You are currently viewing Giro del mondo zaino in spalla e in solitaria

Manca ormai una settimana per la grande partenza per fare il tanto aspettato giro del mondo, in effetti non è proprio tutto ma credo che lo conoscerò in buona parte, e voglio rifarlo zaino in spalla e in solitaria.
Si, perchè io viaggio da sola e sono una di quelle persone che vengono definite e si autodefiniscono con orgoglio Backpackers ovvero viaggiatori zaino in spalla, on the road o in parole povere con pochi soldi ma tanto tempo a disposizione.
I backpacker si riconoscono subito, sono quelli che vedete per le strade delle città, sugli autobus, sui treni o agli aeroporti caricati come dei muli, scarpe da ginnastica che penzolano dallo zaino, sacco a pelo e anche se non lo vedete….con pochi soldi!

Ma cosa significa viaggiare come backpacker? E soprattutto cosa significa viaggiare come backpacker in solitaria?

Viaggiare zaino in spalla significa rinunciare ai comfort dei resorts e degli alberghi a 4 stelle, e anche quelli a 3 per dormire invece negli ostelli, si condivide la propria camera con altre persone che come te viaggiano da mesi, si utilizzano bagni comuni, si viaggia sui mezzi pubblici riducendo al minimo gli spostamenti aerei, si mangia nei ristoranti locali senza cercare quelli in voga.
Ma per quanto questo modo di viaggiare possa sembrare scomodo e poco allettante in realtà è tutt’altro.
Viaggiare zaino in spalla infatti permette di potere stare in viaggio per lunghi periodi, si impara a sapere gestire le proprie finanze e ad ottimizzare il proprio budget. Si cerca sì di spendere il meno possibile ma si vive la libertà all’ennesima potenza.
Non ci sono tour organizzati, non ci sono itinerari, non ci sono tappe da fare necessariamente se non perchè lo vogliamo noi.

C’è chi dice che viaggiare come backpacker sia una filosofia di vita piuttosto che un modo di viaggiare, io questo non lo so, o meglio non so cosa si possa esattamente intendere per filosofia di vita.
Per me filosofia di vita significa impostare la propria vita e viverla in relazione a degli ideali che animano le nostre azioni giornaliere. Viaggiare invece è una parte circoscritta della mia esistenza, è un qui ed ora, che terminerà ma che mi ha regalato anni speciali e che ha raffinato e cambiato radicalmente la mia visione della vita e che mi ha soprattutto fatto capire quali sono le priorità, le mie ovviamente.

Sono uno spirito libero, lo sono sempre stata e viaggiando, allontanandomi dal solito tram-tram quotidiano e dallo stress giornaliero fatto di casa-ufficio-casa e se ce la faccio palestra, ho ricordato che la mia libertà ed indipendenza valgono più di qualsiasi lavoro dietro una scrivania,che non mi piace anche se ben pagato.
Non sono una sostenitrice del “cuore e una capanna”, dico cuore perchè con cuori le cose si complicano un po’, ma credo che vivere seguendo le mie passioni e facendo il lavoro che mi piace da qualsiasi parte del globo mi renda più felice di €2500 al mese in una città grigia e piovosa o una senza stimoli di alcun tipo.

Sono una backpacker, scalo le montagne e i vulcani o mi tuffo nei mari più belli della terra, viaggio stando attenta al budget, faccio couchsurfing, mi mischio con i locali, ho il tempo per imparare una nuova lingua e praticarla e faccio tutto questo da sola.
Forse è questo che fa ancora più paura dell’andare in viaggio per lunghi periodi. L’idea di viaggiare da soli fa paura, e poco importa se lo si è già fatto o se è la prima volta.
Semplicemente l’idea di andare verso lo sconosciuto e allontanarti dalle proprie certezze, nel mio caso poche ma pur sempre certezze, fa paura e non sarebbe normale non averla.

Ma in realtà nella mia esperienza ho capito che viaggiare da soli amplifica non solo il senso di libertà che si prova in esperienze di questo tipo ma ti obbliga in qualche modo, e assicuro che è una cosa che succede e basta, a socializzare al punto che credo di non esagerare se dico che da soli non si è mai.
Quante persone si incontrano, con quante si parla e nascono nuove idee, con quante potrebbero nascere delle belle amicizie che nel mio caso sono diventate collaborazioni di lavoro.

Quando si viaggia soli si diventa la guida di sè stesso e ci si prende le proprie responsabilità.
Sei tu che fai il piano di viaggio, che decidi se rimanere o se andare, se dormire o fare un’escursione, se uscire la sera con alcuni dei tuoi nuovi amici o leggere un libro per ore su un’amaca senza essere mai disturbato.

La paura è sana, aiuta a fare le cose con cautela ed attenzione ed è sintomo di un grande evento che sta per accadere e che sta per sconvolgere la tua vita e che in molti casi ne cambia la direzione.
E così mi trovo adesso a 9 giorni dalla grande partenza, ad appena due mesi dal ritorno del precedente viaggio, ed ho paura! Ogni tanto mi chiedo perchè l’ho voluto rifare. Poi invece ci sono giorni che mi sveglio e guardo il calendario scoppiando di felicità per questa altra avventura che mi aspetta e che sicuramente sta riservandomi mille sorprese.

Per fare questa esperienza di vita, perchè di questo si tratta non servono tanti soldi, serve solo un po’ di coraggio, capacità di adattamento e la disponibilità e la voglia di aprirsi a mondi nuovi ed accoglierli.

Ecco cosa significa viaggiare come backpacker e farlo da solo.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America viaggio ininterrottamente dal 2011 e lavoro esclusivamente online. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America ma anche di SEO e SEO Copywriting

Questo articolo ha 10 commenti.

  1. Tenda

    Ciao,
    Mi hai cinvinto mollo tutto e vado.

    Tenda

  2. Claudia Papi

    Grandissima! Sono felice che esistano persone così nel mondo! Io a settembre inizio un corso universitario per diventare insegnante d’inglese così che poi potrò viaggiare all around the world! come te, vivevo a Londra, ora mi sono spostata a Cardiff! Continua così e in bocca al lupo! ciao!!!

    1. Giulia Raciti

      Ciao Claudia,
      grazie per questo commento ed in bocca al lupo anche a te con la nuova avventura!
      Ciao
      Giulia

  3. Silvia

    Ciao!
    da quando ho memoria sento il desiderio di intraprendere un percorso come questo, e ora sto cercando di informarmi un po’ sul web se davvero sia possibile farlo: partire, zaino in spalla, e girare, vedere il mondo, conoscere altre culture, crescere ogni giorno. Parlandone con qualcuno le risposte che mi sento dire sono sempre le stesse: “eh ma credi che sia facile! come pensi di mantenerti poi!” oppure “Silvia, tutti abbiamo i nostri sogni utopistici ma poi bisogna sapersi accontentare!” (e questa è la frase che mi fa imbestialire di più), o ancora “e poi dove dormi, dove ti lavi, dove mangi?”. Nonostante tutto sento che queste frasi non bastano a togliermi dalla mente e dal cuore questo desiderio. Ho il mio lavoro di ufficio che, pur con alti e bassi, mi piace, ma sento sempre che non è quello il mio posto, che in questo momento sto “sprecando” il mio tempo e dovrei essere da un’altra parte. Però ammetto di avere degli interrogativi: da dove si parte per intraprendere un percorso di questo tipo? Bisogna avere molti soldi da parte per poterlo fare? E’ necessario avere un itinerario o è meglio programmare giorno per giorno?
    Complimenti davvero per quello che fai, devo dire che leggere il tuo post mi ha aiutato a pansare al mio desiderio con più concretezza, a pensare “si, si può fare” 🙂
    Grazie!

    1. Ciao Silvia,
      grazie per essere passata da qui e per il tuo commento. Scusa il ritardo nella risposta ma sono rimasta bloccata su un isola delle Fiji causa cicloni.
      Tornata sulla terra ferma adesso.
      Per quanto riguarda le tue domande.
      Da dove si comincia?
      Non lo so, io ho sempre avuto questa passione e viaggio molto da quando sono piccola. La verità è che mi sono accorta che non ero più felice, e nella città dove vivevo e nell’ufficio dove lavoravo. Era inverno e andare al sole dopo tanti anni di pioggia londinese mi ha solo spinta a ricercare il caldo e il sole.
      Quanto bisogna avere da parte?
      Dipende dove vai e quanto sai adattarti. In centro America e Asia può farcela tranquillamente con 500 euro al mese.
      Itinerario? Bhe credimi dopo 1 anno non pianifico neanche quello che succederà dopo due giorni. é bene avere a mente dove andare e la direzione ma secondo me sul lungo termine non si può pianificare tanto.
      Io dovevo lasciare le Fiji 3 giorni fa e causa cicloni ho perso un volo e sono ancora qui. Per fortuna non avevo niente prenotato!
      No l’itineraio in linea di massimo è bene averlo ma credimi saranno più le volte che non lo seguirai che quelle che lo farai.
      Io ho la fortuna di lavorare mentre sono in viaggio così che posso continuare ma quando ho iniziato avevo da parte appena £6000 che mi sarebbero dovuti bastare per 8 mesi.
      Non era preventivato che stessi così tanto via, ed ora sono passati 15 mesi da quel volo per La Habana!
      In bocca al lupo!!

  4. Angela

    Ciao! Ho letto il tuo post e mi è piaciuto molto, soprattutto perchè sto attraversando un periodo di crisi, vorrei lasciare il mio lavoro “d’ufficio” e partire proprio come hai fatto tu. Mi è sorto solamente un dubbio: che lavoro fai e in che modo ti paghi i viaggi? Spero che la mia richiesta non sia invadente, vorrei solo avere qualche spunto in più per me! Grazie e buon viaggio!

    1. viaggiarelowcost

      Ciao Angela,
      grazie per essere passata da qui.
      Nessun problema per la domanda e nessuna invadenza, anzi. Io lavoro come SEO free lance (Search Engine Optimization), questo lavoro mi permette di lavorare da dovunque mi trovo senza dovere essere in un ufficio. Quindi i miei viaggi sono pagati dal lavoro che faccio, mi basta una connessione internet e il mio laptop e il gioco è fatto!
      Una fortuna 🙂

  5. Giulia

    Non avevo dubbi! 😉

  6. Giuseppe

    Questo me lo ero perso, ero a Riga!!! Ora devo scappare… che mi aspettando sotto casa… ma già l’incipt mi piaceva! 😉

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