Ganja in Giamaica – Un Tour tra l’illegale e la religione rastafari

Ganja in Giamaica – Un Tour tra l’illegale e la religione rastafari

Lo ammetto, avevo una paura incredibile prima di atterrare in Giamaica.
Il volo da Cuba aveva uno stop alle Isole Cayman, adesso il salto tra Cuba e le Cayman è come passare dalle favelas brasiliane ai quartieri chic di Roma e, in tutta onestà, mi mancava l’odore forte delle strade de La Habana e il modo di fare sfacciato e irriverente dei cubani.
Le Cayman, paradisi fiscali abitati da ricconi americani, non facevano per me, anche perché una sola notte costa $150 quindi fortunatamente lo stop è stato breve quanto sufficiente per capire che non erano esattamente quello che cercavo nel mio viaggio low cost.
Alla mattina alle 6 prendo il volo per Kingston, la destinazione finale però era Montego Bay.
Il volo Cayman islands-Kingston era affolltato da passeggeri bianchi, pochi giamaicani.

 

A Kingston quesi tutti scendono e chi deve proseguire per Montego Bay è pregato di rimanere seduto.
Il colore della pelle dei viaggiatori cambia improvvisamente. Unica bianca in un aereo di locali. L’accento mi ricorda quello del quartiere Brixton di Londra quello della comunità giamaicana.

 

Questo inglese dal forte accento mi riporta in luoghi dove in realtà ero già stata però qui sento il primo “No problem Mom”.
No problem Mom??…mi chiedo perché nonostante alcuni amici a Londra mi avessero detto di evitare di andare in Giamaica da sola io con il mio solito modo di fare da “non ho paura di niente e di nessuno” non li abbia davvero ascoltati.
Inizio a innervosirsi.

 

Atterro a Montego Bay. Immigrazione. Passaporto stampato. Un Usain Bolt con braccia aperte in segno di vittoria in super manifesto mi da il benvenuto.
Taxi per raggiungere l’ostello, che mi ha bellamente fregato $25 tanto tu appena attterrato non hai idea del costo del taxi e quindi ci caschi, e quattro chiacchiere con l’autista che come prima cosa mi chiede se voglio comprare un pò di ganja, giusto nel caso in cui sia interessata e per darmi il benvenuto della terra di Bolt, Bob Marley, della Ganja, delle splendide spiagge chilometriche e bianche, dei tramonti da sogno e dei Gigolò (ma su questi scriverò un altro post).

 

Passeggiando per le stradine dove si trova il mio ostello, la prima cosa che noto è che ci sono grate dovunque, e penso, che se tutti i locali pubblici hanno grate forse il paese è davvero pericoloso come mi avevano detto.
Ma una volta nel dancefloor tocca ballare. Ho tre settimane e spero che tutto fili liscio.

 

Cammino per le strade di una Montego Bay povera ed impolverata, distante dalla spiaggia e dai resorts. Gli occhi dei locali sono tutti rossi e la gente sembra rilassata, musica raggae suona da ogni angolo. Gli occhi rossi e gli animi rilassati…mmmmm…
Credevo che il mito della Giamaica come ganja e raggae fosse un mito.. mi sbagliavo è la verità.

 

I miei nuovi e giovani amici canadesi mi invitano a prendere parte a un tour. Non mi è ben chiaro dove ma senza ascoltare troppo le delucidazioni sul dove andiamo mi aggrego al gruppo.

aeroporto giamaica

Tour a una ganja farm

 

Arriviamo in un campo, nel mezzo del niente. Camminiamo sorpassando un fiumiciattolo, nel mentre mi offrono un cocco da bere, frutto dai noti effetti diuretici.
E li si apre quello che non credevo esistesse. Un campo di marijuana alta più o meno quanto me. Alberi, non piante.
Sono in una Ganja Farm.  Due Rasta Men ci danno il benvenuto con una “joint” pura, con la stessa facilità con cui noi offriamo un caffè all’ospite che ha appena varcato la soglia di casa.

 

Fiori di erba tanto belli da fotografare e alcune spiegazioni da parte del rastaman/dottore del villaggio che ci ha accolti e guarda queste piante con gli occhi che una mandre ha per un figlio appena nato.
Gli occhi rossi ma il tono simpatico del rasta mi tranquillizza, e così mi dico, ma si…No problem Mom! Andiamo a fare una passeggiatina con questo tipo.

 

Mi diverte essere li in quel momento, la situazione mi sembrava assurda. Facciamo le foto come se fossimo a Disneyland, i nostri rasta ci parlano della preparazione, la cura delle piante, quali le condizioni ottimali, e descrivono i lunghi e amorevoli interventi per produrre questa erba che nell’immaginario comune richiama questo Paese, e non a torto e soprattuto, imbandiscono una lunga spiegazione a proposito della religione Rastafari e dell’importanza di quella che loro chiamano l’Erba Sacra.

 

Insomma un vero e proprio tour guidato nell’illegale mistico giamaicano, visto che ricordo che la ganja non è legale, e se si vuole fare il ganzo fumando per strada il rischio è di essere arrestato, che allo stesso tempo è stato una particolare introduzione a quello che in seguito sarebbe diventato uno dei miei Paesi preferiti nel mondo.

 

NB. La ganja non è legale in Giamaica, ma trovare un tassista che ti posti a visitare un ganja farm non sarà difficile. Basta chiedere al tassista fidato e lui saprà dove portarvi (per informazioni su come viaggiare in Giamaica clicca qui).

 

ganja giamaica

ganja jamaica

La religione Rastafari e la Ganja

A prescindere che si sia favorevoli o meno a questa erba, la ganja in Giamaica è letteralmente parte della cultura, nonché elemento fondamentale della religione anche se i giamaicani stessi preferiscono definirla uno stile di vita.
Il Rastafarianesimo è una ideologia spirituale con delle fondamenta africane si è sviluppata negli anni ’30 in Giamaica, Paese prevalentemente cristiano e del quale viene accettata parte dalla Bibbia (anche se in alcuni passi è considerata corrotta), e accetta l’esistenza di un solo Dio, chiamato Jah, che ha mandato suo figlio sulla terra soto forma di Gesu o Selassie.
Senza dilungarmi troppo sulla regione, su cui si possono trovare molte informazioni qui, quello che in questa sede voglio fare è accennare alle relazioni che intercorrono tra la religione e il consumo di questo “medicinale” da parte di questi personaggi che vengono considerati dei dottori nel villaggio che oltre a coltivare la ganja curano con medicamenti naturali e conoscono tutte le proprietà mediche delle piante che con dedizione coltivano.
Credo sia quindi interessante spiegare il ruolo della ganja che per un rasta vero, quello vegetariano, con i dreadlocks e la barba (quelli senza barba la maggior parte dei casi sono GIGOLO’, occhio).

 

Per i Rasta fumare la ganja è un gesto spirituale, un sacramento che pulisce il copro e la mente, innalza l’animo, esalta la coscienza, favorisce la pace, porta piacere e soprattutto avvicina a Jah.
Non solo, ma i Rasta ritengono che la stessa Bibbia parli della ganja come erba sacra e che pertanto la giustifichi, questi i versi:
Genesi 1:11 – “Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E così fu.”
Genesi 1:29 – “Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.”
Genesi 3:18 – “Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre.”
Proverbi 15:17 – “Meglio un piatto d’erbe, dov’è l’amore, che un bove ingrassa”

 

L’illegalità di questa erba è vissuta come un atto proibizionista tipico del mondo bianco dovuto al fatto che aprendo la mente di chi la fuma questa porterebbe a maggiore coscienza del popolo nero, cosa che il mondo materialista bianco non vuole.

 

La ganja non è considerata una droga se non una medicina che avvicina a Dio, per quanto sia pratica comune fumarla la si fuma solo quando il proprio animo è disposto ad elevarsi e non quando invece si è inflitti da dispiaceri o cattivi pensieri. Deve essere un mezzo che aiuta ad aprire la propria mente e la coscienza e non un qualcosa senza scopo mistico e profondo.

 

Bob Marley – Oltre la musica Raggae

Bob Marley suona e risuona in bars, radio e dovunque ci sia musica, è un mito. Punto.
Lui era un Rasta. Uno dei più grandi e riconosciuti in tutto il mondo.
Il suo ruolo è stato importante, perché con la sua musica ha portato alla ribalta la condizione dei giamaicani e della religione rastafari lottando per i loro diritti e ha soprattutto aperto questo mondo anche ai bianchi, visto che sino agli anni ’70 questa era una realtà solo ed esclusivamente nera.
Simbolo internazionale del movimento Rasta, Bob Marley con le sue canzoni ha dato speranza, voce e dignità a un movimento spirituale e religioso che va ben oltre la ganja ma che purtroppo spesse volte si associa solo ed unicamente a questo aspetto, che per quanto importante è solo uno dei tanti.

 

La dieta dei Rasta

I Rasta che osservano la religione seguono un regime alimentare chiamato Ital (dalla parola VITAL), una alimentazione completamente naturale, libera da agenti chimici e conservanti. Vietato mangiare maiale e crostacei. La maggior parte dei Rastafarians sono vegetariani o vegani.
Caffè e latte sono rifiutati in quanto considerati non naturali ed è condannato l’uso dell’alcool in quanto fermentato chimicamente e rende una persona stupida e nei momenti di ubriacatura si lascia manipolare dall’uomo bianco. La erba sacra (la ganja) è invece un elemento naturale e fa credere ai Rasta che apra la propria mente e aiuta a pensare meglio e più liberamente.

 

Linguaggio Rasta

I Rasta hanno sviluppato il King’s Iyaric, un linguaggio con alcune differenze dal britannico, i Rasta parlano il Patois una sorta di inglese mischiato a un ritmo e parole africane le cui differenze (con l’inglese) sono un pò difficili da trovare. Eppure ci sono.

 

“I” questo prende il posto del me, you, mine, ours, us. Non c’è separazione tra l'”I and I”, il Me farebbe diventare le person delle code pertanto per l’individuo si use indiscrimantamente l’I. L’I indic a anche la relazione personale con Dio.

Babylon indic a il mondo die bianchi, fat to di corruzione e materialismo

Zion è l’equilibrio perfetto tra i diritti umani e la dignità

Irie indic a le emozioni positive e di vibration pacific he. Irator si usa al posto di “creator” (creatore)

I dreadlocks (le trecce rasta) correlati al timore per Dio e ovviamente si richiamano agli esordi del movimento

Polytricks parola che si usa al posto di “politics” in quanto la politica è vista come corrotta e i politici sono identification come “Trickster”.

Red ovvero sballato (stoned), o sot to l’influenza di cannabis il cui effetto sono gli occhi rossi.

Downpression al posto di oppression perchè l’oppressione invece di fare innalzare l’uomo lo butta a terra invece di keeping him Up (che in giamaicano si pronuncia OP). Downgression al posto di violence (da aggression)

Overstanding (o “innerstanding”) al posto di “understanding”, inteso come illuminazione che porta alla coscienza

 

Libri e Guide a proposito della Giamaica

 

 

Per un tour LEGALE sulle orme di Bob Marley

 

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

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