SUD AMERICA

Cuzco – Cuy, Inca Kola e Pane dolce

Agosto 4, 2016
Modificato il Maggio 31, 2020
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Cosa mangiare a Cuzco – Perù a tavola

A volte capita che vai a visitare una nuova città e per quanto bella o storicamente interessante sia quello che vuoi davvero scoprire è un altro aspetto che ha poco a che vedere con le visite guidate, le audio-guida e i musei. 

A Cuzco, splendida città coloniale, capitale dell’impero Inca e solitamente base obbligatoria per chi vuole andare a Machu Picchu, mi sono abbuffata. 

La cucina peruviana è la più famosa in Latino America.
L’Argentina eccelle quando si parla di carne, una di quelle che se la provi non torni più indietro, il Cile ha dell’ottimo pesce e ho particolarmente gradito i pranzi al mercato centrale di Santiago, ma la comida peruviana è talmente tanto varia che se in Argentina sai che non vale la pena mangiare pesce e in Cile viceversa che non vale mangiare carne, qui giornalmente hai l’eterno dubbio: carne o pesce?

Il Perù affacciandosi sulla costa da un lato ed avendo le montagne dall’altro offre allo stesso tempo pesce, frutti di mare e carne, ma non solo, qui non ci sono solo migliaia varietà di patate, le verdure abbondano grazie alle tutt’ora attuali terrazze inca in cui si ricreando microclimi per sfruttare al massimo i terreni fertili che abbondano nel Paese. Non si fanno mancare niente.

Se poi a una ricchezza e varietà di ingredienti si unisce l’influenza cinese ed orientale, che ha un ruolo fondamentale in questa cucina, si viene a creare un mix interessante, uno di quelli che potrebbe facilmente diventare da 5000 calorie al giorno.

Se stai pianificando un viaggio in Perù leggi i post – Cosa fare a CuzcoItinerario di viaggio in PerùLuoghi da non perdere in un viaggio in Perù
cosa mangiare perù

Cosa mangiare a Cuzco

Di tutte le città peruviane la più bella è senza ombra di dubbio Cuzco.
Ho passato giornate intere  camminando senza meta perdendosi per le piccole vie di questa città coloniale in cui tutto sembra a dimensione del turista e la gente locale vive di questo.

La città è costruita in maniera concentrica attorno Plaza de las Armas la piazza centrale in cui si erge imponente la cattedrale, che alle spalle vede snodarsi l’antico e pittoresco quartiere di San Blas, caratterizzato da vie piccole, in salita, strade di pietra strette, a senso unico e con minuscoli marciapiedi, e di fronte invece guarda alle strade trafficate, le grandi piazze con relative chiese e il caotico mercato.
Poco fuori dal perimetro delimitato dalle cartine turistiche che ti danno gratis all’ostello si trova la Cuzco popolare, quella dove vive la gente locale e generalmente i turisti non vanno.

La convinzione che quanto più lontani dalle piazze centrali si vada quanto meglio si mangi e quanto più si risparmi mi ha portata sino ai sobborghi della città dove, per la prima volta, ho mangiato il tipico l’anticucho, una sorta di spiedino di carne, imbattibile quello di cuore di mucca, con patate arrosto e salsa leggermente piccante, e il recoto relleno, un peperone verde piccante ripieno di carne, riso e verdure, avvolto in pastella e fritto.
Il tutto ovviamente addolcito dalla stucchevole ma d’obbligo Inca Kola.

In un ristorante arrangiato, rumoroso e soprattutto pieno di persone sedute ai tavoli ed in piedi aspettando che si liberi anche un piccolo spazio mi rendo conto di avere fatto centro!
Faccio la fila per ordinare le uniche due portate che il ristorante prepara. La signora alla cassa annota gli ordini e somma su un pezzo di carta quanto le si deve mentre, dietro di lei, protetti da una vetrata 5 uomini lavorano ai fornelli riempiendo piatti di pezzi di carne infilzati nello  spiedino e peperoni fritti che sembrano piccole palle da rugby.
Scene di vita quotidiana che ancora a Cuzco non avevo incontrato e che hanno reso la mia cena speciale oltre che particolarmente pesante.

cibo peruviano
rocoto perù

Soddisfatta delle scoperte gastronomiche della sera precente, il giorno dopo l’ho dedicato a un tour gastonimico locale, era giunto il momento di provare la portata per cui forse la cucina peruviana è conosciuta nel mondo, il tanto famigerato Cuy al forno, che altro non è che un porcellino d’india.

In compagnia di Tiago di Sao Paulo salgo e scendo da minibus collectivos per arrivare a Tipon il paradiso del Cuy.

Tipon è un piccolo agglomerato di case distribuite lungo la strada principale, le mura in adobo, mattoni fatti di terra, fanno sembrare le case, a quanto mi hanno riferito i locali potrei anche evitare di scrivere fanno sembrare, instabili, non c’è nessuno per le poche strade ma sono però sicura di essere nel posto giusto.

Tutti i ristoranti, la maggior parte chiusi, pare cucinino solo ed esclusivamente il porcellino d’india e non lascino via di scampo al vegetariano.

Nei pochi ristoranti aperti il forno di pietra è accesso e qualche cuy è già pronto. Adagiato su un letto di spaghetti al forno (non scotti tra l’altro), patate e un piccolo peperone ripieno arriva lui il tanto famoso e decantato Cuy rosolato con ancora le zampe e la testa ed imbottito di erbe aromatiche.

porcellino d'india
Cuy prima del forno
cuy al forno
Cuy dopo

Bello non è. Addentarlo tipo pannocchia con la testa a destra e le zampe a sinistra non è stato un momento facile ma è stato decisamente divertente e soprattutto l’ho annoverato alla lista di quelle cose che ho fatto e che molto probabilmente non farò mai più.
Di fatto poca sostanza, tutto spezie all’interno e poco arrosto e se non ci fosse stata la pasta probabilmente sarei andata via ancora con fame.
Vale la pena o è da non perdere? Si può sopravvivere senza averlo mangiato ma è talmente tipico ed unico come piatto che per me era irrinunciabile, accompagnato poi da una Inca Kola era l’abbinamento perfetto.

cuy al horno
Ristorante di Cuy

Ma l’appetito vien mangiando, si sa. Finito il pranzo abbiamo preso un altro micro per raggiungere Oropesa, il paese delle panetterie in cui si produce ll famoso pan chuta, il famoso pan dolce.
Oropesa è un altro piccolo paesino con una piazza principale, chiesa del paese, piccole vie che delimitano i pochi blocchi della città in cui l’odoro non può lasciare indifferenti.
Odore di pane…odore di casa!

Mi intrufolo in più panetterie, le trovo seguendo l’odore e bussando a portoni chiusi sicura che lì dietro ci fosse l’eldorado, pane caldo, fumante e profumento.
Davanti ai miei occhi si sfornano centinaia di forme di pane di diverse dimensioni, il forno credo ne contenga più di 100, e velocemente tre uomini fanno tutto il lavoro seguendo uno schema ripetitivo e meccanico, uno mette in pala i panetti, l’altro informa e sforna e il terzo con un telo attaccato al collo così da formare una sacca riempie questa borsa di panini e forme di pane per portarli nel magazzino.

pane perù
Pane di Oropesa
pane peruviano
Al forno di Oropesa
pan oropesa perù
Il garzone mette il pane nel sacco e lo porta in magazzino

In 5 ore sono andata via da Cuzco, ho mangiato e passeggiato per villaggi deserti dove le uniche attrazioni, e scusate se è poco, sono delizie culinarie per le quali i peruviani stessi arrivano da tutto il Paese e ho ricordato quanto mi piacciano i piccoli centri piuttosto che le grandi città.
Cuzco è una città abbastanza grande, è bellissima e può venire difficile lasciarla, sono rimasta 10 giorni per andare via a malincuore, ma andare fuori città per una mezza giornata, lontana dal traffico e dai fiumi di persone è stato un toccasana.
Mangiare questo strano roditore in un ristorante improbabile, fare il giro delle panetterie, chiacchierare con la cuoca annoiata e assaggiare il pane caldo appena sfornato è stata una piacevole e  breve pausa, là dove il Perù si mostra per quello che è davvero a parte le splendide città: povero, polveroso, laborioso e splendido.

Come arrivare a Tipon e Oropesa

Dal centro di Cuzco prendere un micro direzione Centro di Artigianato o all’Hospedaje (2 soles), da lì prendere un altro collettivo direzione Tipon. In 30 minuti di guida passando per il paese dei Chicharrones, grasso di maiale fritto altra specialità cuzquena, si appoda a destinazione. Riconoscere Tipon è facile, ci sono insegne di Cuy al forno dovunque.

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