Tour al Salar de Uyuni e alle lagune Boliviane – Fotoracconto

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  • Post last modified:Giugno 25, 2012
Tour al Salar de Uyuni e alle lagune Boliviane – Fotoracconto
Laguna colorata in Bolivia

La Bolivia sembra avere molti records, nel bene e nel male.
E’ il Paese più povero del Sud America, vanta la città più alta del mondo (Potosì), il deserto di sale il più grande del pianeta, il lago più alto della terra (Titicaca), che oltre a questo che viene considerato l’ombelico del mondo, il clima più freddo tutto l’anno di tutto il continente latino.

In questo Paese nel periodo invernale la notte si arriva facilmente a meno 20 gradi, la media di altitudine è 4000 metri, per resistere alle basse temperature e all’altezza si succhiano foglie di coca mischiate a bicarbonato per renderne il sapore più dolce, le donne raccolgono i capelli in lunghe trecce e indossano un cappello tipo bombetta, gonne larghe a pieghe e sulle spalle trascinano las “mantas” sorte di sacchi da riempire di cose o bambini.

Oh Bolivia! Perla incastonata tra Argentina, Perù, Brasile e Cile in cui non ci sono comodità ma vita rurale e una natura che dà spettacolo in numerose forme.

donna boliviana
Modesta la cuoca che ha cucinato per noi i 4 giorni

Tappa obbligata per chi viaggia in Bolivia è il tour del Salar e delle lagune, un percorso che si estende al sud ovest del Paese sino al confine con il Cile.

I tour più economici partono da Uyuni (cica 700 bolivianos per un tour di 3 giorni), meta semplice da raggiungere se si arriva da San pedro Atacama (Cile), alternativamente per chi arriva dall’Argentina la scelta migliore è attraversare la frontiera La Quiaca-Villazon e dirigersi direttamente a Tupiza.
I tour da Tupiza sono più costosi e partono da un minimo di 4 giorni, è anche vero che sono rinomati per la migliore organizzazione e cura del turista.
Il tour che abbiamo scelto, io e gli altri 4 compagni di viaggio improvvisati, è stato un tour alternativo che costa qualche centinaio di bolivianos in più ma non segue la rotta turistica deviando il terzo giorno verso la luguna negra.
1250 bolivianos (143 euro) prezzo che include il noleggio del sacco a pelo termico (necessario viste le temperature notturne) per un tour di 4 giorni in 4×4, con autista (Ilario) e cuoca (Modesta).
Il tour da Tupiza ci porta a Uyuni cittadina dalla quale proseguiremo ognuno per la nostra strada.

Tour del Salar di Uyunu. Da Tupiza a Uyuni, tour di 4 giorni

La partenza da Tupiza è fissata alle 8 del mattino. Una volta caricati in jeap i nostri zaini di viaggio partiamo alla volta del deserto boliviano. Il panorama del primo giorno ricorda un po’ quello dell’Argentina del nord.
Alte roccie limate dal vento e dalla piogga, canyon e pueblitos minuscoli in cui sembra non vivere più nessuno.

tour bolivia
Paesaggio ad inizio tour
montagne boliviane
Panorama ad inizio tour
montagne bolivia
Montagne modellate dal vento nei millenni

Attraversiamo miniere d’oro tutt’ora attive dove qualche impresa sta lavorando, campi in cui lama con pennacchi colorati pascolano tranquillamente, passiamo per il Pueblo invisble un’antica città abitata dei colonizzatori spagnoli e dove ora non sono rimaste che rovine.
Raggiungiamo l’altezza di 4500 metri sul livello del mare. Per non addormentarci mastichiamo tutti delle foglie di coca.

lama bolivia
Lama boliviani
io in bolivia
Con un osso trovato a terra mi improvviso donna della pietra
pueblito boliviano
Chiesa di un minúsculo pueblo boliviano
pranzo tour bolivia
Pranzo nel mezzo del niente
foglie di coca
Masticando foglie di coca
5000 metri bolivia
A quasi 5000 metri di altitudine
fiume bolivia
Acqua ghiacciata sul cammino verso il rifugio

Entriamo nel Parco Nazionale (costo 150 bolivianos non inclusi nel costo del tour). Il parco è talmente grande che ci vuole un giorno intero per uscirne.
Qui si trovano le fantastiche lagune colorate dove nonostante l’acqua gelata dozzine di fenicotteri rosa passeggiano indisturbati.

Parco Nazionale
Parco Nazionale

Dopo avere passato la prima notte in un piccolo pueblito all’interno del parco nazionale il giorno dopo ci svegliamo alle 7 del mattino. Dopo un’abbondante colazione a base di pane, dulce de leche, marmellata, mate di coca e caffè alle 8 siamo di nuovo in macchina per continuare il percorso.
Questa volta la scenario diventa incredibilmente vario. Passiamo per diverse lagune che per il freddo di questi giorni sono ghiacchiate. Così le strade.

strada ghiacciata
Strada ghiacciata. Nottate a -20 gradi
tour salar uyuni
Foto di gruppo inclusi Ilario e Modesta
laguna boliviana
Prima laguna del tour
fenicotteri rosa bolivia
Fenicotteri sul ghiaccio della laguna
donna boliviana
Modesta che si ripara dal freddo
laguna bolivia
Panorama della laguna boliviana

Arriviamo alle terme. I vulcani circostanti infatti producono acqua calda così che per la prima volta mi metto in bikini circondata dalla neve e mi immergo in una piscina di acqua di circa 35 gradi. I piedi ghiacciati immersi nell’acqua calda bruciano ma in qualche minuto sguazziamo tutti felici in una piscina di acqua calda, una sorta di miraggio in un Paese tanto freddo.

acque termali bolivia
Piscina termale circondata dal ghiaccio
bolivia terme
Ovviamente non è permesso usare bagnoschiuma, anche se tutti ne avevamo bisogno!

Dalle terme attraversando il deserto Dalì (Salvador Dalì visto che lo scenario ricorda alcune sue opere nonostante lui qui non ci sia mai stato) arriviamo alla laguna verde che a causa del gelo e della mancanza di vento non è verde, ma lo spettacolo è comunque incredibile. Le montagne si riflettono sull’acqua e noi, mentre Modesta prepara il pranzo, giochiamo a prenderci a pallate di neve e cerchiamo di fare foto che richiedono sforzo fisico nonostante la mancanza d’aria.

deserto dalì
Attraversando il deserto Dalì
laguna verde bolivia
Laguna Verde ghiacciata ma splendida
laguna verde neve
La neve alla laguna verde
laguna verde bolivia
Foto ricordo alla laguna verde

Dopo avere mangiato abbondantemente raggiungiamo i geyser.
Abbiamo superato i 5000 metri.
Lo scenario cambia di nuovo. Dal deserto giallo tutto diventa bianco. C’è neve.
Qui sebbene in piccolo mi ricordo un po’ della Nuova Zelanda e di Routura dove la puzza di zolfo (per rendere l’idea dovrei forse dire uova marcie) è forte e vapori fuoriescono da rocce e del fango bolle scoppiettando.

bolivia geyser
Ai geyser
neve bolivia
Giocando con la neve sulla via per la laguna colorada

Siamo pronti per scendere di qualche centinaio di metri e arriviamo alla spettacolare Laguna Colorata.
L’acqua è rossa grazie all’elevato numero di alghe e soprattutto ci sono centinaia di fenicotteri che passeggiano indisturbati.

Oltre noi non c’è nessuno, rimaniamo circa 30 minuti, l’imponenza e la purezza delle montagne che sovrastano questa laguna hanno un qualcosa di mistico.

laguna colorada bolivia
Laguna Colorada
laguna colorata bolivia
La pace e tranquillità della laguna colorata
laguna colorata bolivia
Laguna colorata in Bolivia

Raggiungiamo il rifugio dove passeremo la notte.
Arriviamo a Valle del Mar, un piccolo pueblo poco fuori dal Parco Nazionale. Nonostante il freddo rimango per qualche minuto a guardare il cielo stellato. Sono nel mezzo del niente, a più di 4000 metri di altezza, lassù dove il cielo è sempre azzurro, il sole tiepido riscalda e dove la notte il freddo congela tutto e costringe a dormire vestiti.
Durante il mio giro di perlustrazione ho incontrato poche persone per la strada
La gente in Bolivia è schiva, parla poco, sembra a volte essere disturbata dalla tua presenza.
Eppure queste piccole figure camminano per le strade trascinando i loro pesi sulla schiena. Le donne indossano calzamaglie di lana, large gonne a balze a volte merlettate, 2 o 3 maglioni, raccolgono i capelli in lunghe trecce e in testa portano un cappello che sembra una bombetta.
A volte attorno alla vita hanno una coperta.
I bambini sdentati e coperti dalla testa ai piedi hanno la pelle della faccia e delle mani segnate dal freddo, mi è bastato stare senza guanti per 10 minuti per ritrovarmi quella stessa pelle.

Il terzo giorno è quello che ci porta alle porte del Salar.
Attraversiamo deserti con rocce limati dal vento e ne interpretiamo le figure. Scaliamo montagne per scoprire una deliziosa laguna nascosta. Arrviamo alla laguna negra dove l’acqua sembra essere nera a causa delle alghe scure.

rocce bolivia
Cammino roccioso
viaggio bolivia
Io a fare non so cosa tra le rocce
bolivia viaggio
Modesta che cammina con le nostre merende in spalla
Bolivia viaggio
Vista dall’alto dopo avere scalato le alte rocce

Arriviamo all’ingresso del salar e portiamo i nostri zaino all’hotel di sale dove passiamo l’ultima notte. Tutto è  fatto di sale. Tavoli, pareti, lampadari, basi del letto.
L’ultima sera assieme prima dell’ultima giornata che si conclude nell’immensa salina, 12.000 kmq, in cui sbizzarirsi a fare le così dette fotos locas.
Sveglia all’alba per vedere il sole sorgere. Fa freddissimo ma lo spettacolo è unico.

hotel di sale bolivia
Hotel di sale
alba bolivia
Il sole sorge e il deserto salato si colora di rosa
alba deserto sale bolivia
Il sole sorge alle mie spalle
deserto sale uyuni
Foto al salar di Uyuni
salar uyuni bolivia
Camminado sulle trecce di Modesta
salar uyuni foto
Sulla confezione di Pringles

Sono passati 4 giorni. Ho condiviso più di 72 ore con altre 6 persone, ho scoperto questo angolo di Bolivia che la rende attraente agli occhi di viaggiatori di tutto il mondo. Penso che vorrei avere più tempo da dedicare a questo Paese. Freddo incluso.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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