Viaggiare eticamente in Paesi in via di sviluppo

Viaggiare eticamente in Paesi in via di sviluppo

La prima volta che ho messo piede in Africa il cuore mi si è frantumato in talmente tanti pezzi che ho creduto non potessi più rimetterlo a posto.
Ero devastata dalle condizioni di povertà in cui buona parte della popolazione vive ma soprattutto mi ha gettata nel dubbio più grande tra tutti: come comportarmi nel loro confronti?

Non è semplice gestirsi nelle relazioni interpersonali in realtà in cui prima o poi le storie ti verranno raccontate e ti spiazzeranno così da rendere automatico il desiderio di “fare qualcosa” per aiutarli. Ma non si possono aiutare milioni di persone, non io da sola non tutti.
Non parliamo poi dei bambini.
I bambini d’Africa sono per qualche motivo quelli tra tutti che rapiscono e ammaliano, con le loro facce tonde, i vestiti stracciati e un sorriso enorme. Sono gli stessi che corrono verso di te, alcuni saltano in braccio, altri ti baciano, altri invece tengono la tua mano fino a quando arrivano allo svincolo dove devono girare per tornare a casa dopo scuola. Bambini di 4 anni che vanno e tornano da scuola da soli senza una mamma ed un papà che li accompagna. Bambini che probabilmente, molto probabilmente, non hanno una mensa in cui mangiare e i pasti si riducono ad 1 al giorno.

Inutile negarlo. Di fronte a queste scene anche il cuore dei più duri si intenerisce e non resiste.
Le cose si complicano quando arrivano le richieste, perchè nel passato sono state soddisfatte, ma io credo più in un “sono state indotte” da chi prima di noi è stato in quello stesso posto.
Regalini distribuiti neanche si fosse il benefattore di turno, ancora peggio soldi, avendo creato una macchina in cui a pelle bianca corrisponde per forza di cose benessere e quindi automatica richiesta di qualcosa.

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Viaggiare eticamente significa anche fare il polso duro e non cedere di fronte a gli occhi più meravigliosi della terra, ma considerare attentamente cosa dare e a chi, come comportarsi in determinati luoghi, rispettare le popolazioni e i lavoratori.
Significa vivere il viaggio come momento di svago senza perdere mai di vista alcuni eventi collaterali che possono avere un impatto sulla popolazione ma contribuendo attivamente senza dover imporre il nostro concetto di avanguardia, democrazia e progresso ma rispettando in primo luogo delle tradizioni che spesse volte per noi sono complesse da comprendere.

Quanto segue è frutto dei miei anni in viaggio e rispecchia tutto quello che ho fatto, aggiustando i colpi quando mi rendevo conto che avevo sbagliato, e che ogni qual volta mi trovo in una situazione di viaggio nuova mi fa rendere orgogliosa della piccola opera di bene che ho fatto.

Distribuisci il tuo denaro e compra locale

Per l’acquisto di souvenirs, per mangiare, per i trasporti locali (tuk tuk, motociclette etc) affidati sempre a persone ed attività differenti. Fai lavorare, e quindi guadagnare un giorno una persona e quello dopo un’altra.
Nella maggior parte dei Paesi in cui sono stata la maggior parte degli abitanti vuole lavorare e guadagnare onestamente, non rubare dal tuo portafogli, ma in situazioni in cui tutti vendono le stesse cose, è il caso dei negozi di souvenirs, compra più oggetti in negozi differenti, contribuendo in un colpo solo al benessere di tanti.

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Non regalare nulla ai bambini per le strade ma agisci concretamente

E’ la cosa piu dura che si debba fare, questa tra tutte. Dire di no ai bambini che si vedono mal vestiti e denutriti.
Ma non regalare nulla. Invitali al ristorante, ed assicurati che mangino con te, ma non regalare nè soldi, nè caramelle, nè penne nè niente di niente.
Se vuoi fare donazioni di questo tipo contatta qualche ONG affidabile o vai direttamente presso le scuole e dona al preside o chi è a carico della gestione della struttura. Questo denaro, o regali, verranno distribuiti con parsimonia tra i bambini e soprattutto….non cariano i denti!

Negozia ma lascia che il locale ci guadagni qualcosa

Purtroppo mi è capitato di sentire commenti da parte di membri di tribù africane, quindi non i piu avanzati nella terra, in cui mi veniva raccontato di come spesse volte il turista li tratti come poveri senza speranza e facciano “elemosina” o negoziano su costi pagando alla fine quanto secondo loro è il giusto pretendendo pure di essere venerati neanche fossero degli eroi. Quando in verità l’immagine che ne esce è esattamente l’opposto.

La negoziazione è prassi in alcuni Paesi, non lo è in altri (bene informarsi su come comportarti perchè ogni caso è differente), ma da qui a pretendere che paghi a prezzo di costo o che il venditore ci guadagni qualche spicciolo, perchè tanto li si vive con 2$ al giorno, denota mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora tutti i giorni duramente nella speranza di portare qualcosa da mangiare a casa o permettere una vita dignitosa ai propri figli.
Negozia si, ma non approfittare di chi sta peggio addicendo a scuse che non campano in aria. Come te anche loro lavorano e come te anche loro hanno una famiglia di cui prendersi cura.
Non trattare come “gente del terzo mondo” queste persone ma porta rispetto per il duro lavoro che ogni giorno svolgono e riconosci il giusto senza approfittartene.
Ricorda che in molti Paesi la mancia è obbligatoria o molto apprezzata.
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Impara le frasi essenziali nella lingua locale

Non si può pretendere che si parli Italiano fuori dall’Italia e la lingua convenzionale è l’inglese ma anche questo in alcune aree del mondo non è molto diffuso.
Impara le parole di cortesia, grazie, per favore, e alcune frasi chiave per comunicare con la gente del luogo, all’inizio sarà un grande sforzo ma loro apprezzeranno molto e farà molto piacere sapere che anche se sei lì per turismo non ti dimentichi di essere gentile nella loro lingua.

Offri passaggi

Mi è capitato in piu occasioni di viaggiare per lunghe tratte in bus o barca facendo amicizia con gente del luogo ed all’arrivo ai moli o alle stazioni, visto che comunque un taxi lo dovevo prendere, offrivo il passaggio, fino ad arrivare a stare in 6 su un tuktuk (cosa normale in Africa).
Molte di queste persone non possono permettersi un mezzo di trasporto per arrivare a casa e questo piccolo gesto, che non costa piu di quanto dovrebbe, regala un sospiro di sollievo a chi alternativamente dovrà camminare per chilometri magari con una valigia in equilibrio in testa e due bambini di qualche anno tenuti per mano.

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Vai dove ti puoi permettere di andare

Il fatto che un Paese sia molto povero non per forza significa che sia economico viaggiare o che la gente del luogo ci stia guadagnano milioni. Semplicemente ci sono luoghi che per motivazioni differenti, parchi nazionali oppure mancanza di alternative etc, a conti fatti sono cari e non sono neanche rari i casi che per fare pagare meno te chi lavora per rendere il tuo soggiorno impeccabile non sia retribuito.
Se di contro viaggi in Paesi in cui gli standards a cui sei abituato hanno prezzi molti alti e il tuo budget è piu basso adattati senza pretendere quello che troveresti nel tuo Paese.
Come vedi nella foto sotto per 10$ a notte queste erano alcune camere che ho avuto in Africa, alternativamente avrei dovuto pagarne $90.
Mi sono abituata e non mi sono lamentata, o così o non sarei potuta andare.

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Non essere critico

Non pretendere gli stessi standards che avresti a casa tua, nè le stesse tempistiche e ricorda che in molti Paesi la vita scorre piu rilassata, per fortuna, e lo stress dal dover aver tutto e subito non c’è.
Sii comprensivo e non lamentarti se nel cuore della Omo Valley non c’è elettricità o la wifi o se nel cuore dell’amazonia ci sono troppe zanzare o ancora che i bus vanno lenti e sono scomodi.
Hai scelto tu quella destinazione e a questa devi adattarti senza guardare con occhio critico pensando come se fossi a casa tua e non dare nulla per scontato.

Comportati secondo le regole sociali e religiose del luogo

Non credo ci sia bisogno di tante spiegazioni, se sei in un Paese Musulmano, anche se sei al mare, evita di girare mezzo nudo o in bikini come se fossi ad Ibiza, abbi rispetto delle tradizioni socio/religiose del Paese che ti sta ospitando.
Se la cosa non ti piace cambia destinazione e vai dove è ampiamente accettato il comportamento che vuoi tenere e puoi sentirti libero di fare quello che vuoi. In caso contrario rispetta il pensiero altrui, anche se non lo condividi.

Regalati del tempo per stare con la gente

Per me questo è il senso del viaggio, per altri il senso sta nel vedere quante piu cose possibili e fare tour de force in cui i locali diventano “il ritardatario autista”, lo “strafottente receptionis”, “il lento cameriere”.
Il nostro contatto con loro si limita ai contatti ufficiali in cui non si potrebbero evitare.
regalati invece del tempo per fare due chiacchiere con loro, saranno la porta di accesso per mondi altrimenti incomprensibili il cui contatto forse ci farà vedere lo stesso luogo con occhi differenti.

Lezione di inglese a Yangoon
Lezione di inglese a Yangoon

Fai del mondo un luogo migliore in cui per vivere…per tutti

Viaggia per scoprire il mondo ma anche per renderlo migliore, e fai che lo possa diventare per tutti.
La tua presenza è importantissima, tu finestra sul mondo che molto probabilmente pochi di loro mai vedranno, se non in televisione ed internet.
Lascia che ti si avvicinino. Avvicinati tu. Impara a viaggiare eticamente, ovvero volgendo uno sguardo a chi vive i luoghi che calpesti e non dimenticarti mai di loro.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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