In viaggio alla scoperta dei 4 elementi

In viaggio alla scoperta dei 4 elementi

 

I 4 elementi naturali: Acqua, terra, aria e fuoco, non avevo mai pensato di poterli vivere in maniera intensa e identificarli. E come i filosofi greci, i Maori neo zelandesi, gli Inca, i Maya e tutte le tradizioni primordiali ho imparato a venerarli, temerli e rispettarli durante i miei anni di viaggio. Paesi completamente diversi tra loro,differenti tradizioni e culture in cui queste elementi in qualche modo mi hanno accompagnata e di cui ne ho riscoperto l’importanza vitale rivedendone il ruolo e rivalutandoli per quello che sono: vitali.

Alla scoperta dei 4 elementi naturali viaggiando per il mondo

Acqua

L’acqua è stato il primo elemento che ho scoperto.
Durante il mio viaggio in Centro America ho riscoperto l’acqua nelle sue diverse forme, la placida e tranquilla dei Caraibi e quella impetuosa e temibile dell’oceano pacifico e soprattutto come fonte essenziale di vita date le temperature elevate e il rischio disidratazione.
La potenza dell’oceano, questa distesa di acqua sempre increspata di onde che allo schianto sulla battigia si manifestano con boati, ha risvegliato in me un senso di impotenza e di forza come non era successo prima.
Ero in costa Rica dove tentavo di fare surf, lì ho avuto per la prima volta paura del mare. Le alte onde e la ricacca che sembrava volesse risucchiarmi mi facevano aggrappare forte alla mia tavola come se non volessi disfarmene più.
A El Salvador ho visto due ragazze morire in quelle stesse acque di un mare che tanto pacifico non è, annegate a causa delle forti correnti che non ti fanno più tornare a riva.
Non ero più nel tranquillo mare dei Caraibi dove l’acqua e’ trasparente e vedresti bene comunque anche senza maschera, una piatta tavola azzurra popolata di colirati pesci tropicali che si avvicinano a noi con un fare curioso, un mondo così diverso dal furibondo oceano che sembra volere travolgere tutto, che è instancabile e che due volte al giorno si ritira per poi rimangiare la spiaggia che ha avuto appena il tempo di asciugarsi al sole. Il mare mangia e il mare lascia, travolge.

Terra

In Sud America invece ho riscoperto la terra, la pacha mama degli inca, quella a cui in segno di rispetto si da qualcosa da bere versando uno spruzzo di acqua o qualsiasi ring si ha in mano. Questa massa apparentemente immobile che scopro invece respirare e muoversi lentamente ma a grandi passi.
In Argentina al parco nazionale Ishigualasto ho respirato aria di rocce vive nella terra dei dinosauri. Milioni di anni raccontati sulle superfici delle montagne laminati dalle piogge e dal vento, canyon alti centinaia di metri nati dalla collusione delle falle geografiche, storie di animali preistorici che hanno vissuto in quello che adesso è un deserto e che milioni di anni fa era un’area tropicale.

Aria

L’aria.. Come avrei mai potuto fare esperienza dell’aria?
Volando, facendo paracadutismo forse. Incece scopro in Bolivia cosa significhe non avete aria a sufficienza per fare più di 100metri, che la mancanza di ossigeno ti rubi energie e ti causa forti malditesta. In base alla quantità di ossigeno a disposizione anche il mio stile di vita è cambiato. Piccoli passi, camminate risicate, foglie di coca in bocca per non cadere in sonni profondi ed inaspettati. In questo Paese ho dato valore a questo impercettibile ma vitale elemento.

Fuoco

Quante volte sono stata in posti senza elettricità in cui l’unica Luce a disposizione era quella timida delle stelle che indicano la direzione a chi naviga ma la cui forza non è sufficiente semplicemente per ritrovare la propria abitazione se non si avesse in mano una candela accesa la cui fiamma aiuta a tornare al proprio letto.
Ma se questa fiammella in più occasioni è stata provvidenziale, la vera esperienza del fuoco l’ho fatta a casa mia in Sicilia.
E’ infatti capitato che proprio quando sono tornata a casa per qualche settimana, lo stesso luogo che mi ha vista crescere e che io ho sempre dato per scontato mi abbia regalato uno spettacolo per pochi. L’Etna, il vulcano con cui noi siciliani conviviamo da sempre e che negli anni non ha mai smesso di eruttare. A pochi giorni dal mio ritorno, erutta, una delle più belle eruzioni degli ultimi 10 anni e in qualche ora questo fiume di fuoco colare come un liquido che irrefrenabile trascina via tutto bruciando. E dal profondo della terra un boato inquietante arriva facendomi sentire piccola ed impotente di fronte a quello che la natura può fare e che noi possiamo difficilmente fronteggiare.

In questi due anni di viaggio sono arrivata alla conclusione che ci siamo creati i nostri dei, che siamo arrivati al punto che vogliamo guardare più in la di quello che abbiamo di fronte ai nostri occhi, dimenticandoci che non siamo i più forti.
Diamo per scontati il mare, la montagna, il sole, non li veneriamo più come se la nostra vita non fosse strettamente dipendente dagli umori di questo strano mondo che di noi decide e che dovremmo rispettare e amare come un bambino fa con la mamma, adottando la filosofia dei surfers che il mare lo sfidano ma lo rispettano e a volte ne hanno paura.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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