La leggenda delle Teste di Moro – Il vaso siciliano che fa “perdere la testa”

Modificato il Settembre 30, 2021
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Se siete stati in Sicilia molto probabilmente vi sarete imbattuti nelle teste di moro, vasi che raffigurano delle teste, di uomo e di donna, colorati e di diverse dimensioni. Sono davvero dovunque e generalmente si vedono nelle terrazze, nei giardini e nei balconi delle case Siciliane.

In effetti anche a casa mia ne siamo pieni. Mentre scrivo ho una testolina di moro a fianco che uso come portapenne, guardando fuori dalla finestra riesco a contarne 5!

Sono circondata da teste di moro eppure solo qualche mese fa mi sono chiesta come siano nati questi vasi e cosa rappresentano.

Mi imbatto così nella leggenda delle teste di moro e di come questi vasi colorati, in verità, siano figli di una storia fatta di passione, ardore, gelosia e, per concludere in bellezza, di morte.

testa di moro

La leggenda della testa di moro

Durante il periodo di dominazione dei Mori in Sicilia, circa il 1100, nel quartiere Kalsa di Palermo viveva una bellissima fanciulla che passava il proprio tempo in casa a prendersi cura delle sue piante che abbellivano il suo balcone.

Un giorno un moro passando nei pressi della casa della ragazza, la vide e se ne innamorò perdutamente. La voleva tutta per sè e senza indugio entrò in casa dichiarandosi.

La ragazza travolta dalla passione dimostrata dal moro ricambiò. L’idillio durò però molto poco. La giovane scoprì che l’uomo a breve sarebbe tornato in Oriente dove aveva moglie e figli.

Una notte non appena l’uomo si addormentò la ragazza gli tagliò la testa, perchè lui potesse rimanere con lei per sempre, e ne fece un vaso da mettere in bellavista sul balcone e dove piantò del basilico.
La pianta crebbe talmente tanto che gli abitanti del quartiere ingelositi e per non essere da meno si fecero costruire dei vasi in terracotta che rappresentavano una testa.
Nasce così la testa di moro, simbolo poco ortodosso di amore eterno.

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