EUROPA

Cosa vedere a Roma in tre giorni – Guida alla Capitale d’Italia (e Caput Mundi)

Vedere Roma in 3 giorni se non l’hai mai visita è davvero una missione impossibile? In questo lunghissimo post Vincenzo, una guida esperta di Roma e romano di nascita, ti accompagnerà alla visita di Roma se hai appena tre giorni. Leggerai non solo quali sono i luoghi da non perdere ma tante curiosità – storiche, artistiche e popolari – che ti aiuteranno a scoprire la Caput Mundi. Un itinerario completo dei principali monumenti, musei ed angoli di Roma anche se hai a disposizione solo un weekend
Dicembre 27, 2020
Modificato il Settembre 26, 2021
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Un consolidato modo di dire afferma, con una discreta dose di bonaria arroganza, che Roma non fu fatta in un giorno.
Bella forza, direte voi: è un’ovvietà. Per questo stesso motivo sperare di vedere Roma in un giorno è una missione impossibile, ma per avere un assaggio della città più bella del mondo vi consiglio almeno tre giorni.

Infatti se per conoscere Roma non basta una vita, per assaggiarne il sapore e degustarne l’odore (senza in alcun modo potersene definire sazi) servono non meno di 3 giorni, fatti di alzate di buon mattino, lunghe camminate ed un’insopprimibile voglia di storia, arte e conoscenza.

Ho pensato a lungo di scrivere un post su cosa vedere a Roma in tre giorni, città in cui ho vissuto per più di 10 anni. Ma di fronte a tanta bellezza, importanza ed una storia millenaria l’ansia da prestazione ha sempre avuto la meglio portandomi a rimandare a tempi migliori.

Questo fino a quando Vincenzo, esperta guida turistica di Roma dell’Associazione Rome Guides – che tra l’altro consiglio di contattare per farvi guidare (lo dico io ma puoi vedere anche cosa dicono gli altri qui) – mi ha proposto di scrivere sulla destinazione che ho corteggiato a lungo.
Lascio quindi a lui l’onere e l’onore di raccontarci cosa vedere a Roma in tre giorni, cosa includere in itinerario e cosa tralasciare dispensando anche consigli pratici di viaggio.

Abbiamo concentrato il meglio di Roma in 72 ore sfidandovi ad addentrare in questa simbolica tredicesima fatica di Ercole. Un itinerario impegnativo ma che ti farà scoprire Roma sotto tutti i punti di vista e tutti i periodi storici.  

Scopriamo in compagnia di Vincenzo cosa vedere a Roma in 3 giorni e lasciarla con la promessa di tornare quanto prima!

Se stai pianificando un viaggio a Roma assicurarti di leggere il post: Come visitare i Musei Vaticani e la Basilica di San Pietro ed i 10 migliori tour di Roma (gratuiti e non)

Consigli pratici per organizzare al meglio la visita di Roma

Roma come avrai capito anche prima di leggere l’itinerario dettagliatissimo che segue, grazie Vincenzo!!, è una città gigantesca.

Anche se in linea d’aria i posti che consiglio di visitare in tre giorni non sono poi davvero distanti, le ore di cammino ogni giorno saranno numerose. Preparatevi a partire la mattina molto presto e tornare a casa la sera e soprattutto indossate scarpe comode.

Ecco qui alcuni consigli pratici per organizzare al meglio la vostra visita a Roma:

  • Prenotate l’ingresso ai Musei Vaticani con largo anticipo ed approfittate del biglietto salta la coda, qui più che altrove ne avrete bisogno perchè le file possono essere chilometriche.
  • Se volete visitare anche la Basilica di San Pietro vi consiglio il Pass Città del Vaticano che include l’ingresso prioritario ai Musei Vaticani con l’audio-guida, la visita guidata di San Pietro ed un audio-guida di Roma su smartphone.
  • Per risparmiare in generale vi consiglio vivamente il Roma Pass che include numerosi ingressi (tra cui il Colosseo, la Basilica di San Pietro, il Foro Romano ed il Colle Palatino). Questo pass non include la Cappella Sistina ed i Musei Vaticani.
  • Dormite al centro di Roma per poterbi muovere a piedi e limitare i mezzi pubblici della città, che non sono famosi per essere efficientissimi.
    In particolare ti consiglio l’Hotel Modigliani, su via Veneto e che permette di raggiungere tutti i luoghi di interesse, gli Appartmenti Trianon a Borgo Pio con vista sui tetti di Roma, una via molto suggestiva vicinissima a San Pietro e a due passi dal centro storico, e Spagna Secret Rooms, in una via bellissima dietro Piazza di Spagna e con camere davvero deliziose
  • Organizzate almeno una visita guidata , se devi scegliere opta per i Musei Vaticani e la Basilica di San Clemente. Ti consiglio Vincenzo ed il team dell’associazione che sono sicura vi sapranno far vivere la città alla meglio. Questo è il link ufficiale del sito Rome Guides mentre qui potete leggere le recensioni che hanno ricevuto negli anni.
    Alternativamente considerate un free walking tour del centro come questo.
  • Munitevi di una borraccia. Roma è piena di fontane con acqua potabile e non avrete bisogno di comprare bottiglie d’acqua


Tre giorni a Roma (itinerario in breve) – Tutti i posti da visitare a Roma in un weekend lungo

Raccontare cosa vedere a Roma in 3 giorni in breve è stato difficilissimo. Questo articolo è lunghissimo ma Vincenzo snocciola ed entra nel dettagli delle meraviglie che vi appresterete a vedere.

Per questo motivo vi consiglio di proseguire nella lettura se avete tempo, altrimenti segnatevi questo link e leggete la guida quando potete dedicarglielo o usatela proprio durante il viaggio seguendo quanto raccontiamo.
Per darvi un’idea generale di quello che vedrete ecco qui l’itinerario in breve: 

  • Giorno 1 a Roma – Visita del Colosseo, scalata del Palatino, il Foro Romano, il Campidoglio ed i Musei Capitolini 
  • Giorno 2 a Roma – Musei Vaticani, Basilica di San Pietro e Castel Sant’Angelo 
  • Giorno 3 a Roma – Piazza di Spagna, Accademia di San Luca, Fontana di Trevi, Palazzo Dora Pamphilj, Piazza di Pietra, Pantheon, Piazza Navona e la spettacolare Basilica di San Clemente
Roma di notte

Cosa vedere a Roma (Giorno 1) – La Roma Imperiale

Il modo migliore per conoscere Roma è sempre e comunque di partire in ordine cronologico, ossia dalla Roma Antica, partendo dai monumenti costruiti durante l’Impero Romano, ossia da Ottaviano Augusto in poi.

Il Colosseo

Cominciamo dal Colosseo che, con i suoi quasi duemila anni di storia, è “relativamente” giovane rispetto alla vita della Città Eterna.

Il Colosseo permette di conoscere la vita dei gladiatori ma anche della società romana, con le sue tradizioni, le sue regole scritte e consuetudinarie, i suoi ritmi e le sue passioni. La sua storia è evoluta dall’Anfiteatro Flavio dalla caduta dell’Impero Romano fino al Medioevo, dal Rinascimento al Barocco, dai restauri ottocenteschi all’epoca moderna.

Il Colosseo può essere visitato aggiungendo specifiche sezioni al tour. Si può accedere all’arena, camminandovi per alcuni minuti e rievocando nel proprio cuore le grida degli spettatori circostanti; si può scendere nei sotterranei, che potrebbero essere definiti il backstage dell’Anfiteatro Flavio, dove tutto avveniva nascosto agli occhi del pubblico; si può persino salire in alto, sul Belvedere, nelle postazioni di “piccionaia” che un tempo erano le più sgradite, ma che oggi permettono di scattare mirabili foto panoramiche del Colosseo e dei dintorni di esso.

TOP TIP – VISITARE IL COLOSSEO

Ci sono diverse tipologie dei biglietti del Colosseo che possono essere acquistate direttamente sul sito del Concessionario, oppure vi consiglio vivamente il biglietto salta la coda che include l’ingresso al Colosseo, il Foro Imperiale ed il Palatino.

Se preferite appoggiarvi ad una guida, che consiglio, questa li acquisterà per voi per evitarvi tortuosi meccanismi di prenotazione e garantirvi che si sta acquistando il biglietto giusto. La visita al Colosseo rientra nel tour La Roma Imperiale.

Colosseo di Roma

Arco di Costantino

Usciti dal Colosseo, avrete modo di soffermarvi sull’Arco di Costantino, grandioso esempio di monumento trionfale che, seppur ciò possa apparire incredibile, è assai più moderno del Colosseo, essendo stato eretto oltre due secoli più tardi.

Dettaglieremo la celebrazione del primo Imperatore cristiano dell’Impero Romano, senza però entrare troppo in profondità per non togliervi la curiosità di approfondire la questione all’interno della Sala di Costantino, la prima visitabile nel percorso delle cosiddette Stanze di Raffaello, che avrete modo di godere domani all’interno dei Musei Vaticani.

Scalata del Palatino, la Domus di Augusto e la Domus di Livia

Dall’Arco di Costantino si passerà alla parte più complessa di questa lunga mattinata, ossia la scalata al Palatino con conseguente discesa fino all’Area Archeologica del Foro Romano.

A questo punto, però, scatta il mio primo suggerimento, che non vuole trasformarsi in alcun modo in un obbligo, ma che assume i contorni di una forte raccomandazione.

Domus di Augusto e Domus di Livia

La salita sul Colle Palatino può lasciare un po’ perplessi, per la difficoltà di interpretare i vari resti e per la complessità intrinseca della struttura. Per questo motivo vi consigliamo di integrare questa parte con la visita alla Domus di Augusto e Domus di Livia.

Queste due strutture, grazie anche all’aggiunta di un avvincente comparto multimediale, anche se ormai un po’ datato a livello tecnologico, permettono di comprendere in modo diretto e virtuale la ricchezza delle decorazioni degli antichi palazzi.

Il Museo Palatino

A ciò dovrebbe essere aggiunta anche la visita al piccolo ma interessantissimo Museo Palatino, soprattutto al primo piano, dove sarà possibile ammirare le decorazioni del Tempio di Apollo ed alcuni reperti provenienti dalla Domus Transitoria e dalla Domus Aurea, entrambe costruite dall’Imperatore Nerone.

Considerate che, con l’aggiunta di questo biglietto speciale, la visita mattutina si allunga molto, arrivando a superare le quattro ore.

Ciò nonostante, è a mio parere assai opportuno prendere in considerazione questa opzione, poiché al termine del tour sarete in grado di comprendere a dovere gli aspetti essenziali dell’Antica Roma, a livello storico e artistico.

A questo link puoi comprare il biglietto che include gli ingressi salta la coda al Colosseo, al Colle Palatino ed al Foro Romano.

0 Domus Augustana - Museo Palatino - Rome
Jean-Pol GRANDMONT, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Il Foro Romano

Dal Palatino inizierà a questo punto una lunga e piacevole discesa alla scoperta del Foro Romano, con l’analisi dettagliata dei principali monumenti, dall’Arco di Tito al Tempio di Venere e Roma, dalla colossale Basilica di Massenzio fino al Tempio di Antonino e Faustina, per poi arrivare alla Piazza del Foro ed infarcire la visita guidata di aneddoti storici inerenti le Vestali, Giulio Cesare, Marco Antonio, Settimio Severo ed altri grandiosi protagonisti della storia romana.

Relegare il Foro Romano ad una breve oretta di visita è una vera e propria violenza, una via di mezzo fra una pazzia ed una bestemmia: tra quegli edifici, su quella Via Sacra, hanno camminato tutti i più grandi protagonisti della storia di Roma.

Lì Cicerone pronunciava le sue arringhe, lì il vecchio re Numa Pompilio istituì il fuoco sacro, lì erano esposti i rostri delle navi catturate, e sempre in quella piazza venne eretta la Colonna di Foca, l’ultimo monumento dell’Impero.

Fori Romani

Il Campidoglio

Vi chiederete cosa mai potrà competere con la maestosità del Parco del Colosseo.

Beh, durante la mattinata avrete avuto modo di comprendere la parte architettonica della Roma Antica: la stratificazione, i materiali edilizi, la posizione degli edifici, il loro orientamento, le principali cariche sociali, il ruolo della classe sacerdotale, le decorazioni monumentali.

Quello che adesso è necessario dettagliare è cosa ci fosse all’interno di questi edifici, ossia quale fosse l’altissimo livello qualitativo della statuaria romana, pubblica e privata.

Per farlo, e per aiutarvi un po’ a digerire quell’enorme porzione di rigatoni alla carbonara che avrete assaggiato, vi obbligherò a salire sulla sommità di un altro colle di Roma: dopo aver scalato il Palatino in mattinata, adesso toccherà al Campidoglio, colle assai sacro ai Romani poiché dominato dal colossale Tempio di Giove Ottimo Massimo.

Piazza del Campidoglio si presenta oggi armonica ed elegantissima, grazie al restauro progettato nel Cinquecento da Michelangelo Buonarroti, che si dilettò anche di architettura dopo aver già dato prova della sua maestria in campo pittorico e scultoreo (come scoprirete domani nei Musei Vaticani). Vedrete moltissimi turisti mettersi in posa di fronte alla statua di Marco Aurelio che domina la piazza: potete sorrider loro amabilmente, con un retrogusto vagamente beffardo, poiché essi probabilmente non sanno che quella statua altro non è che una copia.

L’originale è infatti conservata nei Musei Capitolini, che rappresenteranno la prossima tappa del nostro itinerario di tre giorni alla scoperta di Roma e che potete anche visitare con Rome Guides (indica come oggetto della mail “Musei Capitolini”).

I Musei Capitolini

I Musei Capitolini rappresentano una tappa essenziale per un visitatore che giunga nella Città Eterna e che voglia approfondirne i segreti. 

Il biglietto, che può essere comprato online qui, dà accesso a tutte le porzioni del museo, inclusa la splendida Pinacoteca.

Considerato che, nel nostro itinerario di tre giorni, includeremo sia i Musei Vaticani che la Galleria Doria Pamphilj, potete “saltare” la visita alla Quadreria Capitolina (anche se Caravaggio, Guercino e Guido Reni, contenuti al suo interno con tre veri capolavori, non vi perdoneranno mai per questo affronto…) per soffermarci maggiormente sulla collezione archeologica.

I Musei Capitolini, che possono essere considerati il più antico Museo del mondo, necessitano almeno di tre ore per poter svolgere un’analisi approfondita dei pezzi principali: si pensi alla celebre Lupa Capitolina, allo Spinario, alla statua di Marco Aurelio o al Bruto Capitolino, solo per citare i pezzi in bronzo. Essi contengono, inoltre, anche una piccola sezione di arte etrusca, che merita sempre un breve approfondimento.

Quello che vi lascerà senza fiato, però, è la commistione fra archeologia e arte.

I Musei Capitolini, infatti, presentano all’interno del Palazzo dei Conservatori veri e propri gioielli artistici: si pensi alla prima Sala, quella degli Orazi e dei Curiazi, affrescata in modo mirabile dal Cavalier d’Arpino, che ha fra i suoi pregi quello di essere stato mentore di un giovane Caravaggio. Ai due estremi della grande sala si ergono il solenne monumento a Papa Urbano VIII del grande maestro barocco Gianlorenzo Bernini, contrapposto al più austero Innocenzo X scolpito dal bolognese Alessandro Algardi.

Ammirerete la superba Testa di Medusa, scolpita anch’essa (seppur non terminata) da Bernini, ed scoprirete il motivo per cui un genio dell’arte come il Maestro del Barocco si ritrovò costretto a svolgere per alcuni anni piccole e risibili commissioni private.

Dileggerete con scherno il travestimento erculeo di Commodo, lo sciagurato Imperatore romano rappresentato in tutti i suoi difetti nel film “Il Gladiatore”, indegno avversario di Russell Crowe.

Entrerete, sommersi da una cascata di luce, nell’aula di Gae Aulenti, dove impera il vero Marco Aurelio, ancora parzialmente dorato, solenne ed imponente nella sua maestosità, ritratto celebrativo dell’ultimo imperatore Filosofo di Roma.

La parte più suggestiva di questo pomeriggio, con la stanchezza a farvi dolere le gambe, sarà l’ingresso all’interno del Tabularium, l’antico archivio repubblicano di Roma, perfetta quinta scenografica sul Foro Romano: da quelle arcate monumentali, affacciati sulla valle del Foro, rivedrete dall’alto i luoghi percorsi a piedi durante la visita del mattino, e solennemente saluterete le rovine di una Roma che si sta mostrando a voi, velo dopo velo, mostrando tutto il proprio splendore.

Da quel balcone, con quella visione dinanzi agli occhi, penserete alla vostra cena ed al meritato “riposo dei giusti”, pronti alla giornata seguente ed alle meraviglie che Roma avrà ancora da offrirvi.

TOP TIP – VISITARE I MUSEI CAPITOLINI

Anche in questo caso il mio primo suggerimento è di farvi accompagnare da una guida alla scoperta di questi musei a dir poco stupendi. Se siete interessati ai Musei in generale questo tour potrebbe fare a caso vostro oppure potete disegnare l’itinerario su misura. 

In alternativa potete comprare il biglietto singolo e vederli da soli, ma ovviamente potrebbe mancarvi qualche pezzo! 

Fotocredit © José Luiz Bernardes Ribeiro

Cosa vedere a Roma (Giorno 2) – I Musei Vaticani e Castel Sant’Angelo

Nella speranza che una notte di sonno profondo e ristoratore vi abbia permesso di recuperare tutte le energie impiegate nelle prime 24 ore, questa seconda giornata si aprirà con quello che, senza alcun dubbio, sarà il giorno più impegnativo della vostra vacanza romana, ossia i Musei Vaticani.

I musei Vaticani e la Basilica di San Pietro

I Musei Vaticani possono essere assai affollati, soprattutto il Sabato e il Lunedì (il giorno di chiusura dei Musei Vaticani è la Domenica), e quindi andrebbero visitati di prima mattina oppure attorno all’ora di pranzo, quando i grandi gruppi ed i crocieristi avranno la meritata pausa pranzo.

I Musei Vaticani sono giganteschi, e ricchissimi di opere d’arte: il nostro suggerimento è di dedicare ad essi non meno di 4 ore di visita, includendo in questo tempo anche la discesa alla Basilica di San Pietro attraverso l’apposita scalinata, che vi farà evitare la fila dei turisti per entrare in Basilica ma che potrete percorrere solo se accompagnati da una Guida Turistica abilitata (non come turisti individuali, per capirsi).

Una volta entrati all’interno dei Musei, vi troverete immersi in una sorta di bolgia dantesca. Il percorso è obbligato, e la sua lunghezza può variare in base all’affollamento dei Musei, con i custodi che obbligano a seguire un itinerario volutamente più lungo per far snellire le code.

LE LUNGHE FILE AI MUSEI VATICANI E COME EVITARLE

I biglietti di ingresso devono essere assolutamente preacquistati con largo anticipo e consiglio anche di comprare il biglietto salta la coda così da non aspettare in fila per ore infinite (costa €19 per adulto, scegli il giorno, l’orario ed il gioco è fatto). 
In alternativa se opti per una visita guidata la tua guida potrà comprarli per te (purchè ne faccia richiesta!). Qui trovi maggiori informazioni su costi e svolgimento. 

La Pinacoteca dei Musei Vaticani

A mio parere, la visita ai Musei Vaticani dovrebbe iniziare con la Pinacoteca, contenente al proprio interno capolavori di Giotto, Melozzo da Forlì, Perugino, Raffaello (la stanza dedicata al Maestro Urbinate è spettacolare), Leonardo da Vinci e Caravaggio, solo per citare gli autori principali.

Il vantaggio della Pinacoteca è che è certamente il luogo meno affollato dei Musei Vaticani, spesso non incluso nei tour più canonici; lo svantaggio è che essa merita almeno un’ora di visita, cosa che (come precisato) porta il tour dei Musei Vaticani alla durata minima di quattro ore.

Una volta usciti dalla Pinacoteca, il percorso tenderà ad essere quasi obbligato.

Il Cortile della Pigna, così denominato dall’impressionante pigna di bronzo che ne domina il nicchione principale. 

Si procederà ad ammirare le collezioni archeologiche e le antichità romane contenute all’interno del Museo Pio-Clementino, la cui vetta sarà senza alcun dubbio la visione del Laocoonte, poderoso capolavoro che ispirò lo stesso Michelangelo, con i serpenti inviati da Poseidone intenti a stritolare l’alto sacerdote troiano ed i suoi due figli, accorsi ad aiutarlo.

L’Apollo del Belvedere, il Torso del Belvedere, il sublime Perseo scolpito dal grande scultore neoclassico Antonio Canova ed i due sarcofagi in Porfido per Elena e Costanza, madre e figlia dell’Imperatore Costantino, concluderanno l’analisi di questa strepitosa sezione dei Musei.

Le tre Gallerie vi lasceranno decisamente senza fiato.

Le sculture contenute nella Galleria dei Candelabri, gli arazzi che decoreranno le pareti dell’omonima galleria ed infine le dettagliatissime mappe geografiche volte a fine XVI secolo da Papa Gregorio XIII faranno da cornice a storie e aneddoti, raffinatissime illusioni prospettiche e sublimi visioni naturalistiche, attraverso le finestre rivolte verso i Giardini Vaticani.

medusa musei vaticani

Le stanze di Raffaello e l’Appartamento Borgia

A questo punto, si entrerà nel cuore dei Musei Vaticani, ossia all’interno delle Stanze di Raffaello. Si tratta di una serie di quattro ambienti che, per rilevanza storica e qualità artistica, rivaleggiano senza remore con la Cappella Sistina.

Il grande Maestro che le progettò e le dipinse, ossia Raffaello Sanzio, celebratissimo nel 2020 in occasione del cinquecentenario della morte, elaborò in queste sale un vero e proprio capolavoro pittorico, in grado di rivelare in pieno il suo estro e la sua poetica.

I tre Papi sotto i quali Raffaello e la sua Scuola svolsero il proprio lavoro (Giulio II, Leone X e Clemente VII) ebbero l’occasione di confrontarsi con il genio del Sanzio, ammirandone l’evoluzione artistica.

Il capolavoro assoluto delle quattro sale, sul quale sarà necessario soffermarsi a lungo, è la celeberrima Scuola di Atene, che costituisce non solo un magistrale esempio qualitativo del talento del giovane artista, ma che contiene al suo interno ritratti di architetti, pittori e scultori contemporanei a Raffaello, che prestarono le loro sembianze ai più celebri filosofi greci.

Donato Bramante, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti entrano a far parte quindi della scena, come involontari attori su un palcoscenico, posizionati dalla mano gentile di Raffaello fra le quinte architettoniche di una basilica di San Pietro in costruzione.

Terminata la visita alle Stanze di Raffaello, e percorso di buon passo l’Appartamento Borgia (che meriterebbe ben altra attenzione, sia per i pavimenti in ceramica che per i soffitti dipinti dal Pinturicchio) stracolmo di opere d’arte moderna, varcherete la soglia della Cappella Sistina, dove avrete modo di trascorrere una ventina di minuti.

La Cappella Sistina

La Cappella Sistina ha smarrito, almeno in parte, la propria sacralità: affollatissima fino all’esagerazione, con i custodi che al microfono richiamano continuamente al mantenimento del silenzio e ricordano come sia vietato effettuare fotografie e video al suo interno, la Cappella Sistina regala una sensazione di forte smarrimento.

Basta però alzare lo sguardo sulla volta michelangiolesca, e su quella Creazione di Adamo con le due dita quasi in contatto, per poi spostare le pupille sulle pareti laterali di fine Quattrocento, affrescate da nomi altisonanti come Botticelli e Perugino, per essere ripagati di tutta la fatica.

E poi il Giudizio Universale, il capolavoro di un Michelangelo ormai nel pieno della propria maturità, con quel vortice di anime elette e dannate, gli angeli che suonano le trombe dell’Apocalisse, Caronte sulla sua barca che impugna il remo a mo’ di mazza di baseball per far scendere i condannati all’inferno e Minosse in fremente attesa, proprio al di sopra della porta di ingresso in Cappella Sistina.

Creazione di adamo

La Basilica di San Pietro

A quel punto, solo nel caso in cui siate accompagnati da una Guida Turistica abilitata, potrete varcare la soglia che vi condurrà alla lunga scalinata, in direzione della Basilica di San Pietro.

La chiesa più grande del mondo richiede almeno 40 minuti per poter essere ammirata a dovere, soffermandosi solo sulle opere principali, come la struggente Pietà di Michelangelo, l’impressionante baldacchino bronzeo ideato da Gian Lorenzo Bernini, i mosaici che decorano le pareti e le molteplici tombe dei Papi.

Ci sarà il tempo di una fugace preghiera, magari dinanzi alla tomba di Giovanni Paolo II, ma purtroppo dovrete a questo punto effettuare una scelta dolorosa: salire o meno sulla cupola.

La salita, infatti, anche con l’ausilio dell’ascensore, è molto impegnativa, e richiede almeno un paio di orette. Quindi valuta bene i tempi. 

Piazza San Pietro Roma

Castel Sant’Angelo

Dopo una mattinata così intensa, è assolutamente necessario affiancare ai Musei Vaticani una visita più leggera, più aneddotica e più esplorativa.

La mia scelta ricade su un monumento posto a poche centinaia di metri dalla Basilica di San Pietro, ossia il maestoso Castel Sant’Angelo.

L’antico Mausoleo di Adriano, trasformatosi nel corso dei secoli in un’imprendibile fortezza, è un perfetto esempio di stratificazione architettonica a Roma. Sia dall’esterno che dall’interno del monumento, infatti, è chiaramente visibile l’evoluzione strutturale del castello, dominato dalla superba statua bronzea dell’Arcangelo nell’atto di rinfoderare la spada, a memoria imperitura della tradizione cristiana legata alla visione di Papa Gregorio Magno, durante la processione del 590 d.C.

Il biglietto di ingresso può essere preacquistato, ma vi consiglio di farlo soltanto nel week-end: in tutti gli altri giorni, una brevissima fila di pochi minuti vi permetterà di accedere senza il costo addizionale dei diritti di prenotazione.

Castel Sant'Angelo Roma

Una volta all’interno, avrete modo di visitare quasi ogni ambiente dell’imponente fortezza, su ciascuno dei livelli disponibili.

Gli unici tre ambienti che vi saranno preclusi, e che di solito sono accessibili solo in estate durante le aperture speciali, sono le prigioni del Castello, la stufetta di Papa Clemente VII (una sorta di piccolo bagno a disposizione del Pontefice) e soprattutto il Passetto, il lungo corridoio che collega Castel Sant’Angelo agli appartamenti Vaticani, ultima estrema via di fuga del Papa in caso di assedio.

La salita alla terrazza di Castel Sant’Angelo è lunga, ma non faticosa: le continue pause e la possibilità di gustarsi un drink lungo il cosiddetto Giretto di Alessandro VII, beandosi della vista sul Tevere e sul Rione Borgo, rendono la passeggiata estremamente rilassante.

A livello artistico, il Castello regala vere e proprie gemme pittoriche, come la Sala Paolina affrescata da Perin del Vaga, la vasta Biblioteca e l’appartamento del Pontefice.

La salita sulla terrazza sarà ovviamente il momento più emozionante della visita, con un panorama irripetibile su tutta Roma, con la Basilica di San Pietro su un lato ed il resto della città ad estendersi dall’altro: una perfetta occasione per scattare un selfie, che diverrà senza dubbio alcuno la memoria più iconica di questa breve vacanza romana.

Se io fossi lì con voi, vi racconterei dei pregi e dei difetti dell’Imperatore Adriano, originario costruttore del Mausoleo, dell’architettura medievale e rinascimentale a Roma, delle macchine d’assedio, di ciò che ancor oggi nel castello è visibile e di ciò che invece nei secoli è scomparso, nonché di come il castello abbia rappresentato tappa essenziale per opere liriche (la Tosca) e cinematografiche (Angeli e Demoni).
Castel Sant’Angelo racconta la propria storia bimillenaria in tanti piccoli dettagli, e due ore e mezzo di visita sono appena sufficienti per percepirne l’importanza all’interno della Città Eterna.

Ponte degli Angeli al tramonto

Al tramonto, imboccate il Ponte degli Angeli, circondati dagli strumenti della Passione di Cristo da essi impugnati, e godetevi il meritato risposo nell’attesa della terza giornata di visita. Roma sarà qui per voi, ad attendervi con le sue braccia aperte.

roma in notturna

Cosa vedere a Roma (Giorno 3) – Centro storico di Roma

Abbiamo dedicato i primi due giorni di vacanza romana ai luoghi più iconici della Città Eterna: dalla maestosità del Colosseo alla meraviglia dei Musei Vaticani.


Il terzo ed ultimo giorno sarà una lunghissima passeggiata, con svariati ingressi, e mescolerà luoghi altrettanto imperdibili e piccole chicche nascoste di certo meritevoli di attenzione.


Piazza di Spagna

Questa terza giornata a Roma comincia dalla Fontana della Barcaccia, ai piedi della Scalinata di Piazza di Spagna.

Il luogo è perfetto per due motivi: da un lato è a pochi passi dalla fermata Metro, e quindi facilmente raggiungibile, dall’altro è adiacente all’Antico Caffè Greco, locale storico di Roma, frequentato per decenni da artisti e letterati, nel quale potrete bervi un ottimo caffè per caricarvi di energie in previsione della camminata.

Piazza di Spagna farà da sfondo a questo inizio, con la splendida tripartizione delle scalee che conduce alla sommità di essa, verso Trinità dei Monti e Villa Medici: uno spettacolare capolavoro settecentesco, reso celebre anche da film e sfilate di moda, da sempre perfetta scenografia per una foto ricordo.

Piazza di Spagna

La Fontana della Barcaccia ci presenta, in punta di piedi, uno dei grandi protagonisti dell’itinerario mattutino, ossia Gian Lorenzo Bernini, al lavoro nella decorazione della fontana come assistente di suo padre Pietro.

Le api ed i soli che vedrete a poppa e prua sono i simboli araldici di un altro grande protagonista che incontreremo spesso nella mattinata, ossia Papa Urbano VIII.

Dopo aver sorpassato la Colonna dell’Immacolata Concezione, che ogni 8 Dicembre riceve la visita del Santo Padre e che sorregge sul braccio destro la corona di fiori ivi posta dai Vigili del Fuoco, affiancate il Palazzo di Propaganda Fide, decorato per metà dallo stesso Bernini e per metà dal suo grande rivale, l’architetto Borromini. 

Bernini Vs Borromini – L’eterna competizione

I due scatenarono a Roma una vera e propria faida personale, che andò ben oltre la semplice antipatia, ma che sfociò in veri e propri atti offensivi e denigratori reciproci.

Giunti al bivio, troverete sulla destra il ritratto marmoreo di Bernini laddove si trovava il suo palazzo nel XVII secolo, e dal lato opposto la sobria facciata di Sant’Andrea delle Fratte. Trascurate la cortina in laterizio e salite in alto con lo sguardo, per ammirare il superbo campanile della chiesa, scintillante nel suo marmo bianco con gli angeli a chiudere le proprie ali per darsi forza e simulare di essere colonne.

Il capolavoro di Borromini mostra chiaramente la sua capacità di lavorare le superfici con concavità e convessità alternate, per dare la sensazione di dinamismo e movimento.

Dentro la chiesa, però, la sfida continua. Varcando la soglia e andando verso l’altare, troverete due dei dodici Angeli con gli strumenti della passione: l’uno regge la corona di spine di Cristo, l’altro il cartiglio.

I due Angeli svettavano sulle balaustre del meraviglioso Ponte degli Angeli che avete ammirato ieri pomeriggio, assieme agli altri otto con gli ulteriori strumenti della passione, ma per i Papi essi erano troppo mirabili per restare sotto le intemperie, e vennero spostati al coperto in questa chiesa, che quindi possiede simultaneamente opere dei due rivali: Bernini contro Borromini, in una continua interminabile competizione post mortem.   

Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’Accademia di San Luca

Una passeggiata a sfiorare i resti dell’Acquedotto Vergine, che ancor oggi alimenta la Fontana di Trevi, e l’Accademia di San Luca, entrando nella quale potrete ammirare lo strepitoso ingresso con testa di Medusa e volute vegetali ideato dal Borromini, e dopo pochi passi ascolterete lo scroscio dell’acqua che cade. Di fronte a voi, la solennità della Fontana di Trevi, ideata da Nicola Salvi ed ancora oggi capolavoro indiscusso di Roma.

Fontana di Trevi

Poggiata su Palazzo Poli, con Oceano al centro a dominare la scena, parte in marmo e parte in travertino, la Fontana di Trevi è costantemente circondata da una folla di turisti desiderosi di scattare una foto ricordo e soprattutto di scagliare una monetina nella fontana, rivolgendo ad essa le spalle, per tornare a Roma in futuro.

Fatelo senza remore, poiché tutte le monete raccolte vanno in beneficenza, ed è finito i tempi dei bimbi che le raccoglievano con i retini per infilarsele in saccoccia (Totò, nel suo tentativo di vendere la Fontana di Trevi, docet).

Se hai del tempo extra considera di visitare anche i sotterranei alla Fontana di Trevi e scendi a 9 metri sotto terra per scoprire un mondo poco conosciuto.

fontana di trevi roma

Via del Corso e Palazzo Dora Pamphilj

La breve camminata che vi condurrà a Via del Corso vi darà modo di visitare una delle più belle, ancorchè clamorosamente dimenticate, collezioni artistiche private di Roma.

Lungo Via del Corso si apre infatti la facciata monumentale del Palazzo Doria Pamphilj, al cui piano nobile è possibile visitare la strepitosa Galleria, ricchissima di quadri fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’arte italiana.

La straordinarietà della Galleria Doria Pamphilj è data dal fatto che la collezione è ancor oggi disposta sulle pareti non come si è soliti vederla in un museo, ma come era tradizione fare nel XVII e XVIII secolo, con i quadri attaccati gli uni agli altri, cornice contro cornice, in un horror vacui degno del miglior Jacovitti.

Dopo le prime stanze di anticamera, fra cui una sublime sala da ballo con balconcino per l’orchestra ed un’affascinante cappella privata, avrete la possibilità di passeggiare fra le ali della Galleria scoprendo, fra le altre opere, ben tre capolavori di Caravaggio (la Maddalena Penitente, il Riposo durante la Fuga in Egitto ed il San Giovannino), due opere di un giovane Tiziano Vecellio, il Doppio Ritratto di Raffaello, tele di Memling e Lippi, ma soprattutto – in un camerino appositamente designato per ospitarli- i due capolavori del Museo: i ritratti, l’uno pittorico e l’altro marmoreo, di Papa Innocenzo X Pamphilj, realizzati dal grande pittore Velazquez e dal grande scultore barocco Bernini.

Due versioni assai differenti dello stesso uomo, per nulla amato dai Romani, a dimostrazione di come gli occhi di un artista sappiano vedere ciò che ai comuni mortali è spesso precluso.

Palazzo Dora Pamphilj

Piazza di Pietra

Usciti dalla Galleria, ruoterete attorno a Palazzo Pamphilj per raggiungere Piazza di Pietra, laddove ancora si ergono undici colonne appartenenti all’antico Tempio di Adriano, uno dei migliori Imperatori Romani.

Siete in questo momento al centro di un vero e proprio dedalo di luoghi iconici, con i luoghi del potere da un lato – Montecitorio e Palazzo Chigi – ed i luoghi religiosi dall’altro – la superba chiesa barocca di Sant’Ignazio. Esiste però una forza magnetica che vi condurrà, senza remore, di fronte al più solenne monumento della Roma Antica, il luogo che ancor più del Colosseo manifesta in tutta la sua imperiosità la grandiosità della Roma Imperiale: il Pantheon.

Pantheon

Chiunque si sente minuscolo ed insignificante come un granello di polvere di fronte a tale titano architettonico. Costruito inizialmente da Marco Agrippa e poi ricostruito da Adriano nelle forme attuali, il Pantheon rappresenta il più clamoroso capolavoro di ingegneria dell’Antica Roma.

Ogni singolo dettaglio del monumento racconta una storia, un aneddoto, una leggenda: dal diavolo che correndovi attorno ne scavò il fossato, alla piazza pavimentata in legno per non disturbare il sonno eterno dei Re d’Italia sepolti all’interno, fino alla pioggia che leggendariamente non cadrebbe all’interno del monumento a dispetto dell’oculus, il grande buco circolare dal diametro di quasi nove metri posto al centro della cupola.

Passate attraverso le monumentali colonne di granito, varcate le porte camminando sul pavimento di marmi policromi ed ammirate la perfezione di questo luogo, oggi trasformato in chiesa, per poi fermarvi un attimo ad onorare la memoria di uno degli straordinari protagonisti del Rinascimento Italiano, quel Raffaello Sanzio che morì troppo giovane, ad appena 37 anni, e che chiese ed ottenne di essere sepolto proprio nel Pantheon, che era il Tempio di tutti gli dei e che ben si addiceva ad un artista che, ai suoi tempi, venne soprannominato “il Dio dei pittori”.

Pantheon Roma

Chiesa di San Luigi dei Francesi

Uscendo dal Pantheon, penserete che nulla possa più sorprendervi. Eppure, Roma sa riservare sorprese ad ogni angolo, e la voce di un altro pittore, questa volta ben più bistrattato e maledetto di Raffaello sussurrerà il vostro nome. Seguendone il bisbiglio, giungerete nei pressi della Chiesa di San Luigi dei Francesi: basterà entrare al suo interno per vedere tutti i presenti accalcati attorno all’ultima cappella di sinistra.

È la Cappella Contarelli, e rappresenta l’apice romano del successo di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio: di fronte a voi tre tele, inerenti la vita di San Matteo, ma solo le due laterali in realtà diedero grande fama al nostro artista. La terza, quella centrale, raffigurante San Matteo e l’Angelo, fu un clamoroso flop, tanto da costringere Caravaggio a dipingere una seconda versione della propria opera, che è quella che vedete oggi esposta. Tragico il fato della prima versione: le bombe della seconda guerra mondiale l’hanno incenerita in quel di Berlino.

Caravaggio mostra qui tutta la sua poetica, fatta di falci di luce e buio tenebroso, personaggi biblici agghindati alla moderna ed angeli efebici vestiti solo di un lenzuolo, come in una recita parrocchiale. È la vita di tutti i giorni che diventa arte, è l’arte di tutti i giorni che diventa vita.

Piazza Navona

Prendetevi tutto il tempo che volete per ammirare questi tre capolavori, e poi dirigetevi presso l’ultima zona da visitare, ossia Piazza Navona, il teatro del barocco più scenografico, l’antico Stadio di Domiziano che diventa palcoscenico dell’eterna disfida fra il giovale Bernini ed il cupo Borromini.

Il primo si diletterà a creare la Fontana dei Quattro Fiumi, quattro come i continenti scoperti fino ad allora, sormontata dallo splendido obelisco con sull’apice la colomba (non dello Spirito Santo, ma della famiglia Pamphilj); il secondo, con il suo tradizionale movimento architettonico fatto di superfici concave e convesse, disegnerà la dinamica ed ondeggiante facciata della Chiesa di Sant’Agnese in Agone, così movimentata anche all’interno da lasciare basiti per l’inventiva dell’architetto ticinese.

Tra artisti di strada e ritrattisti, funamboli e lettori di tarocchi, vi verrà da chiedervi chi, fra i due grandi artisti, abbia prevalso in questa competizione: ai loro tempi, la corona d’alloro andò a Bernini, che si tolse anche lo sfizio di venire sepolto all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore. Borromini, incapace di reggere il confronto e giudicando ormai intollerabile essere considerato sempre e comunque la seconda scelta, si tirò fuori dalla disfida nel modo più brutale: togliendosi la vita.

Riservate ai due grandi protagonisti della Roma Seicentesca un ultimo pensiero, e godetevi il vostro meritato pranzo ristoratore.

Il pomeriggio, infatti, sarà dedicato ad un angolo segreto di Roma, che ben pochi conoscono.

Piazza navona

La vostra ultima mezza giornata a Roma deve obbligatoriamente andare alla scoperta di qualcosa di più misterioso, un dettaglio che potrete raccontare ai vostri amici e conoscenti come qualcosa di insolito ed innovativo.

Basilica di San Clemente – Un viaggio di 2000 anni

La Basilica di San Clemente, si trova a metà strada fra il Colosseo e San Giovanni in Laterano; strepitosa Arcibasilica Papale che, con suo chiostro ed il suo battistero, riserveremo alla vostra prossima visita in Capitale.

Rom, Basilika San Clemente, Innenraum 3

San Clemente è il classico tour “da Guida”. Non c’è posto più importante di esso per scegliere una buona Guida Turistica: non si tratta infatti della canonica visita ad una semplice chiesa, ma di una vera e propria discesa spaziale e temporale verso il basso e nel passato, quali novelli Indiana Jones alla scoperta della verità. Una Guida Turistica saprà farvi districare a dovere all’interno di un luogo che mostra senza dubbio la propria complessità, ma che rivela sorprese inaspettate ad ogni angolo, nessuna delle quali merita di passare inosservata.

La Chiesa di San Clemente è uno straordinario edificio multistrato che sprofonda nel sottosuolo di Roma.
Se Castel Sant’Angelo è l’edificio romano che meglio mostra la stratificazione della città in superficie, la Chiesa di San Clemente è quello che meglio lo mostra nel sottosuolo.

TOP TIP 

Nel caso in cui decidiate di visitare in autonomia questo luogo denso di storia e di significati religiosi, controllate sempre che gli scavi siano regolarmente aperti, consultando il sito della chiesa stessa. Nel caso in cui preferisca farti accompagnare da una guida puoi contattare Vincenzo da questo link.

La cosiddetta Chiesa Superiore di San Clemente è un gioiello di arte medievale, dotata di un catino absidale così lucente da far strabuzzare gli occhi, con un Albero della Vita a contornare Cristo crocifisso, e tra i girali vegetali animali e uomini a fare capolino, come simboli di vita imperitura ed eterna.

Ammirerete la Schola Cantorum recintata da antichi pannelli marmorei, la Cappella di Santa Caterina affrescata da Masaccio e Masolino, lo scenografico pavimento cosmatesco ed il ber cortile ricreato con materiale di riuso.

A quel punto, già con gli occhi pieni di meraviglia, entrerete in sacrestia, per versare l’obolo necessario all’ingresso negli Scavi, e farete immediatamente la conoscenza col Padre Domenicano Irlandese Joseph Mulloly, grande protagonista della nostra storia.

Fu proprio lui, infatti, nel XIX secolo ad intuire l’esistenza di una preesistente chiesa sottostante, distrutta nel 1084 dai Normanni di Roberto il Guiscardo. Sarà proprio questo il luogo che vi ritroverete a visitare, ammirando i frammenti dell’antico pavimento, i residui delle colonne originali ma soprattutto decriptando gli affreschi del IX e XI secolo che coprivano le pareti della chiesa, e che ancora oggi lasciano stupiti per la brillantezza dei colori e la definizione dei dettagli.

Avrete modo di approfondire la vita e le opere dei due martiri Cirillo e Metodio, di scoprire cosa si intenda con l’espressione Giudizio Particolare”, in che modo si manifestasse artisticamente all’epoca il concetto di Limbo, e soprattutto potrete ammirare un affresco legato ad un miracolo di San Clemente che può senza alcun dubbio essere definito “volgare” dal punto di vista del linguaggio: non solo, infatti, vengono adoperate delle parole in lingua volgare anziché in latino nel parlato dei protagonisti dell’affresco, ma tali espressioni sono anche assai ingiuriose, ossia volgari nel senso più lato del termine, facendo spesso scaturire un sorriso nello spettatore.

Gli edifici della Roma Imperiale

Il livello della antica chiesa paleocristiana non è però l’ultimo da visitare. Scendendo ancor più nelle profondità della terra, percorrendo in discesa altre tre decine di gradini, vi ritroverete circondati da edifici della Roma Imperiale, in un balzo indietro nel tempo di quasi due millenni.

Da un lato, fra muri in laterizio appartenenti ad abitazioni private, osserverete un mitreo, un antico santuario dedicato al dio Mitra, con accanto ad esso un’aula dedicata agli adepti del culto.

Dalla parte opposta, varcherete la soglia di un edificio dalle imponenti pareti di pietra, che secondo gli studiosi altro non sarebbe che l’antica Zecca di Roma, ricostruita qui dall’Imperatore Domiziano alla fine del I secolo d.C. dopo che un funesto incendio aveva raso al suolo quella costruita sul Campidoglio.

Ritornando in superficie, avrete modo di fare mente locale: in due ore, avrete vissuto quasi duemila anni di storia, andando a ritroso nel tempo e nello spazio, visitando un luogo poco conosciuto fra le bellezze di Roma e sovrapponendo l’uno sull’altro i molteplici strati della Città Eterna, che vi accoglierà di nuovo, con la sua luce del tardo pomeriggio, all’esterno della chiesa.

Concludete la serata nella vivace Trastevere dove riposare i piedi dalle lunghe camminate in una delle tante osterie del quartiere.

Conclusione – Perchè a Roma anche le pietre parlano

Ho cercato, in questo lungo articolo, di provare a raccontarvi la mia Roma, studiata costantemente per anni ed ancora in grado di sorprendermi. Riassumerne anche solo un minuscolo frammento in appena tre giorni è un’impresa titanica, degna del dio pagano Ercole.
Spero comunque di avervi fatto comprendere come ogni angolo, ogni vicolo, ogni palazzo, ogni area archeologica, ogni singola pietra di questa città abbia qualcosa da raccontare.

Talvolta sono parole urlate, ascoltabili da chiunque vi passi anche solo distrattamente accanto. Talvolta sono flebili sussurri, impercettibili come ultrasuoni, udibili solo da chi sappia cosa cercare.

Sono stato felice di provare a farvi percepire alcuni di questi bisbiglii. Roma è la mia città da sempre, e come disse una volta il Presidente Ciampi: Siamo Italiani e siamo Romani. Essere nati in Italia è un dono, essere nati a Roma è un privilegio”.

Vedere Roma in 3 giorni – Domande Frequenti

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