EUROPA

Gibellina: cosa vedere e come pianificare la visita del Cretto di Burri e Gibellina Nuova

Distrutta dal terribile terremoto del 1968 Gibellina ha provato a rialzarsi puntanto tutto sull’arte contemporanea. Solo la bellezza può salvare dal dolore della perdita. Questo era quello che pensava il sindaco di allora Ludovico Corrao. Gibellina, in provincia di Trapani, è una città speciale, che vale la pena visitare si sta viaggiando in Sicilia. In questo post scoprirete cosa vedere a Gibellina, come visitarla e come godere appieno del museo all’aria aperta più grandioso di Sicilia.
Settembre 28, 2021
Modificato il Settembre 29, 2021
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

Quando dico che la Sicilia non è solo mare e che spesse volte torno qui anche per mesi senza fare un bagno, anche se siamo in stagione, non scherzo.

Ci sono talmente tante cose da vedere in Sicilia che esaurirla in 2 settimane è praticamente impossibile. Anche noi che ci viviamo la conosciamo poco (a volte male).

Qualche anno fa per esempio ho scoperto dell’esistenza di Fiumara d’arte, un percorso artistico a Castel di Tusa, tra Milazzo e Cefalù giusto per collocarlo, e rimasi impressionata dalla grandiosità di queste opere e dall’attrattiva che avrebbe potuto rappresentare per un angolo di Sicilia curiosamente poco battuto dal flusso turistico.
Era fine Luglio del 2019, Mentre Taormina scoppiava di turisti, a Castel di Tusa i turisti si contavano sulle dita di una mano.

Quest’anno in uno dei momenti di voglia di fuga dalla folla sconsiderata che ha invaso il mio piccolo paese, ho ripensato ad una gita fatta con la mia famiglia circa 25 anni fa.

Mia mamma voleva andare a Gibellina. Ricordo che sputava nomi di artisti a me sconosciuti e per cui non provavo alcun interesse o curiosità << Arnaldo Pomodoro, Alberto Burri, Pietro Consagra, Alberto, Ludovico Quaroni…>>.
Di quella gita ricordo benissimo la sensazione di trovarmi in una città vuota, quasi spettrale. Ma avevo ragione? È davvero cosi Gibellina? Perchè non sono più tornata?

Ho deciso quindi di ripartire in van, che ormai da un anno è diventato casa (tranne quando fa troppo freddo, ed intendo quando si raggiungono i -10 gradi, o troppo caldo, intendo si superano i 35 gradi) e raggiungere questo Gosth Town del mio passato (in verità il Gosth Town è Poggioreale e non Gibellina, ma più sotto spiego perchè la definisco cosi).

10 ore dopo, non si sono prese le autostrade, trovo il parcheggio perfetto proprio di fronte al Cretto di Brurri. Ormai è buio ma sento che quei blocchi di cemento il giorno dopo mi avrebbero parlato. Molto più di quanto non avessero fatto 25 anni prima.

Comincia cosi la scoperta di Gibellina (Nuova e Vecchia). Nel silenzio religioso della Sicilia rurale, puntellata da meravigliosi vigneti, campi coltivati e paesini lenti e sonnolenti dove qualcuno ha cercato di cambiarne le sfortunate sorti.

Il terremoto della Valle del Belice

La notte tra il 14 ed il 15 Gennaio 1968 violente scosse di terremoto hanno colpito la Valle del Belice, compresa tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani, distruggendo le città di Poggioreale, Gibellina,Montevago e Salaparuta e creando danni enormi a tante altre città distribuite tra le tre province.

Pare che siano morte 231 persone e si siano contati 600 feriti. Un numero basso considerando che alcune città sono state rase al suolo.
Pare infatti che quando l’ultima scossa delle 3 del mattino ha distrutto le città sembra già molti abitanti spaventati avessero deciso di dormire fuori limitando il numero di morti che pero non è mai stato davvero confermato.

Le mura rimaste in piedi quella notte sono crollate definitavamente il 25 Gennaio con l’ultima scossa avvenuta la mattina rendendo a quel punto le città più colpite inaccessibili.

Un mese dopo si contavano 6000 persone in tendopoli, 9000 collocate in edifici pubblici, 5000 in carri ferroviari e 10000 avevano lasciato la valle del Belice trasferendosi altrove.

L’ultima tendopoli rimasta è stata smontata definitavamente nel 2006 quando ancora si contavano 250 baracche.

Gli appalti, le buone intenzioni, il cantiere aperto

Gli aiuti economici sono arrivati in ritardo. Comincia a delinearsi l’idea dell’ex sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao, ovvero dar vita ad un museo all’aria aperta che potesse da un lato ricostruire l’identità della città perduta e creare come effetto una maggiore occupazione per i locali, sperando infatti che questo progetto potesse attrarre turisti che, prima di allora, non erano di certo la norma in quell’angolo di Sicilia.

L’idea visionaria e geniale però ha incontrato moltissimi ostacoli, economici ma non solo. Avendo lasciato Gibellina Nuova quasi un progetto incompiuto.

Per esempio la ferrovia Salaparuta-Castelvetrano non è mai stata ricostruita. Questa avrebbe collegato Gibellina alle città costiere rendendo ancora oggi difficile e lungo il collegamento con la costa.
Questo e tante altre problematiche hanno relegando un progetto grandioso e nato sicuramente con buone intenzioni ad una sorta di cattedrale nel deserto che purtroppo ancora non riesce a decollare.

Ci sono voluti decenni per assistere ad una ripresa di Gibellina.

Gibellina vecchia oggi è raccolta, letteralmente, in dei blocchi di cemento (il famoso Cretto di Burri) mentre Gibellina Nuova, a circa 18 km (30 minuti di macchina) di distanza da quella vecchia, in cui sparpagliate si trovano opere di artisti contemporanei si mostra come una città originale, diversa (strana direi) e che, se solo venisse curata di più, potrebbe rientrare a pieno titolo nella lista dei posti più incredibili da visitare in Sicilia a memoria del passato nella ferma convinzione che l’arte possa davvero cambiare la direzione della storia ed il futuro di una città e quindi dei suoi abitanti.

Cosa vedere a Gibellina e come visitarla

Come avete capito per visitare Gibellina dovete considerare il fatto che oggi ce ne sono 2: Gibellina Vecchia e Gibellina Nuova.
Vi consiglio di cominciare con Gibellina Vecchia, il Cretto di Burri, e terminare con alla fondazione Orestiadi a Gibellina Nuova.

Se volete passare anche da Poggioreale, 10 km dal Cretto, sappiate che al momento l’accesso alla città è vietato perchè tutti i ruderi sono pericolanti. In verità tutti aggirano il cancello chiuso ma teoricamente l’ingresso è vietato, decidete secondo coscienza e soprattutto in sicurezza (NON adentratevi tra le macerie).

Gibellina Vecchia ed il Cretto di Burri riscrivi

Il Cretto di Burri è la opera di Land Art più grande del mondo ma anche una delle più controverse.

Non tutti gradiscono la colata di cemento che in effetti nella natura circostante sembra un pugno nell’occhio. Io trovo in questo contrasto proprio il motivo per cui l’opera riesca a raccontare il dramma che ha colpito la città di Gibellina ed esprime, anche senza sapere veramente cosa rappresenta, il significato dell’opera.

Quando il sindaco di allora, Ludovico Corrao, nel 1985 decide di richiamare artisti contemporanei per dar vita al suo progetto visionario, ogni artista ha donato alla città una propria opera che possiamo vedere oggi a Gibelllina Nuova.

Alberto Burri, anche lui convocato per contribuire al progetto, piuttosto che creare qualcosa nella città nuova rimase colpito dalle rovine della città vecchia e decise di creare qualcosa proprio lì.
Nasce il cretto, che significa spaccatura, in cui le rovine di Gibellina sono state raggruppate e contenute da blocchi mantenuti con filo metallito e successivamente coperte da colate di cemento.

I blocchi alti 1.70 metro sono stati disposti in maniera da rappresentare e ricreare la struttura urbana di Gibellina prima del crollo definitivo, tanto che si può passeggiare in questo labirinto di cemento. Solo da dentro ci rendiamo conto di quanto fosse grande la cittadina.

Il cretto è un sudario in cui la memoria storica è cementificata. Un posto molto potente duro e doloroso aggraziato dalla natura circostante che continua a vivere abbracciando il grande e glorioso monumento funebre.

L’opera ha richiesto molti anni di lavoro. Si è lavorato al cretto dal 1985 al 1989, rimanendo incompiuta per mancanza di fondi. Nel 2015, in occasione del centenario di Burri si è completata coprendo ufficialmente ben 80.000 metri quadrati.

«Andammo a Gibellina con l’architetto Zanmatti, il quale era stato incaricato dal sindaco di occuparsi della cosa. Quando andai a visitare il posto, in Sicilia, il paese nuovo era stato quasi ultimato ed era pieno di opere. Qui non ci faccio niente di sicuro, dissi subito, andiamo a vedere dove sorgeva il vecchio paese. Era quasi a venti chilometri. Ne rimasi veramente colpito. Mi veniva quasi da piangere e subito mi venne l’idea: ecco, io qui sento che potrei fare qualcosa. Io farei così: compattiamo le macerie che tanto sono un problema per tutti, le armiamo per bene, e con il cemento facciamo un immenso cretto bianco, così che resti perenne ricordo di quest’avvenimento.»

Alberto Burri, 1995

Cretto di Burri

Gibellina Nuova ed il percorso Artistico

A circa 20 minuti di auto raggiungete Gibellina nuova, la città ricostruita ed in cui si passeggia e si guida tra opere d’arte a cura di artisti internazionali venuti da tutto il mondo per lasciare un segno il cui risultato, come per il Cretto, fa sospendere il giudizio rendendo chiaro che si stia passeggiando in un posto unico e diverso da quelli a cui siamo abituati.

Esattamente come 25 anni fa, anche quest’anno mi è parso di essere in una città vuota. Forse questo è il curioso effetto tra il come gli artisti vedono le città ed il come la vedono gli abitanti. Il risultato è una città abitata apparentemente senza abitanti.

Ideatore di questa nuova città è stato il sindaco di allora Ludovico Corrao che ha fatto di tutto per riscattare la città che, oltre ad esser stata distrutta si trovava in una zona di Sicilia arretrata, devastata da abusivismo edilizio e dalla mafia.
Per appoggiare il sindaco visionario sono accorsi personaggi come Leonardo Sciascia, Renato Guttuso, Ludovico Quaroni, Mario Schifano, Arnaldo Pomodoro, e molti altri.

Il museo di arte contemporanea all’aria aperta si è impreziosito di più di 2000 opere tra piazze, sculture, dipinti, murales, chiese ed edifici anche giganteschi.

I fondi che hanno sostenuto le spese di rivalutazione sono arrivati grazie a battaglie che Corrao ha portato avanti e grazie all’aiuto degli artisti che hanno supportato il progetto oltre che gli stessi residenti.

Le opere d’arte sono distribuite in tutta la città e si possono visitare a piedi o anche muovendosi in macchina.

L’ingresso a Gibellina è segnata da una enorme struttura a forma di stella, la Stella di ingresso al Belice a cura di Pietro Consagra, che si erge sulla strada a 2 corsie.

Guidate fino a Piazza 15 Gennaio 1968 dove potete parcheggiare e cominciate la visita da qui.

In piazza trovate numerose opere d’arte tra cui La città di Tebe di Pietro Consagra e la Torre civica di Alessandro Mendini.
Da qui dirigetevi a Piazza Joseph Beuys passando da Viale Belice.
Qui troverete l’edificio chiamato Meeting dove potete prendere la mappa della città e farvi spiegare dall’addetta cosa vedere e come muovervi.
Di fronte al Meeting vedete i Ritmi Spaziali di Carmelo Cappello e L’eternità è la vera medicina di Bruno Ceccobelli.

Davanti a voi vedete la Chiesa Madre, che potete raggiungere dalla scalinata proprio di fronte al Meeting per poi raggiungere il sistema delle Piazza passando prima per il Palazzo di Lorenzo di Francesco Venezia. Vicino vedrete l’Aratro di Arnaldo Pomodoro ed il Cavallo di Mimmo Paladino.
Tornate al Meeting passando sotto il gigantesco Teatro in cemento, e dirigetevi al Sistema delle Piazze. Gironzolate a piedi, sulla mappa troverete tutte le informazioni su ogni opera e l’artista che l’ha creata.
In auto raggiungete la Fondazione Orestiadi, per visitare il Baglio si paga un biglietto di 7 euro.

A seconda di quanto veloce camminate il giro si può esaurire in qualche ora.

Aratro Arnaldo Pomodoro a Gibellina

Fondazione Orestiadi ed il Museo delle Trame del Mediterraneo

La Fondazione Orestiadi ospita il museo delle Trame del Mediterraneo punta a trovare i punti di connessione ed i legami tra le diverse civiltà nel Mediterraneo che vedono nella Sicilia il ponte tra Europa ed Africa.

All’interno del museo, che si trova nel Baglio Di Stefano ricostruito dopo il terremoto del 1968, si trovano differenti piccole sale in cui sono esposti costumi, gioielli e tessuti a mostrare i legami tra le popolazioni del mare.

Il baglio (le masserie della zona) stesso merita di essere visitato perchè ricostruito in maniera eccellente oltre che ospitare la famosa Montagna di Sale di Mimmo Paladino.

La montagna è un cumulo di vetroresina, cemento e pietrisco con 30 cavalli in legno in piedi o coricati. L’opera è eel 1990 ed è nata come scenografia de La sposa di Messina di Friedrich Schiller messa in scena a Gibellina in occasione delle Orestiadi.
Il granaio ospita una collezione d’arte contemporanea con opere di Arnaldo Pomodoro, Alighiero Boetti, la Montagna di sale di Mimmo Paladino.

La fondazione ha anche una sede a Tunisi, nel palazzo Bach-Hamba, uno degli edifici più belli della Medina.

Museo trame del Mediterraneo

Tenute Orestiadi

Gli amanti del vino saranno felici di sapere che qui potete anche visitare le Tenute Orestiadi nata nel 2008 per sottolineare la stretta connessione tra agricoltura ed arte. La tenuta è molto bella ed organizza visite guidate e degustazioni dei loro vini migliori abbinati a piatti locali. Visto che siete in zona vale la pena fare una fermata e degustare dell’ottimo vino.

A questo link potete prenotare una visita guidata e degustazione.

Dove dormire a Gibellina

Trovandosi a circa 50 minuti d’auto dalle principali città della costa occidentale della Sicilia Gibellina si può visitare anche in giornata. Se pero preferite rimanere la notte in città sappiate che non c’è moltissimo però potete valutare il Mille e una notte B&B che si trova al centro del paese ed è circondato da musei ed i monumenti a cielo aperto della città.

Come raggiungere Gibellina

Il modo migliore per visitare Gibellina ed il Cretto di Burri è con un mezzo proprio. Gibellina si trova a 60km da Trapani, 56km da Marsala e 52km da Sciacca. Piuttosto vicina quindi se si vuole visitare in giornata da una di queste città (ed i loro dintorni).

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su telegram

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.