Viaggio in Tanzania – L’animo swahili di Pangani

Viaggio in Tanzania – L’animo swahili di Pangani

Due mesi zaino in spalla in Tanzania mi hanno portata dalla costa fino all’entroterra, al confine con il Mozambico prima e con il Malawi dopo, per poi tornare sulla costa, prima di raggiungere Arusha da dove ho cominciato il Safari, approdando in uno dei villaggi tanzani che più mi è piaciuto: Pangani.

A poca distanza con il confine con il Kenya, da Tanga partono bus per Mombasa, Pangani riassume perfettamente l’animo swahili della costa tanzana offrendo il compromesso ideale tra costa dell’oceano Indiano, villaggio swahili ed ambiente genuino, il che rende questo luogo uno dei miei preferiti, dove sono tornata ben due volte, per poter godere appieno dell’aria di mare e costa meravigliosa circondata da un contesto tranquillo non ancora influenzato dal turismo di massa che, mi dispiace dirlo, soprattutto in questi Paesi provoca una sorta di dipendenza al turista in cui poi inevitabilmente prima di un ciao arriverà un “money” con tanto di manina tesa in attesa di un regalino.

 

africa

Dopo un viaggio di 12 ore sulle solite strade dissestate di un Paese che mi aspettavo logisticamente più attrezzato e a cui ormai dopo un mese di polvere, finestrini rotti e pezzi di bus che ogni tanto cadono ad ogni dosso preso in pieno, mi sono abituata, approdo a Tanga, considerata su carta, sulla guida insomma, la terza città più grande del Paese.
Tanga sin da principio mi puzza di qualcosa che non mi piace, una strana attitudine della gente che il primo giorno ho trovato un pò fastidiosa.
A partire dal piki-piki, la motocicletta, che per portarmi a 300 mt più, a mia insaputa, mi chiede 4 volte tanto ho sempre pagato in qualunque altro luogo, si negozia prima ma non conoscendo il posto e facendo affidamento sul quel “terza città più grande” ci ho creduto, e poi farmi poi pagare due volte perchè l’hotel dove lui aveva deciso di portarmi era pieno.

Dopo aver trovato una camera ad un prezzo che mi stava bene (circa $13 per notte e con acqua tiepida) la fine giornata è esplosa in una litigata in un ristorante di strada dove finalmente stavo per appropinquarmi a mangiare il primo NON chips mayai del viaggio che fino a quel giorno mi aveva costretta a patatine fritte e uovo, riso e fagioli, spiedini di carne a pranzo e a cena, così a volte di rinunciare ad uno dei due.
Davanti a me avevo: pizza di zanzibar, gamberi, polpo. Ammetto di non aver mai mangiato male come è accaduto in Tanzania così che la vista di qualcosa di differente credevo fosse un felice presagio per i giorni a venire. Come una bambina felice attendo il piatto ma lui, un signore anzianotto che mi fissava già da un pò, probabilmente aveva già deciso che quella cena doveva farmela andare di traverso al punto da farmi alzare e lasciare la cena sul tavolo e tornare in hotel a stomaco semivuoto.

La verità è che l’Africa è meravigliosa e la gente è quello che rende questo continente davvero speciale, non ci sono safari o spiagge che possono reggere il confronto con l’umanità e sensibilità dell’Africano.
Ma l’Africa è anche dura ed ostica a volte, è un martellamento continuo e spesse volte ci vuole calma e pazienza per non arrabbiarsi di fronte delle insistenze non volute o che in qualche momento della giornata  non riusciamo a reggere.

Ero reduce di 2 giorno di viaggio che mi avevano stremata. Sui bus la musica suona ininterrottamente ad alto volume, la mia testa non aveva avuto un attimo di pace ed il rumore cominciavo a non sopportarlo più. Avevo solo bisogno di pace e tranquillità. Un momento di silenzio e di solitudine, non riuscivo a parlare e parlare del più e del meno (da dove vieni, come ti chiami, dove sei stata etc etc) era l’ultima cosa che proprio quel giorno desideravo.

Ma questo signore, non ha sentito ragione nonostante gli abbia chiesto, prima con delicatezza e poi un pò arrabbiata, di lasciarmi in santa pace perchè ero stanca e molto irritabile. Nonostante le mie richieste esplicite lui invece ha preso una sedia, si è seduto accanto a me cominciando a martellarmi con domande che non volevo mi venissero fatte e a cui non mi andava di rispondere.
Dopo 5 minuti mi alzo di scatto, lascio la cena sul tavolo e me ne vado con passo spedito nel buio pesto della notte classico delle città tanzane in cui l’elettricità sono più le volte che non c’è che quelle in cui c’è.

La mattina dopo ancora con la cipolla della pizza Zanzibar, di cui avevo mangiato 4 quadretti, che mi si riproponeva e un pò di rabbia decido di non andare via, sono stanca e l’idea di rimettermi in movimento di nuovo mi alletta come un broccolo per colazione. Mi avventuro per una lunga passeggiata nella città che non mi aveva accolta granchè bene ma a cui ho voluto dare una chance.
E ho fatto bene. Scopro belle passeggiate nel verde e nel silenzio passando il pomeriggio leggendo in un angolo protetto vista mare. Finalmente sono sola. Finalmente silenzio.

Due giorni dopo, zaino in spalla e di miglior umore, mi dirigo alla stazione dei bus e in 2 ore che hanno coperto 50km di strada stretti come sardine, condizione standard per chi viaggi in minibus, mi rassereno alla vista del posto in cui arrivo.
Era esattamente quello che avevo tanto cercato ma che non avevo ancora identificato, forse avevo provato la stessa sensazione a Matema sul lago Nyasa (lago Malawi).
La sensazione è più o meno la stessa.
Un piccolo villaggio, dove passo totalmente indifferente a gli abitanti,  ed in cui le mani non si tendono verso di me nella speranza di elargire monetine, un piccolo mercato, uomini che giocano alla strana dama, chioschi e gli immancabili ristoranti attorno allo spiazzale centrale, che funge anche da mercato/stazione dei bus/ piazzetta, dove le uniche cose che riesco ad ordinare sono gli immancabili: chips mayai e spiedini di carne.
Ogni tanto passa il ragazzino con il vassoio con i pezzi di polpo da pagare al pezzo, distinti in 2 scellini e 3 scellini a seconda che si scelga il pezzo grosso o quello piccolo.

Vengo accolta a braccia aperte dai ragazzi del centro turistico di Pangani ed in quel momento sento di essere esattamente dove voglio, così invece di soggiornare in uno dei lodge sulla spiaggia decido di rimanere al Mbona Lodge, alle spalle del mercato, e godermi quello che mi piace di più, la vita di villaggio ed i nuovi amici che mi sono sempre sembrati ben felici di avermi attorno tutta la giornata.

 

pangani stazione

 

Ogni sera la signora, che mi parla solo in swhaili ed accompagnata dai suoi due figli, uno di 9, che l’aiuta lavando i piatti e servendo, e uno di 4 che adora le barchette e gli aeroplanini di carta che gli regalo ogni giorno, cucina il chapati e prepara il te, la mia cena ormai consueta ed abituale.
Sono una cliente fissa, talmente tanto abituale che quando per due giorni non mi ha vista nei paraggi si è preoccupata esattamente come mi sono preoccupata io quella sera, una delle tante senza elettricità, non l’ho trovata al solito posto così da costringermi a dirottare sulla solita frittata di patatine fritte non dopo aver chiesto a chiunque dove potesse essere e dove potessi trovarla.

 

chapati

 

Il pezzo forto di Pangani è però HOT HOT, uno dei capi del centro turistico che ha deciso di tenervi sotto le sue ali protettive venendomi a trovarmi in hotel ed in più occasioni invitandomi a casa sua, una camera addobbata con festoni colorati, per bere il te e mangiare biscotti e passare un pò di tempo insieme.
Lo conoscono tutti il mio amico che lavora dedicando anima e corpo al suo progetto di sviluppo turistico di questo piccolo angolo della Tanzania dove arrivano in pochi perchè, per i più, il mare della Tanzania, si trova a Zanzibar piuttosto che sulla costa.
Ma quanto si sbagliano!

 

Ho scoperto un angolo delizioso del Paese, ricco di bellezze naturali, gente genuina e tranquillità e qui ho deciso di rimanere per lungo tempo.

 

mercato pangani

Cosa fare a Pangani

Per quanto sia un piccolo villaggio trovo che sia un bellissimo posto in cui poter stare per qualche giorno per rilassarsi ma anche per conoscere la Tanzania lontana dai centri turistici in cui, chi non ha mai avuto a che fare con l’Africa, a volte è difficile e faticoso (bisogna prepararsi a continui sciami di persone che vogliono qualcosa da te) sopportare.
Tutto questo a pangani non accade, e se accade è solo perchè queste persone vogliono scambiare qualche parola in inglese e sfare pratica.

Ushongo Beach

Ushongo Beach è uno dei piccoli segreti conosciuti della costa della Tanzania, è un luogo tranquillo che vanta una bellissima spiaggia di sabbia bianca orlata da palme da cocco, e in generale è un luogo ideale in cui rilassarsi.
La baia non ha correnti sotterranee, non ci sono squali, non ci sono venditori ambulanti e soprattutto nessun crimine si verifica.

La spiaggia bianca di Ushongo è lunga tre chilometri, la temperatura dell’acqua è molto piacevole andando tra i 25 e i 28 gradi.

 

ushongo

ushongo beach

pangani tanzania

 

Giro in dhow con i pescatori alla riserva marina Maziwe

Punto forte della mia permanenza a Pangani. Hot Hot ha organizzato per me un bellissimo giro in dhow, che da solo vale la pena a prescindere del luogo dove abbiamo attraccato, mi ha consegnato una busta con il box lunch, e in compagnia di due pescatori ho navigato per 10 chilometri per raggiungere la riserva naturale Maziwe.

Per entrare nella riserva marina bisogna pagare una tassa di $13 per persona.

 

pangani

parco pangani 2

riserva marina pangani

Safari al Saadani National Park

Non è conosciuto come il Serengeti ma questo Parco Nazionale ha qualcosa di davvero unico. E’ sul mare ed offre un compromesso incredibile ed unico fatto di savana, foresta ed oceano.

Il Saadani National Park si trova nel centro del triangolo storico di Bagamoyo, Pangani e Zanzibar, e si estende su 1100 km2.
E ‘l’unico parco nazionale tanzano che si affaccia sul mare, il clima è di costiera, caldo ed umido,  ed offre una combinazione unica di flora e fauna marine e continentali in un ambiente affascinante.
Il parco offre circa 30 specie di grandi mammiferi oltre a numerosi rettili e uccelli emolte specie di pesci, tartarughe verdi, megattere (nyangumi) e delfini (pomboo).

Costi di ingresso e permanenza nel parco 

  • Tariffa ingresso adulti: $20
    Tariffa ingresso ragazzi fino a 16 anni: $5
    Tariffa ingresso bambini fino a 5 anni: Gratis
  • Costo ingresso auto: $40
  • Accampamento
    Campeggio: $30
    Campeggio speciale:$50
  • Guida (obbligatoria) – $10 se presa al parco – $15 se si viene già accompagnati da qualcuno esterno

Per maggiori informazioni sul parco Saadani, clicca qui.

parco nazionale saadani

Immersioni a Maziwe Island

Maziwe Island è una delle più antiche riserve marine in Tanzania e si trova a circa 10 km dalla costa di Pangani.
La riserva marina è stata fondata nel 1981 con l’intenzione di prendersi cura del complesso ed importante sistema di barriera importante.
Un tempo, quello che oggi è un isolotto che compare e scompare con le maree era una isola in cui vi erano mangrovie ed alberi, ma negli anni l’erosione marina ha cominciato a sommergere l’isole e l’ultimo albero è stato visto nel 1983
Oggi Maziwe è una isola sabbiosa a cui si accede con la bassa marea e che si ricopre di acqua con l’alta.

I fondali della riserva maria conta 400 specie di pesci, 35 generi di coralli duri e molli, spugne e alghe ed anche uccelli.
Per organizzare questo tour potete contattareEmanueli Petro sul suo account facebook .

scuba diving mazive marine park

Come arrivare a Pangani

Sebbene sulla mappa non sembri poi così complesso arrivare a pangani in verità che si arrivi da Dar Es Salaam o da Arusha il viaggio impiegherà un’ora.
Bisogna prendere il bus fino a Tanga, circa $10, e da tanga il minibus, circa $2400 scellini (ricordo che in Tanzania non si deve pagare per il bagaglio anche se per qualche motivo a Tanga ci provano sempre), e in approssimativamente 2 ore si faranno i 50km di distanza per raggiungere Pangani.
Le opzioni per dormire una volta arrivati a Pangani sono 2, rimanere al villaggio Pangani, si trovano delle guest house dal costo di circa TZSH25.000 per notte ($12) oppure dirigersi ai lodge ad Ushongo Beach.

Per arrivare a Ushongo beach si deve prendere il traghetto per passare da una sponda all’altra (TZSH200) e poi pagare una motociletta (TZSH 4000) per raggiungere il lodge, si tratta di approssimativamente 8 km. Non ci sono negozietti o mercati ad Ushongo beach quindi solitamente si pranza e si cena nei lodge, per poter comprare qualcosa bisogna andare al villaggio di Pangani.

 

Barca Pangani – Zanzibar

Sicuramente non è la scelta che vogliono fare le persone che desiderano viaggiare comodamente e sentirtsi al sicuro, come possono essere i traghetti da Dar che raggiungono Stone Town ( ma questo vuole almeno una giornata di viaggio ed una notte a dar per poi partire il giorno dopo), ma la verità è che da Pagani possono organizzare delle speed boats per arrivare a Zanzibar, nord, e il viaggio richiede circa 4 ore in mare aperto in una speed boat di legno.
Io l’ho fatto, l’unico problema che ho avuto è che dovevo andare in bagno e non essendoci ovviamente mi sono buttata in acqua per poi risalire, ed eravamo esattamente a metà strada da il continente e l’isola.
Non lo consiglio a chi ha bambini o chi ha paura del mare.
I costi variano a seconda di quante persone si è, il consiglio che posso dare è di chiedere a HOT HOT (responsabile del centro turistico di Pangani) se ci sono altre persone in attesa ed unirsi al gruppo.
Le barche partono solo se organizzate in anticipo e non è un servizio frequente, potreste aspettare 1 o 2 o 3 giorni prima di trovare compagni di viaggio. Il costo varia tra i $40 e i $70 se si è 4 o 2. Da soli il costo diventa alto in quanto bisogna pagare l’intera barca (circa $150).

 

Turismo etico e responsabile a Pangani

I ragazzi del centro turistico di Pangani lavorano duramente per riuscire a far conoscere questa area meravigliosa del Paese ma ho visto i turisti arrivare con il bus e non volerli neanche ascoltare perchè davano per scontato che erano dei flycatchers come quelli di Arusha.
In verità i ragazzi di Pangani organizzano tante attività che vale la pena conoscere e trovo bello e giusto potersi affidare a loro per i giri in dhow, canoe, passeggiate culturali nel caso si sia interessati a sapere qualcosa di più di questa area del Paese ed aiutare con piccoli contributi una comunità che fa il possibile per crescere.
Il centro turistico si trova in una struttura nella piazza dei minibus e sicuramente sarai accolto da uno dei volontari, in quanto bisogna comunque registrare la proprio presenza all’arrivo.

 

Volontariato a Pangani

Hot Hot ha un grande desiderio che è quello di poter portare dei volontari che possano aiutare nelle scuole con i bambini, insegnare inglese ai volontari del centro turistico, tutti tanzani, e aiutino nella costruzione del sito web.
Per chi fosse interessato a qualche settimana di volontariato può contattare Emanueli Petro sul suo account facebook  ed insieme potete discutere qualche soluzione ideale.
La durata minima di permanenza è di due settimane. 

 

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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