Allahabad e Chitrachoot, la spiritualità fuori dai circuiti turistici (occidentali)

Allahabad e Chitrachoot, la spiritualità fuori dai circuiti turistici (occidentali)

Half Kumbh Mela – Allahabad e Chitrachoot

Non sono ossessionata dai viaggi fuori dai circuiti turistici, rimango totalmente indifferente alle orde di turisti che, a dirla tutta, mi infastidiscono solo quando vado al mare e la massa umana rovina la quiete della spiaggia.

Sarà perchè sono cresciuta a Taormina dove in estate non si riesce a camminare su quell’unica via principale e ho bei ricordi delle estati piene di persone, ma i luoghi particolarmente turistici, se ne valgono la pena, non vengono mai messi automaticamente nelle liste nere.

Viaggiando praticamente a tempo pieno, capita spesso di adentrarmi in luoghi, regioni o Stati, come nel caso dell’India, in cui chi viene qui con tempo limitato, che possono essere anche 20 giorni, non va.
Come dargli torto?

[su_quote]L’India non è solo grandissima ma è anche talmente tanto complessa ed offre talmente tante attrazioni che scegliere non è semplice[/su_quote]

Comprensibile quindi che per una prima volta in India si opti per il Rajasthan magari in abbinamento con Varanasi, e per gli irriducibili del mare allungare fino al Kerala o al Goa.
Per chi invece il tempo ce l’ha, l’India comincia a raccontarsi al di là dei luoghi che, a volte, ci sembra di aver già visto, perchè tanto famosi e capita in questi casi, non sempre, di fare delle piacevoli sorprese.

Sfogliando l’enorme, troppo grossa e pesante, guida dell’India che nonostante il peso non indifferente è stato un aiuto utile nel pianificare la mia rotta, mi cade l’occhio su un box con delle date: Abluzioni propizie ad Allahabad.

Sono a Varanasi, la città più santa, quella dove tutti gli induisti vorrebbero essere cremati per terminare il circolo delle reincarnazioni, e come se non avessi capito nulla del mese passato in questo Paese, mi rendo conto che non solo Varanasi è santa ma che il Paese è costellato di luoghi di pellegrinaggio. Come per esempio questa Allahabad che è relativamente vicina a dove mi trovo.

varanasi

Dell’induismo non ho capito molto, troppi dei e troppe miti a cui stare dietro, mi limito quindi a menzionare, per fare bella figura quando ospite a casa di qualcuno giusto Lord Ganesh e Shiva, che in genere sono menzioni sufficienti per condividere con loro parte di una spiritualità che non ho ancora ben compreso.

Nonostante la mia ignoranza in materia, ammetto che mi affascina il concetto karmico alla base del pensiero indiano, mi piacciono i rituali ipnotici e ripetitivi, ammiro chi ha una forte fede, e mi intrigano i devoti immergersi nelle acque ripetendo i mantra. Fino a che punto la spiritualità indiana può arrivare?

Decido quindi di dirigermi ad Allahabad. La curiosità mi spinge ad indagare meglio che cosa accada di tanto importante in questa città e scopro, senza fare troppo sforzo, che qui si tiene il Kumbh Mela il raduno religioso di massa più grande del mondo, che nel 2013 in occasione del Maha Kumbh Mela ha radunat ben 120 milioni di pellegrini.
L’evento si tiene in un luogo specifico della città, il Sangam, ovvero il punto in cui confluiscono tre fiumi sacri: Gange, Yamuna ed il mistico Saraswati.

 

I festival Kumbh Mela e quando si svolgono

L’evento è il fenomeno religioso di massa più grande del mondo, accade ogni 12 anni, anche se ogni 3 anni si tengono le abluzioni nei 4 principali luoghi sacri. Non esiste infatti un Kumbh Mela ma ce ne sono tanti, anche se di importanza inferiore rispetto quello di grande richiamo.

Il Purna Kumbh Mela, “Completa” Kumbh Mela, ha luogo a rotazione, una volta ogni tre anni, nelle località sacre di Allahabad, Hardiwar, Nasik e Ujjain. L’Ardh Kumbh Mela si celebra a Haridwar e Prayagm, ogni sei anni.
Mentre la Maha Kumbh Mela,“Grande” Kumbh Mela, si celebra ad Allahabad dopo 4 Purna Kumbh Mela, quindi ogni 12 anni.
L’ultimo Maha Kumbh Mela è avvenuto nel 2013, il prossimo accadrà nel 2025.

E’ meraviglioso, il potere di una fede come questa può far sì che moltitudini di vecchi e di deboli, di giovani e di persone delicate, intraprendano senza esitazioni o lamentele incredibili viaggi e sopportino le conseguenti sofferenze senza lagnarsene. Ciò avviene per amore o per paura. Non so di cosa si tratti. Non importa. Quale che sia l’impulso, l’atto nato da esso è al di là di ogni immaginazione, incredibile per gente come noi, insensibili bianchi

M. Twain (1895)

Pellegrinaggi in India

L’India è un Paese popolare per il turismo religioso, perché terra di molteplici religioni: sikh, musulmani, cristiani, indù, buddisti e Giainisti.

E’ facilissimo imbattersi in fedeli e pellegrini che viaggiano esclusivamente per motivi religiosi.
Le motivazioni che spingono i devoti al pellegrinaggio sono numerosi, in particolare i seguenti:

  • Per glorificare gli dei
  • Per glorificare Dio
  • Per sviluppo spirituale ed acquisire meriti spirituali
  • Per l’espiazione dei peccati
  • Per eseguire specifici riti religiosi
  • Per riflettere e contemplare
  • Per un’esperienza spirituale

Per una lista di città mete di pellegrinaggio hindu clicca qui.

kumbha mela

Cattivo Karma – Il Kumbh Mela può aspettare 

L’arrivo non è stato dei migliori.

A Varanasi fa freddo e piove, prendo il bus per Allahabad, che parte comunque ogni 10/15 minuti, e getto lo zaino come sempre nel mezzo del corridoio, uno dei grandi misteri dei bus governativi che si rifiutano di stipare i bagali nel bagagliaio.

Ma loro non si lamentano e quindi neanche io. Se ho imparato una cosa in India è che si scalpita, non si fanno file ma si saltano, vince chi spinge di più, però non ci si lamenta se qualcosa o qualcuno ti intralcia, al massimo suoni il clacson o urli.

Il 27 Gennaio è la data.  Non avevo fatto i conti con le strade bloccate, il bus mi lascia non ho ancora capito dove, ma circa 15km lontana dalla città, senza troppe spiegazioni e quelle poche che mi vengono date sono fornite esclusivamente in Hindi.
Così dopo una serie di discussioni loro in Hindi ed io in Italiano, mi trovo in tuk tuk con circa 8 persone in direzione, si spera, centro città.

tuk tuk

Mela Mela!

Piove e fa freddo. MELA!MELA! continuano a gridare senza fare una piega alle mie richieste di andare invece in città. Mi avvilisco, mi sembra di urlare al vento, complice la stanchezza e un umore non proprio dei migliori.

Mi chiedo perchè abbia deciso per questa deviazione quando avrei potuto rendere il viaggio più semplice andando direttamente a Khajuraho.

Desisto e lascio che facciano loro, sperando che abbiano capito.
Comincia la lunga traversata durata circa 1 ora e mezza e conclusasi con una litigata epica, con urla e grida, per aver ricevuto una richiesta spropositata superiore del 100% rispetto quanto mi era stato promesso prima di salire.

Dando il via alla discussione più focosa che ricordi nel Subcontinente, con accese grida e pubblico che nel mentre ha incominciato a circondarci e a guardare cercando di capire cosa, nella frenesia della mia ennesima incazzatura, per lo stesso motivo di sempre, stessi blaterando in tutte le lingue possibili ed immaginabili. Tranne l’hindu, ovviamente.

Avvilita, dopo aver comunque trovato un poco soddisfacente compromesso, e quasi pentita di aver deviato mettendo a prova i miei nervi per l’ennesima volta, sprofondo nel sonno ritenendo che, complice il maltempo e la pioggia incessante, questa abluzione per me di propizio non abbia proprio nulla.

Dove dormire ad Allahabad 

Allahabad offre numerose soluzioni di alloggio, io ho dormito al Kunjpur Guest House, una bellissima villa con camere spaziose ed ampie, gestito da un signore gentilissimo che mi ha aiutata ad organizzare le giornate e soprattutto a riservare gli spostamenti, complicati, per il giorno successivo.
Se non dovesse avere camere disponibili, a questo link puoi trovare una ampia selezione di hotels e guesthouse in città. 

 

Buon Karma – Kumbh Mela time! 

La mattina dopo il sole splende ed il cielo è azzurrissimo, mi sento positiva abbastanza per andare al gange e vedere questo evento che, immagino, non sia di grande portata.

Le strade si bloccano 3 km prima dell’arrivo al fiume. Giostre, musica, migliaia di persone camminano e gli unici mezzi con ruote autorizzati a passare tra il fiume umano sono i riscio con la bici e le moto.

Il tuk tuk driver mi fa capire a gesti che lui più in là di quel punto non può portarmi, ferma un riscio in bicicletta e mi fa salire.

Lo assoldo per qualche ora così da potermi riportare indietro senza dover negoziare con altri in quella bolgia che diventava sempre più fitta.
Migliaia di persone si immergono nelle acque sacre per i rituali e mi perdo tra la folla dell’evento propizio, in cui apparentemente anche per questo anno ci si ripulisce ben benino dei peccati. Per la prossima pulizia generale tocca attendere 3 anni.

kumbha mela

kumbha mela

Qualche foto di rito con i pellegrini di turno e con il gruppo della pulizia del Gange prima di rientrare nella tranquillità del giardino dell’hotel dove devo capire come andar via e soprattutto dove andare il giorno dopo.

Kumbh Mela

Il Pellegrinaggio Hindu continua ….

E’ sabato ed abituata ai trasporti del Rajasthan che tuttavia male non funzionano, non mi preoccupo troppo del come arrivare a Chitrakoot.
Invece nessuno sa nulla e l’unica proposta intelligente che ricevo è di svegliarmi presto la mattina e andare in stazione dei treni e dei bus e chiedere se ci sono mezzi per una delle tre destinazioni papabili: Chitrakoot , Khajuraho o Jagalpur.
La terza è quella meno interessante ma che mi avvicina per lo meno a Jagadalpur, ovvero la città da cui potrò entrare nella regione tribale che sarà la prossima tappa.

Dopo 1 ora in stazione dei treni sballottolata tra più uffici e la conclusione che anche se volessi uno dei treni possibili non c’è spazio, alla stazione dei bus l’unica destinazione possibile è quella che volevo raggiungere in principio ma su cui avevo messo una pietra sopra: Chitrakoot, anche conosciuta come la piccola Varanasi.

Il tragitto  è bellissimo, si attraversano villaggi e capanne, bazar e cittadine in cui il clacson per un pò smette di martellare in testa, merito anche delle 12 scatole con pulcini che aggraziano il silenzio nell’autobus con il tenero cinguettio.

Uno dei motivi per cui avevo scartato Chitrakut era l’apparente assenza di hotels, per lo meno hotels o gueshouse che accettano turisti non indiani.

Perchè a volte in India ci si scontra anche con questo problema. Ma il destino ha deciso, alternative non ne ho, qui sono arrivata e qui devo trovare dove dormire, mi piaccia o meno.

Lasciata come sempre su un ciglio di una strada, chiedo di portarmi al Ram Ghat, il ghat più importante della cittadina sperando che un posto che accetti quei rari turisti stranieri ci sia. Un simpatico ragazzone vestito di bianco con un tilaka grande quanto la sua facciona mi guarda spaesata e senza girarci troppo intorno dice “Se cerchi una guesthouse, puoi stare qui”.

Gli chiedo di vedere la stanza, come se potesse fare la differenza, non guardo neanche il bagno, noto solo dopo che il gabinetto è un ibrido tra gabinetto e bagno alla turca, ma pago 300 rupie, 4 euro, e chiudo l’affare.

chitrakoot

E’ un villaggio semplice e senza eccessi, associarla alla grandiosa Varanasi è un pò un azzardo, eppure ricopre un ruolo importantissimo nella vita religiosa degli induisti, motivo per cui è una famosissima meta di pellegrinaggio tanto quanto la città più famosa.
Esaurita la passeggiata, il ragazzone mi invita ad unirmi ad una coppia in pellegrinaggio per salire al tempio sulla montagna. Li seguo, alla fine, mi dico, non ho molto da fare.

Levo le scarpe, facciamo i gradini e con naturalezza mi informano che la visita include 7 km di camminata attorno alla montagna sacra in cui si dice che Rama meditasse e che quindi, tra un chai e l’altro, deve essere percorsa. Chi camminando. Chi invece, in segno di profonda devozione, strisciando a terra con una pietra in mano . Se quindi camminando a passo sostenuto abbiamo impiegato 90 minuti circa immagino che loro, adesso che scrivo, siano ancora li e fare gli ultimi chilometri.
In foto io con la coppia che mi ha invitata ad andare al tempio.

Il viaggio di domani mi porterà ai famosi templi erotici di Khajuraho. In teoria dovrei arrivare a Satna e da li prendere un altro bus. Ma da quando sono uscita dalle solite rotte non ho più tante certezze.
Non mi resta che svegliarmi alle 6 del mattino, andare in stazione e prendere il primo bus possibile. Almeno il primo che porti verso Sud.

[su_quote]Da questo momento in poi, so che arrivo dove devo arrivare, il come rimane un mistero. Armata di buona pazienza ed ottima capacità di contrattazione, chiuderò lo zaino e comincerò il viaggio lasciando che l’India da adesso in avanti decida per me.[/su_quote]

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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