Cosa vedere a Mostar in Bosnia – Erzegovina – La città del Ponte simbolo della guerra

Mostar, la città unita, e poi separata, dal ponte

L’ingresso a Mostar non è stato dei più allegri, un cimitero le cui lapidi riportavano come data di morte sempre lo stesso anno, il 1993, ha aperto le porte al viaggio in Bosnia Erzegovina, un Paese che tutti gli europei dovrebbero visitare. Un viaggio che obbliga a fare i conti con la propria coscienza.

Il ponte di Mostar che rappresentava l’eterogeneità della Ex Jugoslavia ed è stato simbolo dell’unione tra le differenti etnie ma anche della frattura durante la guerra, è stato completamente distrutto durante l’assedio, e poi ricostruito esattamente come era prima.
Ma se i ponti si possono ricostruire come se nulla fosse accaduto, il resto è impossibile da cancellare, difficile da perdonare, impossibile da dimenticare.

Sulle cime delle colline che circondano la valle in cui si spiega la deliziosa Mostar, un tempo vigilavano i cecchini. Una guerra decisa dall’alto e fomentata dai media i cui risultati si vedono nei tanti cimiteri che circondano la strada principale ed in una divisione sociale che un tempo non esisteva e che oggi invece si percepisce.
Il ponte che un tempo univa oggi, tale e quale a 20 anni fa, continua a separare.

Ecco perchè dovremmo tutti venire qui. Perché i Balcani sono uno specchio in cui dovremmo guardarci, vergognarci, chiedere scusa e rendere omaggio alle vittime.

Mostar è il perfetto punto di partenza per un viaggio in Bosnia-Erzegovina alla scoperta della sua storia, delle ferite ancora aperte, ma anche delle meraviglie storiche e naturalistiche ancora fuori dai circuiti turistici. Tenendo un occhio sul passato ma proiettati al futuro.

Leggi anche il post – Cosa vedere a Sarejevo in due giorni  e Libri da leggere prima di viaggiare nei Balcani

Lo Stari Most – Simbolo di un’unione ormai passata

Mostar è una piccola città in cui vivono 110.ooo persone ed è la più grande città dell’Erzegovina. Durante la dominiazione ottomana – dal 1482 al 1878  – la città crebbe di importanza, furono costruite molte belle e significative strutture islamiche, tra cui la Moschea Kara Ozbegora ed il suo famoso ponte, lo Stari Most, classico esempio di design ottomano, che divenne un simbolo riconosciuto in tutto il mondo durante la guerra di Bosnia.

Stari Most – Il Ponte simbolo di amicizia

Il ponte, che collegava le comunità musulmane che vivevano sulla sponda est del fiume Neretva, con le comunità cristiane che vivevano ad ovest, per anni è stato simbolo della  multietnicità della Bosnia. 

Quando fu distrutto dal fuoco dei carri armati nel 1993 il crollo del ponte ha significato molto di più di quello che sembrava. Stava crollando il legame forte tra le diverse etnie che fino a quel momento avevano convissuto in pace. 

Nuovo ponte, nuova speranza?

Dopo la guerra, il ponte fu ricostruito, utilizzando molti degli stessi blocchi di calcare recuperati dal fiume. La riapertura del ponte è stata simbolica e segno che la vita stava lentamente tornando alla normalità, oltre a testimoniare il coraggio e la perseveranza degli abitanti della città. L’UNESCO ha aggiunto il ponte alla lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2005, affermando che “l’area del Ponte Vecchio, con le sue caratteristiche architettoniche pre-Ottomane, ottomane orientali, mediterranee e dell’Europa occidentale, è un esempio eccezionale di insediamento urbano multiculturale”.

Il Ponte Vecchio ricostruito e la Città Vecchia di Mostar è un simbolo di riconciliazione, di cooperazione internazionale e della coesistenza di diverse comunità culturali, etniche e religiose”. Purtroppo quella ferita non si è ancora rimarginata del tutto. Ti consiglio di leggere l’articolo: Mostar, il Vecchio vent’anni dopo

Oggi Mostar è una bellissima cittadina nel cui mezzo scorre il fiume Neretva, con un quartiere ottomano totalmente restaurato, e molti negozi di artigianato e tanti caffè.
I resti del conflitto degli anni ’90 sono visibili in molti edifici fatiscenti della città che si alternano all’architettura in stile viennese che testimonia il dominio austro-ungarico. La città è anche una base eccezionale per scoprire l’Erzegovina, tra cascate, borghi antichi e monasteri. Va bene quindi ricordare della guerra, ma come Sarajevo ha deciso di fare, bisogna anche guardare al futuro. 

Stari Most ponte di Mostar

Dove dormire a Mostar

Mostar sta diventando una meta popolare tra i viaggiatori nei Balcani che, se un tempo le dedicavano poco tempo magari con tour in giornata dalla Croazia, oggi le dedicano più giorni scegliendola come piacevolissima base per visitare la città ed i suoi dintorni.
Se stai pianificando un viaggio in Bosnia-Erzegovina ti consiglio di rimanere 2 o tre notti a Mostar per poter godertela con tranquillità.

Gli hotel stanno aumentando quindi l’offerta è piuttosto vasta, ma se vuoi qualche consiglio allora dai un’occhiata all’Hotel Casa Muslibegovic, una casa storica di Mostar che al suo interno ha anche un piccolo museo, esempio eccellente delle case tradizionali di Mostar. È un monumento nazionale ed è una casa-museo. 
Se questo non fa per te puoi valutare l’Hotel Kriva Ćuprija, con una terrazza panoramica spettacolare e camere spaziose e molto comode. L’hotel Eden invece si trova in una struttura vicinissimo al centro ed ha anche una piscina (che non è male durante i mesi estivi!).
Lo Shangri La Maison, è un bell’hotel elegante a due passi dallo Stari Most e con terrazza con vista ed infine la Pension Bubamara è un B&B in stile bosniaco super accogliente, vicinissimo al centro e con possibilità di parcheggio. È anche il più economico della lista!

mostar

Cosa vedere a Mostar e dintorni in due giorni

Mostar ha molto da offrire, dalla sua affascinante città Vecchia e le fantastiche viste sui ponti della città  alle sue antiche moschee l’eclettico mix di etnie che animano tutt’oggi la cittadina.

La Bosnia offre ai propri visitatori un assaggio della cultura musulmana del sud-est europeo con l’opportunità di conoscere più a fondo la peggiore tragedia dell’Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.
Non meno importanti poi, la cucina della regione, incluso il vino e la birra di produzione locale a dir poco eccezionali.

Dedica almeno due giorni a Mostar ed i dintorni dell’Erzegovina prima di dirigerti a Sarajevo. Il viaggio andrà in crescendo!
Per cominciare ti consiglio di organizzare una visita guidata di circa due ore, così da avere una panoramica della città che puoi poi continuare a scoprire da te.

Stari Most e Stari Most Bridge Divers

Lo Stari Most è il simbolo di Mostar, il ponte è uno splendido esempio di architettura islamica balcanica ed una delle attrazioni iconiche della Bosnia-Erzegovina.

Il ponte è stato commissionato dal sovrano ottomano Suliman il Magnifico nel 1557, quando Mostar era una città di frontiera dell’impero, per sostituire l’instabile ponte in legno che la gente della città aveva paura a passare.

Nel 1566 è sato completato il ponte di pietra lungo 30 metri, largo 4 e alto 24. Il ponte diventò talmente tanto importante che il nome stesso della città, Mostar, significa “guardiano del ponte”.

Il 9 novembre 1993 il ponte è stato quasi interamente distrutto dalle forze croate durante la guerra croato-bosniaca.
È stato ricostruito grazie ai fondi dell’UNESO e della la Banca Mondiale, che lo hanno riportato al suo antico splendore.
Il ponte e l’area circostante hanno acquisito lo status di patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 2005.

Oggi il ponte collega due aree distinte della città: la parte cattolica croata ad ovest del fiume Neretva e la parte musulmana bosniaca ad est, due mondi che si guardano, che si sono amati e anche tanto odiati. Ti consiglio di raggiungere la piccola spiaggia ai piedi del ponte dove puoi avere una vista dello Stari Most.

Lo Stari Most è anche importante per il famoso salto dal ponte, un rituale locale che risale a 500 anni fa. Per secoli i giovani uomini di Mostar si sono tuffati dal ponte per impressionare le ragazze del posto, ma solo nell’ultimo decennio hanno cominciato a farlo per soldi.
Funziona così: i gruppi di turisti in piedi sul ponte versano qualche euro ad uno dei tuffatori locali. Appena si raccimolano abbastanza soldi si crea un piccolo spettacolo che raggiungerà il culmine con il salto (da farsela sotto!) dal ponte.

Se vuoi saltare dal ponte puoi farlo anche tu a condizione che chieda il permesso (che costa €25) ai ragazzi del Mostar Diving Club il cui ufficio si trova sulla parte ovest del ponte, dotarti di una buona dose di coraggio e lanciarti. Non prendere però la cosa sottogamba, è un tuffo pericoloso e molte persone sono morte inclusi turisti che hanno creduto fosse un giochetto da ragazzi.

Old Bridge Museum (Muzej Stari Most)

Tra le bancarelle del bazar è facile non vederlo e quindi perdere questo museo che invece ti consiglio di visitare.
Il museo si compone di tre sezioni: A, B e C.
La sezione A occupa la torre a sei piani alla fine del ponte. All’interno ci sono alcune esposizioni e arrivati alla fine si ha una vista spettacolare dello Stari Most.

Per raggiungere la sezione B, dovrai uscire e seguire le indicazioni che portano ad uno scavo archeologico sotterraneo. 
La sezione C conduce lungo un corridoio con esposizioni e foto che raccontano la storia, la distruzione ed il restauro del ponte, per poi sbucare sul Bazar nel centro antico di Mostar. 
L’ingresso al museo costa 10KM (circa €5) ed è chiuso il lunedì. 

Mostar Old Bazaar (Bazar Kujundžiluk)

Sbucati al Bazar Kujundžiluk dedicategli del tempo. È un mercato di epoca ottomana su entrambi i lati che oggi ha preso una piega più turistica che tradizionale.
Ma camminare tra le strade acciottolate e gli antichi e pittoreschi edifici è una bella esperienza oltre che un’ottima occasione per acquistare qualche regalo. 

La strada pedonale del mercato si estende ad ovest dal lato occidentale del ponte, su via Onešćukova, ed una strada meno affollata, la Jusovina, dove troverete tanti ristoranti e bar. 

War Photo Exhibition

Lo Stari Most offre una bella mostra fotografica in cui si possono ammirare foto di quando il lato musulmano di Mostar è stato attaccato dalle forze croate e serbe.
Nella piccola esibizione di trovano circa 50 foto in bianco e nero scattate dal neozelandese Wade Goodard. Bellissima la vista dalle finestre delle torri. 

mostar ponte

Moschea Koskin-Mehmed Pasha

A pochi minuti a piedi a nord dello Stari Most, sul lato musulmano del fiume, si trova la moschea di Koskin-Mehmed Pasha, la più popolare della città vecchia.
Da qui la vista sul ponte è fantastica. Ma la moschea stessa è un ottimo esempio di architettura ottomana in Bosnia ed Erzegovina. Non è più funzionante e quindi è accessibile anche ai turisti.

Si può entrare gratuitamente nel cortile esterno, ma per entrare o accedere alle aree panoramiche si deve pagare il biglietto di 6KM (circa 3 euro). Mentre si devono pagare 12KM, quindi il doppio, se si vuole accedere al minareto. 

La torre dei cecchini

L’edificio abbandonato si trova appena fuori Mostar ed ha funzionato come banca ai tempi della Jugoslavia.
A Mostar non mancano gli edifici abbandonati e con buchi di proiettile, ma la vecchia banca, uno dei palazzi più alti della città, è probabilmente il più famoso.

Grazie alla sua altezza e alla vista su tutta la città da banca si è trasformato in una torre utilizzata dai cecchini durante l’assedio di Mostar.

L’ingresso principale è stato murato, ma questo non ha impedito ai graffitari di entrare di nascosto e disegnare sulle pareti. In ognuno dei 10 piani si trovano opere che passano dall’inquietante a quelle di ispirazione.

Oltre a un mare di libri contabili e fatture strappate al terzo piano, rimane poco della banca. La vista dal tetto non solo fa vedere Mostar dall’alto ma fa anche capire come si vedesse bene nelle strade e perchè è stato scelto dai cecchini. 

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Museo della guerra e delle vittime del genocidio

Il museo ripercorre la storia e le atrocità della guerra di Bosnia del 1992-1995. Con oltre 600 campi di concentramento, 200.000 vittime, vittime di stupro, feriti o dispersi, questa guerra è stata la più drammatica nella storia dell’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il Museo vuole ricordare questi orrori. 

Il museo è gestito dalle vittime della guerra. Ci sono esibizioni dettagliate sulla storia e le cause del conflitto, molte storie personali, reliquie, e filmati della distruzione dello Stari Most. 

L’ingresso del museo si trova proprio di fronte alla moschea di Karađoz Bey. L’ingresso costa 10KM (circa €5)

Se siete interessati ai musei potete anche valutare di visitare il Museo dell’Erzegovina ed il BosnaSeum.

Le case di Mostar – Casa Biscevic, Casa Muslibegovic e Casa Kajtaz

Se siete interessati alla storia ottomana di Mostar queste due belle case in stile turco sono un bell’esempio di come si viveva a Mostar.

La Casa Biscevic – Bišćevića kuća – è vicinissima alla Moschea Karađoz Bey ed al Museo del Genocidio.
La casa risale al 1635, e mentre all’interno non c’è molto da vedere oltre ad alcuni oggetti esposti, il bellissimo soggiorno al secondo piano si affaccia sul fiume Neretva. 

Vicinissimo si trova la Casa Muslibegovic – Muslibegovića kuća – che oggi è un hotel ed è un altro esempio conservato benissimo. Al suo interno si trova anche un piccolo museo. Se vuoi dormire in questo Hotel-Museo ti consiglio di prenotare con largo anticipo, a questo link trovi i migliori prezzi.

La più bella secondo me è Casa Kajtaz, che è stata un tempo la sezione dell’harem costruito per un giudice turco del XVI secolo. Piena di reperti originali, appartiene ancora ai discendenti della famiglia originaria, ora è sotto la protezione dell’Unesco. La visita comprende un tour.
Il tetto è andato perduto durante i bombardamenti bellici, ma per il resto la struttura è sopravvissuta straordinariamente intatta. 

mostar erzegovina

Giorno 2 – Cosa vedere nei dintorni di Mostar

Mostar si trova in Erzegovina, la regione sud-est, e vale la pena visitare alcune attrazioni dell’area.
Io ho fatto un tour di un giorno intero che ha incluso tutti i luoghi principali dell’Erzegovina, con trasporto incluso ed una guida bravissima. Vi consiglio di dare un occhio a queste opzioni:

In linea di massima tutti i tour dell’Erzegovina includono l’Hangar degli aerei, le cascate di Kravice, Blagaj e Pocitelj e Mali Kuk.

Hangar degli aerei

Sembra questo hangar per aerei abbandonato fosse un tempo una struttura di lancio top secret.
L’hangar si trova nel villaggio di Gnojnice, poco fuori Mostar, ed è un tunnel in cemento enorme costruito proprio sul fianco di una collina. Ci sono uscite su entrambe le estremità del tunnel e all’interno si possono ancora trovare delle gigantesche porte antisfondamento.
Pare che Josip Tito abbia fatto posizionare dei jet da combattimento proprio qui tenendoli pronti a partire nel caso di bisogno.

Oggi l’hangar giace abbandonato nella completa oscurità, con detriti e vetri rotti ovunque. La vecchia caverna abbandonata non è un’attrazione turistica ufficiale ma vale la pena visitarlo se di passaggio. Mi raccomando di portare una torcia e delle buone scarpe solide perchè a terra potrebbero esserci dei vetri rotti. 

Cascate di Kravice

Le cascate di Kravice si trovano lungo il fiume Trebižat e con le sue scogliere alte 25 metri creano un anfiteatro naturale lungo circa 150 metri. 

Le cascate di Kravice si trovano in una riserva naturale, si può fare il bagno, l’acqua è comunque gelata ed durante in mesi estivi è piuttosto popolare, quindi ci sarà tantissima gente.

Le rapide delle cascate non sono particolarmente pericolose quindi non dovreste temere di entrare in acqua, se non soffrite il freddo.

cascate kravice

Blagaj Tekke

Il Blagaj Tekke è un monastero di dervisci, un ordine di sufi musulmani che credono nel voto di povertà e nel rifiuto dei beni materiali e conosciuti per la danza a vortice ed ipnotica. Questo bellissimo monastero, tekke, è stato costruito intorno al 1520 ed è un esempio eccellente di di architettura ottomana.

Oltre ad esplorare i suoi cortili ed il lungofiume, si può entrare dentro il monastero. È obbligatorio che si vesta in maniera modesta e con gambe e braccia coperte. 

blagay monastero

Pocitelj

Počitelj è una città del comune di Čapljina sulla riva sinistra del fiume Neretva, che rappresenta uno dei pochi complessi urbani della Bosnia ed Erzegovina che si sono conservati nella loro integrità fino ai giorni nostri.
 La disposizione di Počitelj e l’utilizzo dei materiali da costruzione la collocano nel gruppo dei piccoli insediamenti di tipo ottomano-mediterraneo. 

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America viaggio ininterrottamente dal 2011 e lavoro esclusivamente online. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America ma anche di SEO e SEO Copywriting

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