Iquitos, la capitale dell’Amazzonia peruviana

Iquitos, la capitale dell’Amazzonia peruviana

Iquito, la capitale dell'Amazzonia Peruviana

Ad Iquitos sono arrivato la prima volta nell’aprile del 2014, durante il mio anno di servizio civile a Lima, e sono ritornato nella selva loretana altre 5 volte, alcune volte per brevi periodi altre volte per più lunghi.

Solo quest’anno ho deciso di ritornare per un progetto stabile di volontariato, dove per sei mesi ho insegnato nuoto ad 80 bambini che vivono nel distretto di Belén. Inoltre ho fatto formazione a 30 maestri e studenti perché siano poi loro ad insegnare nuoto ai bambini. Per ci volesse leggere o vedere qualche foto del progetto può aprire il sito www.duespondeunapiscina.wordpress.com. Nella home del sito c’è un video che spiega bene come si vive a Belén, mentre nella sezione News ci sono le foto del progetto.

Vivere ad Iquitos è completamente diverso che viaggiarci per brevi periodi.
Questa esperienza mi ha permesso di entrare in connessione con gli abitanti, prendere il loro accento, conoscere i loro usi, ho imparato a cucinare piatti tipici.
Tante anche sono le occasioni per spostarsi e visitare qualche comunità o semplicemente immergersi nella foresta.
In questi anni sono diventato amico di Luis, un curandero, uno sciamano che vive con la sua famiglia nella foresta. Luis ha una memoria formidabile e riconosce tutte le piante maestre, utili per curare numerosi sintomi. La pratica sciamanica viene tramandata oralmente da padre a figlio nell’arco di generazioni.
Iquitos è la mia seconda casa e lì ho un’altra famiglia fatta di amici e di persone che mi vogliono bene. Sono sicuro che questo legame non si interromperà e presto ci farà ritorno.

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Informazioni generali su Iquitos

Iquitos, ubicata nell’estremo nord-est del Perù, a circa 100km dal confine con Colombia e Brasile, è la capitale della Provincia di Maynas nel Dipartimento di Loreto. Iquitos è considerata la più grande città al Mondo non raggiungibile via terra in quanto ci si può arrivare solo con 4 giorni di barca, dopo una lunga traversata delle Ande, o più comodamente con un paio d’ore di volo da Lima.
Oggi ad Iquitos ci vive quasi mezzo milione di persone, il che la qualifica come la più grande città dell’Amazzonia Peruviana e la quinta città più popolata del Perú. Iquitos non è una città ordinaria anzi, tutto il contrario. Possiamo definirla un’isola per via dei fiumi che la circondano: il Rio Nanay ed il Rio Itaya, entrambi affluenti del maestoso Rio delle Amazzoni che lambisce la parte nord della città.

Non si conosce la data esatta di fondazione della città da parte dei gesuiti spagnoli che arrivarono qui, nelle rive del Rio Nanay, terre degli indigeniIquito” e “Cocama”, nel 1757 circa. Spinti dalla missione evangelica ed allo scopo di civilizzare i selvaggi, i missionari portarono con se il vaiolo, la tubercolosi e la polmonite che decimarono fortemente le popolazioni indigene. Riuniti a forza nella città e convertiti al cristianesimo gli indigeni furono schiavizzati, torturati ed assassinati da persone meschine che fecero una fortuna durante la febbre del caucciù (1880-1915), quando le industrie europee iniziarono a produrre i primi pneumatici.
Il caucciù, latex o gomma naturale, in quegli anni si estraeva principalmente nell’Amazzonia, il che originò un vero e proprio mutamento socio-economico in città come Iquitos o Manaus.
Cominciarono a sorgere imponenti edifici coloniali, decorati con “azulejos”, tavolette di ceramica finemente decorata importati dal Portogallo. Nella piazza principale di Iquitos (Plaza de Armas)  fu eretta nel 1887 la “Casa de Fierro”, disegnata da Gustave Eifell in persona. La Casa arrivò ad Iquitos dopo aver attraversato l’Atlantico e risalito tutto il Rio delle Amazzoni a bordo di una nave brasiliana. Quando la produzione di caucciù divenne intensiva nelle filippine, la febbre passò ed il flusso di denaro diminuì, lasciando in miseria la città di Iquitos.

Oggi la città sopravvive grazie alla pesca, al disboscamento (spesso illegale) di alberi da legna, all’agricoltura di prodotti locali ed ai pozzi petroliferi ubicati al confine con l’Ecuador. Negli ultimi anni il turismo ha avuto un notevole incremento, soprattutto per la riscoperta della millenaria cultura sciamanica che attira viaggiatori da tutto il Mondo desiderosi di provare l’Ayahuasca, una bevanda utilizzata anticamente come medicina, purificatrice e potenzialmente allucinogena, ora consumata in cerimonie dove lo sciamano attraverso i suoi canti, ti guida in un viaggio introspettivo.
Iquitos offre al visitatore molto di più: dalla possibilità di navigare il Rio delle Amazzoni, nato dall’unione di due grossi fiumi pochi km prima della città, sopra lunghe barchette a pelo d’acqua chiamate “Peke Peke” per via del rumore del motore; alle mille avventure che offre una Selva affascinante quanto inesplorata, ricca di piante ed animali incredibili; alla scoperta di antiche tradizioni e peculiari modi di vivere di millenarie culture che si sono adattate ad abitare in un contesto inospitale e pieno di pericoli come la foresta amazzonica.

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COSA FARE AD IQUITOS

La città offre numerosi luoghi degni di nota. In centro potrete osservare i numerosi edifici coloniali, imperiosi e decadenti allo stesso tempo, risalenti all’epoca d’oro del caucciù.

Il Malecón

Il  malecón offre un’ampia vista sul Rio Itaya e più in là sull’infinito mare verde. Sul malecón troverete i bar più turistici (vi consiglio il Karma Kafé che ospita una galleria di arte amazzonica con moltissimi quadri e sculture varie), i mercatini di artigianato, gelaterie ed alla sera è possibile vedere spettacoli vari e prendere finalmente una boccata d’aria fresca.

Vista dal Malecón di Iquitos

Barrio de Belén

A 10 minuti di moto-taxi dal centro, o 20 di camminata lungo il malecón, troviamo il quartiere più pittoresco e magico di Iquitos: il Barrio de Belén. Il quartiere nasce sulle rive del Rio Itaya ed è diviso in due parti, quella alta che ospita il suo enorme mercato, pulsante cuore commerciale della città, e la parte bassa, chiamata Pueblo Libre de Belén, la zona più densamente popolata e marginale della città.
Il Rio Itaya soffre le piene del Rio delle Amazzoni e nei mesi che vanno da marzo a giugno la parte bassa di questo quartiere si inonda e diversi metri di acqua trasformano la vita degli abitanti de Bélen.

I piani terra delle case si svuotano e si vive nei primi piani. In tutto il quartiere si costruiscono kilometri di passerelle di legno, alte qualche metro, per poter camminare senza bagnarsi i piedi nelle sporche acque fangose. A giugno la marea scende lasciando tonnellate di immondizia mai raccolta durante questi mesi ed una situazione sanitaria preoccupante con moltissimi animali che nella spazzatura trovano cibo fra cui topi, cani e numerosi “gallinazos” (parenti degli avvoltoi). Inoltre, nelle pozze di acqua che si creano con l’abbassarsi della marea, nascono milioni di zanzare che portano malattie come il Zika e il Dengue.
Arance, banane, yucca, spezie, pesci e carni di ogni tipo. Negli ultimi cento anni il mercato di Belén è cambiato poco e rimane per antonomasia il luogo della spesa ad Iquitos. Sui suoi banchi, aperti ogni giorno dal lunedì alla domenica, si possono comprare pesci appena pescati nei fiumi ed ancora vivi, carni affumicate cacciate dalle comunità nella foresta, frutta e verdura della regione amazzonica, ma anche articoli per la casa, accessori per cellulari ed abbigliamento. I venditori urlano, i clienti contrattano, tutti cercano l’affare.

Quello di Belèn è il mercato principale della città, dove migliaia di persone vendono e comprano i numerosi prodotti della regione amazzonica. Aperto dalle 5am alla 1pm, il mercato è un enorme labirinto dai mille vicoli pieni di banchi e negozi informali brulicanti di gente. La sensazione all’entrare è quella di essere risucchiati da un’aspirapolvere e trasportati in qualche epoca passata.
Sono circa 150 le comunità native che arrivano via fiume ancor prima dell’apertura del mercato per vendere i propri prodotti: frutta amazzonica, yucca o strani pesci appena pescati nei fiumi. Al mercato potrete trovare più di 200 tipi di vegetali differenti e più di 120 specie di animali, fra terrestri ed acquatici.
L’odore e la sporcizia incrementano con il passare delle ore e l’aumentare del calore, raggiungendo l’apice alle 2 del pomeriggio.

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Rotoli di Paiche, il più grosso pesce dell’Amazzonia

Pasaje Paquito

Da visitare con attenzione è uno dei vicoli del mercato, il “Pasaje Paquito”, forse il vicolo più famoso nel mercato. Qui, fra decine di banchi, si possono trovare tutte le erbe medicinali usate dai “curanderos” per sanare ogni tipo di malessere, decine di “tragos” (liquori afrodisiaci), pomate di ogni tipo e ancora palo santo, incensi naturali, polveri dai magici effetti psicotropi.
L’artigianato non manca: semi portafortuna, bracciali intrecciati e collane di squame di pesce sono alcuni fra i prodotti creati dalle sapienti mani locali.

I mercati dell’artigianato sono ottimi spazi dove conoscere il folklore locale ammirando splendidi quadri dipinti con resine naturali raffiguranti antichi indigeni, fieri con le loro piume e i loro tessuti shipibo.

Mercato dell’artigianato di San Juan

Ad una ventina di minuti dal centro storico, lungo la strada che porta all’aeroporto, è possibile visitare il mercato dell’artigianato di San Juan. Lì troverete un signore che da molti anni dipinge quadri raffiguranti le sgargianti visioni sciamaniche, dove i puma e le serpenti si illuminano di colori fluorescenti nel buio della notte amazzonica. Interessanti sono anche i suoi paesaggi: spettacolari tramonti e notti di luna piena lungo le rive del Rio delle Amazzoni. Quadri incredibilmente belli che lui vende a partire da 10 euro l’uno.

I tramonti dell’Amazzonia

Imperdibili sono i tramonti visibili dal malecón o dalla laguna di “Moronacocha”, dove il Sole colora di rosa le bianche nuvole amazzoniche ed illumina le calme acque della laguna dove alcune signore vanno a pescare la cena.

LA CUCINA DELLA SELVA

La cucina di Iquitos è molto varia e rappresenta un vanto per la gastronomia peruviana. Per la influenza derivante dalla Foresta Amazzonica, la cucina di Iquitos ha diversi piatti tipici dai sapori tradizionali che includono “guisos”, salse, carni, insalate, zuppe e tante specialità cucinate ai ferri. La maggior parte degli ingredienti ovviamente sono specifici della regione, mentre altri sono importati da Lima perché è impossibile coltivarli nell’amazzonia.

Onnipresente è la frutta, dalle svariate forme, colori e sapori. Il frutto più emblematico è l’Aguaje, dall’omonima palma nativa dei luoghi umidi e ricchi d’acqua. Con 50 volte la vitamina C dell’arancia il Camu Camu assomiglia ad una ciliegia e viene usato per preparare dei drink e succhi di frutta. Altri frutti sono il Cocco, la maracuyá, la guanábana, il melone, il macambo, la lúcuma ett.

Potrei stare ore a nominare tutte le incredibili varietà di frutta e le notevoli propietà di ciascuna pero’ credo vi rovinerei la sorpresa di provarle nei mercati e nelle bancarelle di Iquitos.

Fra i banchi si possono trovare le carni di animali come la “sachavaca” un tapiro gigante, il “sajino” ovvero un cinghialetto selvatico, armadilli, tartarughe, coccodrilli e scimmie. Di alcuni animali sconsigliamo il consumo in quanto in via di estinzione. Fra l’immensa varietà di pesci presenti nei banchi dei mercati troviamo il “Paiche”, ovvero il pesce più grande del Rio delle Amazzoni. Questo gigante dei fiumi può raggiungere una lunghezza di 2.5 metri ed un peso di 300kg.

Pesci e carni vengono cucinati ai ferri ed involti sulle foglie di una palma chiamata “Bijao”.
Con le stesse foglie si chiudono i famosissimi “Juanes”, preparati a base di riso, spezie, carne di gallina e per finire un uovo ed una oliva.

Altri piatti tipici sono il “Tacacho” ovvero un piatto a base di banane schiacciate, ammassate e fritte, la “Ensalada de Chonta” a base dei finalmenti della chonta, una palma, terminando con la “Patarashca”, un pesce intero cucinato ai ferri avvolto nelle foglie di Bijao e contornato con varie salse, fra cui la salsa de “Cocona”, una frutta molto acida, o di “Aji Charapita”, un minuscolo peperoncino giallo molto molto piccante.

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Se volete cucinare qualcuno di questi piatti, potrete incontrare gli ingredienti tipici amazzonici nei mercati, soprattutto quello di Belén ma anche quello di Bellavista-Nanay dove le genti delle comunità portano i loro prodotti via fiume. Se non vi va di cucinare potrete provare qualcuno dei numerosi ristoranti della città, fra cui distacca “Al Frio y al Fuego”, data la sua particolarità di essere ubicato in una enorme “maloca” (casa di legno con il tetto di foglie) galleggiante in mezzo al fiume.

La febbre del caucciù portò ad Iquitos una visione più cosmopolita. Come d’altronde in tutto il Perù, anche qui sono presenti i numerosi “chifa” ovvero ristoranti cinesi che hanno mescolato la propria cucina con quella peruviana, pizzerie come “Antica” e ristoranti con influenze statunitensi riadattate agli ingredienti amazzonici come “Aris Burger”.

LA SELVA E LE COMUNITÁ NATIVE

L’Amazzonia, non solo per definizione, è il polmone verde del mondo, contribuendo in modo essenziale alle possibilità di sopravvivenza sul nostro pianeta. La foresta che circonda Iquitos è ricchissima di biodiversità. Nella selva vivono più di 850 specie di piante, fra cui 22 specie di orchidee e le maestose ninfee “Victoria Regia”.
Nei fitti boschi vivono 130 tipi di mammiferi, 330 tipi di uccelli, 250 pesci dalle diversissime forme e 150 differenti specie di rettili ed anfibi. Pensate che qualche anno fa sono stati trovati nelle acque di Iquitos due esemplari di squali toro che dall’Oceano Atlantico avevano risalito i 3.360km del Rio delle Amazzoni!

Le riserve naturali sono nate per proteggere questi ambienti tanto meravigliosi quanto delicati dall’edilizia informale che affligge le periferie di Iquitos. La Riserva Nazionale Allpahuayo Mishana è una incredibile riserva che inizia a solo 20km dalla città di Iquitos. Si estende lungo tutto il Rio Nanay. Sorprendenti sono i suoi boschi di sabbia bianca dove vivono 17 specie diverse di primati. Lungo i fiumi e le lagune è possibile incontrare i delfini grigi o i ben più grandi “bufeos”, i delfini rosa dell’Amazzonia.

Vicino l’entrata della riserva potrete visitare il complesso di Quistococha dove nella stagione secca di forma una enorme spiaggia lungo le rive del Rio Nanay ed è possibile fare il bagno nel fiume. Troverete anche un serpentario ed un piccolo zoo.

Il mariposario Pilpintuwasi si trova in Padre Cocha ed è possibile raggiungerlo via barca risalendo il Rio Nanay dal porto di Bellavista. Qui si possono osservare più di 40 specie di insetti fra cui tante coloratissime farfalle.

Nei dintorni di Iquitos è possibile visitare numerose comunità che ancora vivono a contatto con la natura, dove ancora il consumismo sembra non sia arrivato a trasformare millenni di abitudini e tradizioni. La comunità più vicina alla città è quella dei Boras, un pueblo originario della Colombia e forzatamente obbligato a spostarsi durante la febbre del caucciù.

Un altro pueblo che tuttavia vive in comunità, senza elettricità ed in case di legno e paglia, è il pueblo degli Yahuna o Yagua. Anche loro originari del confine colombiano sono stati obbligati a trasferirsi per essere impiegati come schiavi nella raccolta del caucciù. Molte agenzie in città offrono la possibilità di visitare queste due comunità trasformandole in attrattivo turistico. Altre comunità si trovano a poche ore o ad alcuni giorni di navigazione lungo il Rio delle Amazzoni. Raggiungere quelle zone, oltre che impegnativo, è pericoloso per via della malaria e della lontananza da qualunque presidio medico per cui raccomando di addentrarsi nella selva sempre con una guida esperta.

COME ARRIVARE AD IQUITOS

Arrivare ad Iquitos non è mai stato facile. Mi immagino le difficoltà che i primi coloni spagnoli dovettero superare per raggiungere quelle terre così lontane e selvagge. La distanza da tutto e tutti ha fatto si che Iquitos sia sempre stata isolata dalla “modernità” e sia cresciuta ad un ritmo tutto suo. Senza una strada che la colleghi con la costa o le Ande, la città è sempre stata un vero e proprio mondo a parte con regole e usanze particolari.

Oggi è possibile raggiungere Iquitos in due modi: uno tradizionale via fiume ed uno più moderno via aerea.

Arrivare ad Iquitos via terra

Per arrivarci via terra bisogna raggiungere uno dei due porti che collegano Iquitos al resto del Perù: “Yurimaguas” sul Rio Marañón e “Pucallpa” sul Rio Ucayali. In entrambi i casi bisogna superare le Ande con lunghe ore di bus ricompensate dai paesaggi meravigliosi che vedrete dal finestrino. Al porto vi aspetterà un vecchio barcone a tre piani chiamato “lancia”. Il piano terra è dedicato a tutte le merci che periodicamente arrivano dalla costa.

Il primo ed il secondo piano invece sono enormi spazi che raccolgono centinaia di persone. Piazzata l’amaca non vi resterà che armarvi di pazienza perché la barca partirà quando sarà piena. Se siete sfortunati può volerci più di un giorno. Una volta salpati si arriverà ad Iquitos dopo 4-5 giorni, a seconda da che porto si è partiti.
Passare tutti questi giorni in barca non è da tutti. Si dorme in amache molto vicine le une alle altre, non si può scendere dalla barca e le condizioni igieniche sono alquanto discutibili, soprattutto nei bagni e nelle docce, in quanto esce direttamente l’acqua marrone del fiume. Tutto questo viene pero’ ripagato dalla conoscenza dei compagni di viaggio, dalla libertà che si respira e dagli incredibili tramonti amazzonici. Per questo tipo di esperienza bisogna prendersi almeno una settimana.

Arrivare a Iquitos volando

Arrivare ad Iquitos in aereo è tutt’altra cosa. Le compagnie aeree che offrono voli giornalieri da Lima ad Iquitos sono “Peruvian Arilines”, “Star Perù” e “Lan”. Sia gli aerei che gli aeroporti sono moderni e sicuri. In Perù non esistono voli low cost. La compagnia più economica è spesso “Peruvian Airlines”. Da Lima ci si mette un ora e mezza se il volo è diretto, più di due ore se fa scalo a Tarapoto o Pucallpa.

COME MUOVERSI AD IQUITOS

Una volta atterrati ad Iquitos verrete inghiottiti dal chiassoso traffico cittadino, tanto che la contaminazione sonora converte Iquitos nella città più rumorosa del Latinoamerica. C’è una sola strada che collega l’aeroporto alla città ed è percorsa da decine di bus antiquati e da centinaia di moto e moto-taxi che scorrazzano senza rispettare nessuna regola. I mezzi di trasporto, alla fine, fanno parte del folclore locale.
I coloratissimi bus, chiamati “Jumbo”, sono il mezzo più economico per spostarsi in città. Sono fatti interamente in legno e rivestiti esternamente con lamine metalliche.
Il mezzo per eccellenza è invece il moto-taxi, onnipresente moto con tre ruote ed un divanetto che può ospitare comodamente tre persone, a volte molte di più. Un giorno ho visto 3 mamme con 9 figli appresso!

Il moto-taxi viene usato per qualsiasi spostamento in quanto la grande maggioranza degli Iquiteños non possiede una macchina. Viene usato anche per tutti i traslochi, per i matrimoni ed i funerali, per portare le merci e gli animali al mercato, insomma, ci si vede un po’ di tutto. In città ne sono presenti più di 5.000. È sicuramente il mezzo di trasporto più versatile e gettonato.

Altro mezzo molto usato, soprattutto da chi vive nelle comunità indigene fuori Iquitos, è il peke peke, una lunga imbarcazione a motore che può ospitare una ventina di persone più merci varie. Con queste imbarcazioni sono garantiti i collegamenti diari fra i vari porti della città e le comunità più vicine. Per le comunità più lontane ci sono delle barche più rapide e moderne.

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Gianluca Pachamama

Gianluca ha viaggiato per Perù e Bolivia per molti mesi e lì ha deciso di rimanere per due anni lavorando come volontario in diversi progetti fra Lima e l'Amazzonia. Un pioniere amante dell'avventura e grande conoscitore del Perù. clicca qui per conoscere meglio Gianluca: www.viaggiare-low-cost.it/chi-siamo/gianluca-pachamama/

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