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10 posti unici da vedere in Sicilia – Arte e rivalutazione oltre i circuiti turistici

Dicembre 7, 2020
Modificato il Gennaio 23, 2021
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10 posti davvero speciali da vedere in Sicilia

Quando si pensa alla Sicilia la nostra testa vola subito ai tesori di Palermo, al Barocco di Ragusa e di Catania, a Taormina o alle isole tutte differenti tra loro. Oh si, anche al cibo ovvio. 

L’isola è un’inesauribile fonte di luoghi storici, culturali e naturalistici di rilievo alcuni davvero curiosi ed originali lontani dal turismo di massa. 
Voglio condividere con voi la selezione dei 10 posti unici da vedere in Sicilia che renderanno sicuramente il vostro viaggio ancora più originale.

Fiumara d’Arte – Museo a cielo aperto (Provincia di Messina)

A Castel di Tusa, tra Santo Stefano di Camastra, famoso per le splendide ceramiche belle e di altissima qualità come quelle di Caltagirone (ma più economiche) e Cefalù, sorge un museo a cielo aperto tra i più belli d’Europa: Fiumara d’Arte.

Si tratta di progetto artistico realizzato da Antonio Presti, collezionista d’arte di Catania che in seguito alla perdita del padre ha deciso di creare ad un percorso artistico a lui dedicato e con l’intenzione di rendere l’arte fruibile ed accessibile a tutti.

Il percorso parte dal delizioso Castel di Tusa e porta, attraverso strade tortuose, nei Nebrodi, alla scoperta di 10 gigantesche installazioni artistiche posizionate lungo il tragitto.

Qui lo stesso Presti ha costruito l’Atelier del Mare, un hotel che è un museo dove è possibile dormire in camere che sono installazioni artistiche realizzate da artisti contemporanei.
Leggi il post – Fiumara d’Arte, il museo a cielo aperto di Sicilia

fiumara d'arte

Gibellina – La rinascita dopo il terremoto (Provincia di Agrigento)

Il 14 Gennaio 1968 un terremoto terribile che colpì la Valle del Belìce, vasta area della Sicilia occidentale.
Il terremoto distrusse completamente la città di Gibellina lasciando la maggior parte delle famiglie senza una casa. In seguito ad una votazione comunale si decise di ricostruirla a circa 20 chilometri da quella originale. 

L’ex sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao ebbe l’idea di chiamare numerosi artisti ritenendo che l’arte avrebbe potuto riscattaere socialmente la città.
Tra i tanti artisti accorsi, tra cui Mario Schifano, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino e Leonardo Sciascia, la richiesta venne accolta anche da Alberto Burri.

L’artista però si rifiuto di mettere una sua opera nella nuova città creando, invece, sulle macerie della città distrutta quello che oggi è il Cerro Brutti, a memoria del devastante terremoto che colpì la città e probabilmente opera più famosa della valle. 

Il progetto gigantesco, circa 80.000 metri quadrati, ripercorre le vie della vecchia città, sorgendo esattamente dove si trovava e che adesso è cementificata. 

Gibellina diventò un laboratorio a cielo aperto in cui artisti di fama mondiale lasciarano un’impronta oggi percorribile e visibile a Gibellina Nuova. 

La Stella d’Acciaio (Ingresso al Belice), opera di di Pietro Consagra, ci dice che stiamo entrando a Gibellina. Tra gli edifici più importanti della città troviamo la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni; il Sistema delle cinque Piazze di Laura Thermes e Franco Purini; La Tragedia di Didone, regina di Cartagine di Cherif di Arnaldo Pomodoro:  il Giardino Segreto di Francesco Venezia; Meeting, di Pietro Consagra; il Municipio di Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà ed il Teatro dei ruderi dove ogni anni si rappresentano le Orestiadi che fu la prima rappresentazione teatrale che inaugurò la città nuova. Le opere a fine lavori erano circa 2000.

Purtroppo oggi Gibellina sembra essere un Gost Town, ma una nuova scommessa artistica è dietro l’angolo, e chissà che non possa questa volta davvero tornare a splendere.
Leggi Metodo Gibellina, storia di un’utopia a cielo aperto

Gibellina
Photo by Antonio Sessa on Unsplash

Teatro Andromeda (Provincia di Agrigento)

Lorenzo Reina è un contadino scultore di Santo Stefano Quisquina (pronvincia di Agrigento) che ha passato 30 anni della sua vita a creare il Teatro di Andromeda, opera che fonde le sue due passioni: l’arte e la natura.

Un giorno portando a spasso le sue pecore si imbatte in una terrazza naturale con vista sull’infinito, dove durante le giornate limpide si può vedere Pantelleria. Ispirato dal cielo e dalle costellazioni ha voluto costruire il ponte verso le stelle dando vita a quest’opera che ritiene non ancora finita.

Nella sua proprietà in cui pascolano pecore e e gironzolano asini, sorge il bellissimo teatro con 108 posti a sedere, costruiti in pietra che corrispondono alla costellazione di Andromeda e che dall’alto hanno, ognuno, la forma di una stella ad otto punte.

Un teatro unico e fortemente legato al cielo, al mare ed alla terra, in cui nei mesi più caldi si tengono degli spettacoli, ti consiglio di fare una deviazione se ti trovi nei paraggi e regalarti questa esperienza, puoi controllare il calendario eventi sul sito del teatro.

Favara ed il Cultural Farm Park (Provincia di Agrigento)

A Favara, piccolo paesino poco distante da Agrigento, si trova la Cultural Farm, progetto artistico nato in seguito ad un evento tragico.
Il 12 Gennaio 2010 crolla una palazzina del centro storico, due bambine di 14 e 4 anni, Marianna e Chiara, perdono la vita sotto le macerie. Questo evento sconvolge la città, in particolare Florinda Saveia ed Andrea Bartoli, che da anni pensavo a come poter contribuire attivamente nella città, decidono che quell’evento poteva essere la spinta per creare qualcosa di unico e di bello. 

Cinque mesi Florinda ed Andrea aprono le porte dei sette cortili rinnovati e dediti a mostre artistiche con l’intento di cambiare le sorti di Favara regalandole una nuova identità.

Oggi il Cultural Farm Park è un punto di incontro per artisti ed ha il merito di  aver trasformato il piccolo centro di Favara, in totale stato di abbandono fino al 2010, in uno dei centri creativi più attivi e vivaci di Sicilia.
Non solo, l’impatto del Cultural Farm, che richiama turisti locali ed internazionali, ha innescato un cambiamento sociale importante. Si sono sviluppate nuove attività economiche, i giovani invece di partire decidono di rimanere, e quella che era una città nota per l’abusivismo edilizio è oggi polo artistico di grande richiamo

Oggi i 7 cortili del Cultural Park includono:

  • 3 Gallerie d’arte e 2 spazi espositivi temporanei e permanenti
  • 1 centro di architettura contemporanea
  • 1 complesso di residenza per artisti
  • 1 scuola di specializzazione in Hotellerie
  • 1 centro di grafica e web design.
  • Librerie d’arte, architettura e cultura contemporanea.
  • Alberghi d’avanguardia

Per maggiori informazioni vai sul sito ufficiale Cultural Farm Favara.

Caffè Turrisi a Castelmola (Provincia di Messina)

A dire il vero non è più un posto poco conosciuto.
Il bar Turrisi , considerato da Focus uno dei 7 bar più particolari del mondo, è uno dei luoghi da mettere in lista quando si visita Taormina.

Basta entrare da una delle due entrate per capirne il motivo. La vista è stupenda, i balconcini e la terrazza dell’ultimo piano danno direttamente sulla Piazza Duomo che si affaccia su Taormina, sull’Etna e sulla Baia di Giardini Naxos, ma la sua particolarità sta negli arredamenti fallici, che sono davvero dovunque: rubinetti, mattonelle, lampade e sculture di cui il bar è pieno zeppo.

Il bar si trova a Castelmola, sulla rocca sopra Taormina, considerato uno dei borghi più belli d’Italia.
Mi raccomando di bere il Vino alla mandorla che è tipico di Castelmola. 

Leggi anche il post Cosa Vedere a Taormina in due giorni

Le grotte di Scurati (Provincia di Trapani)

Nel comune di Custunaci, in provincia di Trapani, si trovano le Grotte di Scurati antico insediamento preistorico e geosito speleologico.  Le grotte al loro interno accolgono un borgo di case che è stato abitato dal 1819 fino a metà 1900.

La grotta più importante è la Grotta Mangiapane, la più grande tra tutte (alta circa 70 metri, larga 13 e profonda 50) conosciuta anche come la Grotta degli Uffizi. 
Delle incisioni al suo interno mostrano che l’insediamento risalga al Paleolitico. 

La grotta deve il suo nome alla famiglia che la abitò fino agli anni ’50 trasformandola in un villaggio e che si dedicava alla pesca, all’agricoltura e pare producesse eccellente ricotta.

Il borgo rimasto abbandontato per un periodo è stato riportato in vita, esattamente per come era nel passato, dagli abitanti del posto, con l’aiuto dell’ultimo membro della famiglia Mangiapane.
L’ingresso è ad offerta libera ed il sito è molto ben tenuto. 

Nel periodo natalizio la grotta di Mangipane ospita il Presepe vivente di Custonaci che coinvolge tutti gli abitanti del paese ed in estate il Museo vivente dei Mestieri. 

Motta Camastra e le mamme del Borgo (Provincia di Messina)

Motta Camastra si trova a pochissima distanza dalle Gole dell’Alcantara.
Il paesino che ormai sembra vada svuotandosi visto che le opportunità per i giovani diventano sempre meno, negli ultimi anni ha cercato di rivitalizzarsi rimboccandosi le maniche e dando vita alle Mamme del Borgo di Motta Camastra, un evento che si tiene generalmente una volta a settimana, da primavera all’autunno, in cui le mamme del paese aprono le porte delle loro case e cucinano per gli ospiti. 

Il progetto nato in sordina sta diventando piuttosto noto nella zona, regalando una serata di buon cibo fatto in casa alla scoperta di un piccolo borgo che in verità conosciamo in molti. Motta Camasta è infatti stata palcoscenico di alcune scene de Il Padrino rappresentando Corleone. 

le mamme del borgo

Catania Sotterranea (Catania)

Catania è un po’ come una fenice, distrutta da terremoti ed una spaventosa eruzione vulcanica, è risorta sulle sue fondamenta.
Le Catanie stratificate sono tornate alle luce, non esattamente alla luce visto che si trovano sottoterra,  dando la possibilità di camminare tra  tra gallerie e grotte laviche sotterranee, necropoli  e chiese sepolte, complessi termali romani e cripte medievali, siti bizantini, corsi d’acqua sotterranea.
Un mondo apparantemente nascosto che racconta non una ma tante Catanie.
Catania sotterranea si visita con il tour di Catania Sotterranea, circa 3 ore, che permette di scoprire una Catania inaspettata ed originale.

Leggi il post – Cosa vedere a Catania in due giorni

Tonnara di Favignana -Ex Stabilimento Florio (Provincia di Trapani)

A Favignana, nelle isole Egadi, si trova la tonnara più grande del Mediterreo, ben 32 mila metri quadrati, l’Ex Stabilimento Florio
Lo stabilmente è un complesso imponente e molto ben preservato che racconta la storia dell’isola di Favignana
Lo stabilimento custodiva le attrezzature, le barche della mattanza e le ancore ed è testimonianza di quella che fu una delle industrie di lavorazione del tonno tra le più produttive d’Europa, ad opera della famiglia Florio che con questa industria creò una leva economica importantissima per gli isolani.

Il museo si può visitare previa prenotazione anticipata e si visita con un tour guidato, essenziale per comprendere la complessità della pesca e della produzione poi del tonno.
Leggi il post Cosa vedere alle isole Egadi

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Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Barbara

    Ciao Giulia, ho letto con attenzione i tuoi post, molto ben fatti. Sto organizzando un viaggio itinerante di 18 giorni (transfer compresi) per la seconda metà di ottobre. Purtroppo non riesco ad inserire tutto ciò che vorrei vedere e sono costretta a fare delle scelte.
    A tuo avviso, tra l’area “Fiumara d’Arte” che visiterei in una giornata andando da Morgantina a Villa Margi o altra cittadina sulla costa e la zona interna tra Agrigento e Sciacca, cioè Torri di Sambuca, Palazzo Adriano e Teatro di Andromeda, cosa sceglieresti ?
    Grazie

    1. Giulia Raciti

      Ciao Barbara, probabilmente opterei per teatro Andromeda più che altro perché per seguire il circuito di Fiumara d’arte e vedere le camere dell’hotel (che merita) si dovrebbe stare almeno due giorni. Quindi se solo di passaggio forse è meglio rimanere nell’agrigentino.
      Buona Sicilia!

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