• Categoria dell'articolo:Diario di Viaggio
  • Tempo di lettura:5 mins read
  • Ultima modifica dell'articolo:09/12/2020

Quando si compie un’impresa di qualsiasi tipo è pratica frequente soprattutto nei Paesi anglosassoni fare del foundraising, ovvero una raccolta fondi da devolvere in beneficenza a una delle migliaia di associazioni no profit nel mondo.
In genere i singoli privati che si iscrivono a una maratona, o un triatlon o qualsiasi altra attività che implichi uno sforzo per poi terminare l’impresa con un successo, che non significa vincere ma solo partecipare, invitano amici, conoscenti e parenti a supportare la persona facendo una piccola donazione che poi ad evento concluso verrà versata direttamente all’associazione di volontariato o ONG prescelta.
Ho pensato quindi che in occasione del mio viaggio ormai alle porte, i 9 o forse anche più mesi di viaggio che mi aspettano e la realtà in cui mi immergerò, come la Cambogia in cui le mine antiuomo fanno ancora vittime, poteva essere una buona idea raccogliere dei fondi da devolvere ad Emergency.
Emergency dal 1994 salva nel mondo migliaia di vite ogni anno, per l’esattezza 1 vita ogni 2 minuti, con un lavoro pericoloso e meticoloso sono riusciti a diventare sinonimo di promozione di cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.
Lo staff è composto da volontari e da medici professionisti che si prendono cura delle vittime delle guerre civili e delle mine antiuomo e che animati dalla propria passione lavorativa devolvono tempo ed energie a chi è sfortunato e non può pagarsi le spese mediche.
Sono sicura che tutti voi sapete cosa sia Emergency, chi sia Gino Strada e sarete purtroppo aggiornati a proposito degli ultimi avvenimenti per cui si è ancora in attesa del rilascio del volontario di Emergency Francesco Azzarà, rapito nel Dafur e non ancora rilasciato.
Quindi non mi dilungo sul loro operato noto ma mi soffermo invece sul fatto che sono sicura che nonostante sia un grande nome a dispetto di quello che si possa pensare anche un piccolo contributo può essere un grande aiuto.
Nel mio viaggio andrò in Cambodia e lì andrò anche a visitare una delle strutture operative di Emergency, documenterò con le foto e ovviamente ne scriverò.
Ho già organizzato tutto, devo solo confermare il giorno ma sanno che arriverò.
Per potere donare mi sono appoggiata al sito www.buonacausa.org, qui ho aperto un account per potere creare la mia ricerca fondi.
Chiunque farà una donazione potrà lasciare un messaggio e sarà in grado di tenere sempre sott’occhio quanto raccolgo con il passare del tempo.
Quanto donato verrà effettivamente trasferito su un mio conto ma quanto donato sarà costantemente monitorato dal sito buonacausa e ovviamente aggiornato sul blog in maniera automatica.
Io riceverò per mail le notifiche delle donazioni e il sistema in maniera automatica aggiornerà lo status.
A fine viaggio (ovvero ottobre 2012) donerò interamente e direttamente ad Emercency a nome mio e di tutti voi.
Il tutto in totale sicurezza e trasparenza.
Emergency a sua volta mi invierà una lettera di ringraziamento per la donazione così che anche voi possiate essere sicuri che i soldi sono stati versati al 100% sul conto della ONG e non sul mio.

Il giro del mondo che sto per affrontare è una sorta di viaggio di piacere. Nessuno mi obbliga, lo faccio a modo mio e continuo il mio anno sabbatico, che ormai è diventato uno e mezzo, ma mi piace l’idea di potere collaborare in qualche modo con chi viaggia per il mondo con ideali forse più nobili e degni di rispetto rispetto alla pure voglia di libertà, a chi del mondo scopre e vede gli angoli più oscuri e tristi, quelli violenti e che invece di rallegrarti ti buttano giù, a chi lo stomaco lo ha duro davvero.
Se quindi vi va fare la vostra piccola ma importante donazione, potete farlo direttamente da questo link: Donazione giro del mondo per Emergency.
Le donazioni possono essere fatte sia usando paypal (in quel caso verrà trattenuta dallo stesso paypal una piccola percentuale) oppure con bonifico bancario, dall’Italia e dall’estero, direttamente dal sito buonacausa.com e il tutto non prenderà più di qualche minuto.

Grazie a tutti per l’aiuto, anche un piccolo contributo può aiutare tutti quei bambini non sanno cosa è la pace, chi purtroppo non potrà più abbracciare un proprio caro utilizzando entrambe le braccia o chi non potrà più correre come faceva da piccolo.
Un sentito augurio va inoltre a tutto lo staff di medici e di volontari di Emergency per il duro e valoroso lavoro che fanno ormai da 10 anni nella speranza che continuino a contribuire con loro operato alla creazione di un mondo migliore fatto di pace e di aiuto reciproco e spontaneo.

Vorrei infine concludere con una frase pronunciata dallo stesso Gino Strada:
“Qualcuno ci critica per questi “particolari”, i “lussi” non strettamente necessari alla sopravvivenza dei pazienti: le pareti affrescate nelle corsie pediatriche, la cura maniacale della pulizia, dei pavimenti lucidi, dei servizi igienici in cui si sente l’odore dei detersivi. Dicono che c’è sproporzione rispetto al livello del paese, alle devastazioni della guerra che segnano il territorio appena fuori il muro di cinta dell’ospedale. Ma perché? Costa poco di più mettere nel giardino bougainville, gerani e rose. E altalene. Costa poco e aiuta a guarire meglio. Sono sicuro che i nostri sostenitori, quelli che sottraggono cinquanta euro alla pensione, o che consegnano agli amici, come lista di nozze, il nostro numero di conto corrente postale, sono d’accordo con questa scelta.”

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America viaggio ininterrottamente dal 2011 e lavoro esclusivamente online. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America ma anche di SEO e SEO Copywriting

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Giulia

    Grazie! Visiterò anche io quell’ospedale presto. Vorrei aiutarli nel mio piccolo, credo che questa sia un’iniziativa carina e utile.

  2. pablo

    brava giulia!!..non sapevo che ci fosse chi critica i ‘lussi’ di emergency..pero’
    in effetti quando ho visitato l’ospedale di battambang nel 2005 mi ero ben impressionato nel vedere il contrasto che c’era una volta entrati de quel cancello con il mondo fuori.
    c’e’proprio tutto,pulizia organizzazione e giardino con bouganville.
    ma soprattutto tanta efficienza e voglia di fare e la cosa piu’bella e’vedere i volontari cambogiani
    che spesso sono ex pazienti mutilati lavorare per curare chi ha avuto il loro stesso destino sempre con tanto ottimismo e in un ambiente sereno.
    un bel gesto il tuo.

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