Nuotare con le foche di Kaikoura

Nuotare con le foche di Kaikoura
foca Nuova Zelanda

Nuotare con le foche a Kaikoura

Nuotare con le foche di Kaikoura è stata probabilmente una delle esperienze più divertenti in Nuova Zelanda.
Battono le pinne come per un applauso, emettono urla e volteggiano in acqua rotolandosi tra le nostre gambe come per dirci che siamo i benvenuti e stiamo simpatici a lei e ai suoi amici.
Beautiful Seals!

Ma procediamo con ordine.
Sono in Nuova Zelanda, a Kaikoura per l’esattezza. Non era una tappa considerata al mio arrivo ma al momento di scegliere dove andare da Nelson improvvisamente ho cambiato piano e ho prenotato un biglietto di bus per questo villaggio rivoluzionando l’itinerario di viaggio per l’ennesima volta.

Questo paese sulla costa orientale dell’isola del sud a metà strada tra Picton e Christchurch è famoso per 3 attività in particolare e tutte hanno a che fare con il mare.
Whale watching, ovvero escursione in barca o aereo per vedere le balene, nuotata con delfini o quella con le foche (per maggiori informazioni sulle attività a Kaikoura leggi il post: Cosa fare a Kaikoura).
Visto che le balene molto probabilmente la vedrò in Argentina (le vedrò invece in Ecuador a Puerto Lopez e poi ad Ile Sainte Marie in Madagascar) non mi restavano che le foche e nuotare con i delfini.  

Non sapevo ancora che 6 mesi dopo sarei approdata alle isole Galapagos che sarebbero diventare una seconda casa e, tra tutte le attività, nuotare con i leoni marini è la più frequente. 

Dicendo “non mi restavano che” non voglio dire che è stata una scelta di ripiego, tutt’altro.
Decisione ponderata e presa volutamente.
Prima di venire in Nuova Zelanda non avevo mai visto delle foche, diventate poi frequenti duranti i frequenti successivi viaggi negli Stati Uniti ma addirittura nuotarci, era una cosa che non volevo assolutamente perdere. 
Decido quindi di modificare il piano di viaggio iniziale.

kaikoura

Si parte o no?

Prenoto su Klook (ma sembra che adesso il tour lo venda il sito direttamente) con uno sconto la giornata di seal swimming
Mi presento all’appuntamento delle 9.15 del mattino.
Indosso un bikini sotto gli abiti invernali. Fa freddo, il cielo non promette bene, il sole è nascosto da nuvoloni grigi, anche se a est si vede uno spiraglio di luce.

Mi dicono che il vento è freddo e le condizioni climatiche non sono ideali. Con quel freddo e in assenza di sole le foche poltrirebbero tutto il tempo sugli scogli e non si tufferebbero in acqua.
Meglio tornare dopo un’ora e mezza. Alle 10,30 mi ripresento, ancora niente. Bisogna aspettare sino alle 12,15.
Avevo ormai perso le speranze, credevo che non ce l’avrei fatta e che avevo fatto un giro a vuoto ma soprattutto non avrei mai più avuto questa opportunità.
Alle 12.15 tour è confermato, c’è alta possibilità di non poterci nuotare perché il tempo non è ottimo ma ho 15 minuti per scegliere il da farsi: farmi rimborsare e rinunciare al tour o provarci.
Ho fatto così tanti chilometri per vederle che non mi tiro indietro certo adesso. Vado lo stesso e tento la fortuna. 
Indossiamo la muta. Fuori fa freddissimo e l’idea di mettermi in acqua mi spaventa, in quel momento non avevo ancora la più pallida idea di quanto freddo avrebbe fatto dopo.

Tutti pronti in muta, scarpette, guanti e cappuccio. Dopo 20 minuti di navigazione arriviamo di fronte a un grande scoglio abitato da una fornita colonia di foche. Molte sono piccole, questo è il periodo infatti delle cucciolate.
Lo scoglio è diviso idealmente in due parti. Le foche sono infatti animali molto territoriali così che un lato appartiene a un maschio e l’altro al secondo maschio della comunità. Il resto degli abitanti è composta da foche femmine e cuccioli. 

Sempre in relazione a questo forte senso di territorialità, Matt, la nostra guida, ci dice che sebbene le foche siano gli animali più socievoli con l’uomo sono pur sempre animali selvatici e proprio per questa ragione bisogna rispettare alcune delle loro regole.
Regola numero uno – Non si sale sullo scoglio. Potrebbero diventare aggressive
Regola numero due  – Anche se ci sono scogli in acqua mai stare in piedi tenendo il busto fuori dall’acqua. Le foche vivono questa posizione come minaccia e anche in questo caso potrebbero diventare aggressive.
Regola Numero 3 – Giocare ma non toccare.
Regola numero 4 – Seguire i loro ritmi. Sono loro a dirci in qualche modo cosa vogliono. Noi non dobbiamo fare altro che copiare i loro movimenti. Solo così il gioco diventa divertente per tutti.

foca Nuova Zelanda

Un’ora dopo…

Una volta spiegate le regole è il momento di tuffarsi. L’acqua è gelida. 5 gradi. Sento i piedi atrofizzarsi. Le bolle dentro la muta che fanno entrare l’acqua e dopo le prima urla e il terrore di rimanerci secca il mio corpo lentamente si adatta a quella temperatura polare.

Per i primi 20/25 minuti in acqua di foche non ne vediamo. Siamo tutti un po’ demoralizzati.
Risaliamo in barca per perlustrare i dintorni. Nel mentre uno dopo l’altro infila un tubo di acqua calda dentro la muta. Che sollievo!
La muta si riempie di acqua calda e per qualche minuto sento un po’ di calore addosso nonostante il vento freddo sia tagliente e i brividi di freddo partano dalla faccia e arrivano sino all’alluce che ormai ha perso la sensibilità.

Decidiamo di rimanere altri 30 minuti e aspettare, anche perché il patto con l’agenzia era: se non si nuota con nessuna foca si viene rimborsati del 50% e per chi sta a Kaikoura il tour viene rimandato a un altro giorno. Ma nessuno di noi ha tempo e una volta li volevamo provare il tutto per tutto.
Improvvisamente vediamo alcune pinne fare entra ed esci dall’acqua.
Sono più di due il che significa che ci sono più foche in acqua in quel momento.
Chissenefraga del freddo, mi dico. Mi tuffo e mi avvicino a questi bestioni che si rotolano su se stessi come facevo io da bambina quando ero a mare. Erano tre che giocavano e che hanno cominciato a sguazzare tra di noi.

Foca a Kaikoura

Vederli da sott’acqua mette un po’ paura. Gli occhi sono bianchi e lucidi, credo che siano grandi quanto me e avere la foca faccia a faccia che mi guarda con questi occhi vitrei mi fa credere che sia meglio non avvicinarmi troppo.

Nonostante l’eccitazione generale e le nuotate su e giù per inseguire le foche e rotolarci con loro continua ad essere freddo e più volte sono stata tentata di tornare sulla barca.
Ma lo spettacolo stava diventando interessante.
Alcune mettono la testa fuori dall’acqua e battono le pinne, come se stessero applaudendo emettendo questo strano verso che  a metà tra la risata e il dolore.
30 minuti intensi di giochi e volteggiamenti in acqua con queste splendide creature che vivono sugli scogli, sentono caldo facilmente anche quando caldo non fa e che sebbene selvatici amano giocare, anche con gli stranieri che indossano le mute e delle pinne artificiali.
A condizione che l’uomo non minacci il loro territorio e stia alle sue regole.
Il mondo animale. Così perfetto, semplice e lineare. Un mondo da cui avremmo solo da imparare.

A chi appoggiarsi per nuotare con le foche

L‘agenzia storica di Kaikoura è la seal swim kaikoura che si trova sulla West End 58, la strada principale di Kaikoura.
Il tour prenotato presso l’agenzia costa $120 per adulto.
Il Sealswimkakoura ha 25 anni di esperienza ed è molto seria. Matt è stato una guida fantastica. Le attrezzature che forniscono sono tutte di prima qualità e prima di buttarti in acqua fanno un breafing per assicurarsi che le regole fondamentali e basilari, soprattutto nel rispetto delle foche e per la nostra incolumità, siano chiare a tutti.
Soldi ben spesi ma….consiglio di farlo nel periodo estivo.
L’attività di Seal Swimmig si svolge unicamente da Ottobre ad Aprile e non è attivo nel periodo invernale a causa del freddo che rende remote le possibilità di nuotare con le foche.

Chi viaggia in inverno o vuole fare altre attività può considerare tours alternativi come il Kayak con le foche ed il whale watching (qui infatti le balene si vedono 12 mesi l’anno) o l’avvistamento di albatross.
Per una lista completa di attività a Kaikoura leggi il post Cosa fare a Kaikoura – Tourd ed attività da non perdere.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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  1. Pingback: Nuova Zelanda: Kaikoura e le sue otarie | Alla ricerca di shambala

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