Cosa fare a Lanzarote – Perfetta via di mezzo tra opera dell’uomo ed opera della natura

Cosa fare a Lanzarote – Perfetta via di mezzo tra opera dell’uomo ed opera della natura

Post aggiornato a Marzo 2020

Cosa fare a Lanzarote – Una idea di viaggio ed itinerario

Se avessi visto qualche fregata magnifica volare sopra la mia testa, dei leoni marini rotolarsi sulla sabbia e delle Sule dalle zampe azzurre avrei pensato di essere alle Isole Galapagos.

Invece dopo solo 4 ore di volo aereo da Londra atterro a Lanzarote, isole Canarie, ad appena 500 km dalle coste del Marocco e 1000 dalla Spagna.

Un lungo weekend più o meno improvvisato, un biglietto aererò comprato nel giro di 2 ore e qualche giorno alla scoperta della particolare ed unica isola vulcanica in cui la mano dell’uomo pare fondersi perfettamente con la natura così da aver dato vita a un luogo unico nel suo genere.

La prima impressione è stata di trovarmi su un’isola prevalentemente abitata da anziani pensionati inglesi (e qualche tedesco) e fatta di resorts e appartamenti a costi piuttosto contenuti.

Bars, ristoranti, negozi di souvenir, anziani in fila al supermercato comprando super alcolici di ogni tipo. Insomma i principali centri possono, in verità lo sono, sembrare estremamente turistici e creati per questa popolazione di anziani alla ricerca del posto al sole, ma basta poco per scoprire la natura brulla e nera, fatta di vulcani e terra arida in cui, nonostante le condizioni poco favorevoli, si è riusciti a produrre vino di alta qualità ed in cui le case bianche risaltano sul nero della terra.

Fuoco, aria, terra e acqua, i quattro elementi naturali convergono splendidamente e si fondono nell’isola natia di Cesar Manrique, il poliedrico artista che convinse i compaesani ad investire nel turismo, senza però cadere negli stessi errori commessi in altre zone del Paese o dell’intero pianeta, impedendo, grazie alla sua estrosa e particolare arte, di deturpare il paesaggio con costruzioni non in tono con la natura vulcanica dell’isola ma anzi riuscendo a trovare la giusta via di mezzo tra opera dell’uomo e opera della natura.

Si tratta di vivere con lo sguardo verso il futuro, contribuendo a costruire una alternativa pulita, intelligente, di qualità di vita. Non dobbiamo fallire, bisogna andare avanti, rimanere vigili e mantenere viva la coscienza critica, dato che il futuro mai è realizzato, e dobbiamo conseguirlo dal presente. Si tratta di far convivere l'industria turistica con la difesa del Territorio e della propria cultura. E questa convivenza è possibile, ma, sopratutto, necessaria, obbligatoria per non vivere girando le spalle al futuro. Viviamo un periodo di tempo  tanto corto su questo pianeta che ogni nostro passo deve essere nella direzione di costruire più e sempre più lo spazio sognato dell'utopia. Costruiamolo insieme: è l'unica maniera di renderlo possibile.

C. Manrique

Non sai che isola delle Canarie scegliere?  Leggi la Guida a Tenerife!

Lanzarote
mangiare tipico Lanzarote

Cosa fare a Lanzaroote - Tabella dei Contenuti

Itinerario di viaggio – Quattro giorni a Lanzarote

Se i giorni a disposizione sono pochi, solo un lungo weekend come il mio, la permanenza sull’isola sarà abbastanza intensa ma anche rilassante visti i grandi spazi e le splendide spiagge.

Quello che segue è un itinerario seguito durante la nostra permanenza nel 2013, che ci ha regalato momenti di escursione come momenti di relax, motivo per cui siamo approdati a Lanzarote, oltre che per andare a trovare un caro amico stabilitosi sull’isola qualche mese prima del nostro arrivo.

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Giorno 1 – Saline de Janubio, Yaiza e Los Hervideros

A seconda dell’orario in cui si arriva dato che il tempo stringe conviene mettersi subito in modo per andare alla scoperta dell’isola, un pranzo vista mare a Yaiza e una tappa a Los Hervideros può essere un buon inizio.

La lava collassata in mare crea cave nel mare azzurro, una passeggiata gratuita tra gli scogli e il mare che si insinua tra questi.
La stupefacente località è caratterizzata da scogliere a picco sull’oceano Atlantico che, percosse dalle impetuose onde, quando c’è vento (cosa abbastanza comune sullisola),  generano una sorta di nebbia e di vapore che fa quasi ribollire l’acqua, non a caso il vervo “hervir” in spagnolo significa bollire.

Sulla strada per Los Hervideros, nei pressi di Yaiza, si incontrano anche le saline de Janubio un complesso di saline che si estende per centinaia di metri tra un promontorio panoramico e la spiaggia.
Le saline si trovano in una laguna di origine vulcanica in cui si è creato un lago di acqua salata all’interno della costa dando vita a una delle principali attrazioni turistiche dell’isola.

Non lontano da Playa el Golfo infine è possibile vedere il Lago Verde che a dire il vero quando io ero li non era visibile né verde, oltre al fatto che i giornali locali proprio in quei giorni scrivevano che le dimensioni si siano ridotte di molto. Ma basta una breve camminata per una collina per potere vederlo o per lo meno avere la fortuna di vederlo in condizioni, forse anche meteorologiche, migliori.

los horvideros

saline lanzarote

 

Giorno 2 – Parco Nazionale Timanfaya

Il Parco Nazionale Timanfaya è un esempio eccellente di integrazione uomo-natura e rappresenta una reinterpretazione del concetto di isola vulcanica ad opera del più grande rappresentate dell’isola stessa: Cesar Manrique.

Il Timanfaya è un  parco vulcanico situato nella parte meridionale dell’isola, qui Stanley Kubrik ispirato dai paesaggi lunari ha voluto giare qualche scena di 2001 Odissea nello Spazio, un panorama peculiare ed unico in cui il rosso si mescola con il marrone e gli spazi sconfinati prendono vita grazie al suono del vento.

Il ristorante panoramico offre un piatto del tutto particolare che non si può definire semplicemente carne alla griglia, questa infatti viene cucinata con il calore, non artificiale, del vulcano.

No gas né energia elettrica, il cibo viene cucinato dalla natura in uno scenario unico.
Un esempio a dimostrazione della visiona del tutto particolare dell’artista Manrique secondo il quale non vi sono fenomeni naturali che non possano essere utilizzati per ricavarne qualcosa di positivo, artisticamente ma non solo.

Il tragitto dura circa 3 ore e si può fare solo in bus. Costo di ingresso: €8

timanfaya

Giorno 3 – Fondazione Cesar Manrique, cueva de los Verdes, Mirador del Rio

Sulla strada per il Mirador del Rio vale la pena fermarsi a la Cueva de Los Verdes per una passeggiata guidata all’interno dei tunnels di lava sotterranei e dove a fine camminata ci sarà una sorpresa…ma non dico quale altrimenti che sorpresa sarebbe?

Prosegue la visita verso uno dei punti panoramici più suggestivi di Lanzarote, il Mirador del Rio, un belvedere che si affaccia su un lembo di mare che separa Lanzarote da La Graciosa (che si ha tempo e in giornate di sole vale la pena visitare).
Da questo luogo silenzioso e tranquillo lo spettacolo che si ha davanti è la forza e la grandezza dell’Ocenano Pacifico da un lato e una sconfinata argentea superficie dall’altro.
Anche qui Manrique è riuscito a creare un’opera di “biodesign” che fatta con materiali compatibili con la roccia ben si integra nel contesto naturale circostante rinnovando la sua arte umana in completa simbiosi con quella di madre natura.

Degne di qualche stop e qualche foto le particolari vigne dell’isola che a differenza da quelle in tutto il resto del mondo sono spazi circoscritti da strutture in pietra (circolari ma anche quadrate) volte a proteggere le vigne dal forte vento che caratterizza l’isola e che fa di questa luogo ideale per gli amanti degli sport acquatici che richiedono vento (kitesurf e windsurf in particolare).

Sulla via del ritorno a  poca distanza da Arrecife si trova la casa/museo Fundacion Cesar Manrique. Questa casa fu abitata dall’artista una volta tornato a Lanzarote da New York e divenne museo per sua volontà.
Nel museo sono esposte opere di Picasso e Mirò ma ciò che caratterizza la Fondazione è la casa stessa in cui emerge e trionfa lo stile dell’artista. Manrique è riuscito magistralmente ad integrare quanto la natura dell’isola, piuttosto brulla ed arida, aveva da offrire con ambienti ospitali e di alto design in cui vivire.

mirador del rio

mirador del rio
vigne lanzarote

Cesar manrique

Giorno 4 – Playa Mujeres, Punta de Papagayo  e Playa Famara

Lanzarote è isola di acqua, fuoco, terra e aria.
Isola vulcanica, ventosa, dal terreno arido e lunare dalle spiagge sconfinate e bellissime.

Questa ultima giornata l‘abbiamo dedicata prevalentemente al mare e a qualche dormita sotto il sole di mezzogiorno che in inverno non brucia ma assopisce.


Dopo una passeggiata nel piccolo e delizioso villaggio di Playa Mujeres, deserto in questo periodo dell’anno, proseguiamo per Punta Papagayo nella zona sud dell’isola.

Il tratto della costa è formato da piccole cale separate tra loro da una serie di scogliere, motivo per cui questa area negli ultimi anni è diventata parte di un parco protetto.

La sabbia bianca e soffice invita a gettarsi nelle tranquille acque, la conformazione della baia protegge questa area dal vento facendo si che l’acqua sia sempre molto quieta.
Difficile da raggiungere e pertanto non molto frequentata è diventata una delle mete preferite dai nudisti, basta affacciarsi un pò di più per scorgene qualcuno.

Dal sud guidiamo fino al nord est per raggiungere il municipio di Teguise, esattamente Playa Famara, una delle spiagge più conosciute delle isole Canarie.

Tre chilometri di spiaggia con sabba fine e marrone, il vento soffia forte non a caso è qui che gli sportivi si riversano per volteggia attaccati al proprio kit e e con una tavola ai piedi.

Cala il sole, terminano i giorni a Lanzarote, sicuri di non avere visto tutto ma felici di avere trascorso qualche giorno al caldo e scoprire che per riscaldarsi dal freddo invernale di Berlino non è necessario fare il giro del mondo. Il caldo sta a solo 4 ore di aereo.

lanzarote playa mujeres

Punta papagayo

punta papagayo

Tours ed attività a Lanzarote 

Se i giorni a disposizione sono più di 3 allora consiglio di prendere parte a dei tours o semplicemente prendere le barche per raggiungere le isole vicine, raccomando fortissimamente Fuerteventura, la mia isola preferita. Per idee di tour ed attività consiglio di controllare a questo link. Tra i principali consiglio i seguenti:

Dove dormire a Lanzarote

Lanzarote offre numerose soluzioni di alloggio per tutte le tasche, a partire dagli apparta-Hotel fino a camere di prima categoria e lusso.
Segue una personale selezione di strutture sull’isola, frutto della mia ricerca pre-viaggio, che offrono ottimo rapporto qualità/prezzi.

Apartamentos Agua Marina
Questo hotel sorge nell’antico borgo peschereccio di Puerto del Carmen e si affaccia sul porto, sulla costa e su Fuerteventura. Gli appartamenti si trovano a soli 30 metri dal mare, nel cuore del borgo antico, in una zona dove potete godervi numerosi bar, ristoranti e un supermercato.

Hotel Boutique Palacio Ico
Un hotel boutique stupendo a Teguise, nel cuore di Lanzarote, isolato ma che permette di muoversi agilmente nell’isola. Le camere sono tutte bellissime ed eleganti, moderne ma nello stile locale. 

Costa Sal Villa´s & Suite´s
Il complesso si trova a 200 metri dalla spiaggia di Matagorda, presso Puerto del Carmen ed offre una sauna, un campo da paddle tennis e 2 piscine. La maggior parte degli appartamenti dispone di un balcone o di una terrazza privati e sono immersi in giardini paesaggistici.

El Charco Suites
Una struttura tipica delle Canarie a 150 metri dal Charco de San Ginés, una zona panoramica con laguna di acqua salmastra (distante dal mare). Si tratta di mini appartamenti con angolo cottura. La struttura offre anche una jacuzzi in condivisione con gli altri ospiti. 

Lanzarote

Come muoversi a Lanzarote

Lanzarote è piccola, dal nord al sud ci vorrà circa un’ora di guida, i sistemi di mezzi pubblici più o meno inesistenti. La migliore maniera per poterla visitare indipendentemente è affittare una macchina.
Noi abbiamo pagato €97 per 5 giorni.
NOLEGGIO AUTO: Le compagnia di noleggio macchine sono numerose e i prezzi abbordabili soprattutto se si è più di 2 persone, per farsi una idea sui prezzi e prenotare anche macchine last minute suggerisco Rentalcars.com che offre tariffe ottime grazie alle collaborazioni con i più grandi operatori del mondo.

L’idea della moto e del motorino nonostante ci allettasse ci è stata sconsigliata visto che l’isola è molto ventosa.
Un’altra idea per un giorno è affittare una bicicletta e andare alla scoperta delle zone limitrofe a dove pernottate pedalando.

Quando andare a Lanzarote

Le temperature di giorno a Lanzarote difficilmente scendono al di sotto dei 20 gradi, in estate possono arrivare a 30.
La sera a fine ottobre le temperature calano anche fino a 15 quindi d’obbligo una felpa, che ripara anche contro il vento, ,ma in linea di massima il clima è sempre temperato.

L’ideale, a quanto detto da chi ci vive, sono i mesi di settembre ed ottobre, l’acqua è ancora piuttosto calda e il clima decisamente mite.

Di fatto sembra essere una destinazione ottima 12 mesi l’anno, da tenere in considerazione il forte vento. Dicembre e Gennaio sono gli unici mesi più piovosi mentre da Aprile ad Ottobre non piove praticamente mai.

Come arrivare a Lanzarote dall’Italia

Qui arriva la nota dolente soprattutto se si vuole volare in bassa stagione.
I voli ad ottimi prezzi partono tutto l’anno da Londra e Madrid, dall’italia invece se non si è in periodo di alta stagione il volo potrebbe essere molto lungo, presuppone uno scalo, e un pò caro.

In linea di massima un volo da Roma, Bologna, Milano in alta stagione, quindi in estate, partono da €250 in su andata e ritorno, a volte è necessario fare uno scalo in Spagna o su qualche altra isole delle Canarie e poi volare su Arrecife, ma se prenotati con anticipo e monitorati si possono trovare voli economici sulle Isole dalle principali città italiane (cerca su skyscanner dove puoi trovare voli a partire da €78 a/r.

Le compagnie che volano dall’Italia sono: Iberia, Alitalia, Air France, Meridiana, Air Berlin, Ryanair ed Air Europa.
Per chi vola da Londra la Monarch.co.uk offre dei biglietti aerei a partire da €40.

Nota

Per le foto ringrazio Valerio nonché  compagno d’avventura per i 4 giorni sull’isola che con le macchine fotografiche se la cava meglio della sottoscritta.

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha un commento

  1. Jessica

    Ti ringrazio per questo articolo! Mi hai segnalato molti punti interessanti, spiegando dove si trovano e come ci si arriva. Ho anche apprezzato molto il tuo punto di vista 😉

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