Viaggio in Georgia in Inverno – Una idea di itinerario e consigli utili

Viaggio in Georgia in Inverno – Una idea di itinerario e consigli utili

Perchè la Georgia? 

Anche questa volta, il richiamo per l’avventura ha avuto il sopravvento.  In un primo momento si era palesata l’idea dell’Armenia, paese ancora tutto da scoprire. Ma alla fine ha prevalso il desiderio di calpestare le vette del grande Caucaso. Tutto ciò mi ha orientato sulla Georgia. Un paese per me nuovo, con una storia tutta sua, una cultura unica, delle tradizioni forti ma soprattutto un paese ricco di sorprese, come presto capirete consultando i miei appunti.

Spero che tutto ciò possa stimolare in voi la curiosità nei confronti di questo paese, magari chissà, spingendovi un giorno alla scoperta di questo splendido angolo del Caucaso.

 

UN PO’ DI STORIA GEORGIANA

La Georgia odierna è il risultato di molteplici conflitti, di fatti l’allora Repubblica Democratica di Georgia nata nel 1918, ha dovuto fin da subito fare i conti con il palese interesse del governo Bolscevico Russo di Lenin , che già nel 1920, contrariamente a quanto firmato nei trattati di non aggressione, invade la Georgia. Una volta che i Bolscevichi conquistano Tbilisi nel 1921, la Georgia verrà rinominato Repubblica Sovietica di Georgia.

Durante il periodo Staliniano, nonostante l’incredibile balzo in avanti dal punto di vista economico dell’intera Unione Sovietica (Churchill in riferimento a Stalin e all’Unione Sovietica, pronuncio queste parole “L’ha presa con gli aratri e la lascia con armi nucleari” , la Georgia ha vissuto momenti terribili. Infatti da un report fatto da una commissione Statunitense nel 1954, si possono leggere stime raccapriccianti sui morti e i deportati Georgiani dal 1921 al 1941.

Altro dato sconcertante è quello proveniente da un archivio del ministero degli affari interni Georgiano, il quale riporta un numero di morti pari a 5000 persone e un numero di deportati pari a 190000 persone, nel periodo 1942 -1952.

Dopo la morte di Stalin (1953) i Georgiani, grazie anche alle denunce di Nikita Khrushchov (successore di Stalin alla guida della grande Russia), cominciarono a reagire e a ricercare la tanto desiderata indipendenza. Dal 1954 al 1987 la Georgia visse dei momenti di alti e bassi , ovviamente sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Persona di spicco che porto la Georgia all’indipendenza fu M.Kostava, che già all’età di 14 anni (1954) si prodigava per una Georgia indipendente. Infatti dopo il suo rilascio, avvenuto nel 1987, a distanza di 2 anni, in una sessione del supremo consiglio di Georgia, venne sentenziato il ripristino dell’indipendenza Georgiana dall’Unione Sovietica ormai al capolinea.

Di fatto nel 1990 nasce la Repubblica di Georgia. Gli anni successivi al 1990, saranno anni difficili per questa neonata Repubblica ricchi di scontri interni e carestie. Ma una vera svolta si ebbe nel 2003 con la Rivoluzione delle Rose, momento in cui si delineo l’organigramma politico di odierno, il quale ha introdotto molteplici novità. Bisogna anche ricordarci che nel 2008 il  governo di Saakashvili,  aveva assunto posizioni filo-occidentali,  e  ambiva a entrare nella NATO e nell’Unione Europea: atteggiamenti assai  malvisti  dal  Cremlino,  guidato  dall’ex funzionario del KGB Vladimir Putin.

Il presidente georgiano si attivò anche per riportare le  regioni  separatiste  dell’Abkhazia  e  dell’Ossezia  del  Sud, spalleggiate  dalla  Russia,  sotto il  controllo  di  Tbilisi.  Dopo  un  periodo  di crescenti  tensioni  e  sporadici  episodi  di  violenza  nell’Ossezia  del  Sud,  il  7  agosto  2008 l’esercito  georgiano  iniziò  a  bombardare  la sua capitale Tskhinvali, che venne occupata il giorno  successivo.

Due giorni dopo le truppe georgiane  furono  però  allontanate  grazie  al rapido  intervento  dei  russi,  che  proseguirono  bombardando e occupando campi d’aviazione e basi  militari, oltre alle  città di Gori, Zugdidi,  Poti e Senaki, e fermandosi a soli 45 km da Tbilisi. Il presidente francese Nicolas Sarkozy negoziò  un  cessate  il  fuoco, ma la pulizia etnica di gran parte dell’Ossezia del  Sud, dove  vivevano  20.000  georgiani, continuò fino a novembre.  La cosiddetta “Guerra  dei  cinque  giorni” provocò  circa  850 vittime  (metà  delle  quali  civili).

Negli  ultimi  mesi  del  2008  la  Russia riconobbe  l’Ossezia  del  Sud  e  l’Abkhazia come  stati  indipendenti,  continuando  però a  installare  basi  missilistiche  e  inviare  migliaia  di  soldati  in  entrambi  i  territori.  Nel 2011  la  Russia  ha  finanziato  la  metà  circa  del budget  dell’Abkhazia  e  praticamente  tutto quello  dell’Ossezia  del  Sud,  per  cui  entrambi gli  stati  possono  essere  considerati  come satelliti  russi. Oggi la Georgia è uno stato all’avanguardia, che giorno dopo giorno cresce sempre di più, grazie alla notevole promozione del settore turistico, specie nel campo degli sport invernali come lo sci.

 

L’inizio del viaggio in Georgia 

Tutto ha inizio a Tbilisi l’odierna capitale della Georgia. I sobborghi di questa, descrivono in pieno l’influenza sovietica del passato, anche se mano a mano che procederete verso il centro potrete notare una sostanziosa influenza occidentale.

Dall’aeroporto, se non volete cimentarvi in spese pazze potreste muovervi con i mezzi pubblici come ho fatto io, per un prezzo di 0.50 GEL. IL Bus n° 37 (Servizio dalle 7-23) serve la tratta che va dall’aeroporto con capolinea Station Square, passando per Liberty Square.

Potrete trovare il bus n°37, uscendo dagli arrivi in fondo a destra. Se proprio non potete farne a meno potrete prendere uno dei tanti Taxi parcheggiati fuori dall’aeroporto. La tariffa ufficiale della corsa dovrebbe essere 25 GEL, ma qualunque tassista vi proporrà un costo maggiore. Prima di lasciare l’aeroporto vi consiglio vivamente di cambiare qualche soldino (nonostante sembri strano, i prezzi sono quasi simili a quelli del centro città).

Tbilisi saprà colpirvi fin da subito con le sue tante chiese,  le sue delizie culinarie  e il buon vino. Per lanciarvi alla scoperta di questa però non dovrete dimenticarvi di acquistare la tessera Metromoney. Questa tessera, in vendita a 2 GEL presso le biglietterie della metropolitana,  si utilizza sia in metro ma anche su autobus urbani, marshrutky della città(minibus di colore giallo che troverete in giro per Tbilisi).

Entrando in metro o nel veicolo si passa la tessera sul lettore.
Le tariffe sono 0,50 GEL per metro o autobus e 0,80 GEL per le  marshrutky.  Sugli autobus (cifra esatta in monete da 0.50 o 1 GEL) e  marshrutky  si può anche pagare la corsa in contanti.
Le tessere si ricaricano presso le biglietterie della metropolitana o alle onnipresenti macchinette arancioni Express Pay,  che dispongono di facili istruzioni in inglese. Con la Metromoney è possibile salire anche sulle 2 funicolari presenti a Tbilisi, al costo di 2.50 GEL.

La città è visitabile in una giornata circa, tra musei e attrazioni varie, magari i più pigri impiegheranno 2 giorni. Sta di fatto che all’appello di cosa visitare non può mancare il museo della Georgia che dedica un piano, al terribile “Red Terror” come lo definisco qui,  cioè il periodo di occupazione Bolscevico/Sovietico; una visita nella Tbilisi Vecchia che si trova ai piedi della Fortezza Narikala, magari seguita da una piccola sosta presso il ristorante “Veliaminov” (600 mt ad ovest di piazza Meidan, nei pressi di Liberty Square), uno  degli  ultimi  duqani  (ristorantini  tradizionali  ed  economici, in  genere  al  piano  interrato;  letteralmente ‘negozio’)  di  Tbilisi  che  serve  gustosi  piatti casalinghi,  come  khinkali  (ravioli  piccanti), mtsvadi  (spiedini  di  agnello),  khachapuri  e badrijani nigvzit (fette di melanzana con pasta  di  noci  e  aglio)  a  prezzi  molto  contenuti. Potrete poi continuare il vostro tour in direzione della Cattedrale¨di¨Tsminda¨Sameba¨, il più grande simbolo del nuovo vigore post-sovietico della chiesa ortodossa georgiana, che troneggia sulla collina di Elia, sopra Avlabari.

Last but not least dovrete immancabilmente culminare il vostro lungo walking-tour di Tbilisi, con una visita presso le celebri sorgenti sulfure , le Abanotubani, situate a pochi  passi da piazza Meidan.

Per  tutti i vostri spostamenti futuri, Tbilisi risulterà essere una tappa obbligatoria. Se aveste in mente di visitare una delle tante località a 2/3 ore di bus/treno da Tbilisi il mio consiglio è quello di rendere la capitale la vostra base di appoggio per lanciarvi alla scoperta delle infinite meraviglie che il paese presenta.

Di scelte per dormire ne potrete trovare a centinaia, ma essendo un backpacker solitario e quindi optando per gli ostelli la mia è ricaduta su quella con il migliore rapporto qualità prezzo, e cioè il Fabrika Hostel ( Letto in camerata da 10, circa 32 GEL e cioè 10.50 €), la struttura alloggiativa di Tbilisi più in voga tra i giovani.

 

LA PRIMA TAPPA NON SI SCORDA MAI

Ebbene si come recita il detto “Il primo amore non si scorda mai”, anche questa prima tappa del mio viaggio non la scorderò mai. Questa tappa mi ha portato alla scoperta dello Svaneti. Bellissimo, selvaggio e  misterioso, questo antico territorio racchiuso nel Caucaso è talmente isolato da non esser mai stato sottomesso da nessun dominatore.

Villaggi suggestivi e splendidi picchi innevati svettano oltre i 4000 Mt. I prati alpini punteggiati di fiori, superba cornice di molti itinerari di trekking nel periodo invernale risultano gonfi di neve. Di fatti è proprio per questo motivo che la gran parte degli itinerari di trekking, se non tutti risultano essere praticabili solo durante il periodo estivo, cioè dai primi  di giugno a metà ottobre massimo.

Simbolo  di questo antico territorio è il Koshi, tipica torre difensiva in pietra progettata per accogliere gli  abitanti  dei  villaggi  in  caso  di invasioni  e  disordini  (fino a poco tempo fa lo Svaneti era noto per  le  sanguinose  faide). Oggi  sono  rimasti  circa  175  koshkebi, quasi tutti costruiti tra  il IX e il XIII secolo.

Non  molti  anni  fa,  lo  Svaneti  era  ancora una  zona  piuttosto  lontana  dai  percorsi  più battuti,  ma  lo  sviluppo  turistico  verificatosi a  partire  dal  2005  ha  portato  con  sé  nuove stazioni  sciistiche,  voli  provenienti  da  Tbilisi, il  miglioramento  della  strada  da  Zugdidi, un  enorme  incremento  del  numero  di  hotel e  molti  più  visitatori,  al  punto  che  l’unica vera e propria città della regione, Mestia, può essere  piuttosto  affollata  in  estate.

Tuttavia, l’alone  di  mistero  e  la  bellezza  dello  Svaneti non  rischiano  certo  di  dissolversi. Durante le numerose invasioni subite dalla Georgia  nei  secoli,  icone  e  altri  preziosi  manufatti  sacri furono portati al sicuro in questa regione  remota,  e  molti  di  essi  sono  tuttora in  case  private.

Lo  Svaneti  offre  inoltre  un proprio  patrimonio  d’arte  sacra e tante minuscole  chiese  nei  villaggi  sono  ornate  da affreschi  millenari.  Grazie  alla  lingua  locale, priva  di  forma  scritta  e  quasi  del  tutto  incomprensibile  per  gli  altri  georgiani,  questo rifugio  tra  le  montagne  è  considerato  una roccaforte  delle  tradizioni  nazionali,  come si  può  vedere  alle  numerose  feste  degli  svan, tra  cui  la  più  famosa  è probabilmente  quella di  Kvirikoba.

Lo  Svaneti  si  divide  in  Superiore  (Zemo Svaneti) ed  Inferiore  (Kvemo Svaneti).  La  verde  e  splendida parte  superiore  offre  passeggiate  e  scalate migliori,  oltre  a tradizioni  più  radicate.

Mestia, infatti viene comunemente usata dalla stragrande maggioranza dei turisti nel periodo estivo come base di partenze di passeggiate, trekking più o meno impegnativi e uscite alpinistiche. Mentre nel periodo invernale è un ottima località di villeggiatura sciistica low-cost.

Un ausilio che vi permetterà di organizzare il vostro soggiorno a Mestia, potrebbe essere il sito http://www.caucasus-trekking.com/maps. Qua troverete tutte le informazioni utili per poter pianificare i vostri trekking senza problemi.

A malincuore però mi sento sconsigliarvi il periodo invernale per organizzare la vostra uscita fuori porta in questi territori. Tutti gli itinerari di trekking sono saturi di neve e molto spesso, sarete costretti alla ritirata.  Tuttavia nulla vieta di praticare uscite di matrice alpinistica come quelle messe in programma da me. Certo il tutto sarà legato alle condizioni meteo e della neve, che in montagna, di questo periodo fanno quasi sempre da padrone.

Anche nel mio caso, ho dovuto fare i conti con queste due criticità che mi hanno portato ad annullare l’uscita messa in programma sul Tetnuldi (una delle principali vette dello Svaneti superiore).

Tuttavia Mestia ha saputo catturare lo stesso il mio interesse grazie alle tradizioni culinarie Svan e alla loro calorosa accoglienza, che vi faranno sentire come essere a casa. Una volta a Mestia dovrete assaggiare pietanze come il Kubdari ( pizza ripiena di carne mista, sale svani e spezie) o il Marihuana Khachapuri (pane con formaggio aromatizzato alla marihuana), ma potrei elencarvi tantissimi altri piatti.

Mestia, come già scritto in precedenza è famosa per essere nel periodo invernale la principale località sciistica di questa zona. Infatti a circa 6 km a est di Mestia si erge la stazione sciistica di Hatsvali, la quale è dotata di una pista di 300 m per  principianti,  una  blu  a  2600 m, una rossa a 1900 m e 2 seggiovie, una presso l’impianto e l’altra nelle vicinanze di Mestia, in modo tale da garantire il massimo confort allo sciatore.

Il costo di uno skipass giornaliero e noleggio attrezzatura non supera i 40 GEL al giorno, circa 13€. Inoltre a dicembre 2015 è stato inaugurato un ulteriore complesso sciistico, il “Tetnuldi Sky Resort”, situato alle pendici del Monte Tetnuldi a circa 20 km a est di Mestia.
L’impianto dispone di 25  km di piste tra 2260 e 3040 m di quota e tre seggiovie. Unica nota negativa è che per entrambi gli impianti, specie per il neonato Tetnuldi Sky Resort i trasferimenti da e per Mestia non sono economici se si viaggia soli ( circa 100 GEL, cioè oltre 33€), ovviamente i proprietari della vostra Guesthouse / Hotel sapranno aiutarvi in questo e con molta probabilità vi faranno risparmiare svariati soldini.

Lo Svaneti e in particolare Mestia è anche una meta adatta per lo sci alpinismo,  di solito a fine stagione invernale.

 

COME RECARVI NEI REMOTI TERRITORI DELLO SVANETI

Per recarvi in questa remota zona della Georgia vi sono diverse opzioni. La prima è quella di prendere il treno notturno che serve la tratta Tbilisi-Zugdidi e da li prendere un marshrutka.

Di norma questa è la soluzione più gettona visto che vi farà risparmiare del tempo utile da investire altrove. Il viaggio dura circa 9 ore (ticket dagli 8 GEL ai 35 GEL, cioè dai 2.50€ per il solo sedile ai circa 12€ per una cabina con 2 letti) e da Zugdidi prendere poi uno dei  marshrutka (minivan) per Mestia. La durata del viaggio oscilla dalle 3 alle 5 ore a seconda delle condizioni della strada e il costo è di circa 20-25 GEL.

P.S I biglietti del treno sono tutti comodamente acquistabili online con 20 giorni di anticipo sul viaggio, al sito http://www.railway.ge/?lang=eng.

Altre soluzioni potrebbero essere un bus diretto da Tbilisi a Mestia, cosa che vi sconsiglio vivamente vista la strada e il tempo necessario per raggiungere Mestia (circa 9 ore da percorrere solo nell’arco diurno ). Tuttavia per il vostro viaggio di ritorno a Tbilisi potrebbe essere, la soluzione adatta visto che il costo del biglietto è di circa 30GEL (partenze intorno alle 08:00, dalla piazza centrale di Mestia, di fronte al ristorante Sunseti).

Oppure un taxi privato, dal costo eccessivamente elevato per chi viaggia low-cost come me.

Ultima, ma decisamente più valutabile di altre è l’aereo. Ebbene si Mestia ha un proprio aeroporto, come già scritto in precedenza, nato ad uso e consumo del turista e dei grandi imprenditori. Avvolte trovare un ticket low-cost non è difficile come potrebbe sembrare, ma vi converrà muovervi in anticipo.

 

L’avventura continua  – Direzione Samtskhe-Javakheti

Dopo la fallita ascesa il morale non era dei migliori, diciamocelo, a nessuno piace veder sfumare i propri piani specie se era da tempo che pianificava un uscita simile. Ma questo ovviamente è il rischio che si corre immolandosi in ascense invernali.
Ripianificare il tutto alla fine si è rivelato più semplice del previsto. Infatti chi come me viene da determinati ambienti sa che la pianificazione è tutto, però sa anche che questa ha valore fin quando non ha davvero inizio la missione assegnata. Da li in poi, in qualsiasi momento potrebbe presentarsi una contingenza dell’ultimo minuto, un po’ come quella capitata a me.

Forte di spirito avventuriero e incassato l’insuccesso ho dirottato la mia avventura nella parte meridionale della Georgia, nella regione Samtskhe-Javakheti.  Principali attrattive  di questa regione sono  la  spettacolare città rupestre di Vardzia e il magnifico  Parco Nazionale Borjomi-Kharagauli, che offre bellissimi percorsi escursionistici.

Il  panorama vi apparirà molto vario, dalle  foreste alpine e i prati nella zona di  Borjomi e Bakuriani si  passerete ai brulli canyon vulcanici di Vardzia.

Recarsi in questo piccolo angolo di paradiso da Mestia è alquanto semplice, ma al tempo stesso noioso. La tappa non offre niente di che e in più se per strada dovreste trovare neve, beh armatevi di pazienza perché i georgiani vanno in tilt con un po’ di neve e con molta probabilità incapperete in più di un incidente come è accaduto a me.

L’itinerario comunque prevede la tappa Mestia-Kashuri (villaggio sulla strada per Tbilisi) in marshrutka al costo di 25 GEL ( circa 8 €), da li dovrete prendere uno dei tanti marshrutka che servono la tratta Tbilisi-Akhaltsikhe. Il costo di quest’ultimo è di 5 GEL (circa 1,50€), ma occhi al vostro orario d’arrivo, se arrivaste troppo tardi a Kashuri, potreste aver bisogno di un taxi per completare il vostro itinerario.

Akhaltsikhe, base di partenza per l’escursione a Vardzia, non è solo questo. Infatti qua sorge il Castello di Rabati, con tutta una sua storia che di certo vi farà piacere approfondire. Tale castello infatti era il cuore della vecchia Akhaltsikhe, o meglio all’interno delle sue mura sorgeva l’odierna Akhaltsikhe.

Per Vardzia la prima partenza dei marshrutka è alle 10:30, il ticket costa 5 GEL, circa 2 € e per il ritorno potrete optare per la soluzione delle 13:00 (troppo presto a mio avviso ) o la soluzione delle 15:00 che vi permetterà di esplorare un bel po’ questo magnifico sito archeologico.

La città rupestre di Vardzia è un simbolo culturale che occupa un posto speciale nel cuore di ogni georgiano. Vi sono svariate leggende che raccontano della nascita di Vardzia. Una di queste racconta, che nel XII  secolo  re  Giorgi  III  fece  costruire  in questo  luogo  una  fortificazione.  Sua figlia,  la  regina  Tamar, vi fondò un monastero che crebbe fino a diventare una vera e propria città  sacra,  bastione  della  spiritualità  georgiana  e  della  frontiera  orientale del  mondo  cristiano.

I  monaci  vivevano  in abitazioni  scavate  nella  roccia  e  distribuite su  13  differenti livelli,  per  un  totale  di  oltre  400  stanze,  13  chiese  e  25  cantine  per  il  vino  e  molti ambienti sono ancora ciclicamente riscoperti. Nel 1283 un violento terremoto fece crollare  le  pareti  esterne  di  molte  grotte.  Nel  1551  i georgiani  furono sconfitti  dai  persiani  in  una battaglia  che  si  svolse  proprio  nelle  grotte e  Vardzia  subì  il  saccheggio.

Al termine del “Red Terror”, Vardzia è tornata ad essere un monastero ed ad oggi alcune grotte sono abitate  da  monaci  (l’ingresso  al  pubblico  è vietato  per  garantire  la  loro  privacy).

Nel bel mezzo del complesso rupestre si staglia  Chiesa dell’Assunzione, con  un  portico  a due arcate in cui sono appese delle campane. La  facciata della chiesa non esiste  più,  ma l’interno è  splendido.  Gli  affreschi  realizzati tra  il 1184 e il 1186, durante la costruzione della  chiesa,  raffigurano  numerose  scene del  Nuovo  Testamento  e,  sulla  parete  nord,  i ritratti  di  Giorgi  III  e della figlia  Tamar prima che  si  sposasse  (come  si  deduce  dal  fatto  che non indossa il soggolo, una sorta di velo).

Per entrare in chiesa  le  donne devono indossare gonne  lunghe  e  coprire  il  capo,  e  gli  uomini pantaloni  lunghi.  Il  passaggio  a  sinistra  del portale  della  chiesa  conduce  in  una  lunga galleria  (forse  di 150 m) con una scalinata che sale  all’interno  della  parete  rocciosa  e  sbuca ben  al  di  sopra  della  chiesa  stessa.

L’ingresso alla città rupestre costa 7 GEL ( circa 2,20€ ), nel periodo estivo potreste ingaggiare una guida che potrete trovare all’ingresso per circa 25 GEL. Mentre nel periodo invernale Potrete noleggiare un audioguida al costo di 10 GEL.

Indifferentemente chi sia estate o inverno, questa è una di quelle attrazioni che non dovete perdere per nessun motivo al mondo, perché testimonia l’importanza della cristianità orientale in Georgia.

 

Quasi a malincuore lascio il Caucaso minore, forte che lascerà un ricordo indelebile nel mio cuore. Nonostante la stagione, ha saputo trasmettere lo stesso sensazioni uniche che solo recandovi in queste terre incontaminate potrete provare.

Ho poi proseguito  il mio viaggio recandomi di nuovo nella capitale, dove ho soggiornato per qualche giorno in attesa della notte di San Silvestro. Qui avrete modo di organizzare qualsiasi cosa vi passi per la testa, da una giornata presso le terme solfuree, le famose Abanotubani ad un pomeriggio in una struttura di arrampicata sportiva indoor. Insomma non vi potrete annoiare.

Personalmente ho optato per organizzare una gita fuori porta nella parte orientale della Georgia, precisamente nella regione del Kakheti, principale regione vinicola del paese.  Base di partenza del mio tour giornaliero è stata Telavi, la città più grande di questa regione la quale sorge nella Valle dell’Alazani,  immersa nei vigneti  tra i Monti Gombori e il Caucaso (che  svettano  a nord-est).

[wc_box color=”inverse” text_align=”left” margin_top=”” margin_bottom=”” class=””] Raggiungere Telavi da Tbilisi è abbastanza semplice, basta prendre uno dei marshrutka che parte dalla stazione degli autobus di Ortachala, 2,5 km a sud-est della Città Vecchia (vi consiglio di prendere il primo marshrutka utile intorno alle 8:20, altrimenti rischierete di fare tutto di corsa). [/wc_box]

Questa stazione è raggiungibile con gli autobus n . 50, 55 o 71 in partenza da Baratashvili, proprio a ridosso delle vecchie mura di Tbilisi, vicino Liberty Square. Per raggiungere la capitale da Ortachala, prendete queste corse che girano a sinistra nella strada davanti alla stazione. Le marshrutka n. 108 e 150 fanno servizio tra Ortachala e Didube. Da questa stazione partono anche autobus che servono località fuori dalla Georgia come Baku.

Vivace cittadina di questa stupenda regione Telavi gode anche di un ottima fama sotto il profilo enogastronomico e non solo. Qua infatti potrete guastare anche il Khashlama (brasato  di  vitello  con  erbe  aromatiche  e cipolle).

Se avete tempo, potreste pensare anche ad un tour di alcune aziende vinicole del territorio, magari dormendo anche una notte a Telavi (consigliatissimo, se avete in mente questo programma).

In modo tale che i proprietari della vostra sistemazione, possano avere tutto il tempo per organizzarvi un piccolo tour delle cantine, ovviamente con annessa ricchissima degustazione di vini (circa 80-100 GEL per un tour guidato con auto privata). Non dimenticatevi poi che nel raggio di 20-30 Km da Telavi, questa splendida regione nasconde la cattedrale di Alaverdi, il monastero di Nekresi e la fortezza di Gremi, simboli storici e architettonici Georgiani.

Se volete optare per un tour fai da te, dovreste accordarvi con uno dei tanti tassisti di Telavi (magari che parli un buon inglese), oppure farvene raccomandare uno dalla vostra guest house, in modo tale da organizzare un tour della zona che comprenda alcune delle bellezze locali sopra riportate e qualche cantina dove poter degustare dell’ottimo vino locale. Anke se poi a dirla tutta, lungo strada troverete moltissimi contadini che vendono il proprio vino ad una cifra onesta ( circa 5 GEL al litro ).

A proposito, ritornare da Telavi brilli è più che normale, anzi non tornarci sarebbe insolito.

 

QUASI ALLA FINE

L’avventura in terra Georgiana sta quasi volgendo al termine, ma manca ancora da visitare la parte nord del paese. Ebbene si da Tbilisi decido come da programma di recarmi nel piccolo villaggio di Kazbegi, detto anche Stepantsminda.

Qui svetta il Monte Kazbek (5047 Mt), una delle più alte vette del Caucaso. Noto a tutti per la sua scarsa difficoltà alpinistica nel periodo estivo, tanto da essere considerato un trekking peak. In inverno le cose si ribaltano e quello che in estate può sembrare una passeggiata, durante l’inverno vi sembrerà tutt’altro. Complice, temperature di gran lunga sotto lo zero e un manto nevoso soffice che metterà in seria difficoltà la vostra ascesa (dopo capirete il perché).

Recarvi in questa remota zona della Georgia è alquanto semplice (eccezion fatta se il Passo Jvari fosse chiuso) dalla stazione degli autobus di Didube ( a nord della stazione centrale di Tbilisi, proprio in corrispondenza dell’omonima fermata della metro Didube), basta prendere un marshrutka ( circa 3/4 al giorno, costo ticket 10 GEL) con destinazione Kazbegi.

Piccolo villaggio a pochi km dal confine Russo basa la sua economia quasi interamente sul turismo estivo ma non solo. Le agenzie presenti in loco e nella capitale, organizzano ascese guidate sul Kazbek o trekking di più giorni in queste zone, che nel periodo estivo risultano essere le più belle insieme a quelle di Mestia.

Il tempo a Tbilisi non prometteva nulla di buono, ma mano a mano che ci avvicinavano a Kazbegi sembrava aprirsi un mondo totalmente differente. Superato il Passo di Jvari (2395 Mt), si è stagliato davanti a me un panorama unico, a mio avviso indescrivibile. Scaricato il materiale, nonostante l’ora ho deciso di preparare tutto in fretta e furia e partire da subito, direzione Kazbek.

Salire i primi 1000 Mt è apparso più facile del previsto, complice il fatto che i primi 500 mt di ascesa, sono da percorrere sulla strada (innevata di questo periodo) che sale verso la famosa Chiesa della trinità di Gergeti (circa 2200 Mt). Quest’ultima sia d’estate che d’inverno metà di un via vai continuo di turisti.

Dai 2200 Mt ai 2700 Mt le difficoltà sono state pari a zero e prima che facesse notte decido di bivaccare con la mia tenda nei pressi del passo Sameba. L’indomani mi sarei diretto alla vecchia stazione meteo, detta Betlemi Hut (3680 Mt.). Il vento che nel primo pomeriggio sembrava dare un po’ di noia, in serata sembrava essersi placato e anche se la temperatura era ben oltre sotto lo zero ( circa -15 alle 18:00) decido di sistemare la piazzola e di aprire la tenda al volo senza curare troppo i dettagli.

Errore più grave non potevo commettere. Intorno alle 22:00 inizia una vera e propria tormenta, che neanche l’indomani in mattinata sembrava placarsi. Preso dall’amarezza di una mattinata passata in tenda e da alcuni inconvenienti dettati dai materiali al seguito, decido di impacchettare il tutto e ritornare a Kazbegi, conscio che oramai l’ascesa era sfumata.

Complice di questa scelta non è stato solo il vento e la scarsa esperienza in ambienti invernali come quello Georgiano-Russo, ma come avete già letto anche alcuni dettagli sull’equipaggiamento. Infatti non tutti i materiali che avevo con me al seguito, si sono dimostrati all’altezza di queste estreme condizioni climatiche. Mi sento solo di consigliarvi di scegliere con criterio i vostri materiali e di monitorare costantemente il meteo. Chiave di volta dell’alpinismo invernale.

Con questo ultimo aneddoto si conclude il mio viaggio in Georgia, un viaggio colmo di ricordi, di nuove amicizie e di tanti insegnamenti, specie dal punto di vista alpinistico.

Buon viaggio, a voi che siete alla ricerca del vostro io

 

RINGRAZIAMENTI

Vorrei ringraziare l’A.S.D. Tuscia Verticale, nella fattispecie Adriano e Stefano e tutti i climbers Viterbesi e non solo per aver fatto rinascere il me la fiducia nell’arrampicata sportiva, la base per chi pratica alpinismo a tutti i livelli, alpinismo che non si traduce solo nel salire una parete, una vetta, una cascata, ma racchiude tanto altro; ringrazio Luca, Martina e Selena,  queste eccelse figure di spicco nel ramo della fisioterapia mi hanno permesso di ritornare in forma, dopo una lunga e incessante tendinopatia; ringrazio Maurizio, il coach che tutti vorrebbero, attento pianificatore ed infallibile preparatore atletico; in ultimo voglio ringraziare la mia famiglia che ha accolto sempre con parere favorevole il mio modo insolito di viaggiare.

 

NEVER STOP EXPLORING

Luca Matteucci

Ho 27 anni e da quando ne ho 18 viaggio zaino in spalla affrontando situazioni estreme. Amo il trekking, al punto tale che ne ho fatto quasi un lavoro. Da ormai 5 anni viaggio nel continente Asiatico, un continente che racchiude qualcosa di mistico e unico. Sul ciglio dei 27 però mi sono affacciato al Sud America e con molta probabilità inizierà una lunga e passionale frequentazione. Durante i miei molteplici viaggi, viaggio da solo perché credo che questo modo di viaggiare possa darmi una maggiore opportunità di conoscere persone nuove (locali o backpackers come me), aiutandomi a comprendere meglio le differenze culturali che ci separano dagli altri popoli. Cosa che in coppia o in gruppo può venire leggermente meno. Tutti i mie viaggi ovviamente sono dedicati alla mia famiglia, che ha sempre appoggiato il mio stile di vita. NEVER STOP EXPLORING

Questo articolo ha 9 commenti.

  1. Alessio

    Salve Luca, inanzi tutto complimenti per il bellissimo ed interessantissimo articolo. Io e la mia ragazza stavamo giust’appunto programmando un viaggio in Georgia verso la fine di febbraio.
    Vorremmo approfittarne per chiederti un parere, nonostante tu abbia viaggiato principalmente con mezzi “pubblici”.
    Secondo te è fattibile il noleggio di un auto privata (4×4) per guidare autonomamente verso le zone settentrionali ( Mestia e Kazbegi) o lo sconsigli? Le strade, ipotizzando un periodo di nevicate, sono percorribili? ( non dico immacolate ma neanche con 50cm di neve).

    Grazie mille

    1. Luca Matteucci

      Ciao Alessio, scusami se ho tardato nello scrivere ma il lavoro mi porta via un sacco di tempo…comunque eccoci qua….le strade sono percorribili, ma avvolte in zone soggette a nevicate potresti avere difficoltà nel muoverti. Essendo però Mestia e Kazbegi meta di un grande afflusso turistico c’è più interesse nel pulire le strade, ma credo che al massimo possa rimanere bloccato per metà giornata. Visto che siete in 2 l’affitto di una jeep potrebbe essere un ottima soluzione…mi raccomando occhio al contratto di affitto e accertati che sia 4×4. Buon viaggio 😉

  2. Giulio

    Grazie per l´ interessante commento, molto utile utile per il mio viaggio invernale in Georgia!

    1. Luca Matteucci

      Sempre un piacere aiutare il prossimo 😉

  3. Michele

    Grazie per questo report interessante e in bocca al lupo per i tuoi prossimi viaggi

    1. Luca Matteucci

      Grazie mille Michele…. Buon Cammino a te!!

  4. Daniela Misericordia

    Terra insolita, dove il connubio tra tradizione e montagne appassiona il lettore che segue i tuoi passi Luca. IL coraggio di esplorare e la curiosità di conoscere sono avvincenti come la voglia di salire le vette innevate. Tanti utili consigli. Grazie x la preziosa condivisione che appaga la voglia di conoscere la diversità circostante e nuovi orizzonti.

  5. Paola Paccoi

    Davvero interessante, una meta diversa da quello che di solito viene proposto… ti ho letto con piacere!

    1. Luca Matteucci

      Grazie mille, spero che la lettura di questo articolo possa aver spronato in te l’interesse per questo splendido paese!!

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