Luang Prabang – Gioiello d’Indocina

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  • Post last modified:Settembre 7, 2012
Luang Prabang – Gioiello d’Indocina

luang prabang LaosBella Luang Prabang, una città elegante, pulita e tranquilla sulle rive del fiume Mekong in cui si ergono maestosi e splendidi templi Buddhisti e la vita continua a scorrere con una lentezza che solo in Laos ho saputo riscontrare.
Luang Prabang si trova a 400 chilometri a nord dalla capitale Vientiene e a 7 ore di bus da Vang Vieng, rispetto il resto del Laos questa città è unica nella sua struttura e nel suo carattere, una perla in tutti i sensi immersa in una vita rurale fatta di giungla, montagne, villaggi e duro lavoro.

A parte il viaggio in autobus da Vang Vieng che ha avuto un chè di epico e che sarà un viaggio che dimenticherò difficilmente la città ripaga per il viaggio e ti fa pensare che lo rifaresti altre 4 volte.
Luang Prabang non è grandissima e si può facilmente girare a piedi oppure la miglior cosa da fare è affittare una bicicletta con cui alternare le camminate.
Io per esempio dopo avere fatto un abbondante colazione con un Panino Laos (un banino imbottito di tutti, pure cose che non sono riuscita ad identificare) mi sono immediatamente diretta al mercato della verdura e della carne. Sono arrivata giusto in tempo prima della chiusura, raccomando quindi di anadare presto perché già alle 11 inizia a svuotarsi.

La città è animata da splendidi palazzi colorati e con tetti e porte in legno tutte immerse nella natura, tutte con giardini, tutte con piante ed alberi, nonostante ci sia molta gente per le strade la città sembra essere silenziosa, ordinata, non ci sono troppe macchine ma soprattutto non ci sono troppi motorini e poi tanti piccoli monaci buddisti per le strade (la mia passione e i miei soggetti fotografici preferiti!).

monaci buddhisti laos

Una piccola ed elegante oasi di pace nel nord del Laos, una copia ancora più bella di Chiang Mai, ma più piccola, più visibile e meno rumorosa e con biciclette invece di motorini. Un oasi di piacere per le proprie orecchie e il proprio animo.
Se si noleggia una bicicletta (che costa circa 20.000 kip) la città si può girare in lungo e in largo, si può fare il giro dei templi, oppure un giro per le vie interne e fotografare tutti i più colorati e bei dettagli della vita in Laos, oppure fermarsi in uno dei tanti bars lungo la riva del fiume e godersi in un po’ di tranquillità sorseggiando un ottimo caffè del Laos o una coca cola.

I templi buddhisti qui sono splendidi, completamente diversi da quelli thailandesi ma che si richiamano invece più a quelli cambogiani con la differenza che qui risaltano ancora di più nella loro magnificenza.
Non c’è tutto l’oro che si ha nei templi in Thailandia o Myanmar ma ci sono intarsi in legno e colori caldi come il porpora e il marrone che risaltano le parete bianche, non c’è quello sfarzo esgerato della Pagoda di Yangon. Qui il legno vince sull’oro e l’effetto è magnifico.

In bicicletta si può visitare la città in una giornata non perdersi niente. Se ci si sveglia alle 6 del mattino si può assistere al raccolto della colazione dei monaci buddhisti, il posto per vederlo è subito dopo il Museo Nazionale, sulla strada principale.
Il tramonto poi io l’ho voluto fare al tempio sulla collina, a 200 metri sulla città, ho visto il sole tramontare alle spalle di quella che è stata ed è ancora oggi il Gioiello d’Asia e a quell’ora inizia ad animarsi con le prime bancarelle del mercato notturno: vestiti, oggetti, souvernires e soprattutto cibo! Molto cibo.
Le opzioni a buoni costi qui sono numerose ma il mio preferito è stato il self service di cibo locale dove si pagano 10.000 kip e si può riempire il piatto con tutto quello che si vuole. Ammetto la prima sera che l’ho fatto appena ho appoggiato il piatto sul tavolo e l’ho confrontato con quello dei vicini mi sono vergognata.

Culturalmente ho notato una forte influenza thailandese, in tutto il Laos in realtà ma soprattutto qui, le influenze vanno dagli abiti che si vendono al mercato (e che in Laos costano di più), alla musica, i piatti (che purtroppo in Laos sono meno vari) e in parte la lingua. Mi è stato infatti detto che ci sono molte similitudini tra le due lingue e che la televisione che vedono, così come la musica che sentono, sono prevalentemente thailandesi.
questa forte influenza/dipendenza mi ha fatto pensare al fatto che questo Paese importa tutto e purtroppo non produce nulla, se solo ci fosse un Governo responsabile che potesse insegnare a questa gente a produrre quello che al momento devono acquistare!
Le attività qui da fare sono tantissime, in particolare le agenzie sono specializzate in tours eco per le tribù locali e le montagne, anche se il mio avviso è di salire ancora più a nord del Laos per avere un’esperienza ancora più autentica e meno turistica ed affollata.

Se avessi avuto più tempo sarei rimasta più di quanto invece sono potuta rimanere ma credo che Luang Prabang meriti una visita di almeno qualche giorno. Anche il solo far nulla è un piacere in questa splendida città fatta di gente cordiale e sorridente, avventure all’aria aperta e un turismo responsabile.

Come arrivare a Luang Prabang

Considerando lo stato dei mezzi pubblici non consiglio arrivare direttamente da Vientiene quanto piuttosto da Vang Vieng, altrimenti il viaggio potrebbe diventare un 20 ore da incubo.
Da Vang Vieng il biglietto in VIP (il nostro era senza aria condizionata e senza finistrini, letteralmente non si respirava, immaginiamoci i non VIP come sono) costa 95.000 kip.
Alternativamente si può arrivare dalla Thailandia via fiume oppure da Chiang Mai a Chiang Rai.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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