Tanzania Safari Guide – Tips for planning a successful safari

Tanzania Safari Guide – Tips for planning a successful safari

E-VISA TANZANIA

Dal 1 Novembre 2019 è obbligatorio ottenere il visto in anticipo online sul sito ufficiale: https://eservices.immigration.go.tz/visa/ .Non è più possibile ottenere il visto all'arrivo.

Come organizzare un safari in Tanzania – Tutto quello che devi sapere

Quando si pensa ad Africa generalmente il primo pensiero che viene in mente è il Safari.
Non a torto, visto che l’Africa è l’unico continente nel mondo che permette di viaggiare attraverso Parchi Nazionali in cui convivono alcuni tra gli animali più impressionanti, ed aggressivi, della terra, dai leoni a gli ippopotami circondati da zebre, gnu o imponenti ed eleganti giraffe.
La Tanzania è il Paese principe per vivere questa esperienza visto l’altissimo numero di Parchi Nazionali, tra cui il famoso Serengeti (che per molti, bambini inclusi, è facile da identificare come scenario del Re Leone) ed il cratere Ngongoro, il cratere più grande del mondo.

In verità la Tanzania offre tantissimi altri parchi, alcuni dei quali addirittura si affacciano sul mare, e c’è l’imbarazzo della scelta quando si pianifica un viaggio di questo tipo in questo Paese.

L’imbarazzo della scelta implica anche confusione e difficoltà nella pianificazione. Scopo di questo post è aiutare nella pianificazione del proprio safari considerando numerosi fattori budget incluso, che poi a conti fatti è quello che farà optare per una opzione piuttosto che per un’altra.

 

Parchi Nazionali e Riserve Naturali della Tanzania 

Parchi Nazionali Tanzania

L’argomento è molto complesso e la scelta del giusto safari è determinato da tantissimi fattori, per questo motivo prenditi il tuo tempo e leggi tutti i paragrafi. Ovviamente se hai domande o dubbi lascia un commento al post e sarò felice di risponderti!

Dal 1 Luglio 2016 il Governo ha imposto l’IVA del 18% facendo aumentare i costi generali e rendendo i safari in Tanzania, ad oggi, tra i più cari d’Africa e sono state imposte tasse extra, concession fees, per chi dorme in lodges e campi tendati all’interno dei parchi.
I costi menzionati in questo post sono soggetti a variazioni ed indicativi. Per maggiori informazioni e costi aggiornati contattate il travel designer Kipepeo

Per maggiori informazioni leggi: Tanzania – IVA al 18% su tutti i servizi

Leggi – Perchè i safari in Tanzania sono così costosi

Leggi – Come risparmiare su un safari in Tanzania 

Quanto costa un safari in Tanzania – Budget di viaggio 

Il budget necessario per un safari in Tanzania, considerato il più caro, ma anche il più bello, d’Africa deve essere piuttosto alto.
Anche in soluzione economica, pernottamento in tende e campeggio, in linea di massima per il circuito Nord (con Serengeti e Ngorongoro), il budget necessario si aggira attorno ai 280$ al giorno per persona in tutto incluso, in alta stagione, per una macchina per due persone. Circa US$230/240 per persona se si prende parte ad un gruppo.

Se si decide invece di alloggiare in lodges e campi tendati i costi aumentano ulteriormente, circa da US$340 per persona al giorno a salire. Costi che includono anche le “concession fees”, tasse obbligatorie che chiunque dorma dentro i Parchi Nazionali deve corrispondere, letteralmente raddoppiando il costo di tassa di ingresso al Parco Nazionale. Quindi in alcune giornate solo di tasse si stanno pagando US$140 per persona (facile quindi superare i $300!).

Per riassumere: I prezzi safari al giorno partono da $280 al giorno per persona in safari privato ed in campeggio, circa $240 in safari condiviso. A partire da US$330/340 per persona in lodges e campi tendati. Ovviamente quanti più si è meno si paga!

Per minimizzare la spesa se sei solo e si è in due si possono trovare compagni di viaggio sui forum di viaggio o si può chiedere all’agenzia che organizza se ci sono altri viaggiatori che cercano compagni ed accorparsi a questi. In questo caso le date, gli itinerari e le soluzioni alloggio non saranno flessibili.

Per idee di safari di gruppo clicca qui, per idee di safari su misura e personalizzati con possibilità di lasciare le date aperte clicca qui.

 

Safari con autista Vs Self drive 

In verità il safari si può fare anche in self drive, si noleggia la macchina e si fa tutto in autonomia ma il costo forse non vale la candela, non in questo caso in cui una guida è essenziale.
Sanno guidare nei parchi, comunicano tra loro con le radio nel caso in cui ci sono animali interessanti (e lo fanno in Swahili), hanno occhio per individuare gli animali tra la savana cosa che un occhio non abituato non è in grado.

Non solo. Le guide/autisti sanno anche riparare le macchine o nel caso di guasto sanno dove andare, per questo motivo a chi fa self drive potrebbe servire un meccanico e il problema si ripropone per un cuoco, nel caso in cui si dorma in campeggio, rendendosi necessario.
Inoltre, essendo molto complicato guidare in Africa dell’Est, poche compagnie noleggiano le 4×4 ai turisti perchè rappresentano un rischio elevato, non sapendo dove andare e come guidare nel Paese, così che il risparmio non è neanche garantito.

Se quindi in Paesi come la Namibia o il Sudafrica il self drive è l’opzione consigliata, in Tanzania, ed in generale in Est Africa, questa è altamente sconsigliata.

safari tanzania

Safari di gruppo Vs Safari privato 

Sebbene non siano molto comuni i safari di gruppi in Tanzania, per fortuna non ho incontrato camion con 30 persone a bordo, alcune agenzie mettono assieme 2 o più viaggiatori per abbassare il costo.
Il massimo di persone per macchina per auto è di 6 per permettere a tutti di poter stare in piedi affacciati dal tettuccio senza fare a turno per fotografare, oguno ha il suo posto a lato finestrino e, soprattutto, questo numero permette comunque di mantenere  l’esperienza unica e personale, senza dover attendere i tempi degli altri che, in alcuni casi, possono essere lunghi non facendo fare quello che si vorrebbe.

La scelta tra safari privato e di gruppo solitamente è fatta in merito al risparmio che se ne può avere, motivo per cui i safari di gruppo generalmente si offrono in campeggio così da poter, da un lato, ammortizzare i costi su più persone, e, dall’altro, evitare extra costi quali concession fees e prezzi alti di lodges e campi tendati, così da poter garantire un risparmio importante sul costo finale.

Per approfondire:

Leggi – Come risparmiare su un safari in Tanzania 

Leggi – Safari privato o di gruppo? Quale scegliere?

Leggi – Safari di gruppo di 7 giorni 

Dove dormire durante un safari – Lodges, campi tendati e campeggio 

Buona parte del costo finale è dato dalla tipologia di alloggio che si sceglie durante il proprio safari.
Lo ripeto, perchè è giusto farlo, anche nella soluzione più economica e basica, la tenda ed il campeggio, il costo sarà comunque alto, potrebbe arrivare ai 1900$ per 7 giorni, per un safari privato, per due persone, nei parchi nel Nord, qualche centinaio di dollari in meno in soluzione condivisa.

Le soluzioni di alloggio sono le seguenti:

Lodge di lusso
Le soluzioni più care che per chi può permetterselo renderà il safari oltre ogni aspettativa, sia quando si guida per il parco che quando si entra in ambientazioni superbe, le camere sono arredate con gusto e con materiali di altissima qualità, il servizio è impeccabile.

Safari Lodge lusso

Lodges standard
I lodges standard corrispondono più o meno ai nostri 3 stelle, alcuni hanno piscine e bar e i pasti sono serviti al ristorante.
Tutte le camere hanno bagno privato ed aria condizionata. Ottimo compromesso tra campeggio e campo tendato permanente all’interno dei parchi.

Campi tendati permanenti
I campi tendati permanenti a volte sono di qualità superiore ai lodge standards, anche più dispendiosi, e sicuramente una felice scelta per godere la natura dei parchi nazionali in una situazione “senza mura”.
Si tratta di tende permanenti, con letto, servizi privati e docce con acqua calda. Tutti i campi tendati offrono ristoranti, bars e alcuni hanno la piscina.

campo tendato

Campeggio (pubblici e speciali)
Questa è la soluzione più economica e più spartana, quella per cui ovviamente ho optato io. Nel campeggio sono offerti i servizi basici, bagno in comune e sala in cui vengono attrezzati i tavolini per colazione e cena. I pasti vengono serviti all’aperto e in aree coperte. Chi viaggia dormendo in campeggio dovrà per forza avere con sè anche un cuoco. Non ci sono ristoranti nè bars.

Ideale per chi vuole spendere poco ma anche per chi ha una alta capacità di adattamento, si tratta pur sempre di tende, non c’è acqua calda e ci sono circa 4 bagni (4 per donne e 4 per uomini) per l’intera area di campeggio.

C’è anche da aggiungere che nel campeggio pubblico nel Serengeti si è nel cuore del parco e NON ci sono mura nè reti, può capitare che la sera un elefante, un abitue del campeggio, venga a fare razzia dei resti o che le iene gironzolino tra le tende la notte.

 

Bambini e safari – E’ una bella esperienza di viaggio per i più piccoli?

Il safari è una esperienza meravigliosa per adulti e bambini vista la mole di animali che si vedranno ma è anche un viaggio piuttosto duro, che obbligherà a tanta polvere, caldo e stanchezza.

Il campeggio, a meno che non si sia degli abituè di situazioni spartane e scomode, forse non è indicato per bambini troppo piccoli, che tra l’altro, non essendoci recinzioni, obbliga a stare, ancora più di quanto si dovrebbe comunque, con un occhio su di loro evitando di farli correre e gironzolare da soli senza supervisione.
Ricordo che nel 2008, nel parco Tarangire, un bambino di 6 anni francese lasciato in balia a se stesso mentre i genitori cenavano al ristorante del lodge è stato preso da un leopardo e purtroppo ucciso. Per chi viaggia con bambini la soluzione migliore è sceglie i campi tendati o i lodges, per poterli fare riposare e per riposarvi anche voi ma soprattutto NON lasciarli mai soli.

Non tutti i lodges interni ai parchi accettano i bambini con meno di 5 anni. 

Chi viaggia con i bambini è diretto responsabile della sicurezza dei propri figli, è  quindi importante non lasciare mai bambini giocare all’esterno soprattutto al calar del sole, si è pur sempre in aree pericolose e serve serve precauzione, questo vale per qualsiasi situazione di alloggio prescelta.

Migliore stagione per fare un safari in Tanzania

La stagione è importante nel decidere quando fare il proprio safari. Le altissime stagioni corrispondono ai periodi di migrazione degli Gnu, ovvero Gennaio/Febbraio e Luglio/Agosto.

Aparte i mesi delle piogge, Aprile/Maggio, il resto dell’anno offre possibilità di safari eccezionali.
Tuttavia anche nei due mesi di bassa stagione, delle grandi piogge, si spera, la vegetazione è particolarmente verde e i parchi sono poco frequentati così da poterli godere al meglio senza turisti intorno.

Specificatamente per i safari queste informazioni possono tornare utili.

 

Migliore periodo per fare un safari in Tanzania

Da Giugno ad Ottobre (per tutti i parchi). In particolare Luglio, Gennaio e Febbraio sono i mesi migliori per visitare il Serengeti per la migrazione degli gnu e perchè mesi in cui gli animali partoriscono.

Alta stagione
Da luglio a Settembre per parchi circuito del nord, ma affollati- Luglio/Ottobre per i parchi del circuito meridionali e occidentali che comunque non sano mai affollati come quelli del nord.

Bassa Stagione
Aprile e maggio perchè stagione delle piogge. I parchi del circuito nord in verità ricevono visitatori mentre quelli del circuito meridionali ed occidentali sono molto poco frequentati e molti alberghi chiudono in questi mesi.

Meteo Migliore
Da giugno ad ottobre, con poche o alcuna precipitazione
Meteo Peggiore
Da Marzo ad Aprile, picco della stagione delle piogge

 

Da Giugno ad Ottobre (stagione secca)

  • I mesi da Agosto a Settembre sono i migliori per vedere la migrazione degli gnu, è facile individuare gli animali sono facili da individuare perchè si concentrano attorno alle pozze d’acqua e fiumi e c’è meno vegetazione.
  • Non ci sono tante zanzare in quanto non è stagione delle piogge, le temperature sono temperate. In questi mesi anche se il numero di visitatori aumenta non si verifica ancora la folla tipica di agosto, che comunque vista la grandezza dei parchi nella mia esperienza può essere piuttosto relativa e realizzarsi in casi eccezionali (come quando i leoni cacciano la preda momento clue che un pò tutti sperano di poter vedere).

 

Da Novembre a Maggior (stagione delle piogge)

  • I mesi Gennaio e Febbraio sono ideali per assistere alla grande Migrazione, e la nasciata dei cuccioli, nel sud del Serengeti, ottimo momento per ammirare i predatori in azione.  A parte questi due mesi il resto del periodo corrisponde alla bassa stagione il che significa meno gente e prezzi un pò più bassi.
  • I mesi meno indicati sono Marzo ed Aprile, ma nel parco del Nord gli animali si possono comunque vedere. Sicuramente non i mesi migliori se si vogliono abbinare le isole. Questi mesi sono i migliori per il birdwatching.
  • Fatta eccezione per Marzo, Aprile e Maggio, le piogge sono soprattutto acquazzoni pomeridiani brevi e raramente hanno un impatto negativo sul viaggio.
  • Nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio si verifica il picco della stagione delle piogge.
  • La maggior parte grande della fauna selvatica è migrata dal Tarangire e la visibilità degli animali anche nei parchi Occidentali e Meridionali è migliore durante la stagione secca.


Migliore stagione per viaggiare in Tanzania

Il Serengeti ed il cratere Ngorongoro offrono una ottima osservazione della flora selvatica durante l’intero anno, ma Giugno e luglio sono considerati i mesi migliori per la migrazione mentre febbraio anche per i parti e quindi l’arrivo dei bebè.
Il parco Tarangire e i Parchi Meridionali ed Occidentali (Kayavi, Selous e Ruaha) sono meravigliosi se visitati nella stagione secca che va da Giugno ad Ottobre.

Durata migliore per fare un buon safari in Tanzania

A secondo dei parchi che si scelgono ed il budget a disposizione la durata del safari è variabile, soprattutto se è personalizzato cosa che rende la pianificazione flessibile.
Se si vogliono visitare i parchi del nord e considerando che la motivazione principale per cui si decide di affrontare questo viaggio probabilmente è proprio questa esperienza l’ideale sarebbe un 6 giorni e 5 notti partendo da Arusha toccano i parchi Manyara, Tarangire, Ngorongoro Crater e Serengeti.
Per chi volesse fare safari più brevi insieme alla guida ed ai giorni a disposizione si possono pensare itinerari differenti.

tanzania

Scelta del giusto operatore 

Questo è un punto importante perchè nella pianificazione di un safari sono coinvolti non solo gli animali ma anche le persone che lavorano a nostro servizio.
Lo so, il safari è caro, probabilmente è stata l’esperienza di viaggio più cara che abbia mai fatto superando il record che fino ad oggi era detenuto dalle Galapagos, e che in qualche maniera per tipologia di viaggio non a caso si avvicina molto a quest’altra trattandosi di un viaggio in parco nazionale protetto.

E’ importante sapere che quanto meno un safari costa quanto meno l’autista/guida ed il cuoco sono pagati. In alcuni casi  questi non ricevono alcuna retribuzione da parte dell’operatore che organizza il safari, ecco perchè stai pagando di meno. La mancia in questi casi è l’unica fonte di guadagno per queste persone, non sono stati rari casi in cui mi è stato riferito che il trattamento è stato pessimo e le guide poco socievoli o poco preparate, o che a fine viaggio sono stati pretesi $30/40 al giorno per partecipante di mancia da dividere tra guida e cuoco.
D’altronde chi ha piacere di lavorare gratis?

Attenzione quindi ai prezzi ma ricordate che quanto meno pagate quanto più state approfittando di persone che lavorano gratuitamente e che a fine viaggio pretenderanno un compenso da voi che corrisponde all’incirca di $15/20 al giorno per persona per l’autista e almeno $10 al giorno per persona per il cuoco.

Se il servizio è stato buono è comunque buona usanza lasciare qualcosa di più visto che gli stipendi medi sono molto bassi e una volta in viaggio vi renderete conto di quanto duro sia il lavoro (in verità anche per il partecipante è una esperienza intensa).
Prima di prenotare il safari assicuratevi che le persone che lavorano per voi siano retribuite nella maniera appropriata e se i safari offerti suonano troppo economici ricordate che molto probabilmente i vostri accompagnatori non ricevono un salario e voi, senza saperlo, state sfruttando dei lavoratori.

Non temere neanche di chiedere al tuo autista se e quanto è pagato. Se non risponde il motivo è che gli è stato vietato dall’agenzia di fornire informazioni di questo tipo. E la cosa non dovrebbe a questo lasciar più spazio all’immaginazione.

Viaggio etico in questo caso sta a significare rispetto degli animali ma anche di tutte le persone coinvolte nel rendere il vostro viaggio eccezionale ed unico, non approfittatene!

Cosa mettere in valigia per un safari in Tanzania

Elenco di gadgets che non dovrebbero mancare nel bagaglio di chi si accinge a vivere l’esperienza del safari:

  • Schede di memoria della macchina fotografica – L’esploratore novizio ha preso 10 concerti di video e fotografie.
  • Batterie ricaricabili – Fotocamera e altri prodotti elettronici (non sempre nei campeggi c’è elettricità ma le macchine generalmente hanno una presa in cui caricare i dispositivi quando in si è in moto)
  • Grandi sacchi ziplock per proteggere i propri gasgets elettronici da umidità e i chili di polvere.
  • Adattatori – In Tanzania la presa è quella inglese
  • Torcia – Piccola e da testa è l’ideale in quanto servirà soprattutto nei campeggi e se ci si deve muovere nel cuore della notte quando i generatori sono spenti.
  • Salviette antibatteriche
  • Repellente per insetti
  • Crema solare
  • Medicinali di prima necessità
  • Cappello o copertura per la testa
  • Cuscino gonfiabile
  • Bandana o sciarpa per coprire naso, bocca ed orecchia dalla polvere

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Abbigliamento per un safari in Tanzania

Tutte le guide raccomandano di indossare vestiti di colore chiaro, e devo ammettere che ho visto tanti safaristi girare con camicie bianche ed abbigliamento di tutto punto. Basta poco per rendersi conto che gli abitanti di questi Paesi non indossano nulla di tono leggero, ma anzi prevalgono il blu ed il rosso, ma direi che è una follia comprare un nuovo guardaroba per questo momento e non ce ne è bisogno.

Il mio consiglio è di viaggiare con abiti comodi, evitare il bianco, che diventerà marrone-terra velocemente, e di portare un cambio al giorno viste le condizioni in cui si arriverò a fine giornata.
Evitare i colori blu e nero che attirano le mosche tse-tse ed il bianco per questioni di sporco.

L’abbigliamento in fibra naturale, come il cotone traspirante, è molto comodo per un viaggio nell’Africa tropicale. E’ consigliato indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi dal tramonto all’alba, quando compaiono insetti e si alza il rischio malaria.
Durante le stagioni secche è bene avere con sè una felpa o una giacca a vento per la mattina presto e la sera. Altamente consigliata anche una bandana per proteggersi dalla terra che inevitabilmente vi travolgerà quando in piedi in macchina all’incontro con auto che arrivano dal senso opposto, vorrete coprire naso, bocca ed orecchie.

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Salute e vaccinazioni

Il rischio di malaria esiste nella maggior parte dei paesi africani, ad eccezione di Lesotho e del Sud Africa.

Non esistono vaccini contro la malaria pertanto quello da fare è fare una profilassi antimalarica da abbinare a repellenti da mettere ogni giorno e la sera, le zanzare sono particolarmente attive al tramonto e all’alba.

Il vaccino per la febbre gialla è obbligatorio se si entra in Tanzania dal Kenya o da un Paese in cui questa è endemica.
Non ci sono quindi vaccini obbligatori ma sono consigliati i vaccini per l’Epatica A, B, poliomelite, rabbia, tifo e meningite.
E’ altamente raccomandata una assicurazione di viaggio che possa coprire le spese mediche in caso di malattia.

Per stipulare una assicurazione di viaggio puoi fare una richiesta di preventivo al nostro Partner Colombus Direct.

Oltre il safari – Estensione di viaggio

Un viaggio in Tanzania non è solo safari ma questo Paese è grandissimo e offre numerose attrattive tra cui alcune tra le immersioni più belle del mondo, trekking o villaggi swhaili. Queste sono alcune delle opzioni più interessanti da combinare con il safari

  • Trekking sul Monte Kilimanjaro. Richiede dai 6 ai 9 giorni a seconda del percorso scelto
  • Isole della Tanzania: Zanzibar e Mafia. Queste sono le due isole più famose del Paese, Zanzibar è la più turistica e quella che offre delle spiagge meravigliose e la possibilità di fare giri in dhow, purtroppo lo snorkeling e le immersioni non sono alla pari di Mafia. Mafia Island è invece il paradiso per chi fa immersione, vuole fare uno snorkeling meraviglioso o desidera nuotare con lo squalo balena. Per maggiori informazioni su Mafia clicca qui.
  • Victoria Falls in cui è possibile fare rafting, giro in elicottero o moto d’acqua e safari di elefante.
  • Gorilla Trekking in Ruanda e Uganda
  • Visita ai villaggi Masaai  ed homestay 
  • Pangani e Ushongo beach sulla costa nord orientale della Tanzania, un tocco di vita swhaili la dove il turismo di massa non è ancora arrivato.

Come arrivare in Tanzania

  • La Tanzania ha tre principali aeroporti: Dar Es Salaam, Kilimangiaro e Zanzibar.

    Per chi fosse interessato a fare prevalentemente safari nel circuito del nord l’ideale è atterrare a Kilimangiaro, i safari infatti partono da Arusha e non, come si potrebbe invece immaginare, da Dar Es Salaam.
    Da questo stesso aeroporto dopo il safari si può volare a Zanzibar o Mafia, via terra il tragitto prenderebbe almeno due giorni piuttosto faticosi per Zanzibar mentre per raggiungere Mafia le cose si complicano, leggi qui per saperne di più.

    Se si arriva a Dar Es Salaam si può organizzare un transfer in per Arusha ma la guida richiede almeno un giorno di viaggio a cui aggiungere per forza di cose, visto che solitamente i voli arrivano la sera, una notte in città. Un pò scomodo per chi comincia con il safari ma forse più comodo per chi poi riparte da Zanzibar. Ma ogni caso è a sè. Considerando le condizioni delle strade è probabilmente preferibile, anche se più dispendioso, volare su Kilimangiaro e da lì volare sulle isole prescelte. [/tg_accordion]

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    Lista di libri e guide da comprare per prepararsi ad un safari (viaggio) in Tanzania

     

Libri e guide Tanzania

Guide

Tanzania del Nord con Kilmangiaro e Zanzibar (indicato per chi è interessato a fare safari nel circuito Nord ed abbinare Zanzibar
Tanzania Lonely Planet – Indicato per chi vuole visitare i parchi alternativi o viaggiare nel Sud ed Occidente Tanzania)
Tanzania: dal Kilimanjaro a Zanzibar, dove l’Africa incontra l’Oriente – Una guida alternativa e differente probabilmente ideale da abbinare ad una delle due menzionate su.

 

Libri sull’Africa

Ebano (Universale economica) – Questo libro non parla dell’Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L’Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. E’ un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. E’ solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamano Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste. La narrazione, etica e ammaliante, di un grande reporter, appassionato ed esperto di Africa, che ha il coraggio di vivere il suo mestiere come nomadismo e redenzione.

La mia Africa – Vissuta fino al ’31 in una fattoria dentro una piantagione di caffè sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen ha descritto con una limpidezza senza pari il suo rapporto d’amore con un continente. Sovranamente digiuna di politica, ci ha dato il ritratto forse più bello dell’Africa, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu che nulla più può stupire, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l’avanzata di una civiltà “che nel profondo del loro cuore odiano più di qualsiasi cosa al mondo”. Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in arabeschi non evasivi, in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che, oltre il loro valore documentario, rimandano alla saggezza favolosa di questa grande scrittrice, influenzando in modo determinante i contenuti della sua arte.

Storie africane. Viaggio in Tanzania – Presto non so più quanta strada ho fatto, quanta ne manca. È un sentiero qualsiasi, in una campagna qualsiasi, ma il caldo è umido e appiccicoso, e nella foschia in fondo si intravede il lago Vittoria. Sono in mezzo all’Africa, da solo.

Mamma Africa. Una storia vera – La storia di Haregwoin Teferra, eroina per caso di Addis Abeba, che ha trasformato il profondo dolore per la morte del marito e di una figlia nel coraggio di accogliere e allevare decine di orfani dell’Aids. Haregwoin era sull’orlo di una profonda depressione quando il prete del suo villaggio le portò due bambini, figli di due fra i milioni di morti che il virus dell’HIV provoca in Africa. A dispetto delle resistenze dei propri familiari, li prese con sé e iniziò a rivivere insieme a loro. Ma questo era solo l’inizio. La voce si sparse in fretta, e ogni giorno arrivarono a bussare alla sua porta genitori sieropositivi oramai in fin di vita, supplicandola di accogliere i loro piccoli. Oltre ogni limite economico e di buon senso, Haregwoin ha continuato ad allargare la sua famiglia, fino a creare un vero e proprio asilo per orfani e un rifugio per le madri ammalate. Tra racconto e denuncia, l’autrice punta l’attenzione su un olocausto dimenticato, con oltre venti milioni di vittime nel solo continente africano.

Il cuore amaro dell’Africa – Alexandra, figlia di inglesi emigrati in Africa agli inizi degli anni ’70,trascorre l’infanzia e la prima giovinezza in Rhodesia. È qui che conosceràK., il protagonista di questo mémoir. K. è apparentemente un uomo pieno dicontraddizioni: segnato dal lavoro nei campi, è un vero e proprio leone,selvaggio, “a prova di proiettile”. Un sopravvissuto della terra che egli hacontribuito a forgiare ma nello stesso tempo anche frutto della terra che loha plasmato. Insieme intraprenderanno un viaggio – alla ricerca di se stessi edel proprio passato – nella giungla africana, in quella terra di leoni,leopardi, zanzare, febbri, ma anche di imboscate, guerre, mine antiuomo.
La regina della pioggia – Un tragico passato ha segnato l’infanzia e la vita di Kate: i suoi genitori, missionari in Tanzania negli anni Sessanta, furono trucidati nel corso di una guerra tribale. Quel trauma riemerge improvvisamente dall’incontro con Annah, che ha bisogno di raccontare la sua storia così come Kate ha bisogno di ascoltarla. Annah, a sua volta missionaria in Africa, era legata ai genitori di Kate da sentimenti contrapposti e tormentati: al padre Michael da una passione segreta e negata, alla madre Sarah da un’amicizia profonda e indissolubile. Questo triangolo impossibile l’ha portata a integrarsi profondamente con una tribù di cui sposa il capo, e a diventare la pupilla di una vecchia “donna stregone” che le insegna i segreti della magia bianca.

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[su_panel]Consiglio per la pianificazione
Consiglio di considerare due giorni extra, uno prima della partenza del safari ed uno dopo, sebbene si venga scarrozzati in auto le distanze sono tante ed è un viaggio intenso e fatico. E’ consigliato riposarsi prima di intraprenderlo e prendere un giorno extra dopo, magari pianificando una escursione per esempio al campo base del Kilimangiario, senza scalata, o girare per le strade di Arusha facendo un salto al mercato anche se la città non offre moltissimo da fare essendo prevalentemente un centro dedito all’organizzazione dei safari.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Gabriel

    i would like to do a safari, can you conctact as soon as possible please.

    Gabriel Armanu
    07533585584

    1. Giulia Raciti

      Hello Gabril,
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      Regards
      Giulia

  2. Andrew

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