E’ necessario parlare le lingue quando si viaggia?

E’ necessario parlare le lingue quando si viaggia?
grazie in tutte le lingue

Si può viaggiare da soli senza parlare l’inglese?

“One language sets you in a corridor for life.  Two languages open every day every door along the way”
Frank Smith (psicolinguista)
 

Ho sempre creduto di non essere stata molto portata per le lingue. Ho poca memoria, sono distratta e ho sempre provato un forte imbarazzo a dare prova evidente della mia ignoranza.
Imparare una lingua può essere orribile! Vuoi dire qualcosa ma il vocabolario che hai a disposizione conta di circa 20 sostantivi, qualche aggettivo e un numero limitato di verbi al presente perché non sai come coniugarli.
Hai paura a rispondere al telefono. Non rispondi infatti, lo lasci squillare sino a quando la suoneria dell’sms ti avverte che hai un messaggio in segreteria e prendi il tuo tempo per ascoltarlo decine di volte tentando di decifrarlo.
Questo sino a quando un giorno ti svegli e tutto ti è più chiaro e soprattutto comprensibile.

Io ricordo il giorno che questo è successo con l’inglese come un giorno speciale. Per la prima volta quella mattina mi sono sentita in stretto contatto con la città dove vivevo. La stavo “capendo”.
La stessa cosa è successa per lo spagnolo. 1 mese e mezzo di semi mutismo e una strana ed indecente mescla di italiano con spagnolo per poi svegliarmi un giorno che tutto attorno a me sembrava più chiaro e comprensibile.

Parlo quindi della mia vita a Londra e dei primi mesi di viaggio in Centro America, vita ordinaria e regolare in una città e vita straordinaria ed irregolare in viaggio, e di come l’apprendimento di una lingua sia stato l’elemento fondamentale che ha fatto la differenza in come io stavo vivendo le due esperienze.

Quante cose interessanti non avrei capito dei Paesi dove sono stata se non mi fossi fermata al mercato a chiacchierare con la cholita boliviana, o con il tuttofare dell’ostello. Quante opportunità a livello lavorativo mi sarei persa e quanti tempi in solitudine in questi due anni di viaggio se non avessi parlato l’inglese !

Le lingue mi hanno aiutato a interagire con persone di tutto il mondo su più livelli, personale, lavorativo e ricreativo.
Ci sono lingue più semplici e altre più complicate è vero. In 2 mesi in Marocco le parole in arabo che ricordavo si contavano sulle dita di 2 mani ma, per quanto non condivida il concetto di fondo,  è vero che, come dicono gli Australiani, “nel mondo quasi tutti parlano inglese” .
Sebbene continui a non capire gli stranieri che viaggiano sino anche per anni e si rifiutano ad apprendere almeno le basi di una lingua, dall’altro lato è vero che in buona parte delle destinazioni turistiche nel mondo si parla inglese  anche dove questa non è la lingua ufficiale.
Ritengo che senza parlare in inglese puoi sì andare dove vuoi ma non sarà semplice, forse neanche tanto divertente se viaggi da solo.
Quindi o si parla una lingua in più o non si parte? No, anzi! Si parte, ma tra gli obiettivi del viaggio non dovrebbe essere escluso l’apprendimento della lingua. 1 o 2 in un Paese valgono più di 6 mesi di corso.

Imparare una lingua è difficile, però…

..però non è impossibile. Soprattutto se si viaggia questo apprendimento sarà costante ed ininterrotto. Non c’è modo migliore che imparare una lingua stando sul posto, ma senza impegno le motivazioni non bastano. Che si tratti di iscriversi a scuola o praticare con madrelingua, ecco 4 semplici regole da seguire prima e durante il viaggio.

4 regole per imparare una lingua quando si è in viaggio

Iscriviti a scuola per qualche settimana

Sia quando volevo imparare inglese che quando volevo imparare spagnolo mi sono iscritta a un corso. Se per l’inglese sono praticamente partita dall’ABC per lo spagnolo sono partita da livelli più alti visto che la comprensione e il vocabolario già lo avevo. 4 ore al giorno per 2 settimane di pure grammatica, in questo breve tempo ho imparato a coniugare i verdi e il mio spagnolo ha realmente registrato una impennata.

Non avere vergogna a parlare

Il limite più grande per chi vuole imparare le lingue spesse volte è la vergogna che si prova a parlare quando si ha le certezza di fare errori o di non essere capiti. Sbagliato. Buttati e tenta, nella maggior parte dei casi hai ragione e se non ti si capisce, ripeti. Nessuno giudica ma anzi tutti apprezzano lo sforzo che stai facendo e saranno più pazienti. A forza di tentativi una mattina ci si sveglia che si è superato il gap tra non so la lingua/ la so. Improvvisamente capirai tutti, o quasi.

Chiedi sempre, 1, 2, 100 volte!

Come si chiama l’animale con il pelo bianco che fa bèè bèèè? La Pecora. Al mio secondo mese a Londra giocai a Tabù al pub. Il mio team ha vinto, tutti erano stupiti da questa vincita, io inclusa. Un inglese del gruppo avversario mi chiede “come diavolo hai fatto a vincere che sta imparando l’ingelse da qualche mese?”. La risposta era semplice, le domande che avevo fatto in quell’occasione erano le stesse domande che facevo tutto il giorno tutti i giorni”. Se non chiedessi sulla correttezza grammaticale, pronuncia o esattezza delle parole non potrei imparare dai miei stessi errori. Se non si chiede conferma si continuerà a parlare seguendo le proprie regole anarchiche e molto probabilmente una lingua incorretta. Chiedere non deve essere fonte di vergogna ma può essere un esercizio divertente ed utile per praticare la lingua ed imparare nuove parole.

Unisciti al gruppo e non chiuderti in te stesso

Lo so può essere deprimente e frustrante volere parlare e non riuscirci ma bisogna sforzarsi. Anche se non si parli molto bene o capisci poco, non evitare di aggregarti a gruppi di persone, ascolta e cerca di capire. Prendilo come esercizio giornaliero. Tu non lo sai ma stai apprendendo anche se sei in silenzio seduto su un divano cercando di decifrare i discorsi fatti attorno a te.

 

Benefici di parlare le lingue

Viaggiare quando si parla la lingua rende il viaggio più semplice. Mi riferisco ai tassisti, le cassiere dei supermercati, sugli autobus e ai ristoranti. Azioni giornaliere che richiedono uno sforzo continuo e che coinvolgono azioni basilare: mangiare, dormire, muoversi.

Trovi più facilmente compagni di viaggio, che per la maggioranza dei casi parla inglese.
Ai tours, all’ostello, sul bus, ci sono migliaia di viaggiatori in giro per il mondo e la maggior parte di questi usa come lingua convenzionale l’inglese. Senza saper parlare inglese avrei mangiato spesso sola, non avrei partecipato ad attività di gruppo, non avrei viaggiato in compagnia, non avrei nuovi amici e mi sarei tagliata fuori tanti situazioni che hanno fatto del mio viaggio un’esperienza di valore soprattutto umano.

Sai cosa mangi! Non è cosa da poco essere in grado di chiedere come è fatto un piatto, dire che si allergici a qualcosa o che certi ingredienti non piacciono. In quanti posti ho mangiato le stesse cose per mesi a causa della mia incapacità di parlare, come mi diceva Douglas, un ragazzo americano con cui sono al momento a Lima, a volte l’incapacità di parlare e capire lo spagnolo lo ha portato per i primi mesi a mangiare sempre e solo la stessa cosa, era l’unico piatto che conosceva e di cui riconosceva gli ingredienti.

Comprendi più approfonditamente una cultura. Quanto meglio si parla una lingua quanto meglio ci si riesce a mettere in connessione con il Paese straniero. Se prima di partire ci si accontentava di un documentario su Discovery Channel adesso sei tu al centro dell’azione e se non comunichi perdi buona parte dell’essenza di un Paese.

Viaggi di più. Imparare una lingua ti spinge a viaggiare di più. Se per esempio si impara spagnolo o inglese e li si imparano bene, tendenzialmente preferimeno viaggiare in Paesi dove si parla una delle lingue piuttosto che in Paesi dove si parla solo ed esclusivamente francese (dico francese come potrebbe essere l’arabo o il danese).

Faciliti la possibilità di trovare lavoro all’estero. Imparare la lingua per trovare lavoro all’estero In quanti vogliono partire per andare a lavorare in altri Paesi ma hanno paura perché non si parla la lingua? Ragionevole, ma questo non deve essere un limite quanto piuttosto uno stimolo.
Un articolo vecchio, ma tutt’ora attuale, dell’Indipendent, parla dell’importanza della conoscenza delle lingue nel mercato del lavoro. In una società come quella odierna, dove si comunica sempre di più con l’esterno, la conoscenza delle lingue è fondamentale e motivo ragionevole di preferenza. L’intero articolo si trova a Speaking the language will open up your future

Ovviamente in questo post mi riferisco principalmente all’inglese e allo spagnolo, che sono le due lingue che parlo e che ho imparato negli ultimi 6 anni.
Questo non significa che le stesse osservazioni non siano estendibili ad altre lingue. Se si viaggia in Paesi nuovi di cui non si conosce la lingua, se ci si vuole trasferire per studiare o lavorare, prima o poi la lingua si deve imparare, non parlare una lingua è come continuare a vivere nel corridoio pieno di porte chiuse di cui parla Frank Smith e precludersi a nuove opportunità di viaggio e soprattutto di vita.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha un commento

  1. Anna Carraro

    Grazie

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