La giungla, il riso, l’oppio, un matrimonio. Esperienza nel villaggio Akha

La giungla, il riso, l’oppio, un matrimonio. Esperienza nel villaggio Akha

Purtroppo non si possono fare foto nei villaggi, ma il matrimonio a cui ho preso parte durante la mia permanenza al villaggio Akha in Laos avrebbe meritato un servizio fotografico di tutto rispetto. Ma la gente è restia e gelosa delle proprie tradizioni ed usanze, le donne sono timide e forse l’idea di sentirsi oggetto divertente per un turista tutto calzoncini e scarpe da ginnastica non attrae nessuno di loro.

akha villaggio laos
Bambini Akha

Dopo 5 ore di trekking massacrante attraversando la giungla arriviamo al villaggio Akha in cui avremmo passato il resto del pomeriggio e  la notte.
Quello che è stato un giro di perslutrazione emozionante è subito diventato davvero esaltante.
In questo villaggio ho partecipato a un matrimonio.
Questa serata la posso tranquillamente annoverare come è un momento di quelli che non posso che ricordare per sempre come un momento di vita vissuta, uno di quelli che ti fa toccare con mano le differenze culturali trasportandoti per qualche ora in vite e culture tribali.
Ma partendo da principio e per raccontare la sequenza dei fatti ecco il mio racconto, quello fatto di natura, di oppio e di karaoke.
Il villaggio Akha ha circa 500 600 abitanti, ci sono tanti bambini, se si arriva il pomeriggio si incontrano solo bambini, non ci sono donne e gli uomini in giro sono pochi.
Le camice sporche, i giochi rudimentali, c’è chi spinge la ruota con un bastone di legno, chi costruisce una carriola con delle assi di legno. Le femminucce invece hanno quasi tutte un bambino piccolo sulla schiena, lo tengono con una fascia sulla schiena, il marsupio agli esordi.
Alle tre del pomeriggio c’è silenzio e si sentono solo le voci dei bambini che giocano. Vanno a scuola la mattina, un abitacolo costruito con il bambù e con dentro una lavagna.
Il pomeriggio giocano aspettando le mamme che di ritorno dai campi li faccia lavare con l’acqua di fiume.

bambino akha
Bambino che gioca per le strade del villaggio

Lo scenario è perfetto. Io mi emozioni di nuovo dopo tanto tempo. Ho risaltato nel tempo, sono la diversa, sto viaggiando.
Sul calar del sole una musica da karaoke, questo karaoke è riuscito ad arrivare sino al cucuzzolo della montagna nel mezzo della giungla, comincia a espandersi per il villaggio ovviamente raggiungendo le mie orecchie e la mia curiosità.
Scopro che l’evento della settimana è un matrimonio e noi eravamo arrivati in tempo per i festeggiamenti.
Dopo avere discusso con il capo villaggio abbiamo l’approvazione per partecipare, vedere ma non fotografare. Era possibile fotografare solo gli esterni.
La scena che mi si presenta davanti è la seguente.
Due tavolate di legno coperte da foglie di banana. Birre, sigarette, caramelle, stuzzicadenti, 3 diverse cotture di riso (sticky rice, risolo bollito stile risotto e riso bollito), grasso di maiale, maialino fritto e una salsa di pomodoro piccantissima tutto distribuito sui tavoli in maniera ordinata e metodica.

matrimonio akha
banchetto di matrimonio nei villaggi Akha

La musica da karaoke, ovvero due amplificatori con le luci colorate e uno stereo, viene suonata dal dj del villaggio mentre le ragazzine del villaggio vestite a festa con questo cappellino colorato e con pailettes ridacchiando continuano ad apparecchiare.
Il vero matrimonio però è dentro la casa, così salgo le scale per vedere la sposa e la scena che ho davanti è colorata da tantissima gente ammucchiata attorno a una sorta di cesto di bamboo rotondo ricoperto da foglie di banana dove viene poggiato il cibo. Al villaggio non hanno piatti, si mangia su foglie di banano.
Le donne stanno da una parte, gli uomini dall’altra.
Le donne chiacchierano e sorridono. Gli uomini mangiano velocemente e parlano poco. Dopo parleranno anche meno.
Fuori di donne non ne ho viste, ho creduto che tutte fossero al piano superiore a mangiare, la sala VIP dove dovrebbe esserci anche la 16enne che stava andando in sposa e comunque non sono riuscita a vedere perché sempre coperta da qualcuno o di spalle.

Qui le famiglie non decidono dei matrimoni, ognuno sposa chi vuole anche qualcuno di qualche villaggio vicino. In questo caso erano due membri dello stesso villaggio.
Accomodatami fuori mi accorgo che sono l’unica donna non solo al tavolo ma nel raggio di 300 metri, se escludiamo le ragazzine che stavano aiutando e quelle che erano in casa.
Mi viene spiegato che il giorno dopo sarebbe stata la feste per le donne, le donne sono timide e non vanno dove ci sono altri uomini e dove questi si ubriacano.
L’alcoolico locale è alcool puro che loro chiamano whyskie, ho dovuto provarlo, e ovviamente non manca la birra.

io al banchetto matrimonio
Io al banchetto di matrimonio

In realtà il mio regalo di nozze erano proprio 2 birre.
Ognuno porta agli sposi qualcosa che si usera quella sera, alcool, birre, sigarette. Tutto è per tutti.
A giro poi le ragazzine con un vassoio con coca cola raccolgono soldi in contanti per gli sposi e in cambio ti dà un bicchiere di coca coca e 2 sigarette che devi fumare con i commensali.
Nel mentre il karaoke continua.
Tra una mangiata rigorosamente con le mani di lardo e una di sticky rice, decido di risalire su al piano superiore per vedere come proseguono i festeggiamenti.
La scena che mi si presenta una scena a grande effetto sorpresa. Se due ore prima avevo lasciato tavolate rumorose e sveglie adesso trovo le donne continuare a chiacchierare come prima e gli uomini sdraiati a terra fumare l’oppio. Alcuni ormai dormono da un pezzo.
Sono movimenti lenti, aggraziati, sono sdraiati su un fianco e sembra abbiano poche forze. Ti guardano e riguardano in giù. Avrei voluto fare una foto ed immortalare questa scena che credevo da cartolina ed impossibile da potere trovare.

Giù gli uomini si ubriacano, le note di musica thailandesi mi fanno camminare sulla strada della via di casa, i maiali liberi per il villaggio mi fanno compagnia mentre in pigiama e con il cappotto guardo il cielo stellato che mi ricordava quello del Marocco e penso alla bellezza del momento che avevo appena vissuto.
Il grugnito del maiale accanto a me è stato l’ultimo suono che ricordo.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Ilaria

    Ciao Giulia, dove si trovava il villaggio? Non ho capito bene dov’è geolocalizzato. Grazie!

    1. Giulia Raciti

      Ciao ilaria,
      il villaggio di per se non ho idea, so solo che ci siamo arrivati dopo aver attreversato una foresta!
      Ma gli eco-trekking partono tutti da Luang Praban.
      L’evento ovviamente è stato una eccezione ma il villaggio è sicuramente una meravigliosa sorpresa con o senza matrimonio!
      ciao!

  2. molto interessante!
    come sei arrivata fino al villaggio? eri con una guida? con un locale? dev’essere difficile trovare determinate situazioni: bisogna proprio essere fortunati.
    Mi fa sorridere invece che come regali di nozze ci fossero birra, cocacola e sigarette…. chissá anni fa com’era diverso allora…..

    1. Viaggiare Low Cost

      Si ovviamente ero con guida e il matrimonio è stato una casualità. A volte bisogna essere al posto giusto nel momento giusto!

    2. Viaggiare Low Cost

      Si sono andata con guida per un trekking di 3 giorni. Il matrimonio ovviamente è stato una felice casualità..a volte ci vuole fortuna 🙂

  3. stefano

    …che dire… questo è quello per cui vale pena partire, sudare, faticare, il tutto low low cost, anche se perchè dovessimo pagare la gioia di queste esperienze non bastrebbe tutto l’oro del mondo…

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