Organizzare il viaggio sul lungo periodo è possibile?

Organizzare il viaggio sul lungo periodo è possibile?
Organizzazione di viaggio

Come organizzare un viaggio di qualche mese (o anno!) 

Claudia chiede “quale è stato “il processo creativo” che ti ha portata sino a questo punto e cosa hai fatto in termini di organizzazione?”

Probabilmente sono la persona più disorganizzata della terra quindi di organizzazione  precisa nel mio viaggio c’è ben poco, così come sono molto facile a cambiare idea, la qual cosa non aiuta.

In mesi di viaggio ci sono stati tanti eventi e situazioni che mi hanno portata spesso a fare qualcosa che non era in programma, cambiamenti facilitati dal fatto che viaggio da sola, sino alla grande decisione presa a luglio 2011, mese in cui comprai il biglietto per fare il giro del mondo mentre mi trovavo a Isla Holbox (Messico), prolungando l’avventura facendola diventare di due anni.

Per chi mi segue da un po’ qui ma anche su facebook ed Instagram il mio percorso è noto e soprattutto molto random, cambio infatti programmi ed itinerari ogni due giorni.

La domanda fatta da Claudia mi ha quindi fatto riflettere e mettere nero su bianco cosa è successo in questo ultimo anno e mezzo, come e perché.
Quale è stato soprattutto il ruolo dell’organizzazione e in che termini il mo viaggio è organizzato.

Ci tengo  a ricordare che sto parlando di un viaggio a lungo termine che si distingue di molto dai weekends fuori porta e di qualche giorno. 

Quando non si ha un biglietto di ritorno si sa di avere a disposizione il tempo che desidera e che si possono fare le cose quando si vuole senza avere alcuna fretta.
Se avessi un aereo da prendere  nel giro di qualche ovviamente cercherei di fare quanto più possibile in poco tempo anche perchè avrei l’energia e la voglia di farlo.

Quando non si ha nessuna fretta e quando si passa dall’entusiasmo del “sto viaggiando” al “viaggio ma posso fermarmi e posso, voglio, avere una vita normale” il pensiero del mattino non è più cosa devo fare ma piuttosto cosa cucino oggi. Lo stesso che avete voi e che avevo io quando ero in sede fissa a Roma, Londra o Taormina.

Si tratta di una prospettiva completamente diversa da quella a cui la maggior parte delle persone è abituata, in cui l’organizzazione degli itinerari è variabile a cambiamenti e stati d’animo proprio perchè sappiamo che abbiamo il tempo.
Lo status del viaggiatore non si definisce in base ai posti visti e ai monumenti visitati bensì alla sua capacità di adattamento e di comprensione.

petra

Viaggiare sul lungo periodo – La differenza tra organizzare e pianificare

Non DEVI fare qualcosa. La fai se ti va


Quando viaggio non sono obbligata a fare niente che non voglia.
.
Quando viaggio non esistono i devo, anche perché poi questi “must” nella maggior parte dei casi sono sempre stati grandi delusioni.

La corsa alle cose da fare forse vale per le prime settimane di viaggio quando sono piena di energia e sto in stile vacanziero.
Ma con il passare dei mesi ci si approccia ai Paesi in maniera un po’ diversa.
Le cose le faccio e le vedo con calma, se mi va.
Ovviamente se vado in Perù non posso perdermi Machu Picchu o in Tanzania non voglio perdere un buon safari ma dall’altro lato è capitato che non ho fatto alcuni tour o visto posti valeva la pena andare ma le condizioni in quel momento non erano quelle ideali.

Quando ero in Vietnam non sono andata ad Halong Bay e Sapa perché faceva freddo e non mi andava di stare a 0 gradi quando al sud del Paese ce ne erano 30.
Non mi sono fermata a Vientiene in Laos a vedere il famoso Buddha sdraiato perché volevo raggiungere degli amici in Thailandia e non valeva la pena fermarmi in quella città solo per vedere l’ennesimo Buddha.
Non sono stata a Merida in Messico perché c’erano 40 gradi e ho preferito rifugiarmi alle isole.
Dall’altro lato mi sono fermata più di 8 giorni a Isola Sainte Marie in Madagascar, leggendo ed oziando per giorni o quasi tre settimane a Cape Town.

Se si viaggia per scrivere una guida o mettere delle X sui posti è una cosa, se si viaggia per il puro piacere di farlo e soprattutto per fare quello che ci piace è un’altra cosa.

Da qui la mia notoria disorganizzazione. Non pianifico niente perché faccio quello che mi dice la testa e il corpo. Caldo/freddo, buona compagnia/cattiva, mare/montagna, fit/fat.

relax san blas

Non pianificare non significa non avere una meta  o un’organizzazione di viaggio

Forse prima di proseguire devo spiegare cosa intendo per pianificare un viaggio e la differenza con organizzare.
Per me organizzare un viaggio significa prenotare con largo anticipo e decidere ancora prima di mettere piede in un Paese dove andare, quanto stare e cosa fare.

Pianificare invece ha un significato più ampio, decidere i Paesi che si vogliono visitare, e anche in questo posso sempre cambiare idea, e stilare un percorso approssimativo per arrivare alla meta di destinazione.

Ovviamente se si hanno 2 settimane un minimo di programmazione e pianificazione ci vuole, non fosse che spesso e volentieri si riparte da dove si è atterrati e soprattutto i tempi comodi di chi viaggia sul lungo periodo non ci sono. 

Quando come nel mio caso si atterrà e non si sa più quando si vola via tantomeno da dove le cose cambiano.
Le prenotazioni anticipate andrebbero perdute nella maggior parte dei casi.

Ho sempre un’idea generale di dove voglio andare e ho un’idea vaga del cammino, da nord a sud, da sud a nord, da est a ovest o viceversa ma basta poco per cambiare i piani.
Ho cambiato i piani centinaia di volte, sono andata in posti che non erano in tabella di marcia e non sono andata in posti che a principio dicevo che “volevo assolutamente vedere”.

A volte una semplice chiacchierata con altri viaggiatori può essere decisiva nel cambio di programma. Quando si incontrano le persone giuste al momento giusto le cose cambiano, così gli itinerari, le attività e nel mio caso anche la durata del viaggio.
Ho un percorso che coprirò, semplicemente non so quando e non so in quanto tempo.

safari tanzania

Parlare, chiedere, essere curiosi

Ho un dono. La chiacchiera. Parlo con tutti anche con me stessa molto spesso, giusto per farmi due risate.
La mia risorsa principale diventa quindi la persona locale che sa indicarmi i luoghi più caratteristici, i locali (bar, ristoranti) tipici, chi meglio di loro può darmi le giuste indicazioni?
Un’altra fonte importante nella mia pianificazione viaggio, che in genere non supera la settimana, sono gli altri viaggiatori.
Le migliori informazioni pratiche vengono da chi le cose le ha fatte davvero, da chi mi può dare informazioni su costi, spostamenti, ostelli.
Ma non solo. A tutti piace parlare dei propri viaggi, a tutti piace raccontare delle proprie avventure quindi nessuno avrà alcun fastidio a sedersi con noi e stilare un piano molto generale del nostro itinerario in un certo Paese.

Viaggiare è vivere la tua vita in maniera alternativa non è un tour de force

Forse faccio i tour de force le prima settimane di viaggio ma dopo un po’ la mia vita torna alla normalità.
Chi di noi organizza tutti i weekend qualcosa?
Come a voi anche a me piace stare a casa senza dovere per forza fare qualcosa,  come voi lavoro, ho i miei impegni regolari e non posso e non voglio scarpirare tutti i giorni.
Mi sono fermata più volte in posti per più di 10 giorni dedicando le mie giornate al lavoro o semplicemente dormendo di più o leggendo libri sull’amaca.

Una vita tranquilla e regolare, entro i limiti del regolare in una scelta del genere.
Viaggiare lentamente dà la possibilità di capire una cultura, imparane la lingua, non fare l’elenco delle cose viste e fotografate per il piacere di dire “ci sono stato” ma capirne le dinamiche sociali e umane. Per me una chiesa è una chiesa e un museo è un museo.
Non dico che non ci si debba andare ma dico solo che se a me per esempio non piacciono i musei non vedo perché ci debba andare per forza.
A New York sono solo andata al Moma e al Gugghenheim Museum perché avevano collezioni che mi interessavano ma ricordo per esempio il Prado di Madrid come un incubo da cui volevo scappare.
E allora se qualche anno fa credevo che ci fossero cose da dovere fare e vedere per forza adesso credo che la pianificazione della mia vita puntando più alla normalità che alla straordinarietà sia fondamentale.


Trovare il mio equilibrio tra vita e viaggio è importante. Se per viaggiare intendiamo tenersi occupati tutti i giorni a fare i turisti alla lunga ci si stanca e il viaggio diventa un tour de force al quale non resisteremo più di qualche settimana.

Tulum Mexico

Stilare un itinerario di viaggio e non un piano dettagliato

La mia organizzazione è molto macro e poco micro.
Sapevo che sarei atterrata a Bangkok e sapevo che avevo un volo da Bali. Dovevo solo capire come arrivarci, che giro fare. Mappa del mondo in mano e la direzione, il quando e per quanto è sempre poco definito.

Quando sono andata a Panama sapevo che volevo andare a San Blas perché le avevo scoperte per pura casualità su internet ma a parte questo non sapevo molto. .
È capitato anche che alcune destinazioni mi abbiano deluso e sia andata via prima del previsto.

E’ giusto quindi avere un’idea approssimativa ma sono dell’opinione che non abbia molto senso prenotare in anticipo e pianificare prima di conoscere un posto.

Quando si rende necessaria la prenotazione o se questa vi fa sentire più sicuri prenotate online per una notte e poi dite che confermate se rimanere o meno il giorno dopo. Nessuno vi dirà di andare via, ma diverso è quando si prenotata per 3 giorni e poi si vuole andare via il giorno dopo.
Viaggiare per me è vivere e conoscere un posto, fermarmi quando mi sento a mio agio e andare via quando non si verifica questo. Troppa organizzazione farebbe perdere il piacere della scoperta trasformandolo in un set fotografico che non lascerebbe alcun ricordo a livello di esperienze.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 5 commenti.

  1. Teresa

    Ciao Giulia…sarebbe la prima volta che mi dedico alla realizzazione di un viaggio, in solitaria, con pochi soldi e poco inglese..le mete pensate sono il Portogallo , il Marocco e Israele. Il mio tempo di viaggio è di uno o max due mesi…previsti dopo settembre 2014..mi preoccupa il budget più che altro e la lingua inglese…pensavo di prenotare con largo anticipo ma non so se affidarmi ad un’agenzia , se il biglietto mi conviene farlo a/r … a parte il biglietto, quanto devo più o meno prevedere di budget per stare tranquilla…sto già in ansia ma voglio proprio partire per questi posti…( x gli alloggi ..ovviamente ostelli, accoglienze religiose, famiglie ospitanti in cambio di aiuti,,,ecc) . Probabilmente molto di quanto ti chiedo tu lo dici nei post ma vorrei per queste mie mete un tuo parere…Grazie!!! Ti seguo assai!

  2. Serena

    Ciao,

    la cosa che più mi incuriosisce di chi fa questo tipo di esperienza (che tutti vorremmo fare) è il lato economico.
    Come fate a partire per lunghissimi periodi senza lavorare?
    Perchè se resti in tante parti 1 o 2 giorni, di certo non puoi neanche lavorare per mantenerti.
    Come fate?

  3. Claudia

    Buongiorno Giulia,
    grazie mille per aver soddisfatto la mia curiosità!
    In effetti quello da te indicato è il modo più naturale per concepire un viaggio che preveda una permanenza fuori casa a lungo termine. Però volevo avere una conferma da parte di una persona autorevole come te, visto che stai vivendo questa esperienza in prima persona.

    Da un certo punto di vista credo (anzi posso solo immaginare visto che le mie permanenze all’estero non sono mai durate più di 40 giorni) che avere a disposizione molto tempo eviti almeno in parte lo stress di dover vedere a tutti i costi quello che di più ineressante possa offrire la nazione che stai visitando.
    E questo differente approccio mi piace molto! Spero di poterlo sperimentare anch’io, prima o poi!

    Un abbraccio dalla nostra Italia, in questi giorni fredda e piovosa
    Claudia

    1. jaganath

      ciao giulia sono d accordo, i vantaggi di non avere un viaggio di ritorno ti fanno vivere giorno per giorno con tutto il tempo esperienze diverse ,e si e molto piu recettivi e espansivi nel progettare viaggi e fare esperienze, ti da la possibilita di fare amicizie,e capire le culture di un paese ,e diventa un piacere.ma quando si va di fretta si perdono tante occasioni e diventa spesso un stress viaggiare ,mi ricordo buffo sai quando avevo 18 anni circa 10 anni fa ho fatto un viaggio col lo zaino in spalla con la mia ragazza e ho attraversato l india dalle montagne del himalaya ,fino alla punta al sud del india ,tutto in due settimane tra treni e autubus locali, e poi sono andato nel rajistan fino al deserto a jasalmir passando in varie citta , anche li treni e autubus uno dietro l altro uno stress pazzesco credo non lo dimenticheremo mai ne io ne lei ,ho un bel ricordo ,ma non lo rifarei cosi , bisogna prendersi il tempo di vedere e vivere nei posti ,. un saluto grazie per scrivere ogni volta che leggo le tue esperienze riesco a sentire emozioni col cuore , ciao a presto

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