla visto che di cera non ce ne è. Un’esperienza da fare quasi come passare qualche ora all’hammam.

ceretta marocchina
Cera di zucchero e limone in Marocco

Cuba

Semplicemente dimenticatevela. La cera non esiste neanche negli alberghi a 5 stelle. Haimè bisogna ricorrere al nemico per una donna: il rasoio.

Birmania

Ceretta. Sarebbe davvero chiedere troppo ma vi salva il fatto che sarebbe bene non indossare pantaloncini quindi in un certo qual modo “siete coperte”.

Panama – L’improbabile ceretta nel cratere del vulcano

Ceretta e strisce ricavate da una tenda e nel “centro estetito” più improbabile del mondo.
E’ stata dura trovare qualcuno che facesse cerette a El Valle il piccolo paesino costruito nel cratere del vulcano nel bel mezzo di Panama. Eppure lei, l’estetista più divertente del Centro America era lì.
Quando chiedo se fa ceretta la signora mi dice che non c’è alcun problema, però non vedo nessuna saletta oltre quella dove fa da parrucchiera e da barbiera.
Mi fa accomodare nella saletta 4 metri per 4 e con un separè mi blinda in uno spazio che a quel punto diventa 1,5 X 1,5 dove a stento entro io.
Non c’è un lettino, bensì una poltrona. Mi fa accomodare e lì comincia a strappare una tenda riponendo le pezzette sul tavolino. Questi straccetti sono le strisce che userà per portare a compimento il lavoro che è durato la bellezza di 1 ora e mezza.
La cosa più divertente? Che a ogni strappo corrispondeva una sua esclamazione alquanto particolare: DIVINA!
Le ho chiesto di smettere di dire “divina” perché mi sentivo un pò in imbarazzo, anche se non ho mai capito se era riferito a me o al suo strappo da maestra.

Nicaragua – La parrucchiera antidiluviana

Fanno le cerette ma bikini line è davvero bikini line ovvero potreste farla voi da sole con delle strisce comprate al supermercato.
Ma quello che qui mi ha lasciata a bocca aperta è stata la parrucchiera.
Dopo 5 mesi di sole e acqua di mare e qualche capello bianco all’orizzonte mi sono decisa ad andare dalla parrucchiera.
Ho una sola regola in fatto di capelli. Non ne tengo più di 6 bianchi, appena scatta il settimo devo fare il colore.
La scelta a Granada è vasta. Con $10 hai taglio e colore. Incredibile eh? Si davvero incredibile.
Mi accorgo che nessuno ha i capelli ricci in questi Paesi quindi non hanno idea di come tagliare. È inutile che spieghi cosa vorresti, dicono di si e fanno quello che vogliono. Mi limito ad una spuntatina ma urge il colore.
Gli unici colori che hanno sono come quelli che si vendono al supermercato, 3 tonalità, niente di più.
Dopo avermi impastato i capelli e dopo essermi raccomandata di non farmi troppo scura allo scadere dei 30 minuti la signora mi accompagna nel retrobottega dove al posto dei lavandini mi fa chinare su una mangiatoia per mucche dove, piegata a 90 gradi ed in piedi, vengo risciacquata con bacinelle di acqua gelida.
Risultato? Nero corvino e capelli sfibrati che ci hanno messo 2 mesi per tornare al riccio naturale senza sembrare un fungo atomico.

Cambogia – Sul “filo” del rasoio

La ceretta più drammatica della mia vita. Per essere precise, non c’è ceretta perché si usa il filo
Per quanto apprezzi questa tecnica, che ha ancora del misterioso, tutto potevo immaginarmi tranne che potesse essere estesa letteralmente a tutte le parti del corpo.
Ero appena arrivata a Sinoukville dopo un viaggio di 10 ore, ero stanchissima.

Neanche il tempo di mettere i piedi in acqua che vengo fermata da due signore che mi toccano le gambe e mi dicono che ho bisogno di togliere quell’ammasso di pelo che deturpa la mia figura.
Non credevo di essere così animalesca però ne convengo e mi lascio convincere. Ero tornata al mare dopo un mese di pantaloni lunghi una pulitina non mi avrebbe fatto male. Veloce ed indolore ho pensato.
Mi portano in una saletta, una sorta di guardaroba, piccola e senza finestre. Fuori c’erano 34 gradi. Quando chiedo che tipo di ceretta usano con sorriso smagliante mi mostrano il filo.
Non credo a quello che vedo. Chiedo per ben due volte se davvero hanno intenzione di fare il lavoro con quel filo e loro con placida tranquillità annuiscono.
Una da un lato e una dall’altro. Comincia la tortura.

depilazione con il filo
Depilazione con il filo

Dopo un’ora e mezza e dolori come forse mai in queste situazioni mi avvertono che hanno finito e mi propongono anche di fare le ascelle.
Al binomio ascella/filo le ringrazio e dico che è perfetto in quel modo.
Da NON provare o forse solo in casi estremi. Si dice a casi estremi estremi rimedi giusto? E allora sappiate che c’è e si fa ma sarebbe meglio pensarci prima.
Il lavoro è stato fatto bene e con precisione…ma troppo doloroso. Sì per le sopracciglia e magari anche le gambe, parte bassa, ma non osate di più. Potreste pentirvene e una volta che si comincia si sa, è necessario terminare.
Una nota a favore della Cambogia va per quanto riguarda maniqure e pediqure. $5 fai entrambi con tanto di disegnetti. Non sono mai stata una fan di queste cose ma per il costo ho voluto provare e sono stata felicissima. La migliore maniqure mai fatta.

Vietnam – Acconciature anni ’90

Qui le tecniche sono varie. Ad Hue dove una maniqure e pediquere costano 2 dollari la ceretta viene fatta con il filo.
Ovviamente ho rifiutato memore dei dolori dell’esperienza precedente.
A Nha Trang invece ho trovato un centro estetico dove si usa la cera, c’è un lettino normale e la signora aveva anche una mano piuttosto delicata.
$9 per un lavoro ben fatto. La prima soddisfazione dopo tanto tempo.
Il parrucchiere invece deve essere scelto con attenzione.
Camminando per le strade di Hue mi imbatto in questo centro di parrucchieri un po’ estrosi. Penso che quello sia il posto giusto. I pionieri della moda del capello in Vietnam.
Dopo lo shampoo con massaggio incluso mi accomodo alla poltrona e spiego cosa voglio. Semplice davvero. Devono soltanto sfoltire, nessuna cosa strana e soprattutto voglio che siano asciugati senza messa in piega. Naturali.
Mi assicurano di avere capito. Vedo ciuffi di capelli abbandonarmi, uno dopo l’altro, ma da bagnati sembrano ok.
È il dopo che mi ha lasciata perplessa. Armato di spazzola e phon inizia ad asciugare i capelli stile donna di 90 anni. Mi guardo e mi sento 20 anni più vecchia.
Pago ed esco, non avevo la forza di combattere. Sono bastati 10 minuti di camminata e un po’ di umidità per tornare ad essere un fungo atomico.

Argentina – Facciamolo alla spagnola

I tempi d’oro in cui l’Argentina era considerato un Paese economico sono passati e così i costi non sono paragonabili neanche lontanamente a quelli a cui mi ero abituata in Asia ma allo stesso tempo poco hanno a che vedere con i $70 che mi sono stati chiesti in Nuova Zelanda.
Le donne Argentine ci tengono molto alla loro apparenza. Difficile incontrare donne che non si prendono cura di loro stesse, trucco, scarpe alte, capelli che sembrano sempre appena fatti dal parrucchiere.
E così anche la ceretta non può che essere un rituale che le argentine non si fanno mancare.
Nonostante la vicinanza con il Brasile, dove pare che ci siano più negozi di cerette che bars, la tecnica utilizzata qui è chiamata “depilazione spagnola”.
Non esistono strisce ma la cera viene spalmata con un bastoncino di legno e poi viene tirata via con le mani e a volte con lo stesso bastoncino.
In realtà simile alla nostra con l’unica differenza che tirando via la cera con le mani lo strato deve essere piuttosto spesso.
Ottimo lavoro, costo $25. Nella norma. Nessun momento divertente o degno di nota vista ma una nuova tecnica o per lo meno un nuovo nome.

Perù – Mestolo di legno e ventilatore

I metodi infallibili sono quelli della nonna, e quando dico della nonna intendo cera riscaldata in fornello e mestoli di legno di diverse misure per stendere strati di cera alti circa un centimetro e strappo con le mani senza strisce.
La cera che faceva mia madre artigianalmente a casa.
Dopo la Bolivia dove non sono riuscita a trovare un solo centro estetico, devono essere nascosti in una delle tante strade in salita di La Paz, e vani tentativi a Paracas e Huanchaco finalmente a Mancora ho trovato l’unico centro estetico e parrucchiere del paese.
30 soles per una ceretta ($11) e 5 soles per una sistemata alla sopracciglia per non sembrare la sorella di Spartacus.
Dietro la sala da parruchiera si accede direttamente alla casa della signora dove un lettino e un enorme contenitore di cera riscalda il liquido giallo e un enorme ventilatore che serve per raffreddare il bollente appone che estirperà il tanto temuto nemico delle donne.
Veloce, indolore, nei limiti del possibile, e molto artigianale, ma proprio perché i metodi antichi sono sempre i migliori una delle migliori cerette fatte negli ultimi mesi.
Non è usanza locale fare le cerette, mi diceva la ragazza che le donne peruviane si sentono in forte imbarazzo, alcune neanche sanno che ci si può depilare con la cera, servizio quindi prevalentemente per le turiste che hanno vergogna, giustamente, ad andare in spiaggia indossando bikini sgambati ricoperte di antipatici ed antiestetici peli.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America viaggio ininterrottamente dal 2011 e lavoro esclusivamente online. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America ma anche di SEO e SEO Copywriting

This Post Has 14 Comments

  1. Lucia

    Questo è uno dei post più originali, divertenti ed interessanti (almeno per noi fanciulle) che io abbia mai letto. Go girl!

  2. Marta

    Lo credo!!! Al ritorno ti racconterò…! Ciaoooo, Marta

    1. Viaggiare Low Cost

      Ci conto!

  3. Marta

    Chissà che doloreeeee! Ma tu l’hai provata??? Un abbracciooooo

    1. Viaggiare Low Cost

      Haimè si…ma ad inganno. era troppo tardi quando mi hanno mostrato lo strumento di tortura!

  4. Marta

    Grazieeeeeee milleeeeee…!!!! Allora non devo preoccuparmi per la ceretta… è la prima volta rispetto ai viaggi che ho fatto… non ti dico in Mongolia… ceretta??? What’s ceretta??? Ihihih! Grazie ancora, Marta

    1. Viaggiare Low Cost

      Io l’ho fatta pure alle Gili Islands….e ti ho detto tutto. Ok costata $20 ma sono pur sempre le Gili. Quanto più è turistico un luogo quanto più hai possibilità di trovare questi servizi che sono per lo più per donne straniere. Stai solo lontana da “cerette” in Cambogia che non la fanno con la cera bendì con il filo!! AHIOOO

  5. Marta

    E i prezzi in Indonesia? Circa eh? Parto per due mesi e odio solo l’idea di non trovare o di spendere un capitale…! Grazieeeee, Marta

    1. Viaggiare Low Cost

      Ciao Marta, l’Indonesia non è tanto più cara del resto dei Paesi del Sud Est Asiarico. A Ubud pagavo $10 per una bella abitazione con bagno immersa nel giadino proprio a centro città, il mangiare nei ristoranti si trova a partire da $2,50…non ti spaventare 🙂 e buon viaggio! L’indonesia è bellissima e fa tanto shopping !!

  6. Mary

    Post utilissimo! Mi ci ritrovo in pieno…a questo proposito..nulla su Bali/Indonesia?:-)

    1. Viaggiare Low Cost

      Ciao Mary,
      a Bali/Indoensia non è abitudine per loro però lo fanno per le turiste quindi si trova facilmente e la tecnica è la stessa nostra. Cera e strisce.
      Io ho addirittura fatto a Gili Trawangan (Gili Islands)
      Un saluto da Mendoza

  7. Claudia

    Ciao GIulia,
    scusa se lascio un ulteriore commento a questo post ma mi stavo chiedendo, prendendo spunto da questo articolo e spinta dalla curiosità relativa alle differenze culturali, nei vari posti che hai visitato… come sei stata corteggiata o come hai mostrato interesse ( nel caso tu l’abbia avuto) per la persona locale?
    Sarebbe interessante, sempre in chiave ironica e leggera, sapere cosa aspettarsi o come proporsi 🙂 . A meno che , riguardo a questo argomento, tutto il “mondo non sia paese” . 🙂

    Aspetto curiosa di leggere cosa farai uscire dal cilindro!

    Un abbraccio,
    Claudia

  8. Claudia

    ahahahahah povera Giulia! Certo che affidare il proprio corpo senza sapere bene cosa ne verrà fatto… ci vuole molto più coraggio che partire in giro per il mondo per un anno e mezzo. ahahah

    Però una cosa me la devi spiegare… la tecnica del filo. In che consiste? O meglio, come si esegue?

    1. Viaggiare Low Cost

      Bella domanda! Estirpano il pelo maneggiando un filo (pratica piuttosto dolorosa) ma come facciano è un mistero!
      Per le sopracciglia però è la tecnica perfetta. Su youtube ci sono dei tutorial sulla tecnica addirittura per farlo da sole. Io non mi sono avventurata 🙂

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