Perchè viaggiare?

Perchè viaggiare?

Perché Viaggiare può cambiare la nostra vita? Motivi per cui un viaggio può essere essenziale in un periodo di transizione

Ho molti amici sparsi per il mondo con cui nonostante la lontanza riesco a rimanere sempre in contatto.
Per carattere sono una persona socievole e chiacchierona, propositiva e positiva e negli ultimi anni, più che ne passato, le mie scelte hanno portato alcuni miei amici a ripensare alla propria vita e a volerne parlare con me. Con Skype tutto è possibile, a prova di fuso orario.

In molti non sono più felici con quello che hanno, poche soddisfazioni sul posto del lavoro, una vita che non rispecchia il proprio ideale, e che vorrebbero cambiare. Purtroppo si sentono imprigionati e bloccati dal compiere il passo definitivo e la paura prende il sopravvento così da lasciare l’idea a data da destinare.

E’ difficile potere dare consigli quando la vita non è la tua, lo so. Posso infatti solo che parlare della mia esperienza, di quello che ho fatto io e di come lo ho vissuto  che non è detto che sia la soluzione giusta tantomeno quella universalmente valida per tutti.
L’unica convinzione che ho però è che un posto per ognuno nel mondo ci sia, purchè si sia pronti a: trovarlo anche se lontani da casa e si sia disposti a fare di tutto.

Cambiare la propria vita non è semplice né facile. Non posso stancarmi di ripetere questo. Si può incorrere in alti e bassi, fallimenti e riprese, lavori fantastici e altri che tanto spettacolari non sono. Di fatto, qualsiasi cosa si faccia è esperienza, nel bene e nel male e di questa bisogna farne tesoro.

Proprio l’altro giorno parlando con una mia cara amica siamo cadute su questo discorso. Lasciare tutto e tentare una nuova vita o accontentarsi di quello che si ha facendo finta che tutto va bene? Viaggiare per un po’ e poi tornare? Perché viaggiare può essere una soluzione risolutiva per un cambio radicale nella propria vita?

In questo post non voglio parlare di me, la mia storia se mi seguite da un pò la conoscete e io stessa mi rendo conto di essere un caso eccezionale ma stavolta voglio parlare a chi vuole cambiare tutto e si vuole dare qualche mese per pensare, riflettere e trovare una soluzione lontani da casa.

Perché viaggiare per darsi una risposta?

Fuga dalla realtà o cambio radicale?

C’è chi mi ha detto che viaggio per scappare ai miei doveri quotidiani, come una fuga dalla realtà vivendo in un mondo che fittizio e che dovrei invece focalizzarmi sui veri doveri che una donna della mia età dovrebbe compiere in questa fase della vita: casa, lavoro, magari una famiglia. Mi sono chiesta anche io se in tutto questo non stessi fuggendo da qualcosa. Ma la verità è che l’unica fuga è quella da un vita che non ci soddisfa più. Non c’è nulla di male nell’andare via e cercare soluzioni alternaive ed ottimali. non siamo costretti ad essere le Giovanna D’Arco della situazione. Più che fuga quindi è un cambio.

Pensare lontani da casa significa pensare a mente libera

Scappare dalla realtà? Anche se fosse che c’è di male? Quali sono i momenti in cui effettivamente ci sentiamo liberi di prendere decisioni anche folli ma in cui crediamo fortemente e decidiamo di dedicarci anima e core a queste?

Quando la nostra mente è libera. Libera da impegni di ufficio, da bollette da pagare e mutui. Viaggiare permette di distaccarsi in maniera profittevole dai pensieri quotidiani che generalmente ci assillano e rivedere e ripensare alla nostra vita sotto un altro punto di vista e in una condizione temporanea di lucidità.

Fare esperienza del mondo significa trovare opportunità alternative

L’Italiano ha un problema di fondo che mi pare sia comune alla maggior parte di noi: abbiamo paura di lasciare quello che abbiamo perché siamo terrorizzati di non trovare un’alternativa valida. D’altronde se ci viene detto di non essere “choosy”, sapete a chi e cosa mi riferisco, sembra come che il nostro destino si debba rassegnare a un futuro fatto di poche soddisfazioni accontentandosi di quello che passa il convento quando la realtà non è questa. Nel post perché gli italiani non viaggiano parlo di un limite culturale che posso estendere anche all’ambito lavorativo. Crediamo che tutto il mondo sia come l’Italia, che le opportunità non ci siano e dove anche chi ha voglia di reinventarsi non possa e la propria propositività venga bloccata sul nascere.

Viaggiando si possono scoprire modi alternativi di vivere e lavorare e magari trovare quello che fa a caso proprio. Può capitare che si trovino queste opportunità dall’altro lato del mondo come solo oltreconfine, ma solo viaggiando si può davvere copire cosa si può e cosa non si può fare. Facendo ricerche su internet la vedo dura….e si rischia di andare incontro a una delusione o a un fallimento.

Viaggiare significa prendersi il tempo necessario per cambiare le cose

E’ dura tornare dalle vacanze, giusto? Il giorno prima di tornare in ufficio un velo di tristezza ci ricopre perché avremmo voluto continuare quella che è stata una vita diversa per qualche settimana. Viaggiare per qualche mese rigenera ancora di più e il ritorno è meno deprimente di quello che si possa immaginare. Dopo un lungo viaggio è bello tornare a casa e rimettersi in carreggiata. Viaggiare significa disconnettersi dalla propria vita di routine ma non significa non pensare, liberando la propria mente dai propri impegni significa avere più spazio da dedicare a idee e progetti futuri, vedere possibilità alternative che prima non si vedevano, ripensare alla propria vita e darsi un ruolo diverso. Solo noi possiamo cambiare le cose, ma è difficile farlo quando si lavora 8 ore al giorno, si passano 2 ore in macchina nel traffico tra l’andare e il tornare dall’ufficio e pensare a cosa cucinare. Il tempo, soprattutto quello libero, aiuta a capire e se si vuole anche a cambiare le cose.

Viaggiare quindi può essere un modo diverso per cambiare le sorti della propria vita e forse trovare la propria strada, farsi venire nuove idee e scoprirsi diversi da come si credeva di essere. Se nessuna di queste cose succede e al ritorno dall’avventura la scrivania alla quale ci si deve sedere è sempre la stessa…nessun problema! Sicuramente questi mesi lontani ti hanno già dato una carica positiva con cui riuscirai ad affrontare tutto in maniera differente e se poi il travel bug si è impossessato di te….ottimo sei già cambiato ma questo tu ancora non lo sai!

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Romina

    Cara Giulia,
    Ti seguo da poco e ti ho trovato per caso. Gentilissima mi hai dato delle dritte che sicuramente seguiremo la prossima estate. Viaggiare mi ha sicuramente aperto la mente, mi ha insegnato il rispetto non solo per culture diverse, ma anche per le persone diverse da me. Non importa da dove veniamo, anche se dello stesso paese siamo diversi. C’è chi come me ha sempre la valigia pronta e chi non vuole saperne di muoversi. Forse alcuni italiani fanno più fatica a esplorare o ad assaggiare cibi esotici ( anche se negli ultimi anni sperimentare è diventato di moda) , ma io ho conosciuto anche americani, svizzeri tedeschi, francesi e austriaci così. E sono sicura che ovunque ci siano persone che non provano alcuna curiosità per il resto del mondo. Forse ci piace viaggiare perché siamo curiosi. Io sono felice della mia vita e di dove la conduco, ora vivo dove sono nata e cresciuta, però ho vissuto 10 anni a Zurigo, 2 a Singapore, alcuni mesi negli States. Ora però, con il più grande dei nostri 4 figli che si appresta a terminare la scuola dell’obbligo e dovrà decidere che indirizzo di studio o lavoro prendere, sarebbe più problematico partire e cambiare tutto. Questo non ci impedisce di esplorare durante le vacanze.
    Non so se la tua voglia di viaggiare dipende da una fuga dalla realtà, questo puoi saperlo solo tu, ma poi chi ci dice cos’è la realtà? In fondo la tua vita mi sembra reale, forse priva di routine, forse non hai ancora formato una famiglia tua, ma chi ci dice che questo è sbagliato? Forse quello che ho imparato viaggiando è godere di ogni attimo, non ci sono regole di vita se si vive nel rispetto del prossimo e si è felici, ma questo lo troviamo solo dentro di noi, poco importa dove siamo se non ne siamo capaci. Buon divertimento!

  2. paolo

    Essenziale è comportarsi sempre da turista rispettoso delle abitudini, per quanto strane e lontane possono apparire,e che , in fondo, porti un pò di soldi a gente spesso ai limiti della miseria. Se hai molto tempo a disposizione per vedere un paese o una città, mi accorgo che le vite di molte persone che abitano lontano e diverse da noi vivono gli stessi nostri problemi, le nostre stesse emozioni, felicità e sofferenze.

  3. Luca Segantini

    Viaggiare non è una fuga dalla realtà, è la realtà!

  4. Marzia Keller

    Ciao Giulia, ti seguo the un po’, per la precisione the quando ho cercato travel blogger interessanti the segnalare per le interviste per la sezione viaggi su Bigodino e tu hai fatto quella bellissima intervista con Nhaima. Ci sono tanti travel blog in giro ma sono pochi quelli che vale la pena di leggere. Tra quelli italiani, il tuo è probabilmente quello che preferisco perchè tu sei una “vera” viaggiatrice, hai fatto una scelta precisa, nei tuoi post si sente una passione sincera… e poi sono sempre interessanti.
    Questo in particolare mi è piaciuto molto perchè è un tema su cui rifletto spesso. Credo che viaggiare non sia mai una fuga dalla realtà – chi te lo dice sbaglia – anzi al contrario credo che sia un correre incontro alla realtà. Quante cose capisci quando esci dal piccolo pezzetto di mondo che conosci, quando esci dalla cultura in cui sei cresciuto/a? E poi, sono d’accordissimo con te quando dici che pensare lontano the casa ti aiuta a pensare a mente libera, distaccata, lucida. Ti aiuta anche a capire meglio chi sei, perchè quando sei immerso sempre nello stesso ambiente, quello che hai intorno (cose, persone, modi di vivere) ti si appiccica un po’ addosso e ti definisce. Quando ti “spogli” e ritrovi la tua vera pelle. cavolo, tra un po’ sto commento è più lungo del post, scusa l’invasione ma mi hai ispirato! 😉

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