Giro del Mondo zaino in spalla. Tappa numero 1: Bangkok

Il 15 Ottobre 2011 è cominciato il mio giro del mondo in 10 mesi, mese più mese meno che in gergo “giuliesco” significa molto probabilmente più di 10 mesi, cosa che non dico per evitare di agitare i miei, anche se credo che abbiano un leggero sentore.
Prima tappa del viaggio: Bangkok.
Per questo viaggio mi sono affidata a una compagnia inglese specializzata in viaggi per il mondo RoundTheWorldExperts.co.uk.
Il mio itinerario prevede arrivo a Bangkok, partenza da Bali per volare ad Adelaide in Australia, volo da Sidney per volare una settimana alle Fiji, da Nadi a Christcurch, da Auckland a Santiago del Chile e concludere il viaggio a Rio de Janeiro per rivolare su Londra e poi a casa.
Il prezzo per questi voli tasse incluse? 2000 euro.
Ovviamente gli spostamenti interni sono a carico mio ma credo anzi sono sicura, visto che ho fatto delle ricerche prima di pagare, di avere risparmiato ben 1000 euro rispetto a quanto avrei speso se i biglietti li avessi comprati man mano.
L’aereo su cui ho volato sembrava più una nave da crociera. Su due piani, posti spaziosi, menù di bordo e una serie di gadget di tutti i tipi, dalla mascherina per dormire (che conoscendomi userò spesso), alle caramelle, i biscotti, lo spazzolino e dentifricio e i calzini.
Era la prima volta che per un volo intercontinentale rievevo tutte queste attenzioni, praticamente ho mangiato e bevuto per 11 ore intermezzando un pò di sonno con film appena usciti al cinema.
11 ore di trattamento stile resort sino a quando siamo atterrati ed ho dovuto abbandonare il super Jumbo Jet, che strana sensazione saperti dall’altro lato del mondo in una manciata di ore, avere lasciato il freddo per trovare il caldo appiccicoso ed immergermi in un nuovo mondo
A dispetto di quanto credevo, alluvioni quindi poca gente, sembra che i monsoni oltre me non hanno spaventato tante altre persone, mi consola il fatto di non essere stata l’unica persona a decidere di venire qui nonostante il rischio piogge torrenziali.
E’ anche vero che il periodo dei monsoni è considerato bassa stagione il che ovviamente significa prezzi più bassi rispetto quelli che ci si possono aspettare da dicembre in poi, ma io in tutta onestà non l’ho fatto per una questione di soldi quanto per una vera e propria mancanza. Non mi ero semplicemente informata e non avevo considerato che anche qui ci potessero essere.

Pensavo alla Thailandia come ad un Paese in cui il sole splende sempre e a tratti può fare troppo caldo, ma mi sbagliavo. Non tanto sul caldo visto che caldo fa caldo (e anche molto umido) ma il sole non splende come forse lo fa nei mesi invernali e la pioggia potrebbe davvero rovinare il viaggio, cosa che comunque mi auguro non farà con me.
Ma chi ben comincia è a metà dell’opera, infatti pare che la città mi abbia fatto un bel regalo, non piove e pare che domani non sarà malaccio quindi avrò il tempo per gironzolare in città e vedere i primi templi buddhisti della mia vita.
Che sia un buon segno per le prossime avventure?

Al momento non posso espormi con un giudizio sulla città, considerando soprattutto che sono a Bangkok da meno di 24 ore. Domani avrò una visione più completa spero e meno turistica.
Di fatto la zona dove mi trovo al momento, Kahosan Road, è forse una delle più turistiche tra tutte, basta ucire per 2 minuti ed essere travolti da orde di ragazzi che scappano da un bar all’altro, musica altissima, venditori di cibo ovunque e ovviamente chi cerca di portarti a tutti i costi a vedere gli spettacoli della palline di ping pong , chi offre ingressi gratuiti con birra nei clubs e poi quintali di vestiti a prezzi stracciati e credo di avere individuato anche una serie di prostitute, ma haimè la Thailandia è anche questa.
Forse è questa la Bangkok che mi aspettavo: caotica, mai ferma e rumorosa.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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