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Cosa vedere a Catania – Un giorno nella città più vivace di Sicilia

Distrutta più volte Catania è risorta come una fenice, e di questa sua capacità di reinventarsi ne va fiera. L’aeroporto Fontanarossa è il più trafficato della Sicilia lasciando a Catania il difficile compito di introdurre la Sicilia ai suoi visitatori e riuscendoci egregiamente. In questo post scoprirai cosa vedere a Catania, troverai un itinerario dettagliato che include tutti i posti più importanti da visitare e che non ti farà perdere alcuno dei luoghi di interesse della città più dinamica e vivace della Sicilia.
Dicembre 6, 2020
Modificato il Settembre 26, 2021
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“Melior de Cinere surgo” –  Risorgo dalle ceneri ancora più bella

Questa iscrizione riportata sulla Porta Ferdinandea sintetizza pienamente lo spirito fiero dei catanesi che hanno imparato a rinascere dalle proprie ceneri, Catania è stata distrutta più volte da eruzioni vulcaniche e terremoti, e a rifarlo in maniera grandiosa.   

Principale punto di accesso alla Sicilia Orientale, con l’aeroporto più trafficato del Sud Italia, Catania è una città culturalmente viva, sede di importanti università e palazzi storici meravigliosi, di alcuni dei mercati più famosi di Sicilia e privilegiato punto di accesso all’Etna, il vulcano più grande d’Europa e tra i più attivi del mondo, ai Paesi Etnei e Taormina

Dominata dall’Etna, simbolo di fertilità e profondamente amata – per i Siciliani l’Etna è femmina, mentre Stromboli è maschio – nonostante abbia distrutto la città nel 1600, Catania è una elegante città dall’architettura opulenta tipica del barocco siciliano; sorge in un territorio fertile e generoso in cui attecchiscono vigne che producono alcuni dei vini migliori dell’isola e si coltivano prodotti di eccellenza, come il pistacchio di Bronte, i funghi di Nicolosi, le mele di Pedara, il miele di Zafferana Etnea e le famose salsicce di Linguaglossa per cui si è disposti a guidare da altre province pur di averle a tavola.

Vivace città del sud giovane, antica ma moderna allo stesso tempo, in costante evoluzione ed al passo con i tempi, sarebbe un peccato saltarla o dedicarle poco tempo.

Mi viene spesso chiesto cosa vedere a Catania e se valga la pena includerla in itinerario o meno. 

La risposta è che sì, merita qualche giorno, le cose da vedere sono infatti moltissime ma se vai di fretta puoi in un giorno, intenso, potrai vederla piuttosto bene comunque. Quindi scarpe comode ai piedi e andiamo, rigorosamente a piedi, alla scoperta di Catania!

Dove dormire a Catania

Per semplificare la visita della città consiglio di dormire al centro così da poterti muovere a piedi.
Come prima opzione ti consiglio l’Habitat Catania, moderno, colorato, in posizione eccezionale di fronte al Teatro Bellini.
Altre due belle soluzioni che ti consiglio di controllare sono il Duomo Suites & Spa, con una bella terrazza all’ultimo piano vista Duomo ed l’Asmundo di Gisira, un B&B decisamente poco tradizionale arredato con stile eclettico.

Catania piazza duomo

Catania: cosa vedere in un giorno – Itinerario a piedi autogestito

Prima di entrare nel dettaglio di tutti i posti da vedere a Catania, ho pensato ad un itinerario a piedi che si può coprire benissimo in un solo giorno.

Per cominciare la tua avventura in città, ti consiglio comunque di partecipare ad un tour a piedi di due ore per piccoli gruppi che concentra il meglio della città.
Il costo è irrisorio e visto che la città ed i suoi palazzi sono pieni di storia, una guida saprà fare la differenza. Se però preferisci fare da te allora segui questo itinerario che ti farà scoprire i posti che non devi perdere!

Itinerario catania 1 giorno

Tappa 1 – Piazza Duomo, u Liotru ed il mercato del pesce

Comincia dal mercato del Pesce, A Piscarìa, arrivandoci dalla Fontana dell’Amenano. Il pesce arriva la mattina molto presto e queste sono le ore migliori per vedere il mercato in azione.

Prosegui per Piazza Duomo, dove si trova u Liotru, la fontana dell’elefante simbolo della città e la Chiesa di Sant’Agata, la Santa Patrona di Catania che si festeggia dal 3 al 5 Febbraio.

Tappa 2 – Castel Ursino ed il quartiere San Berillo

Visita il Castel Ursino, simbolo del potere imperiale in Sicilia, e raggiungi Palazzo Biscari,  il più importante palazzo privato di Catania e preziosa testimonianza del barocco siciliano.

Adentrati a San Berillo, cuore produttivo della città fino agli ’50 diventato successivamente, in seguito alle demolizioni, quartiere dedito alla prostituzione ed in totale abbandono. Oggi San Berillo sta vivendo una terza vita grazie a numerosi progetti sociali di rivalutazione volti all’integrazione. Questo quartiere ha dato il natale alla scrittrice Goliarda Sapienza.

Tappa 3 – Via Crociferi e Piazza Stesicoro

Raggiungi via Crociferi, una delle strade più antiche di Catania, sito Unesco, che custodisce alcune delle più belle chiese della città ed alcuni dei più bei palazzi di barocco siciliano.
Cammina per via Etnea, la via maestra, per poi raggiungere piazza Stesicoro, che deve il suo nome al poeta greco Stesicoro, che pare in epoca romana avesse il sepolcro, e porta d’accesso alla Fero ‘o Lumi, il mercato più grande ed antico di Catania.

Tappa 4 – Monastero dei Benedettini ed il Teatro Romano

Raggiungi il Monastero dei Benedettini, gioiello del tardo barocco Siciliano e complesso benedettino tra i più grandi d’Europa. Ti consiglio di fare una visita guidata di 75 minuti a cura di Officine Culturali, associazione storica della città e gemella di Trame di Quartiere che per prima in città ha dedicato il proprio lavoro alla rivalutazione della città. 

Dopo la visita al Monastero raggiungi il Teatro Romano e l’Odeon e prosegui per Villa Bellini, il parco di Catania. Prima di entrare al parco fermati da Savia, la pasticceria più famosa della città nota per i suoi cannoli e la rosticceria.

Per cena vai a via di Santa Filomena, dove si trovano gli eccellenti ristoranti come FUD Bottega Sicula, La Polpetteria ed il Sale Art Cafè.
Se in alternativa vuoi mangiare la famosa carne di cavallo vai su Via Plebiscito, famosa per la vasta offerta di “putie” specializzate nella carne preferita dei catanesi. Assicurarti di ordinare la polpette!

Per una cena in un ristorante molto particolare prenota un tavolo a La Putia dell’Ostello, un ristorante dove non solo si mangiano ottimi piatti tradizionali e rivisitati ma è famosa per la sala nella grotta lavica dove scorre il fiume Amenano. Per un tavolo nella grotta consiglio di riservare con largo anticipo

Le 10 cose da vedere a Catania la tua prima volta

Come sono solita fare ho approfondito nel dettaglio i 10 posti da non perdere durante la vostra visita a Catania.

Il centro della città non è particolarmente esteso e si possono visitare a piedi in un giornata. Se quindi dovete proprio scegliere cosa vedere e, purtroppo, cosa saltare, includendo questi 10 luoghi sarete sicuri di vedere il meglio di Catania.

Piazza Duomo, U Liotru e la Chiesa di Sant’Agata

Piazza Duomo, patrimonio dell’umanità Unesco, è la piazza principale di Catania.
Progettata dal Vaccarini concentra alcuni degli edifici barocchi più importanti della città che ne delimitano il perimetro: la Fontana dell’Elefante (u liotru), simbolo di Catania, la Fontana dell’Amenano – con allo sfondo i palazzi dei Chierici e Palazzo Pardo – che segna l’ingresso al mercato del pesce, la facciata del Duomo di Catania, dedicato a Sant’Agata, la Santa patrona di Catania, il palazzo Vescovile, porta Uzeda ed il Palazzo Senatorio o Palazzo degli Elefanti oggi sede del Municipio. 

Il Duomo, la cui facciata è uno dei capolavori del Vaccarini, è stato edificato alla fine dell’XI secolo dal normanno Ruggero I ma venne poi rifatto in seguito al terremoto deI 1693.

Di fronte si trova la fontana dell’elefante, chiamato u liotru, che risale al 1735. L’elefante è realizzato in pietra lavica nera, sul dorso è adagiato un antico obelisco che presenta geroglifici che riguardano il culto d’Iside.
L’elefante nei secoli passati era considerato un portafortuna dagli studenti catanesi che avevano l’abitudine di stringerne i testicoli, piuttosto sproporzionati, come buono auspicio.

CITTADINI, W SANT’AGATA!

Sant’Agata è la patrona di Catania ed una delle Sante più amate e festeggiate nel mondo.
Catania la celebra ogni anno per tre giorni, dal 3 al 5 Febbraio, dando vita ad una delle feste religiose più suggestive del mondo.

Un ruolo importante durante questa festa lo giocano i ceri votivi, che variano in dimensioni e peso a seconda della grazia richiesta o ricevuta, e che vengono portati in spalla dai devoti. Alcune possono essere gigantesche ed arrivare ai 75kg o più.

In occasione di questa festa inoltre tutte le pasticcerei della città saranno piene zeppe di piccole cassatelle a forma di seni, le minne di Sant’Agata (le minne in siciliano sono i seni), che rendono omaggio al martirio che la giovane ha dovuto subire.

A 15 anni infatti Agata decide di consacrarsi a Dio e farsi suora rifiutando le avances del proconsole Quintiliano che, non sopportando il rifiuto, la accusò di vilipendio.
Tra le diverse torture che Agata ha dovuto subire ci fu anche lo strappo dei seni, da cui si dice guarì in seguito ad una visione ed un miracolo.

Visto che parliamo delle minne di Sant’Agata, ti consiglio la lettura del libro Il conto delle minne di Giuseppina Torregrossa, che proprio partendo dal racconto della preparazione di questi dolci narra uno spaccato della Sicilia, delle sue donne e della famiglia regalando uno spaccato di Sicilia davvero coinvolgente.

Fontana dell’Amenano

Questa fontana si trova proprio a lato di Piazza Duomo e segna l’ingresso al mercato del pesce.
Costruita in marmo bianco di Carrara da Tito Angelini rappresenta il fiume Amenano che si incarna in un giovane che versa l’acqua da una cornucopia in una vasca dove due tritoni, a loro volta, la riversano nel canale del fiume Amenano che proprio qui si vede scorrere.
I catanesi chiamano questa fontana anche Fontana dell’acqua a linzolu, fontana dell’acqua a lenzuolo, perchè in passato le donne venivano qui a lavare i panni e anche perchè l’effetto dell’acqua che che si versa nel fiume sembra dare un effetto lenzuolo drappeggiato.

Catania

Castel Ursino

Il Castello Ursino di Catania è stato voluto da Federico II di Svevia che affidò il lavoro, tra il 1239 ed il 1240, a Riccardo da Lentini.
Le spese di costruzione sono state a carico dei cittadini che hanno dovuto versare, in seguito all’invito dell’imperatore, duecento once in oro.

Il Castello faceva parte di un progetto di fortificazione più ampio che era già in opera da alciuni anni ed è stato costruito in posizione differente dagli altri di stesso tipo.
Non più isolato ma invece vicino al centro cittadino e su un promontorio che affaccia sul mare.
L’eruzione del 1669 che distrusse la città, lasciando il castello intatto, gli fece perdere la funzionalità militare originaria che, a questo punto, non era più sul mare.

Negli anni il Castello Ursino ha svolto diversi ruoli: fortezza, dimora reale, carcere e caserma ed oggi importante luogo per eventi culturali ed include il Museo Civico con tante opere in particolare di artisti siciliani.

Il Teatro e l’Odeon Romano di Catania

Il Teatro Romano di Catania si trova al centro della città tra via Vittorio Emanuele, Piazza San Francesco, via Timeo e via Teatro Greco. Pare che questo teatro potesse ospitare fino a 7000 persone.
Il Principe di Biscari nel XVIII eseguendo degli scavi con l’intenzione di liberare le antiche strutture che erano ormai coperte da case, recuperò numerosi elementi decorativi della scena che sono conservati nel Museo Comunale.
Tra il 1950 ed il 1970 copiosi lavori di rivalutazione dell’area hanno portato alla luce e recuperato la cavea e gran parte degli ambulacri.

Qui consiglio di visitare l’Antiquarium Regionale del Teatro Romano, che si sviluppa su due strutture: l’Ex Casa Pandolfo, in cui sono esposti i frammenti decorativi recuperati nelle campagne di scavo (dal 1997 al 2007) e l’ex Casa Liberti, che ospita i rinvenimenti effettuati dal 1980 al 2008 allestiti secondo un criterio cronologico dalla preistoria al XIX secolo.

Vicino al teatro si trova l’Odéon di Catania, risalente al II secolo d.C. Qui si tenevano spettacoli musicali e di danza ed ancora oggi si utilizza in estate per rappresentazioni artistiche.  L’Odeon poteva contenere fino a 1500 persone.

Piazza Stesicoro

Piazza Stesicoro è una importante piazza che segna l’ingresso a San Berillo, punto d’accesso alla Fero ‘o Lumi e casa dell’anfiteatro romano di cui è visibile solo una piccola sezione.
L’anfiteatro è stato probabilmente costruito nel II secolo, nella parte di città che era adibita a necropoli.

San Berillo – Il quartiere a luci rosse di Catania

San Berillo è uno dei quartieri dediti alla prostituzione più famoso di Catania ma anche tra i più conosciuti del Mediterraneo.

Il quartiere, che oggi sta vivendo un processo di rivalutazione basato sulla convivenza e cooperazione, leggi di più sul progetto Trame di Quartiere, un tempo era uno dei centri produttivi più importanti della città, pieno di botteghe e molto popolato.

In seguito al terremoto della Val di Noto del 1963 e la conseguente ricostruzione della città, quello che era un importante quartiere venne praticamente dimenticato, nonostante la vicinanza a reperti archeologici importanti e la sua centralità.

Area della città un tempo nobile, o vocato ad esser tale vista l’alta presenza di palazzi barocchi e monumenti importanti, divenne il quartiere degli emarginati, e tale è rimasto per molto tempo.

Grazie al desiderio di rivalutarlo, ma anche rivalutare la gente che lo abita, da qualche anno si sta lavorando per riportare in auge gli antichi splendori. Il risultato è davvero notevole.

Visita Piazza Golidarda Sapienza, autrice del fantastico libro l’Arte della Gioia, ed il Teatro Sangiorgi, nel passato teatro della borghesia catanese poi diventato teatro a luci rosse, che oggi torna ad essere palcoscenico di eventi di grande richiamo.
Prosegui per il museo ReBa, composto da sette sale distribuite su due piani dove si tengono mostre, esposizioni e si trova anche un anfiteatro all’aperto ed il monumento ai caduti. Prosegui per via San Michele che è la via degli artiasti. Fermati a bere qualcosa al Ramataz Wine Bar.

Il quartiere continua ad essere casa per i sex workers della città, tra cui Franchina il trans più famoso del quartiere e protagonista del film della regista Maria Arena “Gesù è morto per i peccati degli altri”. 
La prostituzione esiste e continua ad essere operativa a San Berillo, questo percorso di ristrutturazione ha portato a galla questioni sociali non di minore importanza: la convivenza tra gli abitanti di San Berillo (sex workers, immigrati) con un cambiamento strutturale importante che coinvolge anche le loro vite.

Trame di Quartiere ed il suo ambizioso progetto

Trame  di Quartiere ha proprio come obiettivo quello di “porre le basi per una trasformazione urbana che miri ad una città inclusiva e coesiva e che concepisca e valorizzi le diversità come risorse.
Tale processo  avviene attraverso il coinvolgimento di molteplici attori territoriali in un dialogo su pratiche innovative di co-progettazione urbana e produzione culturale, che superino il valore materiale ed economico dello spazio e che si approccino ad esso con strumenti di narrazione in grado di divulgarne la memoria e valorizzarne le potenzialità nel momento storico attuale.
La riattivazione di spazi abbandonati diventa occasione concreta per innescare processi collaborativi e cooperativi di partecipazione degli abitanti e dei cittadini nella creazione di nuove possibilità abitative ed economiche”.

Per approfondire scopri qualcosa di più sui loro programmi: Trame di Quartiere programmi 

Catania Sotterranea

Distrutta da terremoti ed eruzioni Catania è rinata per ben sette volte fino alla sua ultima versione evidente a tutti: quella Barocca.
Eppure le Catanie del passato stanno tornando in auge a partire dalla scoperta della città sotterranea in cui si cammina tra gallerie e grotte laviche sotterranee, necropoli  e chiese sepolte, complessi termali romani e cripte medievali, siti bizantini, corsi d’acqua sotterranei.
Un mondo apparantemente nascosto ma che racconta non una ma tante Catanie. 
Ti consiglio vivamente il tour di Catania Sotterranea che in circa 3 ore, ti farà scoprire la città da un punto di vista differente e super affascinante.

Mercati di Catania – La Fera ‘o Lumi e la Piscaria

I  mercati Siciliani meritano una visita perchè sono veraci, rumorosi, impossibile non esser storditi dalle grida costanti, e pittoreschi. Se i mercati di Palermo sono sicuramente i più famosi e, spezzo una lancia in favore del Capoluogo di Sicilia, sono effettivamente anche i più belli, Catania sa come tenere il passo.

I mercati storici di Catania sono la Fero ‘o Lumi e la Piscaria, il mercato del pesce.
La Fera ‘o Lumi, il cui nome pare derivi dal fatto che nel passato si tenesse il lunedì, oggi invece è giornaliero ad esclusione della domenica, è il mercato più grande della città in cui si vende di tutto, dal cibo all’abbigliamento.
Il mercato si tiene a Piazza Carlo Alberto a cui si accede da Piazza Stesicoro. 
Il mercato del pesce, la Piscaria, si trova nello stesso luogo sin dal XIX secolo e si estende fino a Piazza Alonzo di Benedetto, Piazza Pardo fino agli Archi della Marina. È un mercato stupendo da visitare la mattina con l’arrivo del pesce, ricorda i suq arabi, alla fine le nostre tradizioni sono frutto delle differenti dominazioni incluse quelle arabe, e travolge di colori, odori e personaggi caratteristici.

Cosa mangiare a Catania – Carne di Cavallo, Rosticceria e Pasta alla Norma

Forse non tutti sanno che in Sicilia non si mangiano le stesse cose, ogni provincia ha le sue peculiarità anche a tavola. Se quindi per il pane e panelle bisogna andare a Palermo, Catania è la città della Pasta alla Norma, della migliore rosticceria di Sicilia e della carne di cavallo.

Pizzette, arancini (attenzione che a Catania sono machi e guai a chiamarli ARANCINE!), cipolline, sfoglie riempite di pomodoro, mozzarella, prosciutto e cipolla, scacciate e le Siciliane, pasta di pane fritta con dentro mozzarella ed acciughe da mangiare calda!

Gli arancini ovviamente la giocano da padroni e si trovano a tutti i gusti, da quelli classici al ragù e bianchi con burro e piselli, a quelli più fantasiosi al pistacchio o le melanzane.

Ma Catania è anche famosa per la carne di cavallo, su via Plebiscito si trovano tantissime “putie arrusti e mancia” – che cucinano esclusivamente questa carne da mangiare con un panino o nella variante delle polpette da abbinare alla sempre presente insalata pomodori e cipolla.
Non sono stata in grado di capire perchè ci piaccia così tanto e perchè sia così diffusa in città, ma di certo c’è che al mio rientro a casa non manca mai un panino imbottito con carne di cavallo e la razzia delle rosticcerie per far scorta di bombe fritte, cipolline ed arancini.

Ah, ovviamente vorrai anche mangiare dei cannoli, non esitare e vai al bar storico Savia, dove troverai una varietà di dolci e pezzi di rosticceria da far perder la testa!

Per non perderti nessuna delizia catanese ti consiglio la visita guidata dello street food a Catania che garantisce una panoramica della complessa e variegata offerta della città.

Quando visitare Catania

Catania si può visitare tutto l’anno ma in estate diventa particolarmente calda. Se decidi di viaggiare in Sicilia in inverno allora fai in modo di partecipare alla festa di Sant’Agata, dal 3 al 5 Febbraio. 
Altrimenti i miei mesi preferiti sono Aprile, Maggio e Giungo ma, ancora di più, Settembre ed Ottobre, mesi in cui sicuramente potrai abbinarci anche dei bagni a mare!

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