Perchè viaggiare da soli almeno una volta nella vita

Perchè viaggiare da soli almeno una volta nella vita
Io al Museo di Melbourne

[su_pullquote]”Don’t be scared to walk alone. Don’t be scared to like it.” John Mayer[/su_pullquote]

Viaggiare da soli almeno una volta nella vita per un periodo medio-lungo può essere una esperienza formativa come poche altre.
Non è questione di libertà e vita al massimo, quanto di senso di indipendenza che implica una presa di responsabilità che per forze di cose si deve adottare, imparare a gestire le poche finanze a disposizione, questo nel caso di viaggi zaino in spalla e sul lungo periodo, prendere decisioni istantanee e farsi carico delle conseguenze che ne derivano.

La paura nel compiere questo passo è la discriminante numero uno.

 

La sensazione di sentirsi sul ciglio di un precipizio con un paracadute che non abbiamo mai utilizzato e di cui non siamo tanto sicuri del funzionamento paralizza, fa mettere in dubbio la nostra capacità di potercela fare.
Eppure a volte basta un secondo, che corrisponde alla prenotazione di un biglietto aereo o un autobus che sia, per rendere la propria scelta irreversibile e a quel punto hai poco da fare: si comincia.
 
Basta un solo secondo, un’azione veloce ed istantanea per trovarsi in ballo e scoprire, poco dopo la partenza, che tutte le paure del giorno prima improvvisamente si trasformano in una emozionante ed eccitante avventura..
Un percorso di scoperta del mondo e di noi stessi che andrà ben oltre, e questo è vero quanto più si viaggia per lunghi periodi, le cose che si fanno e che si vedono. Il viaggio avrà come motore unico la voglia di capire, non solo vedere, che ci renderà pionieri di mondi lontani che avranno la forza di risucchiarci facendoci dimenticare le paure che ci avevano accompagnato fino a qualche settimana prima.
 
Viaggiare da soli non è il miglior modo di viaggiare ma è sicuramente uno di quelli da provare almeno una volta nella vita, per dedicarsi del tempo, per conoscersi, per scoprirsi forti e volitivi, che insegna la differenza tra il viaggio e la vacanza, orienta al rispetto perchè ti getta, inerme, nel mondo in cui non siamo niente di più e niente di meno delle persone che incontreremo e l’unica arma di sopravvivenza che abbiamo è la ricerca del dialogo.
 
Un approccio al viaggio difficile da cambiare, anche in quelli futuri. Da soli o in compagnia.
 
viaggiare da soli
 
Quando viaggi da solo accade che….
 

Libertà e Responsabilità

Non avendo nessuno di fidato su cui contare è nel momento in cui si viaggia da soli che si fa esperienza del senso di libertà per eccellenza.
Libertà però implica anche presa di responsabilità in quanto tutte le decisioni, buone o cattive, dipendono solo ed esclusivamente da noi e di ogni azione (andare/rimanere, est/ovest, nord/sud) siamo responsabili e dobbiamo farci carico. Non abbiamo nessuno a cui scaricare la colpa di qualcosa andato male.
 

Apertura e fiducia

Se quando si viaggia in coppia o in gruppo c’è sempre una spalla su cui contare, quando si viaggia da soli queste spalle sono da trovarsi, non sempre, anzi molto spesso, non parlano la nostra lingua e hanno colore della pelle differente dal nostro.
Fiducia, empatia, apertura sono gli elementi che si sviluppano man mano che si prosegue per la strada e che, anche al ritorno (se non soprattutto in questo momento), diventeranno parte del nostro modo di approcciare la realtà quotidiana.
 

Superamento dei limiti

Non c’è nulla che può mettere più paura che superare i propri limiti, o quelli che ci vengono imposti dagli altri che vogliono farci credere che le cose funzionano così e basta.
 
Viaggiare da soli mette paura, soprattutto quando lo si fa in luoghi lontani di cui si sa molto poco, se non hai un referente a cui riportare eventuali problemi, non parli le lingue e non hai la più pallida idea del cosa accadrà, nè come.
E’ in quel momento, quando affrontiamo l’ignoto, che superi i limiti e la “zona comfort”, quella in cui ci si sente protetti perchè conosciuta, e che, per logica conseguenza, ci renderà più forti, indipendenti, in grado di prendere decisioni e risolvere problemi, di quanto non fossimo, o non credevamo di essere, quando siamo partiti.
 

Condivisione (forzata…ma divertente)

A differenza di quanto si possa credere, visto l’accento che si pone sul “da soli” piuttosto che sul “viaggiare”, un viaggio in solitaria per forza di cose ti porta alla condivisione più totale, che sia con i locali che con altri viaggiatori.
Si cerca di risparmiare, condividendo camere o tours o taxi, si cerca compagnia e siccome siamo animali sociali siamo alla costante ricerca di qualcuno con cui poter parlare.
Vivere in ostello è un momento di condivisione eccellente, è qui che ci si incontra con i propri simili, le inibizioni e le vergogne passano perchè sappiamo benissimo che siamo tutti sulla stessa barca.

Impari nuove lingue o le migliori

La necessità di comunicare con gli altri, che spesso e volentieri parlano una lingua che non è la nostra, ci porterà in seguito alle prime settimane di ardua comprensione ad imparare nuove lingue o migliorarle.
E’ un dato di fatto che viaggiare in due, amici o coppia, porti a costruire inevitabilmente un muro tra noi e gli altri, si comunica nella stessa lingua, si organizzano le cose assieme perchè in fin dei conti “non c’è bisogno” degli altri.
 
Anche un mese con rari scambi con gli altri passerebbe in compagnia, cosa che invece obbliga il viaggiatore solitario a trovare partners di viaggio.
Basta 1 mese per apprendere le nozioni basilari per la comunicazione di base. E non c’è modo migliore, e meno doloroso, per imparare lingue che mettersi nella situazione di parlarle (volenti o nolenti).
 

Risparmi o pianifichi il viaggio in base alle tue finanze

Non che questo sia prerogativa del viaggiatore solitario, si potrebbe/dovrebbe estendere al viaggio zaino in spalla (ricordo che non basta avere lo zaino, o voler spendere poco, per essere un backpacker… bisogna sapersi adattare a tutto, davvero a tutto) ma è vero che quando si viaggia con altre persone si tende a spendere di più rispetto quanto si farebbe se si fosse da soli.
Escludo da questa osservazione ovvie spese che sarebbe meglio condividere (taxi, camere, guide etc), ma mi riferisco a quelle di prima necessità, come per esempio mangiare o scegliere se pagare per entrare in un museo piuttosto che stravaccarsi su un’amaca a riposare e leggere un libro.

 

Se a me sta bene mangiare al comedor dove pago 2$ magari alla mia amica, che è ossessionata dalla diarrea, non va e preferisce un ristorante in cui la stessa cosa costa almeno 4 volte tanto.
In questi casi bisogna cercare vie di mezzo in cui lei mangia in un ambiente più affine e apparentemente che evita il pericolo diarrea e io..haime.. spendo più di quanto vorrei.
 
Quando si viaggia in coppia o in gruppo queste situazioni capitano molto frequentemente.
Stessa cosa vale per eventuali tours o escursioni o biglietti di ingresso. Tu conosci il tuo budget e a volte capita che non puoi permetterti tutto quello che desideri o magari puoi farlo per vie traverse, prendere un bus di 20 ore, che costa $20, piuttosto che volare, per $150, scegliere un percorso di viaggio più scomodo ma più economico piuttosto che far filare tutto liscio e velocemente.
 
Viaggiare con gli altri significa scendere a compromessi e, quando lo si fa per lunghi periodi, posso assicurare che la prima domanda che ci si fa , qualunque cosa si voglia fare, è: quanto mi costerà?
Non sempre tutto è fattibile e sta a noi scegliere cosa si e cosa no. Da soli la scelta è più semplice da prendere.
 

Impari ad osservare

Sei solo, non hai distrazioni e hai tutto il tempo che desideri per poter osservare, riflettere senza doverne rendere conto a nessuno.
Gli altri spesse volte sono dei rumori in un momento in cui vorremmo pace e silenzio, viaggiare da soli permette di recuperare il tempo perduto nell’affannata ricerca di dover dire o fare sempre qualcosa.
Nulla di più bello che sedersi e guardare ogni singolo dettaglio di quanto abbiamo attorno, che può essere la gente affaccendata al mercato o i bus che sfrecciano per le strade delle città o ascoltare la foresta che ci parla ma che, spesse volte, sopraffatti dalle parole capiti di dimenticare si ascoltare.
 
Il mondo è grande e pieno di persone meravigliose. Il viaggio deve essere vissuto come momento di scoperta, tuffarcisi dentro, per la prima volta, nella totalità richiede il coraggio di un gesto solitario e personale.
Ecco perchè almeno una volta dovrebbe essere fatto, per diventare coraggioso e renderti padrone delle tue scelte, non solo di viaggio, anche quelle future nella scelte quotidiane dei giorni a venire.
 
Le prossime volte saprai esattamente cosa viaggiare significhi per te e anche la scelta del compagno di viaggio avrà radici più profonde che la mera compagnia.
 
Desidererai qualcuno con cui sei sulla stessa lunghezza d’onda, che rispetti i tempi e i silenzi e che, molto probabilmente, è arrivato a quella consapevolezza e capacità perchè il percorso seguito è stato lo stesso.
E capita così che due viaggiatori solitari si incontrano e cominciano un percorso assieme. E in questo momento si va alla scoperta di una nuova modalità di viaggio.
Che a sua volta non è migliore. E’ differente.

 

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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