Choeung Ek – I campi di sterminio in Cambogia. Una storia da non dimenticare

Choeung Ek – I campi di sterminio in Cambogia. Una storia da non dimenticare

killing fields cambodia Chi decide di venire in Cambogia deve fare i conti con una storia drammatica che in qualche modo ricorda il nazismo in Europa o lo stalinismo in Russia, una storia breve quella cambogiana ma che ha avuto esiti sconvolgenti di cui ancora oggi si percepisce il dolore e lo strazio.

Gli anni del Khmer Rouge (Rouge in francese significa rosso quindi è ovvio un richiamo al comunismo) in 3 anni e 10 mesi ha portato a termine un genocidio vero e proprio.

Questa tragedia si è consumata dal 1975 al 1979, immediatamente dopo la Guerra civile cambogiana, e in questi pochi anni ben 3 milioni di cambogiani  su una popolazione di 8 milioni sono stati uccisi dai loro stessi connazionali.

Bambini, donne, intellettuali, studiosi, chi parlava due lingue o semplicemente portava gli occhiali meritavano la morte.

Ma prima di raccontarvi dei campi di sterminio di Choeung Ek e di quello che ho imparato in questa ora di visita forse è il caso introdurre la storia del Paese per fare capire cosa effettivamente è accaduto.

Il Khmer Rouge ha raggiunto il potere nel 1975, il Primo Ministro di allora e mente di questo piano di sterminio e di creazione di una società comunista “pura” era Pol Pot, figlio di una famiglia benestante di immigrati cinesi.

Pol Pot vinse una borsa di studio per concluere l’università in Francia dove però non riuscì a concludere gli studi ma dove si lasciò affascinare dalle teorie marxiste e comuniste che decise di mettere in pratica in Cambogia.

L’ideale era stabilire l’ideale ed utopica società agraria comunista.
La sua ascesa al potere è stata facilitata da un generale malcontento nel Paese dovuta alla repressione del generale Lol Nol (appoggiato dalla CIA), i Khmer Rouge incominciarono a fare capitolare i villaggi e prendere il potere, nel 1973 gran parte della Cambogia era sotto scacco e il 17 aprile 1975 la capitale Phnon Penh capitolò e il generale Lol Nol fu costretto a scappare, Pol Pot ha così carta bianca per attuare il suo atroce piano comunista.

Le prime azioni intraprese furono l’evacuazione delle città, rimarrà storica quella di Phnom Penh, la popolazione intera venne mandata nei campi a lavorare per circa 12-14 ore al giorno ininterrottamente avendo come mangiare solo un piatto di riso in brodo.

I dissidenti o chi non era considerato abbastanza puro per fare parte della società doveva essere ucciso e per questo sono stati costruiti campi di sterminio in tutto il Paese.

Il più grande e il più famoso è quello a pochi chilometri di distanza dalla Capitale chiamato Choeung Ek.

Per quanto debba ammettere che come luogo mi ha impressionato meno rispetto Oswiecim (Auschwitz) in Polonia camminare per questo campo che sembra essere troppo piccolo rispetto il grande numero di morti e ascoltare l’audioguida è stato struggente così che come è successo in Polonia anche qui mi sono trovata in lacrime ascoltando una voce dalle cuffie e guardando a delle tombe di massa vuote ma immaginandole  piene.

Non è rimasto molto se non migliaia di teschi tutti dentro la stupa memoriale, qualche vestito e tanti racconti.
Il luogo che forse mi ha rattrististo di più è quello chiamato “killing tree” ovvero l’albero della morte dove le persone venivano uccise legandone le mani e sbattedone il cranio contro il tronco, pratica utilizzata soprattutto per l’uccisione dei bambini.
Come per il nazismo chi veniva portato al campo di sterminio non sapeva perché era lì e cosa sarebbe successo, nessuno sapere che da lì a breve sarebbe morto.
E i metodi per uccidere erano violenti e sofferenti. Non si sparava perché  i proiettili erano troppo cari ma si bruciava vivi, o il cranio veniva fracassato e poi tutti uno dopo l’altro venivano gettati in queste tombe comuni dove sono stati trovati sino a 300 cadaveri.
Mentre la gente veniva torturata una banda suonava una musica per coprire le urla, e questo avveniva tutti i giorni, più volte al giorno.
L’attesa per la morte non era lunga, massimo un giorno per vedersi compiere questo destino infausto.
Credo che come il nazismo, lo stalinismo, la guerra sucia Argentina o la dittatura di Pinochet in Chile anche questo momento nero in Cambogia non possa essere dimenticato ma anzi debba essere ricordato affinché si possa portare rispetto a chi è sopravvissuto e a chi purtroppo non ce l’ha fatta.

La Cambogia dimostra oggi di essere un Paese che ha saputo rialzarsi dall’orrore di un regime violento e insensato e che è in grado di potere camminare di nuovo riportando in auge il suo antico splendore eppure quando si cammina per la strada e si vedono amputati a causa delle mine antiuomo, o quando qualcuno ti racconta della sua vita nel campo e di come membri della famiglia siano improvvisamente scomparsi non si riesce a smettere di pensare a quanti dolori e fatiche queste persone hanno dovuto sopportare per potere essere oggi qui a parlarne con te.

 

campi di sterminio in Cambogia
Ingresso di Choeung Ek
teschi Choeung Ek
teschi a Choeung Ek

 

Campi di sterminio Choeung Ek

Il costo dell’ingresso è $5 inclusa audioguida. Le fermate sono 19 il tempo necessario è circa 1 ora o un’ora e mezza.

Ad ogni fermata ci sono panchine su cui sedersi e guardare il vuoto lasciato da una storia inesorabile.

Il campo è circondato da campi di grano e si affaccia direttamente sul fiume, una bella vista se non fosse che le orecchie allo stesso tempo non stessero sentendo storie di terribili atrocità.

La guida non è disponibile in italiano ma in inglese, spagnolo, francese e tedesco.

Chi parla sono dei cambogiani quindi anche se doveste optare per la guida in inglese e parlate un po’ la lingua non avrete alcun problema a seguirla.

Come arrivare ai campi di sterminio

Per arrivare ai campi bisogna andare o con tuk-tuk, che chiede $20 ma se sapete negoziare si può arrivare sino a $15 (ideale se si è in 3 o 4), alternativamente si può andare con un motorino e autista incluso $6 (andata e ritorno) oppure con un tour che parte solo se ci sono almeno 3 persone e che costa $3.

Alla Guest House Capital si possono chiedere informazioni per evntuali tours e biglietti per i killing fields o altre destinazioni ma immagino che un po’ tutte le agenzie turistiche offrano stessi pacchetti.

Ovviamente i $3 sono solo per il trasporto, l’ingresso lo si paga a parte una volta arrivati.

Se volete sapere di più sul genocidio in Cambogia potete fare riferimento al sito www.yale.edu/cgp/ un sito dell’Università di Yale che ha approfondito studi su questo argomento in maniera approfondita e dettagliata.
Per una lettura consiglio First they killed my father di Loung Ung.

Prima di venire in Cambogia studiatene la storia e conoscetene il passato. E’ importante sapere quello che questo popolo ha dovuto subire e ammirare la forza con cui è riuscito a costruire un Paese intero con pochi e poveri mezzi.
Una generazione che ignora la storia non ha passato… né futuro (Robert A. Heinlein)

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. iulia

    grazie per il tuo prezioso contributo. è difficile riassumere questo grande dolore in parole contenute.

  2. Christian

    Ho visitato il campo di recente e ne sono uscito completamente scosso. È orribile ciò che è avvenuto qui in tempi non troppo lontani. Ci si dice che questi avvenimenti servono perchè non si ripetano in futuro ma accade sempre l’esatto contrario. Un motto dei chmer rossi era che la gramigna va estirpata dalle radici… davanti alla fossa vicino all’albero della morte ho provato rabbia, commozione e sgomento e mi faccio oggi stesso ancora mille domande. L’umanità dovrebbe vergognarsi di fronte a simili disastri.

  3. massimiliano

    ciao e complimenti per l’articolo. mi hai spiegato molto bene e in poche righe quello che è stato il dramma di quella povera gente e che meriterebbe di essere approfondita molto meglio ( ..x quello che mi riguarda almeno ….) a prescinder se si sia intenzionati ad andarci o no !!!!! credo,anzi son sicuro, e tu lo spieghi bene negli altri articoli , che la Cambogia non sia solo questo e che meriti di essere visitata!
    ancora complimenti e vista la giornata ( 01.01.2012 ) ti faccio gli auguri di una Buon 2012 pieno di viaggi, esperienze e conoscenze. ciao

    1. viaggiarelowcost

      Ciao Massimiliano,
      grazie per il tuo commento e per essere passato da qui.
      In effetti la Cambogia merita una visita e secondo me per scoprirla davvero bisogna andare oltre i circuiti turistici, solo lì potrai apprezzare la bellezza del Paese e della sua gente.
      Ricambio i tuoi auguri e spero che il 2012 sia un anno ricco di sorprese e migliore di quello precedente!
      Un saluto dal Vietnam!

  4. Stefano

    Brava, e’ un po’ che seguo il sito in previsione del mio anno sabbatico l’anno prossimo. Mi piace questo approccio, conoscere la storia di un Paese prima di visitarlo, a prima vista sembra banale ma solo in pochi si informano davvero sul posto dove andranno. Quasi nessuno, effettivamente. Brava!

    1. viaggiarelowcost

      Grazie Stefano! In effetti credo si debba fare, il mio grande rimorso e non averlo fatto quando stavo per andare in centro America e stavo per conoscere i Maya…ho dovuto fare di fretta e furia perchè sentivo che altrimenti avrei perso una buona fetta di cultura del Paese. Dagli errori si impara 🙂

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