Cosa fare a Île Sainte Marie ed Île aux Nattes – Madagascar

Cosa fare a  Île Sainte Marie ed  Île aux Nattes – Madagascar

Cosa fare ad Ile Sainte Marie ed Ile Aux Nattes in Madagascar

La partenza da Tamatave, o Taomasina, è pianificata per le 5.30 del mattino di fronte l’agenzia El Condor. Ho dormito in un hotel i cui proprietari credo siano cinesi e che dà sulla rumorosa strada in cui sfrecciano tuk tuk e la gente urla fino alle 20.30. Orario in cui credo che ormai la maggior parte della gente sia già a casa e pronta per andare a dormire.

10 ore dope, di cui 3 ore di minibus, pause nel mezzo, ed altre 3 di barca, approdo a  Île Sainte Marie, longilinea isola di circa 60km, e larga appena 8, e che, a quanto pare, in questi ultimi anni sta attraendo sempre più turisti “rubandoli” alla più navigata Nosy Be.

Spiagge bianche la cui ombra è data da alte palme, un’area, quella a sud, più sviluppata, e un’altra, quella nord, più selvaggia che culmina nelle piscine naturali che proteggono dalle forti onde dell’oceano indiano. E poi Île Aux Nattes, separata da un piccolo stretto in cui quel poco rumore di Sainte Marie scompare del tutto, e si rimane soli con il rumore del vento e del mare.

madagascar overland

Il buio cala presto da queste parti. Mi sveglio di primissima mattina e vado a dormire prima delle 22, quando ormai è buio da circa 4 ore. Rintanandomi protetta dalla rete del letto mi addormento, ormai da circa 5 giorni, con il suono del mare.

Pare che la primavera sia la stagione migliore per viaggiare in Madagascar.  

Le balene stanno per abbandonare le acque dell’isola dirigendosi a sud, ma non passa giorno che dalla spiaggia se ne avvistino alcune.
Le ultime sono ancora qui e un orizzonte già di per se meraviglioso, con questi impressionanti animali acquisisce una marcia in più.

Sono andata a vederle da vicino con la barca, sotto il cielo adesso annuvolato e adesso con il sole che scotta, tipico di questa isola in cui può sempre piovere ed il clima è ballerino.
Ieri è stato uno di quei giorni grigi, in cui il sole lo si è visto solo tra un breve acquazzone e una raffica di vento, che invece di liberare il cielo lo ha coperto ancora di più.

Così, invece di mettere costume e maschera ho indossato le scarpe e mi sono diretta verso l’entroterra di questa minuscola isola in cui mi sono trasferita due giorni fa: Ile aux Nattes.

Sono arrivata in piroga attraversando il breve tratto di canale che la separa da Ile Sainte Marie per approdare a dei bungalow sulla spiaggia sulla costa occidentale. Posizione ideale per godere dei tramonti, nuvole permettendo, la balene di passaggio e la costa del Madagascar che mi sembra troppo vicina rispetto le 3 ore di barca impiegate per arrivare qui. Quindi non solo via terra si va lenti. Ma a quanto pare anche via mare.

Il francese, che non parlo, è una barriera che cerco di superare facendo domande stupide a chiunque incontri, giusto per far pratica. E per attaccare bottone. Ma la vera parola chiave, nell’est, è ACORE (ciao in malagasy della costa dell’Est) che scatena dei sorrisoni ed un sonoro TAZARACORE che annienta qualsiasi barriera.

L’isolotto, Ile aux Nattes, che si gira senza troppo affanno in circa 4 ore, è circondato da barriera, il villaggio principale si trova proprio nel mezzo. Non ci sono strade né mezzi a motore, giusto qualche motorino, quindi si cammina nel verde delle piante che mi sembrano gigantesche, ci si rotola sulla sabbia bianca delle spiagge che raccontano il poco turismo, o si legge sotto l’ombra delle palme.

Si passeggia seguendo i sentieri che poi alla fine portano tutti allo stesso posto, e che lungo il tragitto offrono luoghi di ristoro “chez + nome” dove fermarsi per uno spuntino come unico cliente del momento, chissà che non lo sia proprio del giorno.
Che vuoi che accada in un posto del genere? Niente in effetti. Si dorme con le finestre aperte, si mangia cibo delizioso che arriva dritto dal mare oppure qualche frittella del banchetto in cui l’unto non manca mai.
Fritto. Croce e delizia d’Africa.

Ile sainte marie beach

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Isola Sainte Marie – Tra storia e leggenda 

L’origine dell’insediamento dell’isola rimane misteriosa, l’unica certezza è che dal 1684 al 1724, l’isola fu una delle culle della pirateria diventando base strategica per bucanieri come David Williams, Thomas Tew, Thomas White, The Hawk, Plentain e tanti altri.
All’inizio del XVIII secolo sull’isola si contavano più di 1000 pirati, la cui storia oggi si racconta nel famoso cimitero.

Qui costruirono villaggi fortificati, sposarono donne delle tribù creando delle vere e proprie comunità.
Intorno al 1720 i discendenti dei pirati stabilirono il loro dominio sulle popolazioni locali che non si opposero a nessuna resistenza.

L’azione più importante fu guidata dal famoso Ratsimilaho, figlio di un pirata inglese e della figlia di un capo di Santa Maria.

Quest’ultimo mostrò simpatia per i francesi e alla sua morte, lasciò un vero regno alla figlia Bety che sposò un francese, il caporale La Bigorne, che divenne principe consorte e cedette Sainte Marie al re di Francia: l’atto di cessione fu firmato dalla regina Bety il 30 luglio 1750 e, fino a poco tempo fa, gli abitanti dell’isola avevano uno status specifico che conferiva loro lo status di cittadini della common law francese.

NOSY MBAVI – L’isola delle donne

La storia di Île Sainte-Marie o Nosy Boraha è affascinante, alcuni la chiamano anche Nosy Mbavy ovvero “L’isola delle donne”.
Secondo la leggenda, un ebreo di nome Abraham o Ibrahim al suo arrivo sull’isola fu assalito da un’orda di donne. Stanco e affamato, ha incontrato una vecchia signora che gli ha offerto cibo per pietà. Grato per il gesto ricevuto, Abraham benedisse la sua benefattrice e la sua discendenza, in modo che trovassero sempre acqua durante il loro viaggio. La leggenda racconta che la primavera sgorga vicino alla casa della vecchia signora. In riferimento a questa storia, alcuni storici sostengono che i primi stranieri a venire sull’isola furono yemeniti, ebrei yemeniti.

La leggenda di Giona
Un’altra leggenda evoca Nosy Boraha, in connessione con il mito biblico di Giona. Secondo un abitante del villaggio di nome Boraha, Giona, braccato da una balena, fu salvato da un delfino che lo mise sulla riva dell’isola. 

Migliore stagione per viaggiare a Ile Sainte Marie ed Ile aux Nattes

La pioggia può essere attesa tutto l’anno su Ile Sainte Marie, le condizioni climatiche diventano più stabili tra Settembre a Dicembre, è in questi mesi che che gli amanti della natura apprezzeranno di più la natura esuberante e queste isole tropicali.
piroga ile aux nattes

Come arrivare a Isola Sainte Marie ed isola aux Nattes da Antanarivo (Tana) e da Taomasina (Tamatave) 

A seconda del dove si parte, Tana o Tamatave, il viaggio può richiedere anche due giorni, se via terra. La soluzione per cui opta chi ha poco tempo a disposizione e non vuole perdere giornate intere di viaggio è volare con Air Madagascar (voli circa 400€ andata e ritorno).

Alternativamente, se si preferisce fare il viaggio via terra, chi parte da Antanarivo dovrà considerare due giorni di viaggio.
Si dovrà infatti arrivare prima a Tamatave (Taomasina), circa 8 ore via strada, e poi il giorno dopo alle 5,30 presentarsi presso l’ufficio con cui si è prenotato il transfer che, da Tamatave, in minibus porterà fino a Mahambo. Da qui si prenderà una barca che in 3 ore arriva a Isola Sainte Marie.

Ci sono numerose compagnie che offrono questo servizio, io ho prenotato con El Condor/Blue Marine Madagascar (ARY 160.000 – Al cambio €40 solo andata).
In totale abbiamo impiegato circa 10 ore effettive dall’incontro all’agenzia, 5,30am per poi partire verso le 6,30 ma è necessario arrivare prima per ritirare il biglietto e posizionare i bagagli, in queste ore sono incluse numerose pause.
Piuttosto scorrevole come viaggio ed organizzato in maniera molto particolare, quindi occhio ai nomi che gridano ai megafoni perchè si sale sul  bus ed in barca a chiamata!  Possibile pagare con paypal.

Cosa fare a Isola Sainte Marie

Non sono tipa da spiaggia, non più a dire il vero. Non amo sdraiarmi a prendere il sole, da questo ormai fuggo e cerco di proteggermi con protezione 50 o superiore, quindi se da un lato amo le spiagge e le isole dall’altro lato dopo qualche giorno rischio di annoiarmi e mi trovo alla costante ricerca di qualcosa da fare.
Sainte Marie mi ha regalato tutto questo: costa meravigliosa, barriera corallina, balene e luoghi interessanti che mi hanno saputa tenere impegnata per l’intera settimana senza lasciarmi poltrire su un lettino da spiaggia.

Per gli sportivi e chi vuole attività avventurose

Per una lista di attività da poter vivere a Ile Sainte Marie consiglio di contattare Crazy Lemur  specializzato in attività sportive e safari marini e di terra, da escursioni in 4×4, kitesurf, avvistamento balene, kayak ma anche scalata su roccia e trekking.

Noleggiare un motorino e scoprire il nord ed il sud dell’isola

Questo è il miglior modo per cominciare a scoprire l’isola, su due ruote.
I motorini al giorno costano circa ARY50,000 (a seconda del dove lo si noleggia, questa cifra se si noleggia presso il lodge/hotel che dista dalla città principale), e permette di seguire la strada principale, l’unica asfaltata (a tratti), lungo i 60 km.
Soggiornando al Natiora Lodge, che si trova a metà, ho diviso l’isola in nord e sud così da dedicare una giornata ai 30km a sud e l’altra ai 25km a nord.

scooter ile sainte marie

Sacred beach – Le piscine naturali

All’estremo nord dell’isola si trovano le meravigliose piscine naturali che si susseguono una dopo l’altra proteggendo dalle forti onde dell’oceano indiano. Vi si arriva semplicemente con il motorino, una guida è obbligatoria.

Questo luogo è considerato sacro e le donne con le mestruazioni non possono fare il bagno. Il percorso segue le differenti piscine fino all’ultima, ai piedi di una collina, sulla quale è possibile salire ed ammirare il panorama dall’alto.

natural swimming pool

Scoprire il selvaggio est in 4×4 o quad 

Sulla costa est si arriva in differenti maniere: camminando, con quad, con 4×4 e per i più atletici anche in mountainbike.

Ho optato per la 4×4, costo 60.000ARY (eravamo un gruppetto di 7 persone). La partenza è stata da Villa Les Orquidees dove ho soggiornato per le ultime due notte, di ritorno da Ile aux Nattes.
I 10 km di strada non asfaltata e totalmente dissestata si sono fatti in circa 2 ore, attraversando villaggi in cui la vita procede come sempre ed in cui gli unici turisti del giorno sono quelli che si cimentano in attività di questo tipo.
L’est è la parte selvaggia dell’isola caratterizzata da canali di mangrovie che sfociano poi nel blu dell’oceano indiano. Dopo un pranzo a base di granchio, cucinato con cocco e pomodoro, in piroga abbiamo attraversato i canali di mangrovie per approdare ad una bella e selvaggia spiaggia prima di cominciare il rientro verso le 16.30.

piroga madagascar
isola sainte marie

Avvistamento di balene 

Da Giugno a fine Settembre le balene arrivano fino al canale di Ile Sainte Marie, che separa l’isola dal Madagascar, dall’Antartide cercando acque più calde, per la riproduzione e il parto.
Il tour richiede 4 ore, in questo periodo ci sono tante balene con balenotteri e credo di averne avvistati almeno 12, dei quali solo tre hanno saltato, cogliendomi impreparata con la macchina fotografica!
Costo del tour: ARY 160.000 circa

whale watching Madagascar

Scuba diving e Snorkeling

Le barriere coralline situate leggermente al largo di Ile St Marie offrono il luogo ideale per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni.
Le acque sono infatti ricche di  pesci tropicali, murene, delfini, tartarughe marine, cernie, aragoste e squali grigi. L’isola vanta una straordinaria  fauna oceanica, ma anche relitti di pirati e nella barriera corallina di Soanambo, il bellissimo corallo nero.

ile aux nattes

Cimitero dei pirati

Per 100 anni Ile St Marie è stata casa di circa 1000 pirati, le sue baie protette e sicure furono per molto tempo tappa per i pirati di ritorno con carichi pieni di tesori saccheggiati durante le spedizioni nelle Indie Orientali.  Si narra che nei secoli XVII e XVIII più di 1000 pirati chiamassero l’isola “casa”- tra cui i famigerati e molto temuti William Kidd e Thomas Tew.
Le baie sicure e appartate dell’Isola erano regolarmente frequentate da barche di pirati che tornavano carichi di tesori saccheggiati nelle Indie Orientali.
Ile Sainte Marie rivendica uno degli unici cimiteri di pirati legittimi del mondo, che, situato in cima a una collina, ancora oggi mantiene lapidi fatiscenti con incisioni consumate che raccontano la loro presenza sull’isola.

cimitero pirati ile sainte marie

Dove dormire a Isola Sainte Marie

Natiora Green lodge – Ho scelto questo hotel perchè attirata dalla meravigliosa spiaggia, i bungalows sono deliziosi, immersi in un giardino tropicale in uno degli angoli, secondo me, più belli di tutta l’isola. Si trova lontano dalla zona degli hotels, quindi si può avere la sensazione di essere isolati, lo si è in verità, ma circondati da tanta bellezza, con la possibilità di fare snorkeling praticamente da soli in questa spiaggia costellata da rocce suggestive, vale assolutamente la scelta. Ho anche apprezzato la posizione proprio a metà dei 60 km di lunghezza dell’isola che in  due giorni di motorino ho potuto godermi sia il sud che il nord dell’isola calibrando bene le distanze e quindi i tempi di percorrenza.  Prenota subito online

Villa Les Orchidées Chez Ago – Alternativamente chi preferisce stare al sud e desidera una soluzione più semplice ed economica, consiglio Les Orquides il cui proprietario, Agostino, è lo stesso che organizza tours sportivi ed avventurosi a Ile sainte Marie.
La casa è bellissima e molto particolare, le camere sono enormi. Non ha vista mare ma si trova in un grande giardino e la strada principale, quindi anche il mare, si raggiunge in appena 1 minuto camminando. Prenota adesso

Ile Aux Nattes 

Un piccolo paradiso in cui non vi sono strade, che si può scoprire in circa 4 ore camminando, un isolotto circondato da barriera corallina in cui basta entrare in acqua per fare uno snorkeling eccellente. Ile Aux Nattes è  l’alternativa, o estensione nel mio caso, a Ile Sainte Marie, per chi vuole disconnettere del tutto.

Dopo aver passato qualche giorno qui, anche la già di suo tranquilla isola più grande sembrerà caotica e rumorosa. Non ci sono strade nè auto, o tul tuk, forse qualche motorino, ma nell’isola si cammina e basta e ci si rilassa tra gli unici rumori di vento e mare che arriva a pochi metri dai bungalows.
Nonostante sia minuscola, l’isola offre tutto ciò che si desidera quando si immagina una isola tropicale: sabbia bianche, mangrovie, palme ed una laguna turchese protetta da barriera corallina. Una evasione meritata per godersi il silenzio e la pace di un angolo di paradiso.

Il nome dell’isola deriva da un albero chiamato “nanto”, che in passato abbondava qui ed il cui il legno veniva usato per la costruzione di navi. Questa specie di albero è ora completamente scomparsa dall’isola.

ile aux nattes pirogue

Come arrivare a Isola Aux Nattes da Sainte Marie

L’isola dista appena 300mt da isola Sainte Marie, la breve tratta di canale la si fà con le piroghe. Il costo è di circa 2000/3000 ARY per il semplice passaggio, qualcosa in più se vi fate lasciare presso il lodge, il costo varia a seconda della distanza. Per il Manigory Lodge il costo è di approssimativamente 3000ARY.

piroga sainte marie

piroga ile aux nattes

Cosa fare a Isola aux Nattes 

Non c’è moltissimo da fare sull’isola, viste anche le dimensioni ridotte, tuttavia questo non vuol dire che non ci sia niente di interessante.
Se infatti è ideale per qualche giorno di totale relax, è anche vero che qui è possibile svolgere alcune semplici attività da alternare con la lettura di un bel libro sulla sabbia bianca e all’ombra di qualche palma.

Snorkeling sulla barriera

Il versante occidentale dell’isola è protetto da una enorme barriera corallina, è quindi semplice entrare in acqua e nuotare con maschera e boccaglio, si consiglia di farlo con l’alta marea in quanto con la bassa potrebbe essere difficoltoso farlo a causa dei coralli taglienti.

Ile aux nattes

Hiking fino al centro dell’isola e lungo la costa

L’isola è talmente tanto piccola che una mezza giornata si può dedicare ad un hiking piuttosto semplice seguendo i pochi percorsi tracciati. Partendo dall’hotel sulla spiaggia ci si dirigerà verso l’entroterra passando per il villaggio principale ed arrivare sulla cima dell’isola, al faro, da cui poter godere di una vista sull’oceano.

Consiglio di partire dall’Hotel Lemuriens e da qui seguire il percorso lungo la costa occidentale fino ad arrivare al Fanilo Blevec che si trova sulla cima della collina e  che offre una vista panoramica della lunga barriera corallina. I più fortunati potranno anche avvistare i lemuri bianchi e neri che sono stati portati sull’isola o vedere una delleorchidee più rare del mondo: la Regina del Madagascar che fiorisce da novembre a gennaio.Essendo molto rare è severamente vietato coglierle, quindi ammiratele ma non toccatele.

ile aux nattes

Tramonto e cena al Maningory lodge

Il Maningory Lodge  mi è stato consigliato da Hermes, del Natiora Green di Sainte Marie. La posizione è eccezionale per godere dei tramonti e delle balene direttamente dalla spiaggia e si trova sul lato di costa dell’isola più bello e suggestivo per fare snorkeling. Il lodge ha un ristorante/bar sulla spiaggia, il menù è quello del giorno e la scelta piuttosto limitata, ma quanto cucinano è eccellente (prevalentemente a base di pesce e frutti di mare).

Dove dormire a Isola aux Nattes

Manyngory – Si trova sulla costa ovest dell’isola, quella secondo me con le spiagge più belle, da cui si ammira il tramonto, e dove si può fare uno snorkeling eccellente. Il bungalow si trova in un giardino tropicale direttamente sul mare. Il lodge ha anche un ristorante con ottimi piatti del giorno, poca scelta ma davvero deliziosi, a costi assolutamente accessibili. Prenota subito il bungalow 

Un’altra ottima opzione è l’hotel Le Lemuriens che offre differenti tipologie di bungalows immersi in un giardino sulla spiaggia. L’hotel si trova alla punta sud dell’isola quindi si consiglia di organizzare il transfer con loro o di farvi portare con la piroga direttamente presso l’hotel.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 7 commenti.

  1. Stephanie

    Ciao Giulia grazie per il tuo articolo ,è molto utile! Hai messo la tua esperienza al servizio di tutti gli altri viaggiatori. Ho qualche domanda ancora da farti.. ho visto il natiora mi sarebbe piaciuto fare qualche giorno lì ma anche qualche giorno al riake sull altra costa.. è molto difficile attraversare l’isola? Lo scooter è meglio noleggiarlo al natiora o all’arrivo in aereoporto/porto ?
    Rispetto all’acqua ho letto che ci sono forse un po’di maree con alghe .. tu sai dirmi qualcosa di più o non le hai trovate? Ultima domanda: consigli di vedere ile aux nattes o proprio di starci due giorni ? Noi abbiamo scelto queste mete principalmente per la natura un po’ di autenticità lo snorkeling e un po’ di quiete. Grazie!

    1. Giulia Raciti

      Ciao Steohanie,
      l’isola è molto lunga quindi ti servirà qualche giorno per visitarla tutta. Il motorino lo puoi noleggiare in hotel, non credo che li noleggino in aeroporto, avrete tra l’altro i bagagli quindi è meglio organizzare un transfer.
      L’acqua è meravigliosa, ci possono essere alghe ma queste dipendono dalle maree però a me non hanno disturbato. Ile aux nattes è piccola, a me piace per starci qualche giorno, ma potete farla in giornata se non volete dormire li.
      Un saluto
      Giulia

  2. Antonio

    Ciao Giulia… innanzitutto complimenti per il post… mi hai aperto un mondo Volevo chiederti qualche consiglio per il periodo di agosto, principalmente per l’avvistamento di balene: 1) 5/6 giorni per poter svolgere le diverse attività proposte, andrebbero bene? 2) affittare uno scooter o quad per esplorare i vari versanti dell’isola è sicuro in merito a strade e luoghi? 3) come amante dello snorkeling e scuba diving, per avvistare (come scrivevi) tartarughe, delfini, squali grigi etc., converrebbe soggiornare nella parte occidentale? 4) stavo prendendo in considerazione il consigliato Natiora Green Lodge. Qui, ci sarebbe la possibilità di organizzare tours (ad esempio cimitero dei pirati, Ilé aux Nattes, …)? Ho letto che la sera difficilmente ci si può spostare essendo lontano dal centro, è vero? Grazie e scusami per le tante domande. Buona serata.

    1. Giulia Raciti

      Ciao Antonio,
      ile Sainte Marie è molto lunga e stretta, i lodges e gli hotels si trovano solo sulla parte orientale (guardando la costa del Madagascar) perchè il lato occidentale è molto difficile da raggiungere e serve in quad o puoi affidarti ad Agostino, il link è nel post, che è un esperto di tour avventurosi ed è molto molto bravo.
      Il Natiora è lontano dal centro, vero, ma è anche in una baia spettacolare, a me piace moltissimo. Però se volete stare vicini alla città allora potete stare nella zona dove si concentrano gli hotels. Dipende cosa ti piace di più. Di fatto se è vero che è lontano dalla città è anche vero che si trova proprio a metà dell’isola così da permettere in maniera agile la visita del nord e del sud con un motorino che possono aiutarti a noleggiare.
      Ile Aux Nattes puoi andare solo senza problemi. Con il motorino arrivi alla punta sud dell’isola e con la piroga arrivi ad Ile Aux Nattes.
      Idem per il cimitero dei pirati. I tours da organizzare sono: whale watching, diving, eventuali tours sulla costa ovest.
      Buona Sainte Marie!

  3. Sergio

    Volevo fare i complimenti per l articolo ben scritto e ricco di spunti interessanti. Grazie Ps ho approfittato per prenotare uno degli hotel proposti. Buon lavoro. Sergio Beato

    1. Giulia Raciti

      Ciao Sergio,
      grazie! Sono molto contenta che abbia trovato il post utile. Divertiti a Sainte Marie!

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