La sacra spirale danzante del Panigiri, ovvero la Grecia pagana che non ti aspetti

La  sacra spirale danzante del Panigiri, ovvero la Grecia pagana che non ti aspetti
danza greca

Avete sempre pensato che il Sirtaki fosse un’autentica danza popolare greca? Non è così ! Quella che è nota anche come la “danza di Zorba” fu inventata nel 1964 appositamente per il film “Zorba il greco” , mixando due versioni di una vera danza tradizionale, ossia l’hasapiko.

Il vero spirito pagano dei greci lo troverete invece partecipando ad uno dei numerosi Panigiria che si tengono un po’ dovunque sulle isole, ma anche nella Grecia continentale.
Cosa sono? Definirle feste popolari sarebbe riduttivo.

In realtà, sono dei veri e propri riti che si svolgono in coincidenza con festività cristiane, ma che rivelano chiaramente, sia nelle musiche che nelle coreografie, robuste radici pagane risalenti alla notte dei tempi.

Il loro significato va ben oltre il semplice festeggiamento di questo o quel santo, come pretesto per far bisboccia: prima di tutto, sono un mezzo attraverso il quale gli abitanti riaffermano con fierezza la propria appartenenza alla comunità e la propria identità culturale.

Alla fin fine però la bisboccia si fa ed è epica: si mangia, si beve, si balla fino allo sfinimento, come se non ci fosse un domani!

Banchetto e muscihe a Vroukounda (Karpathos)
Banchetto e muscihe a Vroukounda (Karpathos)

 

I panigiria – Dove si svolgono e come partecipare

In genere, i panigiria (si pronuncia “panighiria”) più interessanti e autentici si celebrano nelle isole meno turisticizzate, ma anche in queste ultime è comunque possibile informarsi presso gli abitanti per sapere se ve ne sono in programma alcuni, magari in piccoli villaggi impervi.

Ricordatevi che, se volete partecipare, è buona norma aspettare di essere invitati, cosa che di solito avviene, specie se vi dimostrate davvero interessati alla cultura locale. Spesso la partecipazione è gratuita, ma anche nel caso fosse richiesto un contributo, è sempre molto contenuto.

Su ogni isola si celebrano più panigiria in diverse località e periodi. Esistono anche delle cosidette “feste popolari” organizzate dai vari enti del turismo, ma si tratta di manifestazioni un po’ artificiali, pur se ripropongono musiche e danze tradizionali, accompagnate da specialità culinarie tipiche.

Panigiri a Ikaria
Panigiri a Ikaria

Cosa accade in un panigiri?

Ogni isola possiede il proprio patrimonio musicale, anche se vi possono essere alcuni elementi in comune fra isole dello stesso arcipelago.

In genere, tutto inizia al mattino con le celebrazioni religiose “ufficiali”, cui segue un generoso banchetto in cui scorre vino a fiumi, che può durare fino a notte fonda e anche oltre.

I tavoli, allestiti sul sagrato della chiesa o o anche in uno spiazzo fra gli alberi, sono disposti in modo da lasciare uno spazio centrale per le danze, che iniziano più tardi e raggiungono spesso un crescendo parossistico travolgente.

Io ho avuto la fortuna di partecipare a molti panigiria su diverse isole, ma quelli che ricordo con maggior nostalgia li ho vissuti a Ikaria, nel Nord Egeo e a Karpathos, nel Dodecanneso.

Panigiri a Ikaria
Panigiri a Ikaria

 

Danzando con Dioniso, a Ikaria

Quelli di Ikaria sono forse i panigiri più famosi, tanto che attirano appassionati da tutta la Grecia, grazie al loro peculiare stile musicale che accompagna una danza esclusiva di quest’isola, ossia likariotiko, i cui passi rievocano la mitica caduta di Icaro.

Qui i banchetti sono caratterizzati da un esagerato consumo di vino e carne di capra variamente cucinata, oltre che dalla durata dell’evento, che spesso si prolunga fino al mattino successivo.

Col passare del tempo vino e danza divengono il vero cuore della festa; qualcuno si alza da tavola e inizia a danzare,   dando inizio a un cerchio che, man mano che altri si uniranno intrecciando le proprie braccia sulle spalle del vicino, prenderà la forma di una grande spirale.

A differenza di quanto accade su altre isole e nella Grecia continentale, qui anche alle donne è permesso guidare l’Ikariotico, che pure sarebbe di pertinenza maschile, inventando le proprie “figure” e dando la cadenza al ritmo della spirale. Tutti possono partecipare, anche vecchi, bambini ( e turisti maldestri, prontamente adottati) ma quello che sorprende è l’altissima partecipazione dei giovani.

La velocità del ritmo cresce proporzionalmente all’avanzare della notte, raggiungendo sempre più un’ andatura selvaggia, nella quale i partecipanti giungono ad un vero e proprio stato di coscienza alterata.

Il culmine si raggiunge quando, per l’affollarsi di danzatori, le volute della spirale divengono sempre più strette e i corpi si addossano muovendosi all’unisuono, in un moto oscillante, contemporaneamente diagonale e perpendicolare, paragonabile al palpito di un solo cuore.

A questo punto il violinista decide se terminare la musica o se invece la danza deve continuare: in tal caso, il leader deve uscire dal circolo passando fra le braccia degli altri danzatori per svolgere la spirale e guidarla verso uno spazio libero, come ad esempio le strade del paese.

Ciascuna danza ha una durata indefinita, può andare avanti fino a quarantacinque minuti e, più lunga è la canzone, più alto sarà il numero dei danzatori che si uniranno alla spirale.

La danza a spirale prende forma (Ikaria)- Foto Susanna Berretta
La danza a spirale prende forma (Ikaria)- Foto Susanna Berretta

Non è un caso che secondo la mitologia Ikaria abbia dato i natali a Dioniso che proprio qui avrebbe fatto dono agli uomini della vite e del vino: l’atmosfera che si crea è davvero quanto di più dionisiaco si possa immaginare ai giorni nostri e, nel turbine di queste danze, la melodia ipnotica della musica e la cadenza ripetitiva dei movimenti generano una sorta di alienazione dalla realtà che al termine si traduce in una salutare catarsi emotiva.

Se avete in programma un viaggio sull’isola, non perdetevi questa esperienza! Non occorre essere bravi ballerini, buttatevi in pista e vi insegneranno loro, del resto è così che anche i bambini di Ikaria   praticano l’apprendimento della danza, semplicemente per imitazione.

Le località di Ikariadove si tengono le Panigiria più rinomate sono il villaggio montano di Lagada o quello di Akamatra. In questo caso vi consiglio di attrezzarvi per passare la notte in loco, magari con un sacco a pelo, perchè affrontare il ritorno notturno sulle tortuose strade montane dell’isola, specie dopo avere bevuto, potrebbe essere un problema non da poco.

L’ente del turismo dell’isola pubblica l’elenco di tutti i Panigiria che si tengono da maggio a settembre.

Nel video qui sotto, un panigiri di Ikaria: la qualità tecnica non è eccellente, ma ve lo propongo ugualmente perchè rende bene l’idea dell’atmosfera che si crea in queste occasioni.

 

Cantando sotto le stelle, a Karpathos

Diversa, ma ugualmente memorabile, l’esperienza avuta a Karpathos, isola meridionale del Dodecanneso. Si trattava del panigiri che si tiene il 28 e 29 agosto per la festa di San Giovanni a Vroukounda, nell’estremo nord dell’isola.

La zona, impervia e poco frequentata dai turisti, è nota per i suoi notevoli ritrovamenti archeologici ed è avvolta da un’affascinante aura di mistero.

In un piccolo promontorio, affacciato sul mare, si apre l’ingresso di una suggestiva chiesa ricavata da una grotta che si trova sotto il livello dell’acqua ed è qui che si svolge il panigiri di fine agosto.

I partecipanti arrivano la sera del 28 via mare da tutta l’isola oppure a piedi, come ho fatto io, dal fantastico villaggio montano di Olympos o da Avlona, accampandosi poi, nell’area circostante la chiesa.

Su uno spiazzo, sotto alcune tende, sono allestiti i tavoli per il banchetto serale che segue i Vespri. Per tutta la notte si susseguono musiche, danze e sessioni di mantinades, ovvero micro-poemi cantati, composti sul momento dai suonatori che si rispondono a vicenda improvvisandone i versi.

Il tutto è reso più suggestivo dagli elaborati costumi delle donne e dall’atmosfera notturna, resa ancor più sognante dalla misteriosa cornice naturale.

Era quasi l’alba quando anch’io ho steso la mia stuoia sul terreno e mi sono addormentata sotto le stelle, cullata dal suono della lyra a tre corde.

Il mattino seguente tutti scendono nella chiesa sotto il mare per la messa, dopo la quale all’aperto viene distribuito il pane benedetto, frittelle di miele e fettine di anguria.

Distribuzione di cibo dopo la messa, a Vroukounda (Karpathos)
Distribuzione di cibo dopo la messa, a Vroukounda (Karpathos)

Le celebrazioni, anche a causa dell’alta temperatura si spostano poi nel villaggio di Avlona.

Non troverete la data del panigiri di fine agosto pubblicata su siti o depliants turistici di Karpathos : è una cerimonia di cui gli isolani sono gelosi, alla quale non è così facile partecipare, se non facendosi “presentare” da qualcuno del luogo (o anche solo da un altro visitatore di origine greca) .

Esserci è un privilegio, che va onorato con la gratitudine e il rispetto.
Qui eccovi il link ad un brevissimo trailer, che vi darà un assaggio di quanto accade a Vroukounda.

Wanda Benati

Forty years of travel have not yet extinguished his passion! Already solo traveler, when it was unthinkable for a woman, loves the islands from every continent, but prefers those scattered in the Sea of Greece, the Ionian or Aegean it. Of the latter he has visited about thirty, but still looking for the next, possibly small, inaccessible and unknown, sailing on the map. His story here . Follow Wanda Google+, Facebook and on his blog Travel Places and Fragrances

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