Come scegliere la destinazione di viaggio

Come scegliere la destinazione di viaggio

Si ha voglia di partire ma non si sa dove andare. A volte è difficile scegliere la destinazione di viaggio soprattutto se davanti a noi una mappa del mondo ci mostra le innumerevoli possibilità ma che come tutto ciò che offre tanto a volte ci confonde.
Se le nostre esperienze di viaggio si limitano ad alcuni Paesi o Continenti, e si disconoscono le altre opzioni l’unica cosa che sembra avere un senso è chiedere ad amici e conoscenti su esperienze di viaggio precedenti e farsi consigliare.
Il classico passaparola è sicuramente un ottimo punto di partenza. Ma cosa davvero potrebbe logicamente portarci a scegliere una destinazione piuttosto che un’altra? Cosa ci fa scegliere la Thailandia piuttosto che il Messico? Cosa ci fa optare per i Fiordi Norvegesi piuttosto che la Nuova Zelanda? Cosa per un safari in Africa piuttosto che la Patagonia?

Capita molto spesso che venga interpellata a questo proposito, alcune persone vorrebbero viaggiare ma non sanno dove e non hanno le idee chiare.
La verità è che non esiste una risposta giusta per tutti, non tutte le destinazioni sono quelle adatte o universalmente ideali per tutti. Esistono destinazioni che fanno a caso tuo o a caso mio. Ho deciso di quindi di raccontare come io scelgo le destinazioni ed il processo che mi porta ad eleggerne una piuttosto che un’altra.

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Scegliere la destinazione di viaggio- Un processo logico per definire il dove

Cosa voglio dal mio viaggio

Io ho una propensione per le località di mare e rare, forse mai in verità, volte penso a un viaggio in destinazioni fredde o sulla neve. Sapere se si vuole andare al mare o in una destinazione calda, non necessariamente di mare,  piuttosto che al freddo e sulla neve è un buon punto di partenza per scartare eventuali destinazioni.

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DOMANDA: Cosa mi aspetto da questa esperienza di viaggio? A cosa non voglio rinunciare?  [/su_quote]

Periodo di viaggio e stagione nel Paese che si vuole visitare

Se le nostre vacanze si possono svolgere a settembre e il nostro sogno è quello di andare in India bisognerebbe informarsi sulle condizioni climatiche del Paese. Settembre è infatti periodo di monsoni che significa caldissimo e piogge torrenziali. Decisamente non il miglior periodo per trovarsi nelle strade di Nuova Dheli o Varanasi.

Ovviamente questi periodi corrispondono alla bassa stagione che tradotto in soldoni significa: pagare tutto di meno. Ma sebbene in alcune destinazioni valga la pena tentare per altre dove si sa già che il tempo non sarà favorevole forse varrebbe la pena trovare una valida alternativa. Il rischio è di trovarsi come me in Vietnam con uno zaino di viaggio con cose estive e non andare a Sapa dove le temperature da 40 gradi calavano drasticamente a 0 e non avere l’abbigliamento giusto così da cancellare la deviazione.

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DOMANDA: Come è il clima? Sono pronto/a ad affrontare eventuali piogge o caldo che supera i 40 gradi? [/su_quote]

Budget di viaggio

I soldi sono una condizione dalla quale non si può prescindere. Andare in viaggio in Australia con un budget di €900 per 3 settimane è dura, anche facendo couchsurfing.
La stessa cosa vale per destinazioni come Africa o le Galapagos o la Patagonia. Con questa cifra si potrebbe vivere un mese e mezzo in alcuni Paesi Asiatici ma non la si può contemplare in altre.

Quindi prima di scegliere mete troppo ambiziose per il nostro portafogli bisogna essere onesti con sé stessi e con le proprie finanze e scegliere di conseguenza destinazioni che permettano di viaggiare e vivere dignitosamente anche con piccoli budget. Se contrariamente il budget a disposizione è abbastanza alto ovviamente il ventaglio di scelta si amplia, in alcuni casi anche di molto e numerose destinazioni diventano più accessibili. Una destinazione non deve essere una ossessione, è più giusto fare quello che possiamo permetterci che andare dove non possiamo permetterci ci andare e non avere le risorse per viversi la destinazione.
Per esempio, se si è interessati nei safari, allora la Tanzania è una ottima opzione, ma se il budget non lo permette il Kenya offre soluzioni alternative a prezzi più accessibili. In questo caso scegliendo una piuttosto che un’altra non stiamo rinunciando all’esperienza ma stiamo adattando il nostro desiderio alle nostre reali possibilità.

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DOMANDA: A quanto ammonta il mio budget? Realisticamente!  [/su_quote]

 

Attività, natura, scuba diving, cultura, scalate o relax

C’è chi in viaggio va solo per rilassarsi chi invece cerca di potere continuare a vivere le proprie passioni come per esempio le attività sportive. Chi viaggia solo per sciare, chi per surfare, chi per scalare montagne. Alternano quindi giorni di visite culturali ad attività sportive.
Se quindi tu surfi e sei alla ricerca dei giusti spots per surfare e vuoi andare in Sud America le opzioni si riducono a: Perù, Galapagos e qualche luogo dell’Ecuador e il Brasile, sicuramente non l’Argentina. Se vuoi andare in Centro America penserai a Panama, la Costa Rica, El Salvador o il Messico e non il Guatemala, in Asia probabilmente voli direttamente in Indonesia oppure con un budget più sostanzioso vai direttamente sulla Gold Coast australiana.
Viaggiare significa trovare il giusto compromesso tra quello che una destinazione offre e quello che ti piace fare.

 

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DOMANDA: A quale attività non voglio rinunciare? [/su_quote]

Non scegliere in base alle mode

I viaggi vanno di moda, le destinazioni seguono ondate di turisti esagerati per anni per poi tornare nell’oblio dei viaggiatori. Nulla di più sbagliato che scegliere in base alle mode, il rischio delusione è in agguato.
Conosco persone a cui le Galapagos non sono piaciute per nulla per un motivo molto semplice: non si sono mai entrati in acqua perchè non volevano fare snorkeling. Le Galapagos sono un parco marino in cui l’attività principale è proprio lo snorkeling.
Così dopo aver speso migliaia e migliaia di dollari il risultato non è stato quello sperato. A fronte di quei costi, la soluzione migliore, considerando che volevano vedere animali di terra, sarebbe stato un safari in Africa.

Questo per dire che se non ti piace lo snorkeling o nuotare allora è inutile spendere così tanto per andare in un luogo come le Galapagos, ma avrebbe avuto più senso scegliere in base all’attività che ti interessa piuttosto che scegliere un luogo perchè lontanissimo e apparentemente più esotico di altri o perchè negli ultimi anni sembra essere diventato di moda.

DOMANDA:

 

Fuso orario e lunghezza del viaggio

Tra l’Italia e il Sud America ci sono tra le 6 e le 7 ore di differenza, in Sud America siamo più giovani, tra l’Italia e la Nuova Zelanda 8 ore. Il jetlag c’è chi lo soffre e chi no, io personalmente a volte ho accusato colpi non indifferenti. In Latino America mi addormentavo alle 20 per svegliarmi alle 4 del mattino e di contro i primi giorni in Asia mi addormentavo alle 4 del mattino per svegliarmi alle 12 e avere perduto una mattinata intera.

Se quindi i giorni a disposizione sono solo 10 il cambio di orario con eventuali sballi psicofisici sono da considerare altrimenti si rischia di passare l’intera durata del viaggio cercando un equilibrio e tornare a pochi giorni dall’averlo trovato.

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DOMANDA: Quanti giorni ho a disposizione? Vale la pena volare per 35 ore per stare via 8 giorni? [/su_quote]

Barriere linguistiche

Non mi sono mai posta il problema in verità perché do per scontato, sbagliando, che tutti più po meno parlano inglese e se per quanto riguarda i miei viaggi questo è in parte vero cosa se neanche noi parliamo l’inglese? O il portoghese o il Francese?
Siamo davvero pronti a fare uno sforzo immondo per 10 giorni tentando di comunicare e senza capire? Parlare una lingua o tentare di parlare una lingua necessita un po’ di tempo come fase di assestamento e i mal di testa possono essere frequenti e stancare.
Su questo argomento ho scritto il post: è necessario parlare le lingue quando si viaggia.

Ammetto che metto sempre in seconda posizione i Paesi in cui si parlano lingue che non conosco, francofoni o dove si parla portoghese, cerco di capire se l’inglese è la lingua che convenzionale che si utilizza. Il viaggio implica relazione ed interazione con gli abitanti, e le barriere linguistiche per me, ma non per tutti, sono dei limiti enormi che temo mi farebbero perdere quello che cerco dalle mie avventure.
Per esempio, sebbene trovi l’Asia meravigliosa il fatto che, a parte in Birmania e Malesia dove si parla abbastanza bene inglese non a caso ho bellissimi ricordi, non abbia realmente mai interagito con gente del luogo proprio per la nostra incapacità a comunicare.
Questo ha reso i miei mesi li più solitari del previsto, rispetto il Latino America, e oltre ad aver visto luoghi bellissimi non posso dire di aver comunicato, se non il minimo indispensabile, con gente locale. Motivo per cui forse nonostante la bellezza della regione non nutro un richiamo particolare per tornare, ho visto tanto (e davvero è bellissimo liggiu) ma non sono riuscita ad entrare nel mood di quei Paesi come speravo rimanendo ad uno stato di osservazione piuttosto superficiale.

Capacità di adattamento

Ci sono alcuni Paesi più facili da viaggiare rispetto ad altri. Viaggiare in autobus in Thailandia non è come viaggiare in autobus in Bolivia per esempio.
Le guesthouse di Bali che non paghi più di $10 non hanno niente a che vedere con gli ostelli economici di Sydney dove di dollari ne paghi 30 e condividi camerate con altre 20 persone.
Io mi adatto facilmente a tutto ma so, per esempio, che mia sorella avrebbe difficoltà a viaggiare con me adeguandosi al mio stile di viaggio molto essenziale e senza troppe pretese. Senza recriminare nulla a nessuno semplicemente c’è chi preferisce “viaggiare facile” e chi invece trova queste sfide uno stimolo a vivere un’avventura.

L’Africa, ultimo arrivo nelle mie destinazioni di viaggio, richiede una enorme capacità di adattamento, anche quando si viaggia con tour operators che scarrozzano nei Parchi Nazionali o nelle aree più remote del Paese, mancanza di infrastrutture, strade, hotels “dignitosi”.
Io per prima ci ho messo un pò di tempo ad abituarmici e se penso alla prima volta che ho messo piede nel continente africano mi rendo conto che se avessi avuto solo 2 settimane a disposizione non sarei riuscita a fare tutto quello che ho fatto visti i ritmi lenti per adeguarmi al nuovo mondo e di attesa.

DOMANDA: Sono disposto ad abbassare i miei standards di viaggio? Pretendo pulizia impeccabile e perfezione? 

Passaporto, documenti, visti e vaccini

Per viaggiare nella maggior parte dei Paesi extraeuropei  non solo serve il  passaporto ma è anche necessario avere almeno 6 pagine libere per lo stampo dei visti e non deve scadere dal giorno dell’arrivo per i 6 mesi successivi.
Altri Paesi richiedono assicurazione obbligatoria, altri vaccini, come per esempio l’Amazzonia richiede il vaccino contro la febbre gialla, altri ancora un visto prima dell’arrivo visto che non sono permessi visti on arrival. Se siamo delle persone last minute è importante accertarsi di avere i documenti richiesti in regola il rischio altrimenti è o di non partire ed essere bloccati all’aeroporto di partenza o ancora peggio arrivare a destinazione e non essere accettati. Un viaggio a vuoto praticamente.
Mai prendere sottogamba la burocrazia.

Compagni di viaggio

Ci sono destinazioni che sembrano fatte appositamente per le coppie, altre per gruppi di amici. Il viaggiatore solitario in genere potrebbe scegliere entrambe, destinazioni romantiche per godersi la solitudine o quelle tutta festa e birra per conoscere altri viaggiatori e divertirsi.
Durante i miei viaggi in Europa ho sempre scelto in base alla compagnia che avevo, se per esempio viaggiavo con i miei due migliori amici sapevo che un po’ di sana festa non ci avrebbe potuto che fare piacere e così le mete preferite erano: Berlino, Barcellona, Ibiza, Londra, Madrid, Amsterdam. Quando ho viaggiato con mia madre sono stata in Polonia, meta più tranquilla ed emozionalmente intensa. Insomma è giusto anche pensare alla compagnia che si ha così da godere appieno di quello che una destinazione offre.

Nella scelta della destinazione la compagnia è fondamentale. Inutile proporre un viaggio avventuroso all’amico che vuole solo mare o spiaggia, cosi come inutile sperare che un viaggio zaino in spalla debba piacere per forza a tutti. Ho amici che non viaggerebbero mai con me perchè non se la sentono di stancarsi così tanto e preferiscono le auto private, con conseguenti costi aggiuntivi che io a volte non posso permettermi. fine del discorso, non si può fare.

Lasciarsi ispirare – Chiedi ad altri viaggiatori e lascia che ti raccontino

Io in più occasioni mi sono fatta ispirare da foto e racconti di amici, ma anche leggere sui vari forum o siti e blog di viaggi sono stati fonti di ispirazione per destinazioni a me sconosciute.
Per esempio le Galapagos non sapevo neanche fossero in Ecuador e prima di arrivare qui non era neanche mia intenzione andare visto i costi che mi erano stati raccontati che erano proibitivi per il mio budget.
Ma presa dai racconti di chi ci era stato e dopo una carrellata di foto qualche giorno dopo avevo il biglietto aereo in mano ed ero pronta a spendere quel budget, che non era considerato e ha comportato altre rinunce dopo, per raggiungere un luogo che non avrei potuto scoprire più in là nel tempo (mai dire “tornerò”, sappiamo benissimo che sono rari i casi in cui questo accade quanto vale chiudere un occhio e giocarsi il tutto e per tutto).

Posso dire la stessa cosa dell’Africa, che in verità era il mio sogno proibito. Mi sono fatta raccontare da amici che ci hanno vissuto e l’hanno viaggiata in lungo ed in largo di cosa significhi un viaggio in questo continente e mi sono fatta convincere. Un approccio differente può essere motivo di scelta ma anche, e sottolineo soprattutto, un modo di vivere il Paese con chiavi di lettura differenti.

Google Immagini

Questo è uno dei modi che ho per raggiungere posti che a volte non sono menzionati da tutti e che mi ha fatto scoprire luoghi meravigliosi, larcipelago di San Blas ai tempi in cui non andava nessuno è stata la scoperta più eclatante, ma così è accaduto per l’Etiopia, che non avevo mai considerato prima e che è stato il primo Paese africano che ho deciso di viaggiare (con le conseguenze che ne sono derivate, ovvero uno dei Paesi più belli del mondo e che sta facendo conoscersi da poco).
Quando sono indecisa quello che faccio è scrivere il nome della destinazione su google immagini e scorrere le foto una per una, dedicando il giusto tempo e se qualcuna prende la mia attenzione clicco, vado alla pagina di riferimento e comincio a leggere approfondendo sempre di più in quella direzione.

 

A questo punto le nostre idee dovrebbero essere più chiare e sicuramente una serie di Paesi sono stati esclusi mentre altri sono diventati “papabili” anche se in principio non lo erano.
E voi come scegliete le vostre destinazioni di viaggio?

Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America sono in viaggio perenne dal 2011. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America

Questo articolo ha 7 commenti.

  1. Alberto

    Ciao,
    in quell’occasione avrei fatto meglio a pagare l’agenzia che da Tupiza mi avrebbe portato a Uyuni passando da Potosì, Sucre e Tarabuco. Ma appena passato il confine Argentino-Boliviano, la Quiaca per intenderci, sono rimasto incantato dal racconto di storie riguardanti il tinku. Mi hanno detto che potevo trovarlo nei pressi di Potosì (anche se sapevo fosse palesemente fuori stagione) e così sono uscito un attimo dal seminato per raggiungerlo. Risultato circa 30 km a piedi nella montagna boliviana, visto un villaggio, visto la danza ma non la lotta.
    Ad Uyuni ho aspettato 2 giorni, il tempo di trovare un gruppo a cui aggregarmi, per partire per il salar e la riserva Fernando Averoa; da lì poi sono andato in Cile. Detto questo se avessi avuto i soldi o per lo meno una compagnia “precotta” sarei partito prima.Verò è che le notti passate lì non valevano come la maggiorazione di un agenzia di viaggi (non tour operator ingaggiato in zona), però a conti fatti il tempo passato lì non è stato un gran investimento. Infatti ho dovuto dedicare 2 giorni in meno al Cile, che tecnicamente ho attraversato in una sola botta da Calama a Santiago in 22 ore di bus. Questo non mi è piaciuto molto, non per il viaggio (i semicama sono comodi) ma per non aver visto ancora di più. Nonostante a distanza di anni ho capito che non è stata una tragedia, ho imparato la lezione e ad usare la relazione tempo/soldi, direi quasi matematica, per pianificare con più attenzione; capisco che questa idea è assolutamente opinabile,magari fredda, ma è il mio stile, la mia firma. In viaggio non bisognerebbe mai avere fretta, prendersi il tempo per godersi il momento il più possibile, anche solo per guardare e riguardare un panorama: è unico forse non lo rivedrai mai più. Poche foto, niente diari; anzi il prossimo viaggio mollo a casa la macchina fotografica,almeno ci provo, c’è sempre qualcuno che vuole vedere dove sono stato. Ma l’attimo e le emozioni sono mie, ho faticato per averle.

    Ti ringrazio molto per le tue risposte molto rapide.

    A risentirci

    Alberto

    1. Viaggiare Low Cost

      Si le emozioni sono le tue però le foto racchiudono dei ricordi di particolari momenti che quando li racconti fanno scattare un sorriso in più sulla tua faccia perché quell’immagine stampata te la ricorda esattamente per come era.
      Io la macchina fotografica e un quaderno con una penna non li lascerei mai a casa 🙂

  2. Alberto

    Ciao Giulia,
    mi sembra che hai spiegato tutto molto bene. Hai il vantaggio di poter lavorare mentre stai viaggiando, questo ti permette di prenderti il tempo che ti serve, maggiore libertà nella scelta delle tappe ed eventualmente del rientro. Quando però sei vincolato da un un numero di giorni ben definito, occorre vedere il maggior numero di cose spendendo il meno possibile. Almeno questo è il mio scopo, la mia euristica.Da qui poi scelgo i posti , i mezzi per raggiungerli e di conseguenza i relativi pernottamenti. Il resto è facimelnte controllabile. Per spiegarmi meglio, visto che sei stata in Bolivia, ti faccio un esempio : se arrivi ad Uyuni all’inzio del Salar e devi prendere una jeep per attraversarlo e fare anche un giro per i laghi colorati o l’affitti o aspetti un gruppo di persone per affittarla insieme. Sei il tempo è poco servono più soldini per viaggiare più velocemente, questo penso io. Sei hai tempo puoi per esempio aspettare il gruppo e aggregarti a loro risparmiando. Ti sei mai trovata nella situazione di dover giocare con questi vincoli?Secondo me è la chiave che spesso fa optare alcune persone per viaggi organizzati rispetto a quelli fai da te low cost. Ed anche uno dei vantaggi per esempio di Viaggi e Avventure.
    Beh questa è la mia analisi, magari su questa scia hai qualche opinione da illustrarmi.

    Grazie mille per la tua gentilezza nella risposta.

    Alberto

    1. Viaggiare Low Cost

      Ovviamente affittare una jeap e fare le lagune e il salar di uyuni so che è costosissimo se si è da soli, In quel caso ovviamente ho pagato un’agenzia che ha unito 5 persone e con $200 abbiamo fatto un 4 giorni tutto incluso da Tupiza a Uyuni.
      Ho anche incontrato chi stava facendo il mio stesso viaggio e stesse modalità, ovvero viaggiare in bus e dormendo in ostelli, però organizzato da un’agenzia. Risultato? Io ho speso $1000 in totale e loro hanno speso $3500.
      Il viaggio organizzato lo vedo per chi ha poco tempo e ha paura a partire da solo, queste sono le motivazioni che mi sono state date da chi aveva preso parte a questo viaggio e che sono assolutamente ragionevoli.
      Io personalmente sono a favore dei tours organizzati ma non per il viaggio organizzato in tutto e per tutto, è vero anche che solitamente ho tanto tempo, posso concedermi qualche giorno di attesa e cambi di programma, ma sono anche abituata alle scomodità quindi questi due fattori uniti fanno si che raramente mi appoggi a qualcuno o organizzi tutto preventivamente.
      Probabilmente avessi solo 2 settimane alcune cose sarebbero da organizzare con largo anticipo.
      Per quanto riguarda i viaggi di gruppo non li ho mai fatti, semplicemente ho sempre viaggiato cosi, e ho cominciato a viaggiare da sola senza chiedermi se tutto questo fosse normale o meno (sono andata e basta). Mi sono unita a dei gruppi mentre ero in viaggio ma non è qualcosa assimilabile ai viaggi di gruppo, con alcune persone mi sono trovata bene con altri meno, alla fine ero sempre felice di proseguire per la mia strada.
      Quindi sicuramente i viaggi di gruppo fanno risparmiare ma l’indipendenza, che significa anche viaggiare soli visto che in quel caso tutte le spese cadono su di te, ha il suo costo e c’è chi preferisce spendere di più per non avere altre 8 persone intorno e chi vuole spendere di meno stando tutto il tempo con un gruppo che non si conosce.

      Una cosa è vera. Se hai poco tempo più soldi sono necessari. Così come se sei solo sicuramente alla fine spendi più che se fossi con una persona, ne basterebbe una sola.

  3. Alberto

    Ciao Giulia,
    prima di tutto ti devo chiedere scusa, ho risposto ai precedenti post senza conoscere l’esperienza che stai vivendo;forse posso essere sembrato un pò arrogante, non era mia intenzione. Posso considerarti una guru dei viaggi e questo mi fa piacere perchè ho qualcuno dai cui imparare. Comunque dato che mi fa molto piacere consultare il tuo blog, continuerò ad commentare :).
    Detto fatto!Hai subito scritto il tuo post che avevi annunciato. Diciamo che sei stata molto esaustiva su tutti i parametri di scelta.Per la verità, volendo girare in tutto il mondo, le mie uniche variabili decisionali sono il tempo e il denaro. Quando organizzo un viaggio e mentre lo faccio analizzo questi due punti attentamente. Diciamo che la prima variabile è il budget, sempre ridotto, a volte per scelta e a volte per necessità. La seconda è il tempo o durata del tour. Trovo che ci sia una forte relazione fra tempo e soldi evidente nel corso del viaggio, almeno ho osservato nelle mie esperienze.Non ti vorrei annoiare illustrandoti le mie osservazioni, che magari non sono neanche troppo corrette. L’unica domanda che ti vorrei fare è : come progetti un tuo viaggio in modo tale da essere sicura che vada a buon fine con la spesa minore possibile? Diciamo come ottimizzi il tuo budget? Ti sembrerà stramba come domanda, ma avedo trovato in te una persona che viaggia low cost con maggiore esperienza, volevo qualche dritta.

    Grazie mille di tutto e ancora in bocca al lupo per il tuo mega-stupendo viaggio.

    A risentirci presto

    Alberto

    1. Viaggiare Low Cost

      Ciao Alberto!
      Grazie a te per avermi ispirata a scrivere il post 🙂 e assolutamente no presunzione nella tua domanda, semplicemente non lo sapevi!
      Ci tengo a dirti che io lavoro quindi ho delle entrate ogni mese, qui trovi la mia storia https://www.viaggiare-low-cost.it/lavorare-su-internet-viaggiando-storia-di-una-ex-impiegata/
      Venendo alla tua domanda, come faccio ad essere sicura che il mio budget è sufficiente.
      Dipende ovviamente dove vado. quando sono stata in Australia, Nuova Zelanda, New York dove il costo della vita è altissimo per dormire ho fatto molto couchsurfing, tagliavo così i costi dell’alloggio, per mangiare cucino e non vado ai ristoranti. Quando mi rendo conto che sto spendendo più di quanto dovrei semplicemente ridimensiono le mie spese e non pago MAI con carta di credito ma solo in contanti così ho effettiva coscienza di quanto sto spendendo e posso gestire i soldi probabilmente meglio.
      I miei viaggi di progettato hanno molto poco, se mi rendo conto che un Paese è troppo caro per le mie finanze vado via. Per esempio una cosa è viaggiare in Asia e un’altra è viaggiare in Australia. Una cosa è viaggiare in Centro America un’altra nei Caraibi.
      Quindi alla fine come dici tu il budget svolge un ruolo fondamentale. Se non avessi lavorato non sarei potuta stare 2 mesi e mezzo tra Australia e Nuova Zelanda dove spendevo 3 volte di più di quanto stavo spendendo qualche mese prima in Asia.
      Di fatto i modi per ridimensionare le spese ci sono, se spulci nel blog trovi alcuni post su come spendere di meno in Australia per esempio.
      Spero di essere stata abbastanza esaustiva…continua a seguirmi e commentare!

    2. Viaggiare Low Cost

      Ciao Alberto!
      Grazie a te per avermi ispirata a scrivere il post 🙂 e assolutamente no presunzione nella tua domanda, semplicemente non lo sapevi!
      Ci tengo a dirti che io lavoro quindi ho delle entrate ogni mese, qui trovi la mia storia https://www.viaggiare-low-cost.it/lavorare-su-internet-viaggiando-storia-di-una-ex-impiegata/
      Venendo alla tua domanda, come faccio ad essere sicura che il mio budget è sufficiente.
      Dipende ovviamente dove vado. quando sono stata in Australia, Nuova Zelanda, New York dove il costo della vita è altissimo per dormire ho fatto molto couchsurfing, tagliavo così i costi dell’alloggio, per mangiare cucino e non vado ai ristoranti. Quando mi rendo conto che sto spendendo più di quanto dovrei semplicemente ridimensiono le mie spese e non pago MAI con carta di credito ma solo in contanti così ho effettiva coscienza di quanto sto spendendo e posso gestire i soldi probabilmente meglio.
      I miei viaggi di progettato hanno molto poco, se mi rendo conto che un Paese è troppo caro per le mie finanze vado via. Per esempio una cosa è viaggiare in Asia e un’altra è viaggiare in Australia. Una cosa è viaggiare in Centro America un’altra nei Caraibi.
      Quindi alla fine come dici tu il budget svolge un ruolo fondamentale. Se non avessi lavorato non sarei potuta stare 2 mesi e mezzo tra Australia e Nuova Zelanda dove spendevo 3 volte di più di quanto stavo spendendo qualche mese prima in Asia.
      Di fatto i modi per ridimensionare le spese ci sono, se spulci nel blog trovi alcuni post su come spendere di meno in Australia per esempio.
      Spero di essere stata abbastanza esaustiva…continua a seguirmi e commentare!

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