Cosa fare a Napoli in un weekend – Cosa non perdere a Napoli

Cosa fare a Napoli in un weekend – Cosa non perdere a Napoli

Cosa fare a Napoli in due giorni – Luoghi da non perdere

<Signorina venga da questo lato! Che per il treno deve ancora aspettare 10 minuti!>

E’ il bigliettaio della stazione della Cumana di Napoli che mi invita ad andare in guardiola. Non so perchè mi chiami, però corro giù per le scale, attraverso il sottopassaggio e lo raggiungo.

Dentro altre 5 persone tagliano un dolce e mangiano.
<pastiera napoletana fatta in casa. Che una così se la sogna>>.

Comincia così il primo giorno a Napoli, città in cui non mettevo piede da quasi 15 anni e dove sono tornata un pò per caso.

La primavera è arrivata, gli odori dell’estate alle porte cominciano a farsi sentire.

Quel giovedì al telegiornale si dice che il weekend successivo sarebbe arrivata prima ondata di caldo.
Mi chiedo se non mi vada di attendere questa giornata vicino al mare in maglietta a maniche corte. E se non possa Napoli incarnare questo semplice desiderio.

Napoli ha racchiuso esattamente quanto bramavo in quel pomeriggio a cavallo tra la primavera e l’estate.

Vicina Roma, si affaccia su uno dei golfi più belli del mondo, si mangia bene, sa essere rustica e verace ma anche elegante e sobria.

Napoli

Napoli, dove non tornavo da tanti anni, mi ha ubriacata di poesia sconvolgendo tutti e 5 i sensi, dal gusto all’udito E la città delle meraviglie nascoste.

Al bar del centro storico  chiedo per la Cappella di Sansevero, dove, tra creatività barocca, mistero e una personalità geniale ed eclettica (Raimondo di Sangro),  si trovano delle sculture preziosissime tra le quali un ruolo di spicco è dato dal Cristo velato e la rete della statua Disinganno.

“Vada dritto e giri la seconda a destra. Poi li chieda!”

Non è meraviglioso che anche a casa nostra ci siano ancora le realtà in cui ti si inviti a chiedere ad uno sconosciuto piuttosto che ad uno smartphone?

Arrivo a una bella grande piazza, ma la cappella, a differenza di quanto credessi, si trovava giusto un vicolo più su, all’interno di un antico palazzo che potrebbe essere uno dei tanti, e da quella porta si entra in un mondo alchemico e di arte scultorea su marmo esemplare.

Ma Napoli parla anche sottoterra, lungo i tunnels borbonici attraversando i tempi della seconda guerra mondiale. Per poi sbucare alla fine del percorso, come accade a Spaccanapoli, nello splendore luminoso di una piazza. Piazza Plebiscito.

 

napoli

E’ qui che ci si sente nel vivo del meraviglioso Sud Italia. Una città che ho trovato “ripulita”, rispetto 15 anni fa, disordinata ma con ordine tutto suo, strade meravigliose chiuse al traffico, palazzi eleganti ed arte barocca, ottimo cibo ed il mare.

Una città che incarna la poesia e vive di allegra superstizione in cui leggenda e storia si snodano nei cupi e pittoreschi vicoli del centro.

La veracità di Napoli è per le strade, risiede nel napoletano, un personaggio che, nel mio immaginario, è sempre stato un pò scanzonato, divertente, furbo e generoso.
Quello che si sa arrangiare, che trova una via di uscita ingegnandosi creativamente. Come quel signore che vende statuine dipinte dalla moglie dei calciatori in cui in numero abbonda Maradona.

Ci vende il migliore della sua collezione, dice.

pulcinella naples
napoli

Poco più in là delle urla chiamano la mia attenzione e in piedi su una sedia vedo una ragazza di 17 o 18 anni coperta da un abito color pesca, con i capelli raccolti a matrimonio e scarpe con tacco vertiginoso muoversi a comando di una signora, che dandole le spalle e fumando una sigaretta le grida <<Così, dai! Muotiti così! La mano su fianco!>>

E’ un pre-diciottesimo e i 6 fotografi attorno a lei studenti di una scuola di fotografia a poca distanza da San Gregorio Armeno una traversa della inquietante quanto suggestiva Spaccanapoli dove intanto si accalca la gente per ordinare un cuoppo di fritti.

Napoli è delizia, per gli occhi, per l’udito e per il palato.

L’arte della pizza qui per l’appunto non è una questione presa sotto gamba. Alla pizzeria da Michele, la fila si forma già verso le 19.
Si viene dotati di numero e si attende la chiamata in religiosa attesa.

<La pizza deve essere proprio buona qui se si è disposti ad attendere anche un’ora>
<<Signorina, qui fanno la pizza migliore di Napoli>>.

Città galeotta che mi ha ubriacata di poesia, assetandomi di Sud, riportandomi alle mie radici che, per qualche motivo, credo di aver ripudiato per anni. Senza avere davvero un reale motivo.

naples

Cosa fare a Napoli - Tabella dei Contenuti

Cosa fare a Napoli in 2 giorni

Bastessero due giorni per saziarsi di Napoli!
Ma 48 ore possono essere un assaggio che alla partenza lasceranno ancora con il languore di voler sapere di più di questa poliedrica ed affascinante città.

Le giornate sono state una e mezza in questa occasione. I chilometri macinati, circa 20, il giusto per smaltire quanto riuscivo ad introdurre in corpo senza vergogna.

Il B&B riservato si trovava a Chiaia, a circa 5 minuti a piedi dalla metropolitana Piazza Amedeo e ancora più vicina alla Cumana che velocemente porta a Piazza Montesanto da cui è cominciata la scoperta del centro storico.

 

Chiostro di Santa Chiara e Piazza del Gesù Nuovo

Il Monastero di Santa Chiara si trova a Spaccanapoli, la strada credo pià affascinante della città.
Voluto da Roberto I d’Angio e dalla moglie Sancia, è stato costruito per omaggiare il desiderio represso di vita monasticadi Sancia.
Bombardato nel 1943, solo negli anni ’50 è stato restuatato e riportato ad antico splendore.

Oltre la struttua , a navata con 10 cappelle per lato, probabilmente dell’intero complesso monumentale è  il Chiostro delle clarisse, che risale al 300, con seguenti modificazioni fino al’700, è quello che rende questo luogo apprezzato da visitatori di tutto il mondo, grazie alle 30.000 maioliche policrome, le così dette riggiole, che rappresentano scene di vita quotidiana e si inseriscono perfettamente nel contesto bucolico del giardino in cui spiccano alberi di limone, glicini e viti.

Il giardino è stato ideato da Domenico Antonio Vaccaro per poi essere realizzato, nel 1739, realizzato da Giuseppe e Donato Massa.

Informazioni utili

Orario apertura e chiusura
Chiesa  dalle 7:30 alle  13:00 e dalle 16:30 alle 20:00
Complesso Monumentale – Feriali dalle 9:30 alle 17:30 e festivi dalle 10:00 alle  14:30

L’ultimo ingresso è sempre 30 min. prima della chiusura

Costo Ingresso: Intero: € 6,00 /  Ridotto: € 4,50 (studenti < 30 anni, insegnanti, over 65, gruppi >25 unità)  / Tariffa speciale: € 3,50 (Gruppi scuola)
Gratuità: disabili 100%, religiosi, bambini < 6 anni.

Dove: Via Santa Chiara, 49/c, 80134 – Napoli
Sito ufficiale: www.monasterodisantachiara.com

Chiostro Santa Chiara

Piazza del Gesù Nuovo

Piazza del Gesù Nuovo si trova in una aerea pedonale lungo Spaccanapoli, Decumano Inferiore.
E’ una delle piazze più importanti di Napoli perchè è qui che si trovano diversi palazzi nobiliari, la Chiesa di Gesù Nuovo ed il Monastero di Santa Chiara. Facilmente riconoscibile perchè al centro si trova l’obelisco dell’Immacolata.

L’omonima chiesa si affaccia sulla piazza, chiesa voluta da Carlo II d’Angiò che un tempo fu il Palazzo Sanseverino, luogo di incontro di artisti e letterati ai tempi dei Sanseverino.

Il palazzo passato poi in seguito in mano ai Gesuiti si trasformò in chiesa e fu dedicata all’Immacolata Concezione.

Questa piazza è circondata da architettura di enorme valore e splendore, dai palazzi nobiliari in stile tardo barocco, quali il palazzo Pandola ed il palazzo Pignatelli di Monteleone, ed ovviamente la chiesa di Gesù Nuovo, eccellente esempio di barocco napoletano, e il Monastero di Santa Chiara, la cui chiesa è un esempio di sublime stile gotico.

piazza gesu nuovo

Cappella di Sansevero

Tra tutte le perle in cui mi sono imbattuta durante le interminabili passeggiate napoletane, probabilmente la Cappella di Sansevero è quella che più mi ha affascinata.
Un tuffo nella Napoli del 700 a via Fancesco de Sanctis 19 dove si trova la nota cappella di Sansevero che concentra arte, scultura, gusto ed alchimia.

La cappella venne fondata come sacello sepolcrale della famiglia da Giovanni Francesco Sangro.
Successicamente su rinnovata Alessandro Sangro, il figlio, e venne decorata da Raimondo di Sangro, un personaggio interessante ed eclettico.

La Cappella di San Severo è un mausoleo nobiliare ed un tempio iniziatico in cui si percepisce immediatamente la poliedrica personalità del suo geniale ideatore, Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.
Qui infatti sono conservate 3 particolarissime ed uniche statue, Il Cristo Velato, il Disinganno e la Pudicizia,  la cui la fenomenale realizzazione ha fatto credere per lungo tempo che oltre l’abilità dell’artista vi siano stati interventi alchemici (e la leggenda persiste).

Informazioni utili

Orario apertura e chiusura
Tutti i giorni dalle 09.30 alle 18.30
Chiuso il martedì

L’ultimo ingresso è sempre 30 min. prima della chiusura

Costo Ingresso
Biglietto ordinario: € 7.00
Artecard: € 5.00
Ragazzi da 10 a 25 anni compiuti: € 5.00
Scuole*: € 3.00
Minori di 10 anni: gratis

Dove: Via Francesco De Sanctis, 19/21, 80134 – Napoli
Sito ufficiale: www.museosansevero.it

Una curiosità su Raimondo di Sangro

La leggenda vuole che Raimondo di Sangro, con spiccate doti di alchimista, abbia pietrificato il drappo sul corpo di Cristo riuscendo ad ottenere un’opera unica riproducendo una immagine autentica del corpo coperto in cui i più piccoli dettagli sono evidenziati come se il drappo si fosse sciolto sulla statua.
Il marmo che per sua fattura è freddo, in questa opera diventa caldo, si ravviva e sembra poter volar via con un flebile soffio di vento.

In verità non vi è alcuna alchimia in questa statua, lo stesso Raimondo lo ha esplicitato più volte in più lettere “E per me gli suddetti ducati cinquanta gli pagarete al Magnifico Giuseppe Sanmartino in conto della statua di Nostro Signore morto coperta da un velo ancor di marmo…”

Il Cristo velato è quindi una opera barocca di inestimabile bellezza e frutto della maestria di Sanmartino, nonostante l’idea della leggenda che ruota attorno a questa opera affascina e coinvolge e, in molti casi, piace pensarla così, frutto dell’alchimia estrosa del committente.

cristo velato

Duomo di Napoli

Il Duomo di Napoli è un incredibile esempio di barocco al cui interno si trovano statue argentee, marmi e stucchi.
Ovviamente è qui che si trova la cappella di San Gennaro in cui sono custodite le reliquie del Santo protettore della città. La reale cappella del tesoro di San Gennaro rappresenta una delle massime espressioni artistiche della città in stile barocco che fu fatta edificare dai napoletani stessi come voto per il Santo.

Dal 2003 alcuni ambienti adiacenti alla cappella ospitano il museo del Tesoro di San Gennaro, dove ammirare tesori unici.

Nel 1526, anno in cui Napoli fu afflitta dalla peste e dalla carestia oltre la guerra franco-spagnola, per chiedere l’intercessione di San Gennaro venne stipulato un vero e proprio contratto notarile con il popolo napoletano, che costituisce l’atto di nascita del Tesoro di San Gennaro.

Il Tesoro appartiene al Popolo di Napoli ed è gestito da una apposita Deputazione.
Il Museo presenta pezzi di esposizione veramente unici e sbalorditivi, si racconta che il tesoro sia più ricco di quello della Regina Elisabetta e degli zar, tra cui spiccano la bellissima collana e la mitria con cui veniva adornato, in passato, il busto di San Gennaro in processione.

Spaccanapoli e San Gregorio Armeno

Spaccanapoli, il cui vero nome è San Biagio dei Librai, spacca l’intera città tra nord e sud attraversando l’intero centro storico, rappresentando probabilmente uno dei luoghi più intriganti e tipici di Napoli.

Una traversa che sebbene piccola è decisamente carettistica è San Gregorio Armeno, forse meglio conosciuta come la via dei presepi che sono esposti 12 mesi l’anno.
La tradizione presepiale della via è antica, infatti in epoca classica qui si trovava il tempio a Cerere dove i cittadini, in segno di devozione e voto, donavano delle statue di terracotta che si producevano nelle botteghe della zona, il presepe è poi arrivato molto più tardi.

Oggi però San Gregorio Armeno è conosciuta come la via in cui nelle botteghe si producono statuine e presepi, alcune divertenti in cui si rappresentano polici e personaggi attuali o contemporanei in chiave ironica.

Sebbene tutto l’anno si possa godere di questo luogo originale, le esposizioni vere e proprie cominciano a novembre per terminare in occasione dell’Epifania.

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Quartieri spagnoli

Sorti nel XVI secolo per accogliere le guarnigioni militari spagnole i quartieri da sempre hanno rappresentato la zona malfamata, in cui imperava criminalità e prostituzione, per lungo tempo è stato un quartiere con problemi che non hanno goduto di popolarità.

La verità è che forse, con Spaccanapoli, è qui che ho avuto piacere di passeggiare tra i vicoli vivaci in cui schizzano motorini e botteghe di frutta e verdura, godendomi la Napoli che mi aspettavo e desideravo vivere, l’antico nucleo abitativo della Neapolis, piuttosto che il suo lato elegante e nobiliare neanche poi a tanta distanza.

Un luogo che racconta Napoli con forza e che narra le contraddizioni del capoluogo campano a cui approcciarsi con curiosità piuttosto che con paura.

quartieri spagnoli

Galleria  Borbonica

Non immaginavo, prima di arrivarci, che di Napoli avrei sondato anche il sottosuolo. Non avrei mai pensato di entrare nelle oscurità sotterranee quando fuori il sole scalda e abbaglia.

Ma Napoli ha vita anche sottoterra, o per lo meno racconta di una vita sottoterra.
Attraversando infatti la Galleria Borbonica, commissionato all’architetto Errico Alvino da Ferdinando II di Borbone per collegare Largo della Reggia, oggi Piazza Plebiscito, a Piazza della Vottoria, ho scoperto un lato nuovo e differente della città che fino a quel momento mi aveva rapita lasciandomi incapace di reagire a tanta caotica bellezza.
Il motivo di tale progetto fu militare, Ferdinando II voleva costruire una via di fuga per la famiglia reale, nel caso di sommosse, e  che collegasse la reggia con le caserme a Chiaia.

Mai realmente terminato, il tunnel svolse un ruolo importante durante la Seconda Guerra Mondiale, gli ambienti pensati per la fuga della Famiglia Reale divenne un rifugi antiaereo venendo attrezzato di angolo infermieri, bagni, stanze con brandine e arnesi da cucina.

Divenne poi un deposito giudiziario in cui venivano accumulate moto o auto sequestrate, e purtroppo, venne anche utilizzato come discarica abusiva. Negli anni ’80 divenne un parcheggio fino a quando si decise di riportarlo alla luce e raccontare una Napoli diversa e nuova. Sicuramente oscura e, a tratti, claustrofobica ma suggestiva ed interessante.

Informazioni utili

Orario
A seconda del percorso scelto gli orari variano. Clicca qui per maggiori informazioni su orari e percorsi

Percorsi
Percorsi Galleria Borbonica

Costo Ingresso
A partire da €10 a seconda del percorso scelto (€10 percorso standard)

Dove
Due ingressi
Vico Del Grottone, 4 – Zona P.zza Plebiscito
Via Domenico Morelli c/o Parcheggio Morelli

Sito ufficiale: www.galleriaborbonica.com

galleria bornonica

Piazza Del Plebiscito – Palazzo Reale – Castel Nuovo

Piazza Plebiscito, un tempo Largo di Palazzo, è la piazza più nota di Napoli e quella che rappresenta la città come potrebbe il colosseo a Roma.
Il nome risale al Plebiscito del 21 Ottobre 1860, giorno in cui il Regno delle Due Sicilie si univa al Piemonte dei Savoia.

Un tempo era adibito come luogo in cui si svolgevano eventi e celebrazioni popolari, accadimenti che tutt’oggi si ripetono come per esempio il Capodanno, concerti e manifestazioni, la festa di Piedigrotta e, ovviamente, luogo di riunione e celebrazione per gli eventi sportivi della squadra del cuore. Il Napoli.

La piazza è circondata da quattro imponeneti ed importati costruzioni: il Palazzo Reale, il Palazzo Salerno, la Chiesa di San Francesco di Paola e il Palazzo della Foresteria.

Il Palazzo reale che si affaccia sulla piazza fu una delle case reali dei Borbone, le altre, altrettanto note sono, la reggia di Capodimonte, la reggia di Caserta e la reggia di Portici.

In seguito all’Unità d’Italia divenne residenza napoletana dei sovrani di casa Savoia.

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Lungomare di via Caracciolo

Il lungomare di Via Caracciolo è una delle camminate più belle e suggestive di Napoli, è un percorso che inizia dal molo Beverello e termina a Mergellina, con lo sfondo del Vesuvio e l’isola di Capri.
Basta passeggiare per imbattersi nel Castel del Ovo, seguendo per Piazza Vittoria e la villa comunale in cui si trovano monumenti storici quali la casa Pompeiana, la cassa Armonica in vetro e ghisa, il tempio di Torquato Tasso e il Tempio di Virgilio, si può poi proseguire fino alla Rotonda Diaz e, se ci si trova da queste parti la domenica, fare una incursione al mercato del pesce nei pressi del molo.

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Per gli amanti dei Musei

Non ne faccio un mistero volendo passare per una pseudo intellettuale perchè non lo sono. Non mi piacciono i musei e a volte vivo le visite museali come supplizi ai quali non posso sottrarmi.
A me piace la strada non a caso perdermi tra i quartieri spagnoli e godermi spaccanapoli per me è valso il viaggio intero.
Certamente la cappella di San Severo e il monastero di Santa Chiara hanno sicuramente giustificato il mio strappo alla regola e potrei tornare ancora senza mai sentirne noia.

Napoli però offre una varietà museale interessantissima, con la NapoliArt Card che permette di prendere i mezzi pubblici e 3 ingressi a complessi museali gratuitamente, mentre i successivi con sconto del 50% al costo di 21€ per 3 giorni.
Per chi non vuole rinuciare ai musei e goderseli a prezzi speciali.

Per maggiori informazioni su costi clicca su NapoliArt Card.

Non mi hai convinto. A Napoli non ci vado perchè è pericolosa!

Hai ragione amico mio. E’ pericolosissima.
Perchè, come dice il vecchio e saggio detto: Vedi Napoli. E poi muori.

Napoli è per intenditori, per gli amanti del bello, per chi ha voglia di lasciarsi affascinare dal passato e si lascia travolgere dal presente.
Se credi che Napoli sia più pericolosa di tante altre città italiane, posso solo dire che ti sbagli, ma a gli intenditori, l’ardua sentenza.

Ricordo però che l’UNESCO ha definito Napoli così:

« Si tratta di una delle più antiche città d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell’Europa e al di là dei confini di questa. »

Fossi in te ci penserei una seconda volta prima di scartala! 

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Come raggiungere le isole da Napoli

CAPRI
I porti per raggiungere Capri sono due: il Molo Beverello, di fronte al Maschio Angioino, e Calata di Massa, spostato più a est di fronte al mare. 
Dal Molo Beverello partono gli aliscafi. Da Calata di Massa le navi veloci e i traghetti, più lenti ma anche più economici, ideale per chi vuole risparmiare o chi vuole portare con sè un proprio mezzo, in questo caso unica opzione.

ISCHIA 
I mezzi in partenza dal Porto di Napoli salpano da Mergellina, Molo Beverello e Calata Porta di Massa.
Da Mergellina e Molo Beverello partono solo gli aliscafi.
Da Porta di Massa solo i traghetti.

Dove dormire a Napoli

La scelta dei B&B dove soggiornare è stata selezionate da me, io ho scelto di soggiornare a Chiaia ma le zone considerate sono questa ed il centro storico.
In particolare nelle strutture del centro storico è bene ricordare che i palazzi non sono sempre nuovissimi e possono essere un pò rumorosi, ma si ha il vantaggio si essere nel cuore pulsante di Napoli.

Il sito utilizzato per la prenotazione è stato come sempre Agoda, che offre prezzi competitivi e scontati rispetto gli altri siti di booking.

La tela Bianca B&B – Centro storico
La Tela Bianca offre la connessione Wi-Fi gratuita e moderne stanze insonorizzate, dotate di balcone e ornamenti fatti a mano. Le camere sono dotate di aria condizionata, TV satellitare e bagno privato con doccia. Colazione a buffet in stile italiano, comprensiva di bevande calde e cornetti.

Damè B&B – Chiaia 
Delizioso B&B nel cuore di Chiaia a poca distanza dalla metropolitana e la Cumana. Le camere sono completamente rinnovate e ben arredate. Valentina la proprietaria è gentilissima e sempre presente. 
Ideale per chi desidera soggiornare a Chiaia e scoprire la vita notturna dei baretti nella zona elegante della città.

Artemisia Domus 
A due passi da via Toledo e Spaccanapoli questo boutique hotel accoglie in un ambiente accogliente ed elegantemente rifinito regalando una sensazione a metà tra lo storico e l’ultra moderno. Le camere sono spaziose e comodissime con , una ottima scelta al centro città. 

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 7 commenti.

  1. Fabian

    ciao ragazzi, complimenti per l’articolo, viene subito voglia di tornare a Napoli!

    Visto che il vostro Blog parla di viaggi low cost volevo segnalarvi il nostro progetto Viando – combina mezzi risparmiando Se volete sapere tutte le possibili combinazioni tra Treni, Voli, Autobus e BlaBlaCar per risparmiare sui viaggi in Italia e in Europa (per ora) potrebbe essere il sito che fa per voi 😉 Qualsiasi feedback sarebbe molto gradito! grazie f.

  2. Gennaro

    Ciao
    Devo davvero farti i complimenti per questo post, mi ha davvero emozionato. Nonostante sia sempre in giro le mie radici napoletane riaffiorano ogni volta che rileggo belle descrizioni della mia terra, e soprattutto ogni volta che non viene martoriata da stereotipi e luoghi comuni.
    Solo una pecca, Napoli ha un tesoro nascosto che si chiama il Cimitero delle Fontanelle che esprime tutta la napoletanità che c’è.
    Non so se posso farlo ma mi piacerebbe aiutare i tuoi lettori a scoprirlo con questo post che ho scritto qualche tempo fa:

    Buon viaggio a tutti

    1. Giulia Raciti

      Ciao Gennaro,
      me ne hanno parlato ma il tempo questa volta era poco e mi sono limitata a quanto scritto. Ma d’altronde, lo ripeto qui, 48 ore a Napoli sono davvero poche. Non mi resta che tornare di nuovo quanto prima e non far passare tempi epici!
      ciao e grazie per esser passato da qui!
      A presto
      Giulia

  3. Se non sbaglio quelle scale nell’ultima foto sono relative alla Pedamentina a San Martino, giusto?
    Comunque poi c’è anche il Vomero con la certosa di San Martino e il castello dell’Elmo!

    1. Giulia Raciti

      AHHHH LO SO LO SO!!! Devo tornare quanto prima. Non mi fare “rosiscare” che ero tristissima di dover andare via!

  4. Giuliaaaaaaaaaa,
    a saperlo mi avrebbe fatto un enorme piacere invitarti a pranzo/ospitarti/farti da Cicerone.
    Ti leggo sempre e ti stimo moltissimo.
    Hai descritto bene cosa fare in un week end a Napoli, ma poi c’è tanto altro da vedere ( il Pio Monte della Misericordia, il centro storico con le svariate Chiese barocche, il castel capuano, la farmacia degli Incurabili), la villa Pignatelli, i grandi musei di Capodimonte e il Nazionale, il rione Sanità.
    Come minimo, bisogna starci 4/5 giorni 🙂

    1. Giulia Raciti

      Come hai visto il tempo era con il contagocce, ma di tornare torno sicuramente e stavolta evito di far passare altri 15 anni. Mi ha particolarmente segnata questa visita e mi ha messo una malinconia romantica per il Sud, tant’è che sono in procinto di tornare in sicilia per un pò. Napoli Galeotta!

      LA prossima volta che torno farò il resto, ma questo giro ho dovuto selezionare l’essenziale. Tra l’altro il tempo era così bello che era meraviglioso gironzolare e perdersi per i vicoli!

      alla prossima!
      ciao

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