Perchè i safari in Tanzania sono così costosi?

Perchè i safari in Tanzania sono così costosi?

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Dal 1 Novembre 2019 è obbligatorio ottenere il visto in anticipo online sul sito ufficiale: https://eservices.immigration.go.tz/visa/ .Non è più possibile ottenere il visto all'arrivo.

Chi viaggia in Africa probabilmente ha come primo sogno da realizzare quello di poter vivere l’esperienza di un safari.
Ma sin da subito ci si scontra con dei  costi a dir poco stellari, soprattutto in Paesi quali Tanzania e Botswana. Perchè sono così cari? E soprattutto, vale la pena affrontare questa spesa?

Queste sono le domande che mi vengono fatte sempre più spesso da chi vorrebbe vivere questa esperienza, tipicamente africana, ed assolutamente lecite. Probabilmente un viaggio in Africa, infatti, rientrerà tra le esperienze di viaggio tra le più costose che si possano fare.
Spero che quanto segue non solo spieghi i perchè ma giustifichi il perchè dei costi, apparentemente, troppo cari, ma assolutamente giustificati.

Lion Tarangire

 

La Tasse di ingresso ai parchi Nazionali, l’IVA e le concession fees 

Quando si fanno game drive nei Parchi Nazionali e nelle riserve naturali, tutti i turisti devono pagare delle tasse di ingresso che variano tra i 53$ ed i 72$ per persona. Queste tasse sono valide per 24 ore e se si vuole stare più giorni all’interno del parco la tassa sarà da pagare nuovamente allo scadere delle 24 ore.
Ma come pagano i turisti, spesse volte anche le auto sono soggette a queste, pensate che per far scendere l’auto nel cratere Ngorongoro, solo questa dovrà pagare circa $300, a cui aggiungere ovviamente le tasse personali.
Esistono anche delle extra tasse chiamate concession fees da applicare a chi dorme nei lodge e campi tendati nelle aree dei parchi Nazionali che spesse volte corrispondo quasi allo stesso importo della tassa di ingresso.  Insomma, solo di tasse in una giornata di safari a Ngorongoro, solo di tasse, può costare quasi 300$ (e mancano tutti gli costi quali auto, guida, sistemazione e vitto) !

 

La 4×4, la benzina e la guida

Per fare safari nei Parchi Nazionali della Tanzania si rende necessaria una 4×4, adatta a fare questa attività (quindi con tetto apribile e modificata proprio per questo). Una buona macchina, comoda, sicura ed in buone condizioni è essenziale per vivere al meglio il safari e questa ha dei costi giornalieri importanti. Altrettanto necessarie sono le guide o i cuochi, questi ultimi per chi opta per le opzioni campeggio, laddove non vi siano ristoranti a disposizione, praticamente sempre, e per supportare e sostenere un turismo etico e responsabile è importante assicurarsi che questi siano pagati in maniera giusta e non lavorini gratuitamente in attesa delle mance (che molte compagnie consigliano di lasciare, proprio per questo motivo, e che si aggirano attorno ai 30/50$ per auto al giorno).
Ovviamente serve anche la benzina, molta viste le distanze e il fatto che le 4×4 consumano molto di più delle auto normale, in genere si considerano circa 50$ al giorno. Ogni giorno di safari obbliga a circa 8 ore al giorno di guida e le compagnie più serie offrono chilometraggio illimitato. Questo significa che i costi si alzano per qualcosa di necessario e senza il quale non si potrebbe svolgere il safari.

4x4 safari

 

Le infrastrutture e le strade disastrose

I Paesi Africani possono avere le loro grandi città metropolitane e gli aeroporti principali che li collegano alle principali città europee, ma quando si fa esperienza di un safari nella natura lontano da questi centri abitati, cambia tutto.
Il safari infatti si svolge nelle aree più remote del Paese, nel bel mezzo del nulla. La mancanza di strade principali e la presenza solo poche e piccole piste di atterraggio, lontane tra loro, rendono il trasporto molto difficile. Se le strade sono accessibili l’unica maniera per raggiungerle è l’uso di un buon 4×4 o di un furgone pesante che possa gestire le strade polverose ed accidentate. E sappiamo tutti che questi mezzi di trasporto consumano benzina come se avessero un buco nel serbatoio.

 

Mangiare durante un safari, i servizi ed il personale, la manutenzione dei lodges e delle strutture

I lodges ed i campi tendati offrono soluzioni pensione tutto incluso, trovandoci nel mezzo del parco Nazionale ovviamente non ci sono ristoranti o punti di ristoro o nelle aree limitrofe, senza tralasciare che non è permesso muoversi autonomamente per questioni di sicurezza, tantomeno al buio.

Non solo, i pasti sono sempre a dimensione di turista che potrebbe trovare il cibo locale ripetitivo e noioso (riso e fagioli, pollo solitamente fritto e chapati), e soprattutto non sempre adatto ai vegetariani.

Il cibo e le vivande a volte impiegano giorni per arrivare dalle città più grandi fino al lodge, facile capire come i costi delle cene possano raddoppiare, servono trasporti pesanti, e costosi ma anche giorni di viaggio per raggiungere il meraviglioso campo in cui state dormendo.
Lo stesso mezzo di trasporto utilizzato per portarti a destinazione viene utilizzato per trasportare i materiali da costruzione, cibo, bevande e qualsiasi altro accessorio necessario affinchè un lodge o un campo possa funzionare.
Sfamare i propri clienti potrebbe, in linea di massima non costare molto, ma se pensiamo che il trasporto avviene dalle città al mezzo dei parchi quanto nei centri abitati potrebbe costare $30 al lodge potrebbe arrivare a costare anche 100$ al giorno per il cliente.

Queste strutture proprio perchè si trovano nel mezzo del niente, offrendo soluzioni di viaggio di alto livello, hanno molto personale in loco che oltre a lavorarci ci vive.  Questi ovviamente rappresentano dei costi extra di vitto ed alloggio oltre gli stipendi.

La stessa costruzione e manutenzione delle strutture comporta dei costi importanti. Nel mezzo della savana infatti sono esposti ad eventi atmosferici che possono deteriorare i materiali più velocemente che altrove.
La manutenzione delle strutture è costante, anche la struttura che a noi sembra semplice e, proprio per questo, immersa nella natura in maniera eccellente, prendi i caratteristici tetti in paglia o le strutture in legno, in situazioni climatiche che possono essere estreme, comporta dei costi molto alti. Per garantire una esperienza safari in cui il lodge o il campo tendato, gioca un ruolo importantissimo, la manutenzione deve essere costante.

Lake Ndutu Luxury Lodge

 

Le concession fees e l’impegno privato per mantenere l’angolo di parco Nazionale meraviglioso 

Molti paesi africani hanno delle leggi per conservare e proteggere l’ambiente naturale, questo supporto avviene in maniera differenti. Ovviamente i turisti pagano giornalmente la propria tassa, ma anche i lodges ed i campi tendati giocano un ruolo importantissimo. Infatti anche loro, esattamente come voi, sono tenuti a pagare delle tasse, per ospite al giorno.
Se quindi l’ingresso ad un parco può costare 70$, immaginate che la concession fee potrebbe quasi equivalere questa stessa tassa che pagare sotto forma di concession fee.
Ecco come sul totale i costi aumentano di moltissimo. Immaginate che un safari di 6 giorni in Tanzania solo di tasse e concession fees potrebbe richiedere  non meno di 750$ per persona.

Per compensare le tasse elevate che devono affrontare i lodges devono far pagare di più per coprire dei costi che non si possono ovviare in quanto governativi e quindi obbligatori.

Serengeti National Park

 

I comfort nella savana hanno un prezzo alto da pagare 

L’acqua calda, la wifi, la corrente elettrica, sono tutte cose che diamo per scontante a casa e che quando viaggiamo pretendiamo. Nel mezzo dei Parchi Nazionali, ed in Africa in generale, questi diventano dei lussi che anche in questo caso fa aumentare i costi.
Fare arrivare elettricità, trasportare taniche di acqua per sopperire anche 20 turisti, o più, allo stesso tempo, il segnale per il telefono e la wifi, obbliga ovviamente a considerare costi extra, anche di trasporto, che affinchè il lodge abbia un minimo guadagno, deve distribuire sui propri ospiti.

ole serai tended camp

 

La stagionalità – I costi bassi della bassa stagione ed i lodges aperti nonostante i pochi ospiti 

I mesi di bassa stagione in Tanzania sono tre: Marzo, Aprile e Maggio. Questo però non vuol dire che i lodges chiudano e i turisti non possano fare safari, anzi, questo è un ottimo periodo per chi vuole risparmiare e scoprire i meravigliosi parchi nel periodo delle piogge. I turisti sono molto pochi e si ha la fortuna di viaggiare con altre poche persone. Questo per i lodges vuol dire avere un calo incredibile di turisti, tuttavia le spese rimangono pressochè uguali, e anche a fronte di lodges prevalentemente vuoti non chiudono ed accolgono i pochi ospiti che scelgono questi mesi per viaggiare.

 

I costi di un turismo non di massa 

Di fronte ad un mondo perennemente in viaggio, in cui tutti possono volare con neanche troppi soldi, praticamente dovunque, trovare destinazioni in cui il turismo e gli arrivi di massa non rovinino l’esperienza diventa sempre più difficile.
Molte destinazioni a vocazione naturalistica, come la Tanzania o le Galapagos o il Botswana, stanno portando avanti un discorso che potrebbe suonare poco democratico ma che, alla fine, è l’unico che permette di limitare al massimo un turismo crescente ed esagerato che la natura non riuscirebbe a sostenere ed il turista reputerebbe estremamente invasivo (lo stesso Macchu Picchu ormai preso d’assalto è dovuto ricorrere alla stessa strategia): aumento dei costi ed esperienze di viaggio particolarmente dispendiose e quindi assolutamente esclusive. 
La Tanzania in questi ultimi tre anni ha aumentato i costi, circa il 30% in più rispetto gli anni passati, creando tasse (una IVA del 18% che prima del 2016 non esisteva) e concession fees per i lodges (che in alcuni casi sono uguali alle tasse per singolo parco), stravolgendo il ruolo del Paese nel business safari ma facendo sì che oggi chi desidera una esperienza safari lontano dalla massa e nei migliori parchi Nazionali sa che la Tanzania è il posto giusto!
 

 

Conclusione: I safari sono molto cari e abbiamo capito perchè, ma ne vale la pena? 

Quale altra esperienza nel mondo ci permette di vivere la natura selvaggia d’Africa?
Chi si innamora di questo Paese lo fa per la sua bellezza e per l’imponenza dei suoi importanti Parchi Nazionali, per il fatto che sia ancora vergine e poco, e difficilmente, accessibile.
Perchè il turismo di massa non esiste e permette di vivere l’avventura che ormai è raro poter trovare altrove.  Perchè offre differenti modalità di viaggio, adatte a tutti (dal campeggio per i più avventurosi e basici, ai lodges extra lusso che si fondono con la natura perfettamente e che forse rappresentano il sogno di safari per tutti).
Perchè bere un drink il pomeriggio nel mentre che un elefante ci passa a pochi metri di distanza è una esperienza incredibile, o addormentarsi con il ruggito del leone rende questo momento irripetibile. Non a caso un safari in Tanzania è una di quelle esperienze da once in a lifetime!

Photocredit: Kiboko Explorer SafariLake Ndutu Luxury Lodge – Olee Serai Luxury tended Camp 

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Daniele

    Ciao Giulia,

    Grazie dell’articolo!
    Io avevo capito che i costi elevati servono anche per rendere i parchi una fonte economica più redditizia del bracconaggio.
    Cioè in parole povere: se i turisti portano $$$ allora ha senso proteggere gli animali, altrimenti meglio farsi pagare dai bracconieri.
    Una dura legge economica, però per me ha senso.
    Che ne dici?

    Ciao

    1. Giulia Raciti

      Ciao Daniele,
      credo che abbia usato la parola sbagliata, il bracconaggio infatti è la caccia illegale che viene combattuta dai Governi, che, in questi Paesi, vedono nel turismo safari una fonte enorme di guadagno, quindi gli sforzi sono proprio volti a proteggere gli animali e non incentivare il bracconaggio.
      Probabilmente tu ti riferisci ai safari di caccia con trofei, che sono legali, ma seguendo, dovrebbero almeno, alcune regole ben precise e si possono fare esclusivamente dentro certe riserve e non dovunque.
      E’ verissimo che anche questi safari, che non sono quelli che menziono io tantomeno promuovo in quanto non li supporto nonostante la legalità, è una fonte di guadagno importante per i governi e le tasse altissime che si pagano vanno a proteggere, per quanto possa sembrare un controsenso, la fauna locale
      Considera che oltre le licenze per potare turisti a caccia poi si paga extra il “trofeo”, parliamo di safari anche di 80.000$ per animale e le agenzie che promuovono questi safari devono acquistare licenze molto dispendiose.

      Quindi è importante distinguere il safari di caccia dal bracconaggio, ad opera di locali e di turisti che sono disposti a pagare l’impossibile, corrompendo personale dei parchi, per fare caccia illegale e sparare senza seguire le regole, dal safari hunting legale che non ammette la caccia a tutti gli animali tantomeno in tutti i parchi ma segue regole ben precise,
      Le tariffe alte dei parchi quindi servono proprio per proteggere la fauna dalla caccia illegale, bracconaggio, impiegando rangers ed auto e non il contrario.

      Che poi il safari di caccia porti grossi introiti, è verissimo, è anche un argomento molto controverso, ti lascio dei links che spiegano il perchè.
      Poi che io non supporti questo tipo di safari e che sta sempre lungo quella linea rossa di etico e non etico è un’altra storia, ma entrambi, fotografico e di caccia, sono una fonte enorme di guadagno.
      Quindi in entrambi i casi le tasse ed i costi servono per proteggere la fauna e non viceversa, l’hunting safari potrebbe essere sostenibile, a detta dei biologi, se portato avanti con criterio.

      Spero che questi links possano tornati utili:

      https://www.nationalgeographic.com/magazine/2017/10/trophy-hunting-killing-saving-animals/
      https://www.nationalgeographic.com/science/2007/03/trophy-hunting-africa-save-animals-conservation-news/

      Un saluto Giulia

      E mi raccomando, fai sì che l’unico sparo in safari che sia quello della macchina fotografica!

      1. Daniele

        Ciao Giulia,

        Grazie per la spiegazione accurata!
        Premetto che come te credo che gli unici spari devono essere quelli della macchina fotografica 🙂
        In realtà parlavo proprio di bracconaggio, perché purtoppo è anche quella una gran fonte di guadagno e la corruzione lo rende una pratica non proprio combattuta dai governi.
        Quello che dico è: finché il turismo rende di più di quanto possono pagare i bracconieri, allora gli animali sono al sicuro…

        Grazie
        Daniele

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