Cosa fare in Belize – Paradiso della Biodiversità

Cosa fare in Belize – Paradiso della Biodiversità

Cosa fare in Belize – Biodiversità e mare dei Caraibi

State pensando di viaggiare in Belize ma non conoscete bene questo Paese? Nelle prossime righe troverete tutte le informazioni più importanti per organizzare il vostro viaggio in Belize.

Nonostante le piccole dimensioni, il Belize offre enormi bellezze naturalistiche, come la seconda barriera corallina più grande del Mondo, ed archeologiche, come le antiche rovine di numerose città Maya. Il Belize è quindi è la destinazione perfetta per gli amanti del mare e dell’avventura.

Seguono alcune idee per chi vuole vivere al meglio questo piccolo ma eccitante Paese del Centro America. 

Escursioni al mare

 La barriera corallina del Belize è lunga 322 km ed è la più grande barriera delle Americhe.
La vita sottomarina è lussureggiante con migliaia di pesci colorati, coralli variopinti ed animali tra i più diversi.

E’ possibile organizzare escursioni di snorkeling nella barriera corallina partendo dai Cayos, ovvero delle piccole isolette al largo della costa belizeana.
I due Cayos più famosi sono San Pedro Ambergris (la famosa Isla Bonita cantata da Madonna nel 1986) e Caye Caulker, più piccolo ed economico rispetto a San Pedro.

In entrambi i Cayos è possibile prenotare attività di snorkeling nella barriera.
Le escursioni si dividono in half day (35$ per persona) e full day (70$ per persona).

Fra le due è consigliabile il full day perché permette di vedere vari spot della barriera, di nuotare con squali nutrice (tranquilli non mordono), con numerose tartarughe, mante e migliaia di pesci colorati.
Se siete fortunati vedrete anche i lamantini, pacifici animali che nuotano fra enormi distese di mangrovie.

Il Belize è famoso anche per il Great Blue Hole, il buco marino più famoso del Mondo e sogno di numerosi subacquei.
Il Blue Hole è distante circa una settantina di km dalle coste del Belize e lo si può raggiungere in circa 3 ore di navigazione rapida.

Dai Cayos partono escursioni tutte le settimane per immergersi in questa enorme cavità sottomarina. Se il vostro obiettivo è quello di vedere stalattiti e stalagmiti subacquee possiamo meglio raccomandarvi i cenotes del Messico, come il cenote Dos Ojos a Tulum, mentre se volete vedere la fauna marina del Blue Hole, vi consigliamo di risparmiarvi i 175$ dell’escursione perché vedrete più animali nella barriera corallina circondante i Cayos di San Pedro o Caye Caulker.

Per raggiungere i Cayos è necessario prendere un traghetto rapido da Belize City. Ne partono a tutte le ore del giorno ed impiega circa un’oretta. L’isola di San Pedro è raggiungibile anche dalla città messicana di Chetumal, sempre con un traghetto.

Escursioni nell’entroterra

Il Belize sicuramente attira molti visitatori per le sue incredibili bellezze marine, in pochi però conoscono i tesori dell’entroterra, fra grotte sacre dove anticamente i maya svolgevano riti religiosi ed antiche rovine nascoste dalla fitta vegetazione della selva tropicale.

La grotta più grande e più famosa del Belize è Actun Tunichil Muknal, per gli amici ATM Cave. Per visitarla bisogna raggiungere la cittadina di San Ignacio, vicino al confine col Guatemala, e prenotare un’escursione organizzata dal costo di 80$ per persona. Si, il prezzo è abbastanza caro ma fidatevi se vi dico che li vale tutti, ora vi spiego il perché.

La partenza da San Ignacio è sempre prevista la mattina e, dopo circa un’oretta di strada di cui l’ultima parte sterrato, si parcheggia e si prosegue a piedi lungo un sentiero nella foresta. Per visitare la grotta è necessario lasciare in bus ogni cosa, cellulare, portafogli, macchinetta fotografica e vestiti di ricambio, in quanto sarà necessario immergersi fino al petto e nella grotta non è consentito entrare con macchinette o cellulari.

L’entrata della grotta è molto suggestiva. Appena entrati bisogna immergersi nell’acqua limpida e fresca per una cinquantina di metri, come a voler purificare le persone prima di entrare in un luogo sacro. Infatti, camminando all’interno della grotta che si apre con stanze enormi piene di stalattiti e stalagmiti giganti, si vedono ovunque i resti di anfore e vasi, testimonianza delle cerimonie maya.

L’atmosfera della grotta è incredibile, sembra proprio di vivere un film di Indiana Jones, e la parte più entusiasmante attende alla fine.  È proprio in fondo alla grotta che si nasconde una spettacolare e macabra sorpresa: lo scheletro di una bambina offerta in sacrificio agli dei!

Con il passare degli anni, il calcare della grotta ha completamente cristallizzato lo scheletro fondendolo con le rocce e rendendo il tutto ancora più magico. I maya, al contrario di quanto si crede, hanno iniziato a sacrificare persone agli dei solo nell’ultimo periodo della loro esistenza, un’era dove le continue siccità stavano creando seri danni alle coltivazioni di mais e fagioli, mettendo a repentaglio la sopravvivenza delle città maya. Infatti quando arrivarono gli spagnoli le più grandi città maya erano già state abbandonate ma la cultura maya è sopravvissuta in comunità più piccole fino ai giorni nostri.       

L’ATM Cave non è difficile da visitare e non servono doti o abilità da speleologi, tutte le persone con normali livelli di mobilità possono percorrerla. L’unica raccomandazione è non aver paura dell’acqua, per quei brevi tratti in cui è necessario immergersi, e non soffrire di claustrofobia, regola che vale per tutte le grotte.   

Altre attrattive spettacolari nascoste nell’interno del Belize sono le numerose rovine maya, testimonianze di una civiltà fra le più floride e sviluppate delle Americhe.

I siti archeologici più grandi e belli si trovano tutti nell’area di San Ignacio, vicino al confine con il Guatemala.

Qui è possibile visitare Xunantúnich, in lingua maya ragazza delle rocce o donna di pietra, raggiungibile attraversando in soli cinque minuti di traghetto il fiume Mopan.

Il centro cerimoniale della città è molto compatto ed al suo interno si trova la seconda piramide più alta del Belize.

Altro sito cerimoniale molto interessante è Cahal Pech, situato a due passi dal centro di San Ignacio. Il sito archeologico più famoso e grande del Belize chiamato Caracol (chiocciola in spagnolo), è situato a circa una trentina di kilometri da San Ignacio.

Qui, circondata da una rigogliosa vegetazione, è possibile scalare la piramide maya più alta del Belize. Quella del Caracol era una delle città maya più grandi, con una popolazione stimata di 120/180.000 persone ed un’estensione di 170 km quadrati (Milano è 180 km2) al suo massimo apogeo. Una stele poi ricorda la vittoria contro la rivale Tikal nel 562 d.c.

Costa Belize

Come raggiungere il Belize

Il Belize è un piccolo Stato dell’America Centrale confinante con il Messico, il Guatemala ed il mar dei Caraibi. La capitale amministrativa è Belmopan ma il centro economico del Paese è Belize City, sede dell’aeroporto internazionale Philip Goldson.

Il Belize è raggiungibile dall’Italia con diverse compagnie, dalla British Airlines ad Air France, facendo però uno o più scali fra gli Stati Uniti o Panama, dipendendo dalla compagnia con cui deciderete di volare. Meglio connessi con l’Italia sono Messico e Guatemala, due Paesi che si combinano perfettamente con un viaggio in Belize.

Isola Uccelli Belize

Gli abitanti del Belize

Il Belize è uno stato molto particolare nel contesto dell’America Centrale. Infatti è l’unico con una doppia anima, maya e africana, spagnola ed inglese.

Dopo le prime esplorazioni spagnole non vi era più stato interesse delle grandi potenze europee nel colonizzare l’area. I suoi cayos però servivano da rifugio per i bucanieri, pirati pagati dal governo inglese per ostacolare il commercio spagnolo nel Mar dei Caraibi. Dopo qualche anno i bucanieri smisero con la pirateria in quanto era più redditizio dedicarsi al commercio di legnami pregiati. Fu così che la corona inglese incluse il Belize, in passato conosciuto come Honduras Britannico, sotto il proprio controllo. Solo nel 1973 l’Honduras Britannico prese il nome odierno di Belize dall’omonimo fiume che attraversa il Paese, giusto otto anni prima di raggiungere l’indipendenza dal governo britannico nel 1981.

Per lungo tempo il Belize è stato quindi una colonia britannica, dedita per lo più al commercio di legname pregiato ed alla coltivazione di canna da zucchero, utile alla produzione di Rum.

Per fare questi lavori molto faticosi gli inglesi schiavizzarono milioni di persone rapendole in Africa e portandole nelle colonie americane.

Questo ha influenzato molto le tradizioni, la lingua e la cultura di una parte della popolazione del Belize, i garifuna, diretti discendenti degli schiavi africani. I garifuna oggi vivono in tutta la costa del Belize e nelle isole come San Pedro e Caye Caulker. Parlano una lingua simile al giamaicano, un misto di inglese e lingue africane. Fra spagnolo ed inglese parlano molto meglio l’inglese.

Anche se l’inglese è la lingua ufficiale del Belize, la maggior parte della popolazione è di origine maya e vive nell’intero del Paese.
Queste persone sono fra le poche in America Centrale a parlare perfettamente sia spagnolo che inglese, vivendo a tutti gli effetti in uno Stato bilingue.

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Gianluca Pachamama

Gianluca ha viaggiato per Perù e Bolivia per molti mesi e lì ha deciso di rimanere per due anni lavorando come volontario in diversi progetti fra Lima e l'Amazzonia. Un pioniere amante dell'avventura e grande conoscitore del Perù. clicca qui per conoscere meglio Gianluca: www.viaggiare-low-cost.it/chi-siamo/gianluca-pachamama/

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