RISORSE

Monaco di Baviera, cosa ho capito di te

Dicembre 18, 2013
Modificato il Giugno 16, 2021
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L’effetto provato non appena sono scesa dal bus che da Berlino mi ha portata a Monaco di Baviera è stato un mix tra pulizia, eleganza e precisione.

Dopo aver camminato per circa un chilometro in quanto non riuscivo a trovare alcuna macchinetta nè Kiosko per comprare il biglietto dei mezzi, e dopo pure essere stata in grado di acquistare il biglietto del tram sbagliato, sperando di non incontrare il controllore in borghese, salgo sul tram 16 che mi porta direttamente a casa di Alessia, una vecchia amica. 

Sono le 18, orario di punta, il tram è piuttosto pieno ma, siamo pur sempre in una città di 1,500.000 di abitanti, qualche sedile si svuota.
Mi rendo subito conto che tutti sul tram sono elegantissimi, ben curati, ognuno con un dettaglio. Penso subito all’attidudine di Berlino che è l’esatto opposto.

Un’elegante signora con a braccetto una Luis Vuitton lascia la costosa borsa sul sedile vuoto e va a cercare la macchinetta per timbrare il biglietto. Torna dopo un minuto. La borsa continua ad essere li, il portafogli pure e tutto ciò sembra essere normale.

Monaco di Baviera

Sono arrivata al calar del sole, quindi la prima passeggiata per il centro città l’ho fatta quando era già buio.
E’ metà Dicembre e siamo nel periodo natalizio che nell’immaginario comune riporta all’idea dei mercatini di Natale, vin brulè (o Glühwein), caldarroste e salsicce.
Non vi sbagliate se la immaginate così perchè lo è davvero.

Sparsi per la città ci sono mercatini di natale di ogni tipo, pure quelli a tema, il centro poi ne è tappezzato, luci colorate e piccoli chalet di legno si snodano per le numerose aree e spaziose aree pedonali.
Si respira aria di Natale, come io persolmente non avevo mai fatto, di montagna e di cose calde e zuccherate. Le bancarelle piccole e una accanto l’altra emanano odore di carne misto a quello di mandorle zuccherate appena preparate.

Con il freddo invernale e l’aria di neve queste casupole calorose, con le loro luci, i fuochi accesi in grandi focolai, i piatti caldi ed  appena cucinati, gli agglomerati di legno che diventano negozietti e ristorantini, riscaldano e fanno sembrare il freddo clima meno gelido e più festaiolo.

natale

Monaco è una città che si può visitare in 2 giorni, è talmente tanto piccola, però è preziosa, curata nei minimi dettagli, e i suoi abitanti la riflettono in qualche maniera.

E’ il centro economico del Paese, la disoccupazione è al 3%, è chiaro che si viva bene.
Una sorta di tranquilla e pacifica austerità aleggia per le spaziose strade del centro, grandi spazi in una città così piccola di dimensioni, borghese ed impeccabile.
Sembra una anziana signora aristocratica che tuttavia si mantiene arzilla ma rimane pur sempre una anziana signora circondata dai suoi bei e preziosi gingilli.

monaco

Si cammina o si va in bicicletta, poco importa che sia in inverno con la neve o in estate quando tutto diventa verde e gli alberi si colorano e si riempiono do foglie verdi, i bambini vanno a giocare al parco, perchè le zone verdi sono dovunque, la domenica ci si ributta sul parco più grande della città, l’Englische Garten.

Io mi ci trovo all’ora del tramonto, che a dicembre avviene approssimativamente alle 16,30-17.
Dopo essermi divertita a guardare surfers che sfidano un’onda anomale del ruscello in un’acqua gelida, proseguo in direzione Chinesischer Turm, nel cuore del parco. Qui mi ritrovo nell’ennesimo mercato di natale con tanto di carrozza e cacche di cavallo qui e li.

surf monaco

Il sole cale, si fa buio e io sono ancora nel parco ma non so esattamente dove nè vedo alcuna uscita. Non ci sono lampioni e io sono completamente sola in un parco più grande di Central Park.
Nei miei anni di viaggio queste erano situazioni che per prime devi evitare, soprattutto come donna, in quel momento ho pensato pensato:  Hey, sono a Monaco la città più sicura di Germania!

La sera dopo a quella stessa ora mi trovavo sulla S-Bahn che da la stazione degli autobus Berlin Zob mi porta fino a casa.
La gente curata nel minimo dettaglio, ben vestita dai modi un pò borghesi ma eleganti di Monaco dà il cambio a donne con acconciature alla McGyver, e colori alla Mirko di Licia e Mirko, stivali con le borchie, jeans attillatissimi, leggings e birre in mano.

Willkommen zu Hause!

Impressioni generali su Monaco

Da Monaco non sapevo cosa aspettarmi, non avevo mai pensato prima di potere andare, neanche per il fantomatico Oktoberfest, non sono neanche una grande amante della birra!

Mi sono quindi approcciata alla città con gli occhi di chi non ha alcuna aspettativa, alcuna idea in merito. E vivendo a casa di locali e stando, solo 4 lo so, giorni con loro queste sono le idee generali che mi sono fatta sulla città, che hanno poco a vedere con la bellezza

  • Monaco è l’ideale per le famiglie. I suoi parchi bellissimi, l’Englische Garten in primo luogo, la pulizia, la sicurezza, la bellezza delle montagne da cui si trova a poca distanza, sono elementi sufficienti che mi fanno credere in una città ideale per chi ha bambini.
  • Il centro città è molto bello ma anche molto piccolo, se si include il Parco Olimpico in 3 giorni è vista e si può girare senza mappa in mano.
  • Essendo una città per famiglie rischia di essere un po’ noiosa, una sorta di bella ma dormiente.
  • E’ una città di classe ed elegante, nulla sembra lasciato al caso ma anzi calcolato con precisione
  • Non ho trovato i bavaresi particolarmente amichevoli
  • E’ chiaro ed evidente che la gente viva bene e gli stipendi siano piuttosto alti. Ottima qualità della vita
  • Un pò troppo chic e formale (per i miei gusti) ma l’ideale per chi è alla ricerca di qualche giorno senza grandi colpi di scena in una città elegante e forma.

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Il mio amico Oliver mi invia a pranzare in un ristorante locale bavarese, che oltre a serivre cibo in estate è anche un Bier Garten, tipica birreria estiva bavarese. Oliver  mi racconta la storia di questi simboli della regione tedesca, di come sono nati e perché sono così diffusi, l’ho trovata interessante e simpatica e voglio condividerla con voi.

Perchè la Baviera è famosa per i Biergarten?

Nel XIX secolo un decreto del re Luigi I voleva che la birra lager scura venisse prodotta solo nei mesi freddi poiché la fermentazione doveva avvenire tra i 4 e gli 8 gradi.

Per poter mantenere questa temperature i birrifici scavarono delle cantine lungo il fiume Isar, per mantenere la temperature delle cantine sempre fredde agli argini del fiume misero ghiaia e piantarono dei castagni che fanno ombra anche in estate.
Presto queste cantine vennero adibite luogo dove consumare la birra, qualche  tavolo e delle panchine e il biergarten è servito.

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Questo articolo ha un commento

  1. Pedro

    Bell’articolo di Giulia Raciti! In un viaggio breve, hai saputo cogliere l’essenza di una città dove ho vissuto per ben 5 anni. Muenchen è così, o la ami o la odi, o te la godi oppure ti annoia a morte. Da turista, la consiglierei a tutto il mondo per la sua bellezza, per l’arte, i castelli bavaresi e i parchi oltre all’immancabile birra. Per viverci, forse è più adatta alle famiglie. Un saluto all’autrice e a tutti i viaggiatori

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