Viaggio in Perù – Cosa fare e dove andare in 10 imperdibili destinazini

Viaggio in Perù – Cosa fare e dove andare in 10 imperdibili destinazini

Cosa fare in Perù – 10 imperdibili destinazioni da non perdere in un viaggio in Perù

Ho vissuto gli ultimi due anni in Perù, lavorando come volontario a Lima e nella Foresta Amazzonica. Durante questi anni ho avuto la possibilità di viaggiare e visitare tutte le regioni di questo straordinario Paese che mi ha accolto come un figlio e stregato con un colpo di fulmine.

Il Perù è per superficie il terzo paese del Sudamerica e deve alla sua posizione geografica un’incredibile varietà di climi, paesaggi e situazioni. Erroneamente, anche se con merito, viene spesso associato prevalentemente al Macchu Picchu, mecca del turismo d’avventura.

Eppure il Perù ha molto altro da offrire:

  • un deserto costiero ricco di storia quanto di fauna marina, affacciato su una fossa oceanica fra le più profonde del globo;
  • montagne dalle cime altissime che custodiscono l’80% dei ghiacciai tropicali del mondo, casa di animali ancestrali come i lama ed i condor;
  • la foresta amazzonica, habitat di un’infinità di specie animali e vegetali, in gran parte misteriosa ed inesplorata, fonte inesauribile di sorprese e di avventure, ma anche di pericoli ed eccitanti emozioni.
  • decine di culture e tradizioni differenti, dagli attuali discendenti degli Incas alle popolazioni amazzoniche che tutt’oggi vivono in pieno contatto con la natura nella Foresta Amazzonica.

Le affascinanti destinazioni peruviane sono tante e molto differenti tra loro, così da permettere un incredibile ventaglio di opzioni: dalla cosmopolita Lima al più rustico Titicaca, dal deserto costiero all’incredibile natura amazzonica. Non bastano 4 settimane per riempirsi di Perù.

Non sai dove e come cominciare questo viaggio?  Per te ho raccolto in questa classifica le 10 migliori destinazioni del Perù.

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Cosa fare in Perù - Tabella dei contenuti

Lima

Al mio arrivo a Lima ero entusiasta e curioso, come i tanti viaggiatori che si affacciano per la prima volta al continente Sudamericano. Non avevo la più pallida idea di cosa mi aspettasse.

Lima è la più grande città al Mondo costruita sul deserto, un deserto umido dove non piove mai e durante 10 mesi all’anno (marzo-dicembre).
Il sole esce raramente ed il cielo è coperto da un velo grigio che dona un’aria malinconica al paesaggio urbano.
Nei mesi di luglio ed agosto l’umidità è tanto alta che può raggiungere il 100% . Viceversa nei mesi estivi (gennaio-marzo) il Sole picchia forte e non si vede una nuvoletta in cielo. 

Lima si divide in decine di quartieri, alcuni piccoli e coloniali mentre altri, nati per via della massiccia immigrazione andina, contano più di un milione di abitanti.
I “visitabili” e più turistici sono il Centro Storico, Miraflores e Barranco.

Nel Centro Storico, chiamato anche Cercado, il passato coloniale spagnolo è fortemente presente e caratterizza tutti gli edifici che si affacciano sulle piazze principali, dedicate agli eroi della lotta per l’indipendenza peruviana dalla corona spagnola, avvenuta nel 1821.
Plaza de Armas è il cuore della vecchia Lima, sede del potere civile e religioso, mentre l’attigua Plaza San Martìn è il polo della movida nel centro di Lima. Di notte alcune vie più buie e degradate sono da evitare per scongiurare spiacevoli incontri. 

Un vecchio tassista di Lima mi disse una volta che Miraflores, cinquant’anni fa, era uno dei pochi luoghi verdi di Lima, dove alberi e palme di affacciavano sull’Oceano Pacifico.
Negli ultimi anni Miraflores si è trasformato tanto che attualmente risulta il quartiere più moderno e commerciale della città.

Qui si trovano tutti i negozi più costosi, gli hotel di lusso, le banche e le società multinazionali.

Miraflores è forse l’unico quartiere di Lima con le piste ciclabili, pulito e spazzato da squadre di netturbini e dove dal 2015 il traffico è vietato alle migliaia di combi1 che sfrecciano pericolosamente attraversando tutta Lima.

A Miraflores è possibile fare la spesa in supermercati come Wong o Vivanda dove è possibile incontrare quasi tutto, e quando dico tutto intendo anche prodotti italiani, belgi o giapponesi.
Ovviamente i prezzi nei bar, supermercati, ristoranti e negozi di Miraflores sono i più alti di tutto il Perù.

Al centro di Miraflores c’è il Parque Kennedy, un parco a forma di triangolo dove vive una colonia di gatti coccolati dai numerosi turisti.
Seguendo per la calle Larco si arriva al Malecòn
dove è possibile osservare l’Oceano dall’alto.

Poco più in là, sulla destra guardando l’Oceano, c’è un bellissimo parchetto chiamato Parque del Amor dove si susseguono numerose poesie d’amore e le panchine ricordano vagamente i mosaici del Parc Güell a Barcellona.

Barranco è il quartiere più piccolo di Lima e quello che più d’ogni altro è riuscito a conservare l’originale architettura ottocentesca.

Tutt’oggi Barranco resiste al boom edilizio, mantenendo pressoché intatte le casette coloniali e l’aria bohémien che si respira camminando per la sua Plaza de Armas e per le stradine circostanti. Negli ultimi anni è diventato il centro culturale più vivace e giovane della capitale. A Barranco vivono molti artisti e numerosi stranieri, dando al quartiere un’aria europea.

Barranco in castellano significa burrone. Il quartiere venne chiamato così per via delle scogliere verdi che danno a picco sull’Oceano.

Passeggiando sul Malecón incontrerete un ponte in legno chiamato “Ponte dei Sospiri” che nulla ha che vedere con il più famoso ponte veneziano. Nelle vicinanze del ponte troverete molti bar e ristoranti carini dove andare a cena.

Su un lato della piazzetta resiste El Juanito, un antico bar dove è possibile gustare liquori e sanguches (sandwich) secondo le tradizioni peruviane. Per i vegetariani consiglio il Cafe Expreso Virgen de Guadalupe, un ristorante all’interno di un vecchio vagone del trenino che collegava Barranco a Miraflores, ora adagiato a pochi passi dalla piazza, dove potrete assaggiare a prezzi modici tutti i piatti della tradizione peruviana come la causa o la palta rellena, rivisitati in versione veg.

Ai viaggiatori che arrivano a Lima non mi sento di raccomandare la visita delle enormi periferie urbane, a meno che non siate accompagnati da persone che ci vivono o lavorino.

Negli ultimi trent’anni, per via del terrorismo maoista e la guerra civile che scoppiò nelle Ande, milioni di persone sono emigrate a Lima occupando le colline di pietre e sabbia chiamate cerros.

Qui vivono in condizioni di indigenza, senza servizi, fognature o acqua potabile, milioni di persone. Per capire e vedere questa realtà, in un contesto sicuro, è possibile fare un giro sul treno elettrico che collega il centro con la periferia sud e permette di vedere dall’alto la città.

PERIODO MIGLIORE PER VIAGGIARE 

Lima ha un clima tutto suo per cui da Marzo a Dicembre difficilmente esce il Sole.
Mentre a Gennaio e Febbraio è estate, luglio ed agosto sono i mesi più freddi ed umidi nella capitale.

I COMBI

I combi sono i mezzi di trasporto più comuni a Lima. Si dividono in minivan dove non è possibile stare in piedi diritti e i couster, appena più grandi possiamo definirli minibus. Sono tutti mezzi di differenti compagnie di trasporto private che si contendono gli spostamenti di milioni di limeños.

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Paracas ed Ica

A qualche ora di bus da Lima, in direzione sud, si trova Paracas, un tranquillo e grazioso paesino di pescatori. Da qualche anno Paracas è diventato il punto di partenza per le visite alla riserva nazionale, raggiungibile in bicicletta o in quod.

La riserva altro non è che un enorme deserto di pietre e sabbia, con altissime scogliere che si affacciano sull’Oceano Pacifico che di pacifico ha solo il nome.

Le lunghissime spiagge di un colore ocra intenso sono l’habitat di numerose specie di animali marini. L’escursione alle Isole Ballestas, in motoscafo veloce, offre la possibilità di vedere da vicino le colonie di pinguini, leoni marini e cormorani che abitano le isole. Nella strada per Ica è possibile osservare il candelabro, un enorme geoglifo di 50 metri opera della cultura paracas, in relazione con la più nota cultura nazca.

Le linee di Nazca si possono osservare a bordo di un piccolo aereo che in 15 minuti compirà numerosi saliscendi al costo di circa 100$.

Ad un’ora da Paracas si erge la città di Ica, capitale vinicola del Perù fin dall’epoca coloniale. Ica è rimasta isolata da Lima e dalla costa per molti secoli a causa delle alte dune di sabbia che la circondano.

L’Oasi della Huacachina è uno dei luoghi più visitati della città.
Qui è possibile fare sand-boarding e scendere le dune sfrecciando a bordo dei dune buggy. Dall’alto delle dune è possibile osservare il panorama che ricorda il Sahara e godere di tramonti e stellate spettacolari.

PERIODO MIGLIORE PER VIAGGIARE A PARACAS 

A Paracas ed Ica splende il Sole tutto l’anno. Dicembre/Febbraio i mesi più caldi

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Arequipa ed il Colca Canyon

La strada che separa Ica da Arequipa è desertica, spesso a picco sull’Oceano e lunga, tanto che ci vogliono 12 ore di bus per percorrerla.

In Perù è possibile coprire queste distanze di notte su confortevoli bus con sedili-letto che in Europa ci sogniamo.

Arequipa, chiamata anche la Ciudad Blanca per via delle sue costruzioni bianche costruite con il candido sillar (una pomice vulcanica indistruttibile), è la seconda città del Perù per popolazione e dimensioni.

È situata a 2.363m sul livello del mare e conta un clima secco tutto l’anno, a parte i mesi di gennaio e febbraio in cui la città beneficia gli effetti della stagione delle piogge andina.

[su_pullquote align=”right”]PERIODO MIGLIORE

La stagione delle piogge va da dicembre a marzo mentre da maggio a settembre di notte le temperature scendono sotto lo zero. [/su_pullquote]

Particolarità del suo skyline è l’enorme vulcano Misti che sovrasta la città con i suoi 5.821m.

Le origini del suo nome non sono chiare: gli Aymara, le popolazioni dell’altipiano che abitavano il Titicaca, la chiamarono Ari quepa, ovvero dietro il monte, mentre altra leggenda racconta che l’imperatore Inca disse, in risposta alle richieste del suo seguito di permanere in questa bellissima valle bagnata dal fiume Chili, Ari qhipay”, in quechua “fermatevi qui”.

Attrazioni della città sono il mercato, il Convento di Santa Catalina ed il Museo della mummia Juanita.

A qualche ora di bus dalla città vi è un incredibile spettacolo della natura: il Colca Canyon.

Profondo il doppio del Gran Canyon negli Stati Uniti, con i suoi 4.100m di dislivello, il Colca è uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

Per arrivarci passerete valichi alti anche 5.000m e caratteristici paesini andini come Maca, Yanque, Chivay e Coporaque dove le donne indossano ancora i tradizionali vestiti tipici.

Ricordate che sarete a circa 4.000 metri, ed ad alcune persone potrebbe dare mal di testa e nausea (il cosiddetto soroche) ma nulla che un buon mate di coca possa porre rimedio.

Cruz del Condor è un mirador, un punto panoramico da dove vedere ogni mattina presto il volo dei condor che planano nel canyon in cerca di cibo.

Il condor è una specie in via di estinzione; poter ammirare questo enorme e sacro animale in tutta la sua grandezza è uno spettacolo senza prezzo. Nei dintorni del Colca hanno individuato la sorgente da dove nasce l’Ucayali che poi si tramuta nel Rio delle Amazzoni. 

Convento di Santa Cataliana Arequipa
colca canyon

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MATE DE COCA
Bevanda calda diffusa in tutto il Perù, usata da millenni nelle Ande per le sue proprietà benefiche. La coca è una pianta sacra per gli Incas e viene tuttora utilizzata in infusioni e preparati. Non ha nessun effetto di alterazione fisica o psichica e viene utilizzata come digestivo e per l’attenuazione di nausea e mal di testa dovuti all’altezza. La masticazione ed ingestione di moltissime foglie, durante tutta la giornata, può portare a non sentire la fame, la fatica e la mancanza di ossigeno. 

ROCOTO RELLENO

Il rocoto è uno dei peperoncini più piccanti al Mondo. Grande come un pomodoro viene farcito e cucinato al forno. È un piatto tipico della regione di Arequipa.

Il Lago Titicaca e le sue isole

Posto a 3.812m sul livello del mare, lungo 193km, largo 64 e profondo quasi 300m, il Lago Titicaca copre una superficie pari a 22 volte il Lago di Garda ed è il lago navigabile più alto del Mondo.

[su_pullquote]PERIODO MIGLIORE

Nelle Ande la stagione delle piogge va da dicembre a marzo. Il resto dell’anno è considerato secco, quindi migliore per viaggiare, anche se freddo [/su_pullquote]

Il Titicaca può considerarsi l’antico cuore delle culture andine. Dalle sue acque infatti, narrano le antiche leggende, nacque Viracocha, il dio creatore del Mondo. La cultura aymara si diffuse e prosperò fino all’espansione degli Incas che conquistarono le rive del lago verso il 1200 dC.

Il Lago conta una quarantina di isole di cui le più famose sono Amantaní e Taquile, nel lato peruviano, e Titicaca e Coati, conosciute maggiormente come Isla del Sol e della Luna, nella parte boliviana. In tutte le isole è possibile osservare i resti di antiche civiltà, dove spesso è presente un tempio circolare dedicato alla Pachamama, la Madre Terra.

Nella maggior parte di queste isole l’attività principale è la pesca e la coltivazione di quinoa e patate.

Negli ultimi anni sta prendendo piede il turismo comunitario dove i viaggiatori vengono ospitati dalle famiglie locali. Sono delle bellissime esperienze di condivisione.

Da Puno, la città peruviana che si affaccia sul Lago, è possibile visitare le Isole galleggianti degli Urus, un’antica popolazione che non ha nessuna relazione genetica e culturale con gli Incas e gli Aymara.

Ancora oggi resta un mistero la loro provenienza. Gli Urus vivono in isole galleggianti costruite con i giunchi raccolti nel lago. Il giunco, chiamato Totora, è fondamentale nella vita degli Urus per l’alimentazione e la costruzione di case e barche con cui si spostano. 

 Cusco, la Valle Sacra e Machu Picchu

Cusco a detta di molti rappresenta l’ombelico del Mondo.
La città è ubicata in una verde vallata ad un’altezza di 3.400 metri sul livello del mare ed è raggiungibile in aereo da Lima, oppure in bus da Arequipa e Puno. Cuzco è il primo polo turistico del Perù in quanto scalare il Machu Picchu è il sogno nel cassetto di moltissimi viaggiatori.

[su_pullquote]PERIODO MIGLIORE

Nelle Ande la stagione delle piogge va da dicembre a marzo. Il resto dell’anno è considerato secco, quindi migliore per viaggiare, anche se freddo [/su_pullquote]

Cusco è stata per alcuni secoli la capitale dell’antico impero Inca, grande quanto quello fondato dai romani.

Pizarro entrò a Cuzco nel 1533 e trovò la capitale ancora fumante per gli incendi e le distruzioni operati dai soldati di Atahualpa nel corso della guerra fratricida che divise il Perù giusto qualche mese prima dell’arrivo dei conquistadores.

Dalle case erano scomparsi i tetti di legno e paglia; erano rimasti intatti invece i formidabili ed indistruttibili basamenti di enormi pietre connesse.

Su di questi gli spagnoli innalzarono chiese e palazzi, inglobando interi blocchi di costruzioni ed innalzando muri di adobe (fango e paglia), coperti da candido intonaco.

Nella severa geometria incaica inserirono balconi, portali scolpiti, bassorilievi ed inferriate. Questa ventata mediterranea ha creato in città effetti fantasiosi e poetici tuttora presenti.

In città è possibile visitare la Plaza de Armas e la sua Cattedrale, il Templo del Sol ed il Mercado di San Pedro.

Appena fuori la città si trovano i complessi Inca di Qenqo, Tambomachay, Puca Pucara e l’impressionante fortezza di Sacsayhuaman, costruita strategicamente su una collina che domina Cusco (ancora non è noto come gli incas abbiano costruito questa fortezza, spostando massi di 20, 80, fino a 200 tonnellate perfettamente levigati per incastrarsi).

Cusco

Valle Sacra degli Incas

La Valle Sacra degli Incas, chiamata anche Valle Sagrado, ospita Maras, Moray e Chinchero.

Le famose saline di Maras sono vasche naturali scavate sul versante della montagna, usate fin dall’antichità per estrarre il prezioso sale.

Moray, che a prima vista può sembrare un enorme anfiteatro, è invece un antico laboratorio agricolo dove gli Incas coltivavano mais e patate nei terrazzamenti concentrici.

Chincero è un piccolo e pittoresco paesino in fondo alla valle, famoso per il suo mercatino di artigianato e per l’antica leggenda che narra la nascita dell’arcobaleno nelle montagne circostanti.

La visita della Valle Sacra si conclude ad Ollantaytambo dov’è possibile visitare l’antica fortezza ed i templi del Sole e della Luna. Da questa cittadina si prende il magico Inca Trail, l’unico treno funzionante in Perù che, attraversando tutta la valle con il fiume Urubamba al lato, vi porterà ad Aguas Calientes, l’ultimo caratteristico paesino ai piedi del Machu Picchu.

Il treno costa sui 100$ e dura circa due ore. L’alternativa economica consiste nel prendere da Cusco la mattina presto un collettivo che vi porterà ad Hidroelectrica dopo 7 ore di tornanti e burroni. Da qui dovrete camminare circa 3 ore lungo le rotaie del treno per raggiungere Aguas Calientes.

Moras Moray

Machu picchu

Machu Picchu è il gioiello dell’architettura Inca. Per costruire questa città sulla cresta della montagna gli ingegneri inca hanno dovuto superare moltissimi limiti e problemi dovuti alle forti piogge torrenziali ed alla mancanza di spazio dove costruire.

Per salire a Machu Picchu ci sono due alternative.
La prima è quella di salire su un autobus che in mezz’oretta vi porterà davanti l’entrata del parco.
La seconda prevede di percorrere a piedi l’antico sentiero inca che dal fiume permette di scalare la montagna e raggiungere Machu Picchu in poco più di un’ora.
In entrambi i casi prima vi muoverete e meglio eviterete le file dei turisti che a partire dalle 11 affollano Machu Picchu. La cosa migliore resta svegliarsi ancora col buio e godersi l’alba in cima.

Machu Picchu a detta di molti è un luogo magico dove si incontrano varie potenti energie. Personalmente mi ha colpito il fatto che entrambi i miei cellulari abbiano smesso di funzionare, il più piccolo per sempre, mentre il mio smartphone più moderno ha ripreso vita solo dopo 3 giorni.

Leggi – Guida pratica per visitare Machu Picchu

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La foresta amazzonica – Iquitos

Iquitos è la capitale di Loreto, la regione più grande dell’Amazzonia peruviana.
È stata fondata nel 1757 dai primi missionari spagnoli che raggiungevano queste remote aree nel nord-est del paese.

Ad oggi la città non conta collegamenti terrestri stradali, rimanendo isolata dal resto del Mondo; è possibile raggiungerla solo via aerea da Lima o via barca lungo due grossi fiumi, l’Ucayali ed il Marañon, che si uniscono pochi km prima della città per formare il Rio delle Amazzoni.

[su_pullquote align=”right”]PERIODO MIGLIORE

Stagione secca (estate) va da luglio a dicembre, la stagione delle piogge (inverno) va da gennaio e giugno. periodo ideale è quella secca

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L’isolamento a cui è stata sottoposta questa città durante i secoli ha permesso la preservazione delle identità culturali dei pueblos indigenas, gli originari abitanti di queste terre. Molte infatti sono le comunità che tutt’ora abitano lungo i pacifici fiumi amazzonici, anche a diversi giorni di navigazione da Iquitos.

Lo Stato peruviano ha sempre considerato queste comunità native come indigenti, in quanto non hanno mai avuto bisogno di soldi o titoli per vivere in modo dignitoso ed in pieno contatto con la natura.

Iquitos ha vissuto un boom ad inizio ‘900 dove, durante la febbre del caucciù, impresari portoghesi ed inglesi hanno accumulato una fortuna schiavizzando le popolazioni indigene nella raccolta del caucciú usato nell’allora recente produzione di pneumatici. Di quell’epoca sono tutti gli edifici coloniali che adornano il centro di Iquitos, con le facciate ricoperte da mosaici portoghesi.

La città è incredibile. A causa dell’isolamento la quasi totalità delle cose arriva in aereo o via barca. Anche per questa ragione in città quasi non si vedono macchine ma migliaia di moto e moto-taxi. 

A 10 minuti di moto-taxi dal centro troviamo il quartiere più pittoresco e magico di Iquitos: il Barrio de Belén.

Il quartiere nasce sulle rive del Rio Itaya ed è diviso in due parti: quella alta che ospita il suo enorme mercato, cuore pulsante e commerciale della città; quella bassa, chiamata Pueblo Libre de Belén, è la zona più densamente popolata e marginale della città.

Il Rio Itaya soffre le piene del Rio delle Amazzoni. Nei mesi che vanno da marzo a giugno la parte bassa di questo quartiere si inonda con diversi metri di acqua fangosa, trasformando la vita degli abitanti di Bélen.

I piani terra delle case si svuotano e si vive nei primi piani. In tutto il quartiere si costruiscono kilometri di passerelle di legno, alte qualche metro, per poter camminare senza bagnarsi i piedi nelle sporche acque marroni (il quartiere non ha fogne e durante i mesi di piena non viene raccolta la spazzatura).

Il Mercato di Belèn

Qui migliaia di persone vendono e comprano i numerosi prodotti della regione amazzonica. Aperto dalle 5am alla 1pm, il mercato è un enorme labirinto dai mille vicoli pieni di banchi e negozi informali brulicanti di gente.

Arance, banane, yucca, spezie, pesci e carni di ogni tipo. Negli ultimi cento anni il mercato di Belén è cambiato poco e rimane per antonomasia il luogo della spesa ad Iquitos. Sui suoi banchi, aperti ogni giorno dal lunedì alla domenica, si possono comprare pesci appena pescati nei fiumi ed ancora vivi, carni affumicate cacciate dagli indios nella foresta, frutta e verdura della regione amazzonica, ma anche articoli per la casa, accessori per cellulari ed abbigliamento. I venditori urlano, i clienti contrattano, tutti cercano l’affare.

L’Amazzonia, non solo per definizione, è il polmone verde del mondo, contribuendo in modo essenziale alle possibilità di sopravvivenza sul nostro pianeta. La foresta che circonda Iquitos è ricchissima di biodiversità.

La Riserva Nazionale Allpahuayo Mishana è una incredibile riserva che inizia a solo 20km dalla città di Iquitos. Nei dintorni di Iquitos è possibile visitare numerose comunità che ancora vivono ancora in contatto con la natura, dove il consumismo sembra non sia arrivato a trasformare millenni di abitudini e tradizioni.

Nei millenni la cura delle malattia veniva (e viene tuttora) affidata ai curanderos che, attraverso un’incredibile conoscenza della natura circostante, riescono a curare tramite le 800 piante sacre (plantas maestras) presenti in Amazzonia. Una tradizione ancestrale è quella sciamanica che sempre più attira turisti e viaggiatori desiderosi di esperienze che vanno al di là dei sensi e delle normali percezioni.

LEGGI – VIAGGIO A IQUITO NEL CUORE DELLA AMAZZONIA PERUVIANA

LA FORESTA AMAZZONICA – PUERTO MALDONADO

Puerto Maldonado è la capitale della regione Madre de Dios, nel sud-est del Perù.

Da alcuni anni, grazie alla Carretera Interoceànica che collega Cusco con la frontiera brasiliana, è possibile raggiungere Puerto Maldonado in bus via terra (40h circa da Lima, 8 da Cusco) o più comodamente in aereo (1.5h da Lima, 45min da Cusco).

Questa regione ospita i parchi e le riserve più vergini ed impenetrabili del pianeta, i cui meandri sono abitati da comunità non contattate dalla civiltà che vivono nella foresta allo stesso modo da migliaia di anni.

La regione detiene il record mondiale per il numero di specie anfibie e rettili.
Madre de Dios possiede un’incredibile biodiversità dovuta ai differenti “pisos ecologicos” che si alternano dai 3.000m delle Ande di Cuzco alla estesa Selva bassa. Questa parte di Amazzonia è l’habitat di un enorme quantità di volatili colorati, di enormi felini come il giaguaro, il tigrillo ed il puma, nonché rettili e serpenti come il boa constrictor ed altri più mortali. Numerose sono anche le specie di scimmie e di pesci che popolano i fiumi. 900 sono le specie di farfalle presenti nella regione.   

Madre de Dios offre la possibilità di visitare due incredibili aeree protette: il Parque del Manu e la Riserva de Tambopata. Sempre più varie sono le attività turistiche, come la navigazione in canoa di notte o il canopy (discesa su fune “volando” fra le cime degli alberi).

Ancash – La Cordillera Blanca

La regione di Ancash è il paradiso per gli amanti del trekking.
Contigua a quella di Lima, in direzione nord, è chiamata anche la Svizzera peruviana, non certo per i soldi contenuti nei caveau delle banche ma per i panorami che ricordano i paesaggi alpini.
La sua capitale è Huaraz, da dove partono tutti i tour per scoprire le bellezze di questa regione.

[su_pullquote align=”right”]PERIODO MIGLIORE

Stagione secca (estate) va da aprile a dicembre, la stagione delle piogge (inverno) va da dicembre a marzo. Il periodo ideale corrisponde alla stagione secca.

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Anchas gode di 20 cime che superano i 6.000m di altezza, divise fra la cordigliera Huayhuash e la cordigliera Blanca.

Questa regione ospita il 70% dei ghiacciai tropicali del Mondo.
Purtroppo a causa dell’effetto serra questi splendidi giganti di ghiaccio stanno scomparendo.
Negli ultimi 30 anni si sono ridotti del 40% ed il ritmo sta crescendo per cui il manto bianco delle cime potrebbe scomparire nei prossimi anni.

La montagna più alta del Perù è il Huascarán che con i suoi 6.768metri è la cima più alta di tutte le zone tropicali del Mondo. Dalla città di Huaraz (3.052m) è possibile osservare l’impressionante massiccio in tutta la sua imponenza.

  Ci sono trekking di tutti i tipi, di un giorno per i principianti come me, oppure di intere settimane per i veri esperti alpinisti (o andisti?).

Personalmente ho visitato il ghiacciaio Pastoruri, bellissimo quanto semplice da raggiungere, e la meravigliosa Laguna 69.
Raggiungere quest’ultima è stata la camminata più dura della mia vita, 13km di salite e discese in 7 ore di trekking.
   

La costa nord

Oltre 1.300km di asfalto portano da Lima alla dogana con l’Ecuador; 1.300km abbastanza monotoni, dove il silenzio del deserto è interrotto a tratti dal fragore delle onde del Pacifico.

Da quando hanno conferito il record mondiale di onda più lunga a Chicama, questa piccola cittadina di pescatori lungo la panamericana norte si è trasformata vedendo crescere l’interesse di surfisti venuti da tutto il Mondo per surfare i quasi 4km di onda continua.

Un caratteristico paesino da visitare è Huanchaco, famoso per i cavallini di totora, rudimentali imbarcazioni monoposto risalenti all’epoca Chimù, con cui i pescatori sfidavano le potenti onde dell’Oceano fino non molto tempo fa.

La più rinomata località balneare, assalita da turisti stranieri nei mesi estivi, è Mancora, nell’estremo litorale peruviano, a pochi km dal confine con l’Ecuador. 

La città più grande della costa nord è Trujillo, famosa per il ballo della marinera e per essere stata sede di importanti trattati giuridici.

Allo stesso tempo patisce una cattiva fama che la descrive come una città pericolosa, avendo dato i natali a numerosi sicari.

La costa nord del Perú è stata abitata fin da tempi remoti: dal I° secolo a.C. si espanse in questi luoghi la cultura Moche che venne soppiantata, a partire dal XII° secolo, dalla cultura Chimú, prima della conquista Inca e della successiva occupazione spagnola. I Chimú avevano trasformato il deserto in una valle verde e costruito “Chan Chan” la città di adobe (fango e paglia) più grande delle Americhe. Nel 1300 d.C., nel momento di massimo splendore, la città aveva una popolazione di circa 100.000 abitanti ed una superficie di 20km2. Dopo la conquista spagnola nel 1500, la città venne pesantemente danneggiata per la credenza che nelle sue alte e spesse mura ci fossero nascosti tesori in oro e argento.

Nei bassorilievi della città si evidenzia l’importanza del mare, delle onde e del pesce.
Nei vasi di ceramica venute alla luce nelle huacas (santuari) sono disegnati frutti, animali, soggetti mitologici, scene delle vita quotidiana, guerre, persone orrendamente mutilate e perversioni sessuali.

Al Sole ed alla Luna sono dedicate due enormi piramide, sepolte per secoli dalla sabbia stanno solo in questi anni rivedendo la luce. La Huaca del Sol, alta 48 metri e larga 135, utilizzata dai Chimú come centro militare, risulta pesantemente danneggiata, mentre la Huaca della Luna era il centro religioso della cultura Chimú ed è possibile visitarla in tutta la sua grandezza.

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Cajarmarca e Chachapollas 

Cajamarca (2750mslm) fu fondata dagli Incas e fungeva da collegamento fra la capitale del sud, Cusco, e quella del nord, Quito. Oggi è la principale città del nord del Perù.

Cajamarca è famosa per il suo carnevale e per la produzione di formaggio. È passata alla storia come la città dove fu catturato, nel 1532, l’imperatore Inca Atahualpa dagli spagnoli che gli tesero un tranello. L’imperatore fu rinchiuso durante 8 mesi in una stanza, tuttora visitabile, dove si racconta che Atahualpa, dopo aver disegnato sul muro una linea rossa con il braccio teso verso l’alto, avesse giurato, a cambio della sua liberazione, di riempire la stanza di oro, tanto caro agli spagnoli.

Da tutto l’impero iniziarono ad arrivare indios carichi di gioielli e maschere d’oro ma proprio quando la stanza era quasi piena i conquistadores di Pizarro giudicarono l’imperatore meritevole di condanna a morte. Questo vicenda costituisce la fine dell’impero Inca e l’inizio del dominio spagnolo in Perù.

Le terre di Cajamarca sono sempre state sfruttate per estrarre l’oro costudito nelle sue montagne. Dalla miniera Yanacocha, la più grande di tutto il Latinoamerica, si estrae più della metà della produzione di oro peruviana. Purtroppo l’estrazione di oro è intrinsecamente connessa con l’inquinamento delle falde dovuto ai metalli pesanti come il mercurio, utilizzati per separare l’oro dalle pietre.

Nei dintorni di Cajamarca è possibile visitare luoghi davvero spettacolari come il Bosque de Piedras. Rimanendo tagliata fuori dalle principali rotte turistiche che prediligono il sud del Perù, Cajamarca è rimasta fedele alla sua anima andina.

Discendendo le Ande in direzione est si arriva alla città di Chachapoyas, la capitale della vicina regione Amazonas.

Il termine chachapoyas proviene da un’antica lingua e significa “uomini delle nubi”, dovuto al fatto che la parte di Ande che va dai 3.000 ai 2.000 metri di altezza è coperta da uno strato perenne di umidità condensata in nubi. In questa parte di foresta, chiamata “selva alta” o “ceja de selva”, si registra già un aumento delle temperature e dell’umidità rispetto a Cajamarca. 

Nei dintorni di Chachapoyas è possibile visitare Kuelap, la Machu Picchu del nord, un enorme fortezza preincaica costruita sulla cima di un monte a 3.000m di altezza. Lunga quasi 600 metri la fortezza è circondata da mura alte in alcuni punti 19 metri. L’intera base su cui è stata costruita questa cittadella è una piattaforma artificiale enorme. Si calcola che si siano spostate più tonnellate di pietra per edificare Kuelap che per le piramidi egizie

Sempre da Chachapoyas partono i tour giornalieri alla cascata di Gocta che con i suoi 540 metri di caduta libera e 771 totali è la cascata più alta del Perù e la quinta più alta del Mondo.

Gocta è stata misurata solo nel 2006 da una spedizione di geologi tedeschi.
Prima di allora non era minimamente considerata dal turismo cosa che, negli ultimi anni, ha rivoluzionato la vita dei paesini di Coca e Cocachimba.
I boschi vergini che circondano la cascata sono l’habitat di numerose specie di piante ed animali come il galletto delle rocce e l’orso dagli occhiali.

 

Queste sono le destinazioni più belle del Perù dal mio punto di vista. Quale ti piace di più? Lascia un commento per inziare ad organizzare il tuo prossimo viaggio in Perù!! 

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Gianluca Pachamama

Gianluca ha viaggiato per Perù e Bolivia per molti mesi e lì ha deciso di rimanere per due anni lavorando come volontario in diversi progetti fra Lima e l'Amazzonia. Un pioniere amante dell'avventura e grande conoscitore del Perù. clicca qui per conoscere meglio Gianluca: www.viaggiare-low-cost.it/chi-siamo/gianluca-pachamama/

Questo articolo ha 5 commenti.

  1. Rossella

    Complimenti, sto preparando il mio itinerario per il Perù, circa 3 settimane, è stato un piacere leggere il tuo blog, informazioni utili ed interessanti.

    1. Gianluca Pachamama

      Grazie mille Rossella, siamo davvero felici quando le nostre informazioni sono utili per voi viaggiatori. Se hai bisogno di altre informazioni o se vuoi organizzare il tuo viaggio con un’agenzia locale non esitare a scriverci. Buona giornata!

  2. Enrico Vitali

    Complimenti..per il blog..sento che è un informazione da Viaggiatore..ho deciso che partirò nella prima decade di Dicembre (cerco un volo eco) per 1.-15 giorni .voglio andare a Tarapoto per entrare foresta amazzonica alla ricerca di un Curanderos Conosci?È meglio scendere verso Arrquipa e lasciare la foresta per ultimo..Grazie con la Tua descrizione del Perù ho potuto eccitare la mia fantasia

    Felice sera ovunque Tu sia Enrico

    1. Giulia Raciti

      Ciao Enrico,
      questi incontri sono molto personali, non sono da prendere sottogamba e potenzialmente pericolosi, non sai realmente nelle mani di chi stai mettendo.
      Spero tu possa comprendere che non possiamo, nè vogliamo, scrivere tantomeno consigliare questa pratica.
      Buon viaggio!
      Giulia

  3. Alfredo Benedetti

    Intanto ringrazio Gianluca per i consigli “….. 10 imperdibili destinazioni… ” dall’entusiasmo con cui sono stati descritti viene la voglia di visitarli tutti. A settembre farò un viaggio in America latina Sarò a Cuba dal 26 sett. al 6 ott. dal 6 ott. al 12 ott. sorò in Columbia. Arrivo a Lima il 12 ott. e mi fermerò fino al 22 ott. dal 22 ott. al 31 sono in Argentina. dall’Argentina andrò a Rio de Jainero e il 6 di nov. torno in Italia. Cuba e Rio già li conosco. tutto il resto è la prima volta che ci vado. Tornando al Perù ho solo 10 giorni a disposizione, naturalmente desidero vedere Lima, Cusco, lago Titicaca e ovviamente Machu Picchu. se potete aggiungere qualche consiglio, grazie. Considerando che viaggio solo e ho 72 anni, “mastico” un po spagnolo.

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