Come diventare un Travel Blogger Superstar

Come diventare un Travel Blogger Superstar

Abbiamo capito chi è il travel blogger. Abbiamo anche capito quali sono gli errori che spesso si fanno e come gestire il tuo blog al meglio. Ma praticamente come si fa? Ovvero, come si può dare vita a un blog SuperStar?
In questo post voglio considerare alcuni consigli su come scrivere un travel blog.

Non ci sono regole rigide, anche perché se no tutti scriverebbero alla stessa maniera, delle stesse cose, con lo stesso stile.
Ma è anche vero che online con la massa di blogs di viaggi che si trovano è facile capire quali sono quelli che valgono e quali no.

Credo che si possa anche prescindere dal parere personale, mi piace lo stile o meno, ci sono alcune regole di base, che servono per catturare l’attenzione, fare rimanere attaccati al proprio sito, avere lettori abituali e che possono aiutare a creare un prodotto editoriale completo, ben fatto e che con il tempo non potrà che crescere.

Come scrivere un Travel Blog

Conosci i tuoi lettori

Quando scrivi come blogger e lo fai per tenere informati I genitori e gli amici allora è bene scrivere di quello che hai mangiato, lo shopping che hai fatto, quanti caffè hai bevuto. Ma I tuoi lettori non sono interessati a questo, loro vogliono leggere di esperienze particolari, uniche, interessanti che sebbene tue possano essere estese anche a loro stessi. I tuoi lettori cercano informazioni, forse vogliono seguire i tuoi stessi passi, se infatti ti hanno trovato online, probabilmente stavano proprio cercando informazioni su quella destinazione.

Dai un tocco personale senza scadere nel banale, mostra qualcosa di unico che tu hai visto e puoi descrivere, regala una chiave di lettura per un luogo che anche se non nuovo a te (e agli altri), probabilmente può essere raccontato in maniera differente ed unica. Tu, che hai viaggiato tanto, hai sicuramente maturato una certa attenzione e occhio ai dettagli e aspetti socio culturali che chi viaggia poco non può avere.

Dal primo paragrafo fai capire di cosa tratta il tuo post

Io sono molto prolissa, c’è chi me ne fa una colpa chi invece loda questo mio modo di scrivere, lungo ma, credo (spero??), completo ed univoco.
Di fatto è importante che dal titolo e sin dal primo paragrafo si capisca bene quale è l’obiettivo del tuo post.

Se non lo spieghi subito, nessuno è disposto a leggere un testo di 2000 parole!
L’introduzione è essenziale per invitare al proseguimento della lettura. Quante volte hai abbandonato un libro con un inizio (circa 100 pagine) noioso e lento? Fammi indovinare…tante!

Ascolta gli altri e racconta le loro storie

Il blog è tuo, ok. Racconti dei tuoi viaggi. Giusto. Ma quante persone hai incontrato nel tuo cammino che hanno storie interessanti da raccontare?
Raccontale, abbelliscile dai tuoi ricordi, i tuoi pensieri. Tu non sei una guida di viaggi, tu sei un viaggiatore con un punto di vista personale ed unico che può raccontare un luogo, raccontato migliaia di volte da migliaia di persone, in maniera differente. Chi incontri nel tuo cammino, le esperienze di vita locale che fai, le disavventure, le compagnie e i momenti di solitudine. Racconta il tuo viaggio, non cosa hai visto e cosa hai mangiato. Questo interessa a pochi.

Pubblica poche ma buone foto

Qui torna il solito discorso qualità vs quantità. Non solo nei testi ma anche nelle foto, che sono importanti quando si racconta un viaggio, non serve pubbblicare 30 foto di scarsa qualità o asettiche.
Insomma, se hai una sfilza di foto del mare dei caraibi,  che io che ci sono stata 7 mesi adesso non trovo neanche più interessante, pubblicane solo alcune e pubblica le più belle.
Non funziona pubblicarne tante senza un minimo di selezione. Appenderesti mai al muro di casa tua un quadro osceno? No. Ecco nel blog vale la stessa regola.

Trova la tua nicchia

Semplicemente trova il pubblico interessato alla tua esperienza. Lima e modula, grazie agli interventi dei tuoi stessi lettori, il tuo modo di scrivere ma sii ben concentrato su quello che tu conosci. Sei l’esperto nel tuo campo. I tuttologi hanno vita breve.

Non lasciarti prendere dal blog dimenticando il viaggio

Il tuo blog va bene, hai sempre più fans, sempre più pagine viste, hey cominci pure a farci dei soldi.

Facile passare dal “bloggo perché viaggio” al “bloggo per fare soldi” dimenticando, così, il viaggio.
E’ una splendida sensazione vedere dei ritorni, anche economici visto lo sforzo enorme che si fa, ma se a un certo punto l’unica motivazione che ti spinge a viaggiare è dimostrare che stai viaggiando. Hai sbagliato!
VIAGGIA, non scomparire dalla rete ma non lasciarti ossessionare. Cerca e scopri cosa può interessare.

Impara a scrivere per il web e a fare un po’ di Seo

Scrivere è un’arte.

Bisogna avere nella propria natura la volontà e un po’ di attitudine alla scrittura ma questa è una disciplina che si impara con il tempo. Impara quindi a scrivere per il web, e per questo voglio rimandare ai seguenti posts
Scrivere per il Web – By Mestiere di Scrivere
Come scrivere per i blog e fare soldi blogging – By Problogger (sito in inglese)

Impara a fare un po’ di Seo.

E’ inutile far finta di niente. La maggior parte degli accessi al blog arriva dai motori di ricerca, se tu non sai scrivere o non sai impostare il post pensando anche a questi potrai essere il blogger più elegante e dalla scrittura più fine del web ma vedrai chi scrive peggio di te andare meglio.
Perché?

Perché ti mancano delle basi essenziali che chi vuole fare del bloggin una fonte alternativa (anche di guadagno…parliamoci chiaro) deve assolutamente considerare.
E’ facile fare del seo al tuo sito? Ni! (rimando per questo al post come guadagnare con un blog)

Sicuramente questa attività prende molto tempo.
Però dato che online ci sono numerose risorse gratuite che spiegano per filo e per segno come fare io voglio lasciarvi i links alle risorse online più autorevoli del momento e 2 guide Seo per principianti (spero parliate inglese):

Guida Seo per principianti – By SeoMoz

Guida Seo Advances – By QuickSprout

blogging tips

Blogging Tips

Quando viaggi

Cerca l’inusuale

Sii curioso

Esplora un posto e lascia la guida in ostello

Perditi per le strade, questo farà del tuo post un articolo orignale ed interessante

Parla con la gente

Quando scrivi sul blog

Leggi interessanti e ben fatti post di viaggio

Evita i cliché

Scegli il giusto titolo

Pubblica belle foto

Non scrivere una volta al mese o quando ne hai voglia

Leggi e rileggi prima di pubblicare

Non avere paura di scrivere quello che pensi

Cosa gli utenti vogliono da un travel blog

A questo punto passo la palla non a chi scrive (in verità di questi c’è anche chi scrive) bensì a chi legge.
Ho chiesto sulla pagina Facebook di Viaggiare Low Cost cosa attrae di un travel blog, come dovrebbe essere quello perfetto, cosa vuole leggere chi approda tra le tue pagine.
Ecco le risposte:

Alberto (@Nomadidigitali) – Deve soddisfare esigenze reali, i bisogni di un gruppo specifico e non rivolgersi a tutti i viaggiatori in genere. Deve fornire valore realmente utile e creare un senso di appartenenza ad una tribù. Esistono migliaia di modi diversi di viaggiare e milioni di viaggiatori….bisogna decidere a chi rivolgersi e iniziare ad usare il loro linguaggio.

Wandering Will (@Wandering Will) – Informazioni pratiche ridotte al minimo indispensabile. Non mi interessa in che ristorante hai mangiato, cosa hai mangiato, e tantomeno la foto di cosa hai mangiato. Se vedo foto fatte con instagram chiudo la pagina al volo.
Io vorrei sapere che emozioni ti ha dato un posto, le curiosità, una storiella carina. Io vedo il travel blogging più come un romanzo a puntate, che una semplice (e banale) guida turistica.

Claudia  (@claudiamafalda)– Non seguo i travel blogger che pubblicano post sponsorizzati mescolati agli altri. Poi ogni contenuto puó essere interessante, dipende anche dalla forma che gli dai. Per esempio un particolare punto di vista anche su argomenti arcinoti, puó rendere la lettura interessante e farti scoprire un aspetto diverso di un luogo che conosci già.

Katia  (@Katy_Mk) – Dovrebbe fare una sorta di reportage, anche senza foto, deve dire cose interessanti, diverse dalle solite, magari raccontando la storia di qualcuno in particolare e di come vive, come la pensa su tante cose, ecc.

LuxOnIt – consigli per non incappare nei frequenti errori che si fanno per la poca confidenza con i luoghi, “must” turistici e consuetudini del posto per non oltraggiare le abitudini autoctone!

Giorgia (@travel-chicken) – ci deve essere intelligenza, stimolo, curiosità, passione. ma lo penso per tutto (sono una snob del cazzo!) ci deve essere analisi, spirito critico, apertura. insomma, non deve essere dozzinale e mi deve dare un punto di vista diverso dal mio e diverso dalla maggioranza, se no che valore aggiunto è?
Quanto alle info pratiche, cerco quelle che non trovo sui siti “istituzionali” (ad es. orari dei mezzi pubblici introvabili altrove oppure incomprensibili per me perché in una lingua sconosciuta)ma non ti seguo per le info pratiche.

Luca – Io credo che molte foto facciano la differenza!!!

Arianna (@Laragazzaconlavaligia) –  I travel blogs che leggo regolarmente sono quelli in cui il punto di vista e’ fortemente *soggettivo*, e ancor meglio se l’autore sottolinea sia gli aspetti positivi che quelli negativi delle sue esperienze. Questo secondo me distingue un travel blog dal sito di un tour operator o da una guida turistica e da questo ricavo sempre degli utili spunti di riflessione, che mi aiutano a programmare (o ri-programmare) le mie vacanze e i miei viaggi. E’ irrilevante per me la condivisione di gusti (niente trekking per te, vero Giulia? : )) o di opinioni, perche’ penso di poter imparare molto da chi non la pensa come me. Marginale per quanto mi riguarda la presenza di foto e video, mi interessano di piu’ i contenuti scritti. Certo, mi aspetto anche di trovare consigli e informazioni pratiche su luoghi da visitare, attivita’, alloggi, dritte per risparmiare. In particolare apprezzo molto le recensioni degli ostelli, le trovo utilissime per scegliere dove alloggiare!

Ascolta chi ti legge, migliora in base ai commenti che ricevi, non sei mai arrivato quando scrivi, come non è mai arrivato chi viaggia.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. sabrina g.

    Grazie per questi punti di vista, spero che anche il mio piccolo e nuovo travel blog diventi migliore! 🙂

  2. Green Shuttle Vivara

    Ciao Giulia.

    A noi di Vivara Viaggi, a noi amanti delle storie, delle piccole storie che si nascondono in ogni viaggio, non possiamo che immolarci alla causa del “perdersi” per le strade del mondo.

    Il SEO, d’accordo. Le foto, benissimo. Ma se si tiene a disposizione sempre il navigatore, se si resta attaccati come cozze alla guida di viaggio, nessuna sorpresa potrà venire dalle nostre esperienze all’estero, e anche un mago del web non avrà nulla da dire.

    Anzi, noi faremmo un passo in più: lasciarsi ospitare, alternare soggiorni in albergo o b&b a notti passate sul divano di un abitante del luogo.

    Noi, le storie migliori, le abbiamo trovate negli occhi di chi ci ha ospitato.

    A presto

    Green Shuttle Vivara

  3. Wandering Wil

    Grazie della menzione, Giulia! Inutile dire che sono molto d’accordo con tutto quello che scrivi, compreso quello che NON faccio io stesso 😀
    Per esempio, io che scrivo la storia di un viaggio, più che dare indicazioni pratiche, tendo a essere un po’ romanzesco, a tratti poetico, per cui sono molto poco SEO friendly, e non va bene! In più non ho ancora ben capito chi è il mio target: quelli che viaggiano? quelli che cambiano vita? quelli che esplorano? i nomad worker? Mah! 😀

  4. Wandering Wil

    Grazie della menzione, Giulia! Inutile dire che sono molto d’accordo con tutto quello che scrivi, compreso quello che NON faccio io stesso 😀
    Per esempio, io che scrivo la storia di un viaggio, più che dare indicazioni pratiche, tendo a essere un po’ romanzesco, a tratti poetico, per cui sono molto poco SEO friendly, e non va bene! In più non ho ancora ben capito chi è il mio target: quelli che viaggiano? quelli che cambiano vita? quelli che esplorano? i nomad worker? Mah! 😀

  5. Claudia

    ciao Giulia, grazie per la menzione, io tra i punti che hai citato metteri al primo posto: non ti dimenticare mai di viaggiare, e soprattutto di farlo per conto tuo!

    Sembra assurdo, ma troppi travel blogger scrivono, a volte anche in maniera quasi “ossessiva”, di argomenti legati ai viaggi e si “dimenticano” poi di viaggiare essi stessi, di guardarsi intorno, di essere curiosi.
    E aggiungerei anche: se vuoi essere originale e destare curiosità nei tuoi lettori, pagateli tu, i tuoi viaggi, non aspettare sempre di esser invitato a destra e a manca. In questo modo il tuo giudizio sarà indipendente e sarà più facile essere attratto dalle particolarità di un luogo, piuttosto che quelle che ti vuole propinare il tour preconfezionato a scopo pubblicitario.
    ciao 🙂

    1. Viaggiare Low Cost

      Ciao Claudia,
      questo punto è già nel primo post e qui l’ho sintetizzato in “Non lasciarti prendere dal blog dimenticando il viaggio”.
      Grazie per il tuo commento..anzi i tuoi commenti!
      CIAOCIAO da Berlino!

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